The Skyhook #LegaNerd
di
Saril
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”Kareem was just awesome, what a beautiful shot, I still cannot believe today people do not work on hook shots.” – Magic Johnson

”The most awesome weapon in the history of any sport.” – Pat Riley

Lo Skyhook, o, come lo chiamavamo noi giovani giocatori di pallacanestro degli anni ’80, il gancio cielo, è stata la più formidabile arma di offesa che abbia mai calcato i parquet delle arene Nba. Ne parlo al passato perchè dopo Kareem Abdul-Jabbar, non c’è stato nessun giocatore di livello internazionale ad usarlo in modo così preciso e devastante.

Il gancio cielo viene utilizzato per la prima volta da George Mikan negli anni ’50. Mikan, nei Minneapolis Lakers, ridisegnò la figura del centro, era così dominante nell’area pitturata che dovettero ingrandirla apposta per tenerlo lontano dal canestro.

Ma negli anni ’60 un giovane Lew Alcindor, cominciò già nella high school a imparare i movimenti del gancio cielo. Questa abilità venne perfezionata e ottimizzata all’università, sotto la guida del coach universitario più vincente di tutti i tempi: John Wooden. In più, proprio a causa del suo dominio sotto canestro (come Mikan), la schiacciata venne bandita dalla NCAA nel 1967 e venne reintrodotta nel 1976.

Ma ormai la padronanza dello skyhook di Kareem era così perfetta che neanche quella assurda regola gli impedì di vincere i tre campionati NCAA a cui partecipò con i Bruins di UCLA.

Il gancio cielo è un’arma perfetta nelle mani di un centro capace perchè non c’è difesa che possa stopparla, il fatto che Jabbar lo eseguisse sia di destro che di sinistro rendeva la cosa ancora più devastante: Kareem prendeva posizione spalle a canestro, una volta ricevuto il passaggio, tenendo d’occhio la difesa, girava la spalla sinistra verso il canestro, poi, con un movimento continuo e armonioso, si dava la spinta con la gamba sinistra, mentre la gamba destra si alzava e con essa il braccio destro. Al culmine dell’altezza (e Kareem è alto 2,18 m.) lasciava andare il pallone con un dolce movimento di polso che dava al pallone stesso una parabola morbida e gentile che finiva dritta nella retina. Poesia in movimento…

Come mai ora non si usa più: la spiegazione è nell’evoluzione della pallacanestro, i giocatori odierni sono più propensi ad attaccare il ferro in maniera più diretta e spettacolare. Il gancio cielo è un tiro di squadra, bisogna aspettare che il centro si posizioni e dargli la palla in maniera corretta, molto più entusiasmante fare un palleggio incrociato e buttarsi in area per una schiacciata o sparare un tiro oltre la linea da tre punti.

Ho visto solo una persona stoppare il gancio cielo: Wilt Chamberlain. In questo video a 2′ 39″.

Enjoy, e non perdetevi le prossime puntate di MBLP!

Fonti: wikipedia, il gancio cielo

[MBLP]: rubrica a cura di @saril e @parano1dz che vi porta nel fantastico mondo del basket!

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lunedì 25 aprile 2011 - 23:38
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