Avete mai mangiato un insetto?

11 anni fa

5 minuti

Mangiare insetti è pratica comune in diverse parti del mondo. Per la nostra cultura è aberrante, ma molti dei nostri cibi abituali sono altrettanto aberranti per altri popoli e culture.

Qualche esempio:
– Un inglese non mangerebbe mai carne di cavallo.
– Un americano non mangerebbe mai un formaggio con la muffa (come ad esempio il gorgonzola).
– Un induista non mangerebbe mai carne bovina.
– Un islamico non mangerebbe mai carne di maiale.

In ogni caso, tutti noi siamo certi di non aver mai mangiato insetti. Per fortuna però Lega Nerd è qui a spiegarci che ci sbagliamo.

Il Casu Marzu
Una specialità culinaria sarda è la crema di formaggio spalmabile, nota come Casu Marzu.
[more]Il suo intenso gusto piccante è (sorpresa!) dato dalle larve della mosca casearia.

Il pecorino viene infatti intaccato dalla mosca che deposita le proprie larve sulla forma. Dopo la schiusa, le larve trasformano con i loro enzimi, la pasta casearia del pecorino in una morbida crema.

Il periodo di maturazione dura da tre a sei mesi. Quando il formaggio è maturo e le larve sono notevolmente diminuite di numero fino a scomparire del tutto, la forma viene aperta togliendo la parte superiore.

L’interno della forma si presenta composto da una crema omogenea di colore giallastro e dal sapore molto particolare e pungente. Pronta da spalmare sul pane, e da mangiare.[/more]

Certo, potreste non essere mai stati in Sardegna, o non aver mai mangiato il Casu Marzu, ma probabilmente avete mangiato:

Il miele
Tutti sappiamo che il miele viene prodotto da un insetto.
[more]La produzione del miele comincia nell’ingluvie dell’ape operaia (una parte dell’apparato digerente dell’ape, detta anche “borsa melaria”), durante il suo volo di ritorno verso l’alveare. Nell’ingluvie si aggiunge al nettare l’invertasi, un enzima che ha la proprietà di idrolizzare il saccarosio in glucosio e fruttosio.

Giunta nell’alveare, l’ape rigurgita il nettare, ricco d’acqua, che deve poi essere disidradato per assicurarne la conservazione.
A questo scopo, le api bottinatrici lo depongono in strati sottili sulla parete delle celle. Le api operaie ventilatrici mantengono nell’alveare una corrente d’aria che provoca l’evaporazione dell’acqua. Quando questa è ridotta ad una percentuale dal 17 al 22%, il miele è maturo.

In pratica quando mangiamo il miele, stiamo mangiando il rigurgito parzialmente essiccato del cibo di un insetto.

In ambienti dove è scarsa la fioritura, però, le api ricorrono alla melata come fonte zuccherina alternativa al nettare.
La melata è costituita dagli escrementi liquidi emessi dalla maggior parte dei Rincoti Omotteri (altri insetti) che si nutrono della linfa delle piante.

In questo caso, quando mangiamo il miele di melata, stiamo mangiando il rigurgito parzialmente essiccato di un insetto che si è nutrito dell’escremento di un altro insetto.[/more]

Voi però lo sapevate già e vi siete sempre tenuti alla larga dal miele e dai prodotti che lo contengono. Ma avete evitato anche le caramelle rosse?

Il colorante E120
Si tratta del colorante rosso utilizzato dall’industria alimentare.
[more]Il colorante E120 (cocciniglia) proviene dalle femmine dell’insetto della specie Dactylopius coccus.
Una volta polverizzato il carapace di questi insetti, la polvere viene trattata con acqua calda per estrarre l’acido carminico, che è la molecola colorata.

Questa molecola viene utilizzata per produrre gran parte dei coloranti rossi utilizzati nell’industria alimentare (noti appunto come come E 120)
Per ottenere 1 kg di colorante servono più di 100.000 insetti

Magari non ve ne ricordavate, ma se ne era già parlato qui:
https://leganerd.com/2010/05/25/i-coloranti-alimentari/[/more]

Ma un nerd non si frega: di sicuro avrete accuratamente evitato anche tutti gli alimenti rossi e non bevete il Campari.
Il pane però lo mangiate? E il cioccolato?

The food defect action levels
Ovvero, la regolamentazione della presenza di parti di insetti nel cibo.
[more]Negli Stati Uniti esiste una regolamentazione ben precisa della quantità di impurità ammesse nel cibo.

Ad esempio, per la farina di frumento viene tollerato un livello massimo di 150 frammenti di insetti ogni 100 g di farina.
Per il cioccolato il massimo è di 60 frammenti di insetti ogni 100 g.

Se volete vedere la tabella completa, è qui (in inglese)

E in Italia? Siamo messi peggio.

La nostra legge non fissa dei limiti precisi. Si limita a stabilire che le sostanze alimentari non devono essere “insudiciate,invase da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione”.

Si tratta di norme molto generiche e in realtà non esistono dei limiti ben precisi, quindi possiamo star certi che le quantità di impurità nel nostro cibo sono maggiori di quelle definite nel “Food Defect Action Levels” americano.[/more]

Bene, adesso che abbiamo stabilito che tutti siamo già abituati a mangiare insetti, chi vuol fare una partita a:

The really wild bug eating party
Il gioco che se perdi ti mangi un insetto.
[more]La scatola di questo gioco da tavolo contiene un mazzo di carte “sfida”, ciascuna delle quali mette in competizione tra loro i concorrenti. Chi perde, deve mangiarsi un insetto.

Nella confezione sono infatti anche presenti parecchi insetti, ciascuno chiuso in confezione sterile, tutti etichettati con “da consumare preferibilmente entro il”.

Maggiori informazioni, e qualche foto, qui (in inglese)[/more]

In alternativa, visto che ormai siamo abituati a mangiare insetti, è possibile passare a ricette più elaborate, come quelle già citate in precedenti articoli sul Lega Nerd:
https://leganerd.com/2011/01/05/fortino-rojas-e-l%e2%80%99alta-cocina-prehispanica/
https://leganerd.com/2010/08/07/insect-sushi/

Buon appetito!

P.S.
E’ il mio primo articolo da autore; è quindi ufficialmente aperta la caccia al niubbo.

Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Entomophagy
www.iss.it/binary/publ/cont/Pag1_19RapportoIst96_08.pdf
http://edibug.wordpress.com/author/edibug/

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