Genius Party è un’antologia di corti animati dello studio 4°C del 2007, il quale seguito si chiama Genius Party Beyond.
Al progetto hanno lavorato Shōji Kawamori (Macross), Shinichirō Watanabe (Cowboy BeBop), Kōji Morimoto (Animatrix – segment “Beyond”), Mahiro Maeda (Neon Genesis Evangelion, Animatrix – segment “The Renaissance I & II”, e come animatore di molti film Ghibli).
Gli episodi non sono legati da una trama o da uno stile unico, e nella realizzazione sono stati usate differenti tecniche che spaziano dalla animazione tradizionale alla computer grafica, dal film al collage.
Gli episodi sono spesso privi di dialoghi e caratterizzati da musiche lente o soffuse.
In realtà Genius Party Beyond contiene tutti gli episodi che per una ragione o un’altra non furono inclusi nella prima raccolta.
Il video header è l’episodio Toujin Kit di Tatsuyuki Tanaka, che lavorò all’animazione di Akira.
Vi consiglio vivamente di fare una ricerca su di lui su Google Immagini.
Wiki
Genius Party IMDB
Genius Party Beyond IMDB
Zombie Ass: The Toilet of The Dead

Dai oh, nessuno segnala il capolavoro giapponese “Zombie Ass: Toilet of the Dead”?? Ma che nerd siete?? Vabbè, lo faccio io. (NdItomi: ok, te lo riscrivo io tutto visto che voglio postare sto gran film)
Dopo i capolavori assoluti RoboGeisha, The Machine Girl e Mutant Girls Squad il maestro del cinema trash giapponese Noboru Iguchi ci regala un’altra perla mica da ridere.
SELECT Tsutomu Miyazaki: Il Killer Otaku

Quante volte vi è capitato, magari perché appassionati di cultura giapponese, di essere additati con l’epiteto di “Otaku”?
Innumerevoli volte, suppongo… o forse no, mica vi conosco eh!
Non tutti però sanno che questo termine, per un lungo periodo della storia giapponese, ha avuto una connotazione negativa: e tutto grazie a questo bel tipetto.
Un Simpatico Ometto Deforme
Tsutomu Miyazaki nasce a Ōme, Giappone, il 21 agosto 1962.
Nato prematuro, presentava una malformazione alle mani, che risultavano saldate ai polsi, impedendo dunque il movimento verso l’alto delle stesse. Nonostante questo handicap che, in una società come quella giapponese, lo rendeva essenzialmente un diverso, Tsutomu si rivelò un ragazzo studioso, al punto da ottenere il punteggio massimo agli esami di passaggio al Liceo.
Da sempre timido e introverso, Miyazaki cominciò a sviluppare un morboso interesse verso le donne, cominciando a scattare foto alla biancheria intima delle tenniste durante il college. Ben presto si stufò della pornografia ritraente adulti e cominciò ad avvicinarsi alle riviste con le ragazzine e, soprattutto, ai manga di genere Hentai.
L’inizio della follia e gli omicidi
Si pensa che la fine della fragile sanità mentale di Miyazaki sia stata dettata dalla morte del nonno (Maggio 1988): Miyazaki confessò in seguito di aver mangiato alcune sue ossa cremate per “incarnarsi in lui” e di aver ucciso alcuni animali in risposta alla tragedia.
Un pomeriggio di agosto del 1988, la piccola Mari Konno (4 anni) uscì di casa per andare a giocare da un’amica. Non tornò mai più. Si scoprì che era stata strangolata e violentata da Miyazaki.
In seguito i coniugi Konno ricevettero un pacco contenente le ceneri della figlia, delle foto raffiguranti i vestiti, alcuni denti e un biglietto:
“Mari. Cremato. Ossa. Indagare. Dimostrare.”
Nel frattempo, il buon Tsutomu uccise altre 3 bambine, tutte di età compresa tra i 4 e i 7 anni, tutte strangolate, violentate e spesso riprese con una telecamera e poi mangiate.
L’arresto e il processo
Il 23 luglio 1989, durante il tentativo di violentare una ragazza con l’obiettivo di una macchina fotografica, Miyazaki fu scoperto e costretto a fuggire. Venne catturato dalla polizia mentre cercava di recuperare la propria auto.
Durante una perquisizione la polizia trovò 5763 videocassette contenenti video pornografici, delle sue vittime e non, e numerose fotografie sempre raffiguranti le sue vittime.
È stato anche riferito dalla polizia che Miyazaki fosse un appassionato di film horror, specialmente della serie cinematografica Guinea Pig, in particolare dal secondo film della serie intitolato “Flower of Flesh and Blood”, da cui avrebbe preso ispirazione per gli omicidi compiuti.

