Una (stra)ordinaria storia di pallacanestro #LegaNerd
di
Saril
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Ok, loro hanno fatto 33 punti in un quarto, adesso li facciamo noi.

29 Aprile 2011: Memphis, ottava classificata della West division, vince 4-2 la prima serie dei playoff Nba contro San Antonio, prima classificata.

Colonna sonora.

Facciamo un salto indietro di 28 anni. Facciamo un salto in un altro paese. Facciamo un salto in un campionato minore.
02 Marzo 1983. Italia. Periferia nord ovest di Milano. Un oratorio moderno posto tra Viale Espinasse e Viale Certosa. Un campo da basket all’aperto appena costruito. Come ho detto siamo ai primi di marzo, fa freddo e ci sono ancora i cumuli di neve fuori dal campo. Tra poco, alle 15.00, inizia una partita di pallacanestro del gruppo sportivo della locale scuola media.
Praticamente tutti i ragazzi che vanno all’oratorio di Santa Marcellina sono anche studenti, o lo sono appena stati, della scuola media intitolata a Cristoforo Colombo. La squadra di basket del gruppo sportivo è formata esclusivamente da ragazzi che studiano alla Colombo. L’allenatore della squadra di basket del gruppo sportivo è il professore di Educazione Fisica della scuola, ”Prof” Bruno Mantovani.
Il campo è protetto da una rete verde a maglie larghe, ed è circondato dai pochi tifosi delle due squadre, parenti e qualche amico dei giocatori.
Qual è la squadra avversaria?
La Pallacanestro Olimpia “Billy” Milano, contro cui i ragazzi della Colombo persero all’andata solo di 19 punti.

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I “fighetti” dell’Olimpia cominciano subito a lamentarsi del fatto che il campo è all’aperto, fa freddo, non sono abituati a giocare sul cemento ma solo sul parquet; in più, sapendo che il coach della Colombo è squalificato, si lamentano del fatto che rimanga comunque dietro la panchina dei suoi ragazzi, attaccato alla rete del campo. L'arbitro fa spallucce: “Il coach è fuori dal campo, per me va bene così”.

Fischio d’inizio, i cinque giocatori del Billy, nelle loro perfette divise bianche, si sistemano in campo. I nostri ragazzi, un po’ titubanti, prendono le marcature: la loro divisa è un arcobaleno di colori. Hanno tutti la canotta rossa, intendiamoci, ma il rosso non è dello stesso tono a causa dei continui lavaggi, i pantaloncini sono tutti diversi, qualcuno ha un lupetto per ripararsi dal freddo o la tuta lunga, i numeri di maglia sono stati comprati e cuciti sulle divise dalle loro mamme e non sono tutti alla stessa altezza.
L’Olimpia comincia, come da prassi, subito forte, e, complice il timore reverenziale che si porta in dote, riesce a staccare la Colombo.

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I giocatori e l’allenatore del Billy non credono ai loro occhi quando realizzano la sconfitta. Ma l’invasione di campo li riporta alla dura realtà. I nostri sono completamente sommersi dal pubblico e portati in trionfo: eroi del quartiere assieme al loro ”Prof”.

Quegli stessi eroi, 28 anni dopo, con sguardo sognante ed emozionato, mi hanno raccontato la loro partita della vita.

Fonte: testimoni oculari, il “Prof”, i giocatori e i tifosi.

[MBLP]: rubrica a cura di @saril e @parano1dz che vi porta nel fantastico mondo del basket!

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giovedì 5 maggio 2011 - 18:10
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