Roberto De Mattei: un uomo, un perché

Roberto de Mattei (Roma, 21 febbraio 1948) è uno storico italiano. I suoi studi riguardano principalmente la storia europea tra il XVI e il XX secolo, con particolare riguardo alla storia delle idee religiose e politiche. Cattolico, è noto per le sue posizioni antievoluzioniste, pubblicizzate anche in ambiti istituzionali, per la sua critica al relativismo e alle linee di pensiero affermatesi nella Chiesa cattolica dopo il Concilio Vaticano II. (da Wikipedia)

Dall'articolo dell’altro giorno sono andato a cercare qualche perla del professor De Mattei.

Dall’intervento del 16 Marzo, quello che ha fatto scatenare un sacco di polemiche, ho scelto due frasi, la prima se riscritta fuori dalla metafora potrebbe essere stata pronunciata da un Borghezio in forma, la seconda invece fa spuntare un’altra metafora omofoba.


L’Impero romano crollò perché in esso la legge morale e divina era trasgredita. Questo è ciò che ci attesta la storia e che, attraverso la storia, giunge a noi come un monito. Anche oggi popoli stranieri invadono l’Occidente. Si tratta di una migrazione pacifica e silenziosa che potrebbe trasformarsi però in un’invasione cruenta. I barbari erano estranei alla civiltà romana ma ne assimilarono la cultura e le tradizioni. I nuovi barbari proclamano di non volersi integrare nella nostra civiltà, di cui assimilano solo gli elementi di decadenza, rifiutandone cultura e tradizioni.
(…)
L’edonismo pagano fu una delle principali cause del crollo dell’Impero romano, ma non fu il peggior nemico che il Cristianesimo dovette affrontare. I barbari erano un nemico esterno all’Impero, il paganesimo edonista era un nemico interno all’Impero, ma esterno al Cristianesimo.

Non riporto estratti da lettere a sostegno del signore qua sopra per evitare di tacciare l’articolo di confessional-trolling, ma oggi è uscita una intervista al diretto interessato da parte dei nostri amici repostatori.

“Purtroppo sono spesso dipinto in maniera caricaturale” dice il VICEPRESIDENTE DEL CNR, “il corrispettivo del Max Planck”, nominato nel 2004 dalla ora sindachessa di Milano quale rappresentante del “settore minoritario dedicato alle scienze umane” con all’attivo ” centinaia di articoli, decine di libri, partecipa(zioni) a convegni internazionali”.
Dice: ” La contestazione alla mia nomina, una vera e propria levata di scudi, si basava sul fatto che la mia cultura cattolica era negatrice di alcuni valori fondanti della democrazia occidentale. (…) Parlavo a titolo personale da una radio cattolica e non in qualità di vicepresidente del Cnr. Ho svolto una riflessione sul grande mistero del male e ho detto che tutto ciò che accade ha un significato. Non si muove foglia che Dio non voglia, verità antica e perenne. (…) Non esiste un Dio del male. Egli è il sommo bene capace di trarre il bene dal male. Anche dalla catastrofe giapponese, Non ho la pretesa di conoscere la ragione per cui Dio ha permesso che ciò accadesse. Ma so che una ragione c’è.”
Quando messo di fronte alla conciliazione tra scienza e fede afferma che un cattolico dovrebbe seguire la Bibbia storicamente, ovvero “un cattolico deve credere, per esempio, nella storicità di quel passo della Genesi in cui si afferma che Adamo ed Eva sono la coppia originaria da cui è nato il genere umano”, e va oltre sostenendo il creazionismo: “Respingo il poligenismo evoluzionista. Se un cattolico lo accettasse verrebbe a cadere l’idea di un peccato originale trasmesso da una coppia di progenitori a tutta l’umanità. La mia battaglia culturale non è solo contro il laicismo, ma si svolge soprattutto all’interno del mondo cattolico sottomesso al clima intellettuale dominante. Il paradiso terrestre è una realtà storica non una metafora”. Poi va oltre e afferma che la cosmologia kepleriana non esiste e un cattolico dovrebbe “esporre pubblicamente le proprie visioni cosmologiche e metafisiche”.
Il discorso sui gay che hanno causato la caduta dell’impero romano (“La cui caduta, secondo me, più che alle invasioni barbariche va fatta risalire al relativismo morale e culturale che lo minavano dall’interno”), che trovate nella seconda frase del quote in alto va a chiudere la sua intervista da “cattolico senza compromessi”.

Sticazzi.

Stavolta ho deciso di infrangere la regola “Repubblica MAI” giusto per uppare il discorso dell’altro giorno con succose novità.
A voi la parola.

via Re-Pubblica bazingato da Gof

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lunedì 11 aprile 2011 - 17:46
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