iFixiPhone

11 anni fa

5 minuti

Rompere il vetro dell’iPhone capita al 14% dei possessori del gioiellino Apple entro il primo anno, per via dell’ampia e fragile copertura. In Italia stimiamo 120 rotture ogni giorno

Luciano Avenale e Gianfranco Zinno, rispettivamente 26 e 32 anni, ex assistenti personali di Marco Trombetti, fondatore di Translated, con il quale hanno lanciato la startup iFixiPhone.

In cinque giorni lavorativi riparano iPhone, iPod e iPad con la metà della spesa richiesta dai centri di assistenza Apple. Ritiro e consegna a casa.

Alle spalle hanno meno di sei mesi di esperienza, un migliaio di riparazioni effettuate, per poco meno di 100mila euro di fatturato, e un progetto di espansione all’estero.

Tramite la registrazione on line è possibile avere un preventivo, concordare un prezzo e le prestazioni necessarie e soprattutto il ritiro e la consegna a domicilio.

La cosa che è degna di nota (e colpevole di questo post) è che tutto il progetto è interamente nato in Italia, da giovani italiani ma questo non pregiudica l’utilizzo di prodotti originali Apple al 100% pur abbassando i costi della forza lavoro.

Andando sul sito www.ifix-iphone.com è possibile scegliere il dispositivo iPhone (2G, 3G, 3GS, 4), iPod Touch, iPad e quindi selezionare il tipo di intervento richiesto che possono andare dalla classica rottura del display, alla scocca, fino alla batteria e LCD.

Qui di seguito riporto una intervista a cura di Wired (nello stile eagle1 a risposta nascosta…):

Raccontaci com’è nata la vostra idea.
[more]”Il nostro primo cliente è stato Marco, il nostro capo. Aveva rotto il vetro e non voleva mandare l’iPhone in assistenza per ritrovarsi con un telefono diverso, rigenerato. Abbiamo comprato un vetro online e l’abbiamo sostituito. Poi gli è ricaduto e l’abbiamo riparato di nuovo. A quel punto la voce si è sparsa e abbiamo creato una sorta di servizio interno a Translated.”[/more]

Pensavo aveste trovato una tecnica di riparazione innovativa…
[more]”All’inizio ci mettevamo un’ora, ora ci bastano 20 minuti. Io però ho un record personale di 12. Comunque no, la differenza credo l’abbia fatta lo stile comunicativo. Abbiamo lavorato un mese al nuovo sito.”[/more]

Possibile che non ci avesse ancora pensato nessuno?
[more]”Vedevamo che nei blog c’erano molte lamentele circa tempi e costi dell’assistenza Apple. In meno di un mese, il passa parola era diventato così virale che eravamo già sommersi di richieste. Abbiamo fatto una bozza di sito: nelle prime due settimane abbiamo avuto ordini per un migliaio di euro. Poi in molti hanno iniziato a chiederci di cambiare cover, batterie, riparare i bottoni e via via ci siamo specializzati. E abbiamo iniziato a dedicarci in toto a questa attività. Da una ventina di giorni abbiamo lanciato il nuovo sito, con già un 30% di richieste in più sul mese precedente. Ci chiamano anche per sapere se per caso facciamo altre marche. Vediamo come va Android, non lo escludiamo. Due o tre competitor forti li abbiamo, ma ci siamo affermati grazie al nostro sito. Con due click sai quanto ti costa il tutto, riparazione, ritiro, consegna, iva inclusa, e avvii la procedura. Tutti pezzi originali. Se hai dubbi, c’è un numero verde.”[/more]

Quanto vi è costato iniziare?
[more]”Circa 25mila euro, ma grazie a Translated, che oggi è il socio di maggioranza, siamo partiti.”[/more]

E ora?
[more]”Abbiamo capito che possiamo scalare il mercato e siamo pronti a reinvestire quello che abbiamo guadagnato per espanderci all’estero.”[/more]

Mi dici qualcosa di pratico, qualcosa che vi ha portato al successo?
[more]”È stato un insieme di cose: oltre il nuovo sito, il fatto di partire da un Google Doc per gestire gli ordini, alla creazione di un Backend ad hoc, template email, numero verde. Il mio passato di capo tecnico ha aiutato me e Gianfranco nell’innovazione nel campo delle riparazioni.” [/more]

Che esperienze avevate?
[more]”Micro tecnologie, elettronica e telecomunicazioni. Che ovviamente ci hanno aiutato.”[/more]

Maggiori informazioni le potete trovare anche sulla pagina ufficiale di Facebook, a questo indirizzo; oppure nella classica pagina delle “Domande frequenti” del sito in questione.

Intanto i giovani italiani autori del progetto hanno già lanciato le prime indiscrezioni sull’apertura di una iniziativa simile anche per dispositivi che montano Android.

Via www.webmasterpoint.org
Fonti italianvalley.wired.it | www.ifix-iphone.com

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