Il processo iniziò il 30 marzo 1990, l’imputato intervenne con affermazioni prive di senso e scaricò la responsabilità delle proprie atrocità su un uomo-ratto suo alter ego: un personaggio che disegnò spesso sotto forma di cartone per la corte. Nel frattempo, un’equipe di medici gli diagnosticò una forte schizofrenia e disturbi dissociativi della personalità. Nonostante ciò, fu giudicato capace di intendere e di volere e condannato a morte per impiccagione il 14 aprile 1997.
Miyazaki ha definito i delitti commessi “un buon lavoro” e non si è mai pentito né ha mai chiesto scusa.
Fu giustiziato il 17 Giugno 2008, dopo ben 18 anni di carcere.
Fonti
Wikipedia
occhirossi.it
Mini 4WD

Se dite di non averne mai avuta una e di non volerla nemmeno, mentite. Se per caso invece fosse davvero così… tits or GTFO!
Le Mini 4WD sono automodelli in scala 1:32 pensati e prodotti dalla TAMIYA, un’azienda giapponese che si occupa esclusivamente di modellismo, soprattutto dinamico.
Vennero introdotte nel mercato nipponico nel 1982 ed ebbero da subito un successo incredibile grazie al loro basso prezzo e alla facilità di assemblaggio. I modellini vengono tutt’ora forniti in banali kit di montaggio che non necessitano di alcun tipo di collante e che quindi risultano di facile realizzazione per chiunque. Nel qual caso voleste perdervi tutto il gusto derivato dal montarne una, sappiate che esistono anche modelli pre montati venduti con telai dedicati anche abbastanza ricercati per le loro caratteristiche. Questo tipo di Mini 4WD è commercializzata come Mini 4WD PRO e introdotto nel mercato solamente nel 2005 per coloro che non hanno voglia di fare una sega.
Questi modellini hanno ispirato anche tre serie anime, Dash! Yonkuro, Let’s & Go e Scan 2 Go. Il primo riscosse un invidiabile successo all’epoca, dando una forte spinta alle vendite anche in Italia, dove l’anime fu trasmesso nel 1991 e riproposto senza che nessuno si accorgesse di niente nel 2004.
Le loro caratteristiche principali sono le quatro ruote motrici (4WD – disinseribili) e le rotelle poste ai quattro angoli che permettono loro di ridurre notevolmente l’attrito con le sponde della pista nella quale le Mini 4WD sono quasi sempre costrette a correre. Infatti, sebbene esista la possibilità di “guidarle” tramite apposite mazze simili a bastoni da hockey (Street Mini 4WD), questi automodelli sono tristemente famosi per andare solamente dritti (come un tredicenne ubriaco fra l’altro) e quindi schiantarsi rovinosamente contro un muro qualsiasi di casa vostra, limitando di fatto la loro vita al tempo di un “Oh, no!”.
Praticamente non esiste componente di una Mini 4WD che non sia sostituibile con parti custom ideate per modificarne estetica e/o prestazioni. Ovviamente nella maggior parte dei casi è necessario che le modifiche siano apportate con pezzi marchiati TAMIYA per essere ammessi alle gare ufficiali, a partire dai motori (alimentati con batterie tipo AA da 1,2 o 1,5 volt) fino alle viti di fissaggio.
Ok, forse le viti no, ma più o meno siamo a questi livelli.
In compenso esistono tre diverse categorie di gare a secondo delle quali è possibile modificare più o meno consistentemente macchina e parts. Le categorie sono, in ordine di niubbosità, Let’s&go!, Expert class e Top class. Si inizia con la prima in cui è obbligatorio montare i pezzi secondo le istruzioni e non si possono utilizzare motori troppo potenti, fino ad arrivare alla Top class dove è possibile modificare manualmente alcune componenti per ottenere dei modelli unici.
Inutile dire che non c’è nulla di più gratificante che spendere settordici mila euro per la propria macchina per poi constatare che va più lenta di prima, oh yeah.
Attualmente, a trent’anni dalla loro creazione, sono stante lanciate svariate serie, tutte con caratteristiche abbastanza simili fra loro e create per lo più per rinfrescare un settore in continuo punto di morte, con tanto di riedizioni e modelli celebrativi, come quelli creati per l’uscita nelle sale dei film della serie Rebuild di Evangelion risalente a un paio di anni fa.
Mini 4WD – Wikipedia
Sito Ufficiale Italiano
Mini 4WD – TAMIYA.it
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