Progetto Microbioma Umano

18
12 anni fa


Legenda:
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Lo Human Microbiome Project (HMP), iniziativa del NIH (USA), è il progetto che punta a identificare e caratterizzare i microrganismi ed il loro rapporto con lo stato di salute e di malattia dell’uomo. 5 anni, 115 milioni di $.

Il microbioma può essere definito come la somma dei geni tutti i microorganismi presenti in un determinato organismo.
I microrganismi del microbioma umano possono essere batteri, archea, funghi, protozoi, elminti e virus (tra cui anche batteriofagi, che infettano lo stesso microbioma).

Perché è importante conoscere bene tutti i microrganismi che vivono su/con noi?

Su/dentro di noi vivono più cellule batteriche che cellule del nostro organismo (10:1), per un peso stimato di qualche chilogrammo.
Il 99,9% dei microrganismi che ci popolano sono innocui e anzi noi beneficiamo della loro presenza.

Microrganismi vivono su tutta la superficie della nostra pelle, dove contribuiscono a proteggere la pelle dalla proliferazione di altri microrganismi “cattivi”. Lo stesso avviene a livello di tutte le cavità: bocca, vagina e urogenitali, naso, polmoni.
La flora intestinale sappiamo essere molto importante per il corretto funzionamento dell’intestino, per il sistema immunitario, per l’assunzione di alcune vitamine come la biotina e la K.

Topi presi alla nascita e cresciuti in totale sterilità, che quindi non sviluppavano la flora microbica, sono risultati deboli e immuno-deficienti.
Molte malattie sembrano correlate con sbilanciamenti del microbioma: obesità, buona parte delle malattie intestinali, ulcera, carie, infezioni della pelle. In particolari molte malattie batteriche e micotiche si sviluppano più facilmente quando non trovano i nostri microrganismi “amici” a contrastarle.
Potremmo quasi dire che l’uomo “completo” è composto in piccola parte anche da microrganismi simbionti, che aiutano il nostro metabolismo e le nostre difese immunitarie (come ci insegnano le pubblicità).

Un recente studio ha visto che ogni persona ha una flora intestinale dalla composizione unica e personale. Una specie di profilo individuale, carta d’identità. Anche gemelli che vivono insieme, mangiano le stesse cose e hanno uguale stile di vita, sviluppano flora intestinale diversa.

Lo HMP punta a identificare tutti i microrganismi che ci popolano e sequenziarne il genoma. Si usa una tecnica chiamata metagenomica e sviluppata, tra gli altri, da Craig Venter. Si prendono tutti i microrganismi (senza separarli e coltivarli, che è la parte impossibile viste le migliaia di specie diverse), si frullano, si prendono i DNA mescolati a caso, si sequenzia tutto il DNA che si trova. Si ottiene un macello di sequenze che sta ai poveri bioinformatici riassemblare sui modelli di DNA già conosciuti e ipotizzare le nuove specie.

Sito dello HMP.

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