Recensione Thor #LegaNerd
di
Akiyama
8

Buon ritorno dalle vacanze a tutti voi, dopo aver chiesto a Zano, mi appresto a recensire Thor nella sua rubrica del lunedì. Questo post servirà, spero, sia a invogliare alla visione gli indecisi che a far  riassaporare il film a chi l’ha già visto.

Trama

Thor narra delle vicende del giovane e impetuoso Dio del Tuono che, a causa del suo atteggiamento bellicoso nei confronti dei mostruosi Giganti del Ghiaccio, viene punito da suo padre Odino, il sovrano di Asgard,  il quale lo spedisce sulla Terra senza poteri, in modo da calmare i suoi bollenti spiriti. Questo permetterà a Thor di sviluppare il suo lato umano, trovando persino l’amore, e di fortificare il suo spirito per contrastare le forze del Male, guidate da “inaspettati” traditori.

Cast&Personaggi

Chris Hemsworth – Thor: il gigante biondo riesce a rendere alla perfezione il protagonista della storia, sia fisicamente che caratterialmente, risultando allo stesso tempo potente, tracotante e nobile d’animo, il tutto facilitato da un personaggio comunque estremamente lineare.

Natalie Portman – Jane Foster: la bella Natalie viene letteralmente “sprecata” nel classico ruolo femminile di accompagnamento dell’eroe; ovviamente non delude affatto, ma le sue capacità recitative sono decisamente inutili in questo caso, sperando che nei sequel ottenga maggior spazio. Tuttavia, è possibile che la scelta della Portman sia servita a giustificare il fatto che Thor se ne innamori all’istante, come biasimarlo. :D

Anthony Hopkins – Odino: scelta estremamente azzeccata, Hopkins è decisamente credibile nel ruolo del Padre degli Dei, risultando allo stesso tempo saggio e severo, dando ulteriore prova delle sua notevole bravura, tant’è che in un film molto rapido e prettamente d’azione i discorsi di Odino/Hopkins risaltano così tanto da restare impressi nella mente dello spettatore, al pari della splendida carrellata di immagini di Asgard.

Tom Hiddleston – Loki: inizialmente il suo sguardo e la sua espressione non mi sembravano adatti a rappresentare il Dio degli Inganni, ma col passare del tempo l’attore e il personaggio arrivano a rappresentare alla grande il cattivo più mendace e subdolo dell’universo marvelliano.

Idris Elba – Heimdall: premettendo che l’attore è stato molto bravo e che aveva il physique du role per interpretare il guardiano del Bifrost, io credo che, così come in un film ambientato nell’Africa nera mi aspetto attori di colore, in un film basato sulla mitologia nordica mi aspetto un attore nordico. La scelta penso sia stata dettata sia dall’ottima prova che deve aver dato Elba al provino, sia dal fatto che sempre più spesso si tenta di avere la maggiore rappresentanza etnica possibile. Nell’ottica del film è andata benissimo, ma resta discutibile, secondo me.

Lo stesso discorso si pone per Hogun, interpretato dall’asiatico Tadanobu Asano (comunque molto somigliante all’Hogun del fumetto), mentre è perfetto Joshua Dallas per Fandral. Ray Stevenson invece sarebbe dovuto ingrassare molto di più per interpretare il voluminoso Volstagg.

Commento

Il film si può dividere in due parti, una incastonata nell’altra: da un lato c’è il Thor divino, che vive nella tribolata corte di Odino, aspirandone al trono e agognando il campo di battaglia, mentre dall’altra c’è il Thor confinato a Midgard, che rappresenta più un banco di prova che una vera e propria seconda casa per il biondo norreno, almeno per ora.

La parte asgardiana risulta essere più avvincente e spettacolare, condita da meravigliose scenografie e costumi ben curati (nonostante Thor a volte camminasse un po’ goffamente, imho), purtroppo Branagh si è limitato nella tessitura delle intricate dinamiche di corte a causa della necessità quasi immediata di portare Thor sulla Terra.

Sarebbe stato più opportuno far svolgere i primi 3/4 di film ad Asgard, dando tempo a Loki di mostrare ancor di più il suo lato oscuro, invece di limitarsi a inquadrarlo mentre fa lo sguardo assassino, come suggeriva Homer Simpson a Mel Gibson per far capire che il cattivo era un cane, e a far definire la sua natura melliflua e bugiarda dalle banali parole di altri che fino a qualche minuto prima avevano combattuto con lui. Visto che era già noto che lui sarebbe stato il nemico, sarebbe stato meglio farlo vedere all’opera in qualche altra scena mentre ingannava suo fratello Thor e suo padre Odino, anche da bambino, magari, e soprattutto avrebbero dovuto farlo parlare molto di più, in linea con la sua fama, invece viene spesso zittito da altri personaggi.

In ogni caso, i combattimenti con i Giganti di Ghiaccio a Jotunheim sono molto belli da vedere, peccato che siano solo un antipasto a cui non seguiranno portate più sostanziose, scontro finale compreso.

Il Thor terrestre, seppur protagonista di divertenti siparietti (uno tra tutti: il Dio del Tuono messo KO da un taser), sembra un po’ forzato, dovendo ambientarsi in un nuovo mondo, imparare un’importante lezione di vita, innamorarsi e salvare lo stesso nuovo mondo in un batter d’occhio.

