Il Segno Del Comando
di
ygy2020
6


21 aprile 1817, notte ore 11:
esperienza indimenticabile,
luogo meraviglioso,
piazza con rudere romano,
chiesa rinascimentale,
fontana con delfini,
musica celestiale,
messaggero di pietra,
tenebrose presenze.

Con questo articolo vorrei rispolverare una piccola “chicca” della televisione italiana: Il Segno Del Comando.

Il Segno Del Comando è uno sceneggiato a puntate prodotto e trasmesso dalla Rai nel lontano 1971, il cast comprendeva :
regia : Daniele D’Anza ;
Attori principali: Ugo Pagliai, Carla Gravina, Massimo Girotti, Rossella Falk.

Se dopo questa piccola premessa avete cambiato articolo : SHAME ON YOU.
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La particolarità vera di questo sceneggiato, considerata anche l’epoca DC (Democrazia Cristiana) in cui è stato trasmesso, è che era completamente incentrato sull’esoterismo, non quello alla Giacobbo però, ma quello dei salotti bene di fine 800, quello di Lord Byron e compagnia bella, senza la ben che minima censura anzi con spiegazioni quasi accademiche di ciò di cui stavano parlando (ricordiamoci che a quei tempi la TV aveva ancora un attitudine didattica), se oggi un qualsiasi regista provasse a riproporre una sceneggiatura del genere verrebbe interamente tagliata perdendo così tutto il fascino.

Lo sceneggiato è ambientato in una Roma di fine anni 60 e quasi interamente di notte, questo visto oggi è un particolare non da poco in quanto rende tutto molto più suggestivo, abituati come siamo ad una capitale assolutamente caotica a qualsiasi ora del giorno la differenza con il silenzio della notte nelle borgate romane che permea tutto lo sceneggiato aumenta la suspance ed il mistero già ottimamente espressi dalla sceneggiatura in se.

Trama:


Il Professor Edward Forster ha dedicato i suoi studi all’affascinante figura di Lord Byron e riceve da un certo Tagliaferri una lettera contenente una fotografia che riproduce una piazza romana descritta in uno dei diari dello scrittore inglese. Forster era sempre stato convinto che quel luogo non esistesse, che Byron avesse usato un linguaggio simbolico per esprimere qualche strana esperienza vissuta nella capitale italiana. Giunto a Roma, scopre che nessuno sembra avere mai visto la piazza della fotografia e che l’uomo che gliela avrebbe spedita è un pittore morto da cento anni, al cui indirizzo Forster incontra una giovane donna, affascinante e sfuggente. Sarà lei a condurlo fra le antiche strade di una Roma misteriosa, impregnata di atmosfere surreali, e sarà sempre lei a rivelargli che il giorno della sua morte è già stato fissato da almeno due secoli.

Non sono un bravo critico cinematografico, quindi non starò ad annoiarvi con giudizi del tutto personali su recitazione (dal mio punto di vista anni luce avanti al migliore attore italiano odierno), sulla scelta dei luoghi (quale città migliore della Città Eterna per uno sceneggiato su Alchimia Magia ed Esoterismo in genere?), o della trama (ottimamente strutturata, ti tiene in sospeso per tutte e 5 le puntate senza grossi colpi ad effetto in stile Hollywood, ma con la continuità ed il crescendo di un ottimo film thriller ) vi suggerisco solo di procurarvelo e di guardarlo, magari in compagnia dei vostri genitori che ricorderanno ed apprezzeranno insieme a voi.

Storia Della Produzione:
(tratta spudoratamente da wiki, ma era interessante e le riporto per intero e senza quote che il grigino a quest’ora fa male agli occhi)
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Chiudo l’articolo lasciandovi nell’approfondimento la sigla di chiusura Cento Campane:

Din don, din don, amore,
cento campane me stanno a di’ de no…

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ps: non state a cercarlo in streaming o sul p2p, NON ESISTE!
Incautatevelo invece, è disponibile solo su Elleu Multimedia che è il distributore ufficiale delle serie tv, film e sceneggiati prodotti dalla Rai dagli albori della sua storia ad oggi.

Fonti: Il cofanetto dei dvd dello sceneggiato , wikipedia, Teledico

Proposta: perchè non rispolveriamo tutte queste vecchie serie?
io purtroppo ho visto solo questa, ma ce ne sono moltissime che varrebbe la pena riscoprire e diffondere nuovamente, per lo meno per cercare di consolarci vedendo che non è sempre stato “Elisa di Rivombrosa” la massima espressione artistica della tv italiana, se voi ne avete altre postate ;) .

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giovedì 26 maggio 2011 - 0:39
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