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[quote]La striscia Peanuts nacque originariamente con il titolo di Li’l Folks (personcine), una tavola domenicale a fumetti che comparve sul giornale della città natale di Schulz, il St. Paul Pioneer Press, dal 1947 al 1950. Il suo lavoro fu notato dalla United Feature Syndicate, che decise di pubblicare la nuova striscia che Schulz stava mettendo a punto. La striscia era simile alla tavola domenicale, ma presentava una serie di personaggi, anziché tanti piccoli personaggi senza nome. Avrebbe forse potuto mantenere il nome originale, non fosse che questo era troppo simile a quello di altre strisce famose all’epoca: Li’l Abner di Al Capp ed una striscia oggi dimenticata, Little Folks. Per evitare confusione, la syndication scelse il nome di “Peanuts”, una scelta che non trovò Schulz particolarmente entusiasta. In un’intervista del 1987 questi dichiarò che “è un nome totalmente ridicolo, non ha significato, crea confusione e non ha dignità – e io credo che il mio umorismo abbia dignità”. Presto la striscia ebbe un suo personaggio principale, Charlie Brown, modellato sull’infanzia dell’autore stesso, cui Schulz avrebbe voluto intitolare la striscia, cambiandone il nome in Good Ol’ Charlie Brown.
Peanuts debutta il 2 ottobre 1950 su sette quotidiani statunitensi: il Washington Post, il Chicago Tribune, il Minneapolis Tribune, l’Allentown Call-Chronicle, il Bethlehem Globe-Times, il Denver Post ed il Seattle Times. Inizialmente venne pubblicata per sei giorni, le tavole domenicali non apparvero fino al gennaio 1952.
I primi anni della striscia somigliano già a ciò che sarebbe diventata in futuro, tuttavia vi sono alcune differenze. Il tratto è più spesso, il disegno più pulito e semplice ed i personaggi sono più tozzi; un esempio è la testa di Charlie Brown, che nelle prime strisce ha una forma più simile a quella di un pallone da rugby.
Peanuts è notevole per la sua abile critica sociale, specialmente se comparata con gli altri fumetti ad essa contemporanei negli anni cinquanta e sessanta. Schulz non denuncia esplicitamente i problemi legati alla razza, al genere ed alla disuguaglianza sociale ma li rende evidenti ad esempio nel disegnare un personaggio come Piperita Patty, la cui abilità atletica e la cui forza di carattere sono date per scontate, stridente con l’immagine delle ragazze veicolata dai media dell’epoca. Benché fosse cristiano ed avesse illustrato la Bibbia in classi di catechismo, Schulz si definiva un “umanista secolare”. Politicamente moderato, ebbe anche a fare satira contro l’estrema destra cristiana, presentandola come ipocrita ed auto-assolutoria.
Schulz riuscì ad essere pungente con ogni tema che scelse. Nel corso degli anni spaziò su tutto, dalla guerra del Vietnam ai regolamenti sull’abbigliamento scolastico alla “nuova matematica”. Una delle sue sequenze più premonitrici risale al 1963, quando inserì nel cast il personaggio di un bambino chiamato “5”, le cui sorelle si chiamano “3” e “4”, il cui padre ha cambiato il cognome della famiglia nel proprio codice postale per protestare su come i numeri vadano a sostituirsi alle identità delle persone. Un’altra sequenza critica l’ossessivo voler organizzare i giochi dei bambini, quando tutti i bambini del cast aderiscono a squadre organizzate per la realizzazione competitiva di pupazzi di neve e criticano Charlie Brown per il suo insistere a voler fare il proprio pupazzo di neve da solo, senza squadre e allenatori.
La serie di vignette di cui Schulz andò più fiero fu dei primi anni settanta, quando Charlie Brown comincia ad accusare uno strano disturbo che gli fa vedere ogni oggetto sferico – come il sole o le palline del gelato – come fosse una palla da baseball. Il disturbo peggiora fino a quando sulla sua testa rotonda si forma una strana cicatrice che somiglia in tutto e per tutto alle linee di giunzione di una palla da baseball. Charlie Brown viene mandato in campeggio per rimettersi e tiene in testa per tutto il tempo un sacchetto di carta. Gli altri bambini lo soprannominano “Sacco” e lo trattano con insolito rispetto fino addirittura ad eleggerlo presidente del campo. Pensando di essere ormai guarito, Charlie Brown esce una mattina presto per vedere l’alba, ma il sole, al suo sorgere nel cielo, gli appare come un’enorme faccia umana dall’espressione canzonatoria.
Peanuts è stata probabilmente la striscia a fumetti di maggior successo popolare tra gli anni 1965 e 1980, che possono esserne definiti il culmine. Moltissimi sono stati i libri e le raccolte pubblicati. Tuttavia, a metà degli anni ottanta altre strisce hanno raggiunto i Peanuts in popolarità: tra esse Doonesbury, Garfield, The Far Side, Bloom County e Calvin & Hobbes. Con la sua diffusione sui giornali, il merchandising e la cessione di licenze d’uso per le immagini, Peanuts ha rappresentato una grande fonte di reddito per Schulz.
Le strisce quotidiane dei Peanuts erano impaginate nel formato “salva-spazio” a 4 vignette sin dagli anni ’50, con rarissime eccezioni sviluppate su 8 vignette. Nel 1975 lo spazio fu leggermente accorciato in orizzontale e nel 1988 Schulz abbandona lo schema classico iniziando ad utilizzare l’intera lunghezza della striscia, in parte per combattere le continue riduzioni di spazio, in parte per sperimentare.
Schulz ha disegnato ininterrottamente la striscia per 50 anni, senza avvalersi di assistenti, nemmeno per i testi e la colorazione. A cominciare dai primi anni ’80 il suo tratto ha cominciato a tremare: il tremolio è diventato più visibile nel decennio successivo. Ciononostante ha continuato a disegnare fino a quando i suoi problemi di salute sono diventati insormontabili. L’ultima striscia è stata disegnata il 3 gennaio 2000 e pubblicata il giorno dopo la morte di Schulz, avvenuta il 12 febbraio successivo. Molti giornali statunitensi hanno cominciato a ripubblicare le vecchie strisce con il titolo di Classic Peanuts, questo in virtù delle ultime volonta di Schulz che nel suo testamento ha proibito la continuazione della serie dopo la sua morte.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Peanuts