È impossibile disgiungere il personaggio del film di Thor dal personaggio dei fumetti di Thor, da cui trae origine, per questo motivo la scelta di escludere dalla pellicola la sua controparte terrestre, il Dottor Donald Blake, fu considerata molto “coraggiosa” dai fan. Spiego meglio per i profani: Thor fu punito da Odino per la sua arroganza e presunzione mandandolo sulla Terra a condividere mente e corpo con il suddetto Blake, per giunta zoppo; questo aiutò Thor a limare il suo atteggiamento belligerante e grezzo, rendendolo un eroe e un uomo più completo. Per questo motivo, come il Thor del film riesca a cambiare così in fretta resta un mistero, ma la scelta di non includere Blake si rivela una buona idea in virtù del bagaglio di eventi già strapieno. Si nota anche l’assenza del prode Balder, che avrebbe fatto più figura di Sif insieme ai 3 guerrieri; infatti, quella che dovrebbe essere l’amore della vita di Thor viene trattata alla stregua di una comparsa, per questo motivo sarebbe stato meglio non includerla nel film, arrivati a questo punto.

Comunque, su Midgard Thor rende finalmente piena giustizia a colui che rappresenta, mettendo in scena il gesto che da quando il personaggio fu creato ha conquistato milioni di fan di tutte le generazioni, essendo anche il più iconico: l’alzata del martello.

Quando Thor solleva il suo Mjolnir il cielo si oscura e si scatena la tempesta e lui è lì in alto a comandare i fulmini, mighty come se non ci fosse un domani, disintegrando qualsiasi minaccia si ponga davanti al suo cammino, facendo venire la pelle d’oca agli spettatori, il cui rumore di mascelle spalancate rieccheggia nella sala, perché quando Thor evoca le folgori è un Dio nel suo elemento e non ci sono cazzi per nessuno.

Il 3D

Sebbene venga sfruttato molto meglio rispetto ad altri film, creando spettacolari panoramiche di Asgard, soprattutto del Bifrost, il 3D conserva i suoi soliti 3 problemi: difficoltà a seguire senza fastidi le scene veloci tridimensionali, leggero velo di oscurità dovuto agli occhiali, obbligo di guardare ciò che viene messo a fuoco dallo schermo, mentre il resto è sfocato. Una nota positiva è stata la scelta del cinema dove l’ho visto di aprire l’aria condizionata fredda nel momento in cui gli eroi sono entrati nella terra dei giganti di ghiaccio, rendendo ancora più suggestiva la scena in 3D della neve cadente.

In ottica Vendicatori

Il film di Thor va visto come parte del grande mosaico supereroistico che sta prendendo forma, questo significa che le pecche ed i limiti visti nel film possono essere facilmente perdonati se si pensa che il regista doveva riuscire ad introdurre un personaggio molto “ricco” come Thor in un solo film, in modo da renderlo immediatamente disponibile per il film dei Vendicatori. In questo senso, la missione di Branagh si può considerare perfettamente riuscita, perché Thor non è un eroe umano e istrionico come Iron Man, né idealista e carismatico come Capitan America: Thor è un Dio guerriero in mezzo agli umani ed è esattamente questo che traspare dal film.

Easter Eggs

Il Prof. Eric Selvig parla di un suo amico scienziato esperto di raggi gamma misteriosamente scomparso, si riferisce ovviamente a Bruce Banner/Hulk.

Un agente dello Shield si chiede se il Distruttore sia un’armatura di Tony Stark/Iron Man.

Stan Lee compare come autista del camion che prova a spostare Mjolnir.

Clint Barton/Occhio di Falco compare armato di arco e frecce, lo rivedremo ne I Vendicatori.

L’afroamericano colossale che ferma Thor si dice che sia Luke Cage.

Thor assume l’identità di Donald Blake, il suo alter-ego nel fumetto.

Scena dopo i titoli di coda:

Spoiler
Si vede Nick Fury parlare con il Prof Eric Selvig a proposito del Cubo Cosmico, fonte di inenarrabile potere, con Loki a controllare Selvig e a osservare il Cubo con molto interesse, preparandoci alla trama de I Vendicatori.

Curiosità

Thor era comparso in precedenza in un orrendo film tv in versione “pecoraro” con Lou Ferrigno nei panni di Hulk intitolato ”Thor e Hulk Gli Invincibili”.

Inoltre, nel celebre film “Tutto quella notte”, il gigante biondo (sotto mentite spoglie) veniva interpretato da nientepocodimenoche Vincent D’Onofrio, cioè Palla di Lardo in Full Metal Jacket, uscito lo stesso anno. Trovate il video sotto approfondimento.

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Voto

Considerando quanto scritto sopra, Thor merita un 8 pieno, perché sicuramente intrattiene dal primo all’ultimo secondo e presenta un personaggio cardine del prossimo kolossal della Marvel.

Immagino di essermi dilungato un po’, ma ho diviso la recensione per argomenti apposta, in modo che ognuno trovi subito la parte che gli interessa. ;-)

Akiyama

"I dare do all that may become a man, who dare do more is none" Macbeth, William Shakespeare
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lunedì 2 maggio 2011 - 17:38
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