Hacking e Cristianità

19 Aprile 2011

L’hacker ha in effetti una precisa percezione dell’importanza di dare un contributo personale e originale alla conoscenza. Pittman, che si presenta come a Christian and a technologist [4], interpreta questa azione come una partecipazione emotiva al lavoro creativo di Dio, un lavoro che sviluppa interesse, passione, curiosità, che mette in moto le capacità di chi lo compie non avvilendolo. L’hacker è sostanzialmente un creativo sempre in ricerca. Come cristiano egli vive e interpreta il suo gesto creativo come una forma di partecipazione al «lavoro» di Dio nella creazione.

Un articolo che può essere definito interessante sotto molti punti di vista. È un confronto che tenta una conciliazione, nel limite del possibile, tra questi due mondi apparentemente così distanti.
Una lettura senza pregiudizi può sicuramente apportare alcuni spunti di riflessione, non solo per cristiani ed hacker.

Informazioni su padre Antonio Spadaro: wikipedia e il suo sito

via zenit, altre informazioni su webnews, e Repubblica

Bazingato da una persona che preferisce l’anonimato :P

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martedì 19 Aprile 2011 - 19:55
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