Gustave Eiffel, l’Ingegnere del ferro

11 anni fa

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Gustave-Alexandre Eiffel (1832-1923), noto ai più per l’orrenda omonima torre parigina, è stato uno dei più importanti ingegneri dell’800 per i suoi enormi contributi nello sviluppo delle strutture metalliche e nello studio dell’aerodinamica.

Originario della Germania (troppo intelligente per essere un Francese), iniziò la sua brillante carriera lavorando per una società produttrice di macchine a vapore ed utensili. Nel 1858 la società venne incaricata di costruire un ponte ferroviario a Bordeaux, noto come La passerelle, lungo 510 metri. Eiffel, che all’epoca aveva solo 26 anni, riuscì ad ottenere la direzione dei lavori, dando una prima prova del suo talento. In questo progetto utilizzò per la prima volta l’aria compressa per la realizzazione delle fondazioni a pile tubolari, costituite ognuna da due colonne in anelli di ghisa di 3,60 metri di diametro, affondate a 17 metri sotto il livello delle acque.

Seguirono nel 1862 altri due lavori all’interno del progetto della Ville d’Hiver dei fratelli Pereire a Arcachon: la passerella Saint-Paul e l’Osservatorio Sainte-Cécile.

Nel 1866 ci fu l’effettiva consacrazione di Eiffel, con la fondazione di una sua società che acquisì in breve una grande fama, grazie alle avveneristiche strutture reticolari. Durante i seguenti 20 anni Eiffel progettò e realizzò una serie sconfinata di viadotti, ponti e strutture metalliche in tutto il mondo. I più rilevanti sono il Magazin au Bon Marché a Parigi, il primo edificio in ferro e vetro, il ponte Maria Pia sul Duero a Oporto, suo primo ponte in ferro, e il ponte Garabit in Francia, che all’epoca era il ponte più alto del mondo.

Ogni sua opera portava qualche innovazione nel mondo ingegneristico o rompeva qualche record, molte meriterebbero un proprio post, ma qui si bada alla sostanza, quindi salto direttamente a quella che considero la sua opera migliore. No, non è la Tour Eiffel, ma piuttosto la struttura portante della Statua della Libertà.

La celeberrima statua situata su Liberty Island, davanti New York, è costituita da un’armatura in acciaio rivestita da lastre di rame, modellate a martellate e assemblate con rivetti, poggiata su un basamento granitico di origine sarda. Alta 93 metri (compresi i 40 del piedistallo) e visibile fino a 40km di distanza, questa opera è così importante non solo per tutta la simbologia e la storia che rappresenta, ma soprattutto per la sua tecnica costruttiva.

Progettata dallo scultore Frédéric Auguste Bartholdi e realizzata ingegneristicamente da Eiffel, è stata interamente costruita a Parigi dove venne presentata all’unione Franco-Americana il 4 luglio 1884. In seguito la statua venne smontata in pezzi, imballati in 1883 casse inviate via mare agli Stati Uniti per mezzo di una piccola nave (che dovette fare diversi viaggi). La statua raggiunse Liberty Island il 19 giugno 1885, e venne inaugurata il 28 ottobre 1886, in occasione del 110° anniversario della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti.

Questo metodo di costruzione e invio in parti da montare è oggi usato nella maggior parte delle grandi opere ingegneristiche poiché garantisce enormi vantaggi. Commissionando varie parti del progetto a diverse società si possono ridurre i tempi di costruzione dell’opera, garantendo al tempo stesso una migliore qualità delle parti, dato che ogni componente può essere costruito da una società specializzata. Inoltre tempi di messa in opera sono molto minori, praticamente c’è “solo” da montare i vari pezzi, e ciò riduce notevolmente i costi di realizzazione. Anche da questo punto di vista Eiffel l’ha vista lunga.

Ritornando alle opere di Eiffel, tra il 1887 e il 1889, in occasione dell’Expo del 1889 per il centenario della rivoluzione francese, fu costruita la Torre Eiffel. All’epoca edificio più alto del mondo con i suoi 324 metri, la torre è composta da 18.038 pezzi di ferro forgiato e 2 milioni e mezzo di rivetti, il tutto assemblato da 300 metalmeccanici. Se volete un po’ di numeroni riguardo le sue statistiche andate su wikipedia, qui mi limito ad una curiosità: la fantastica illuminazione della torre, costituita da lampade al sodio, è stata aggiunta solo nel 1985, quasi un secolo dopo la sua messa in opera.

Dal 1900 Eiffel direzionò le sue capacità verso lo studio dell’aerodinamica, costruendo la prima galleria del vento e dimostrando sperimentalmente il principio del moto relativo. Questi studi lo portarono durante la prima guerra mondiale ad occuparsi di ricerche sulle eliche, sulle ali d’aereo e sui proiettili, fino alla concezione nel 1917 di un aereo da caccia monoplano. Tuttavia, durante e alla fine della prima guerra mondiale, vi era la convinzione errata che i biplano fossero più manovrabili, forse dovuto al fatto che i tedeschi utilizzavano dei caccia monoplano. Bisogna attendere fino agli inizi della seconda guerra mondiale per vedere l’ascesa dei monoplano.

Dopo il conflitto, nel 1921, Eiffel donò tutte le sue installazioni allo stato francese. Morì nel 1923, alla veneranda età di 91 anni, dopo aver creato due simboli nazionali e dato vita all’era delle strutture metalliche.

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