Brazil
di
Laido Laido
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”Fra un po’ di tempo grazie al vostro bellissimo sistema non si potrà più aprire un rubinetto senza riempire un 27B/60″.

Dal genio di Terry Gilliam un fantascientifico incubo metropolitano, così splendidamente anarchico da costituire una minaccia secondo le majors hollywoodiane, tanto che gli stessi executive della Universal, decisero di tenere il film a lungo nel cassetto, per poi distribuirlo negli USA solo in versione tagliata.
A 24 anni dalla sua uscita, Brazil continua a mantenere un’attualità, una critica e una modernità assolutamente uniche per un’opera fantascientifica.
Un film di critica sociale, nei confronti di una dittatura burocratica e di un sistema di polizia simile ad un violento grande fratello, che si fa ancora più feroce grazie ad un’accentuata dimensione satirica intensificata da riferimenti politici, poco velati, del mondo attuale.

Trama

L’inizio del film, ci catapulta immediatamente in un sistema dominato dallo strapotere della burocrazia governativa e dalla tecnologia, dall’ossessione per l’estetica e l’eterna giovinezza, dove la spersonalizzazione degli individui passa attraverso un unico ancoraggio al passato, i vecchi film che invadono gli schermi ventiquattrore su ventiquattro, nutrendo e anestetizzando le menti degli uomini.
“Da qualche parte nel ventesimo secolo” Sam Lowry, sereno e pacifico impiegato sognatore, vive nella propria rassicurante mediocrità , ma la sua condizione viene turbata da un errore burocratico.
Nel tentativo di rimediare, o per lo meno di venire a capo di questo disguido amministrativo, verrà riconosciuto e perseguito come nemico dello Stato… incontrerà sul suo cammino personaggi particolare come Archibald “Harry” Tuttle (Robert De Niro), idraulico della resistenza, che sogna di vivere in un mondo dove non sia necessaria la fattura… e Jill, una ragazza che riconoscerà come l’amore dei suoi viaggi onirici.

Curiosità

Originariamente Gilliam voleva intitolare il film 1984&1/2 omaggiando sia George Orwell che Federico Fellini.
Un altro titolo preso in considerazione dal regista è stato “The Ministry of Torture, How I Learned to Live with the System – So Far” (evidente riferimento a Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba del 1964 di Stanley Kubrick).
Il titolo finale viene dal motivetto “Aquarela do Brasil” di Ary Barroso, ricorrente nel film a livello diegetico (è trasmesso da un’emittente radio, fischiettato e canticchiato più volte dai personaggi), e base da cui il compositore Michael Kamen ha ricavato, con ingegnose variazioni, tutti i brani della colonna sonora.
Ci furono molte discussioni tra Gilliam e la produzione a causa del finale. In alcune versioni USA manca una frase in cui il signor Helpmann svela a Sam il destino di Jill.
Holly, la figlia di Jack, è interpretata da Holly Gilliam, figlia del regista

MaWMovie A-Words è una rubrica che recensisce i film che ogni buon Nerd dovrebbe conoscere e non solo.

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mercoledì 4 agosto 2010 - 0:40
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