
Disneynature was launched in April 2008 to bring the world’s top nature filmakers together to share a wide variety of wildlife stories to engage, inspire and educate theatrical audiences everywhere.
E come se non bastasse, il progetto è fatto a braccetto con il Jane Goodall Institute (questa la pagina della leggendaria Jane Goodall)
Disneynature takes moviegoers deep into the forests of Africa with “Chimpanzee,” a new True Life Adventure introducing an adorable baby chimp named Oscar and his entertaining approach to life in a remarkable story of family bonds and individual triumph. Oscar’s playful curiosity and zest for discovery showcase the intelligence and ingenuity of some of the most extraordinary personalities in the animal kingdom. Working together, Oscar’s chimpanzee family—including his mom and the group’s savvy leader — navigates the complex territory of the forest.
Via: www.causes.com
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Bambini zombie in Uganda

Gli zombie negri di RE5 sono realtà!
Mentre Jason Russell, si lustra il flauto tutto fatto di roba grazie ai soldi che gli avete dato per fare gli attivisti modaioli del momento, in Uganda (e non solo) c’è un nuovo problema.
Zombie.
Circa 3.000 bambini affetti da una malattia, Nodding disease, che a quanto pare li trasforma in “zombie”.
Il “Nodding disease” si presenta all’inizio come una forma di epilessia: gli attacchi fanno agitare ripetutamente il capo come se si annuisse (to nod= annuire), fino a veri scompensi della personalità: smarrimento, perdita di memoria, cambiamenti di umore e comportamenti violenti. Il cervello sembra arrestare il suo sviluppo, portando un ritardo mentale a chi ne è affetto. I medici stanno studiando il caso ma, al momento, cercano di limitare i danni in assenza di una vera cura. A seguire l’epidemia da vicino c’è la World Health Organization, che ha stabilito una rete di controllo per sorvegliare la malattia.
Tecnicamente non sono i primi casi, dato che questa malattia non è la prima volta che si manifesta: i primi casi, infatti, erano stati riscontrati negli anni ’60 in Sudan e Tanzania, ma solo ora si è manifestata in modo così violento colpendo appunto molte persone.
Tra le varie testimonianze c’è quella di Grace Lagat che ha ben due figli colpiti da questo male: Pauline e Thomas. Grace ha spiegato ai giornalisti della CNN che a volte è costretta a legare in giardino i suoi figli quando si deve assentare, perché la malattia li porta a scappare e a vagare nel vuoto. Inoltre, quando sono legati, i bambini cercano di mangiare i nastri che li tengono fermi. I poveri piccoli, avendo perso ogni cognizione spazio-temporale, hanno poi dovuto abbandonare la scuola.
Ok, non sono proprio come gli zombie negri di Resident Evil 5… Comunque, oltre a questo problema che non è poi tanto grave (nel senso, parliamoci chiaro, se non muoiono per ‘sta merda moriranno di dissenteria, di AIDS o perché verranno venduti ad uno schiavista in cambio di un albero di banane) ma quello che mi preoccupa è quello che pensa la gente quando legge queste cose. Sì, perché abbiamo già visto tutti quanto poco tempo ci ha messo il video KONY 2012 a fare il giro del mondo e quanti stronzi, solo per mettersi il cuore in pace, han donato dei soldi a caso e, come è normale che sia, questi geni del cazzo poi vanno a diffondere il verbo del salviamo l’Africa riportando cazzate ovunque. Guardando su FB avevo gente che condivideva il video KONY 2012 dicendo che dobbiamo donare tutti soldi per dare da mangiare in Africa. Funziona così, se c’è un nero in un video su youtube lo condividi per due motivi:
1) È un rapper
2) Sta morendo di fame
L’ingenuità della gente ovviamente porta poi a questo, il vero cancro della società. Riporto qui sotto il commento all’articolo di una povera demente randOm:
Sembra la brutta copia delle cazzate che hanno detto quando si è manifestato l’AIDS che parlavano di malattia portata dalle scimmie. Io temo che siano i laboratori di certe case farmaceutiche a produrre questi virus. Del resto l’Africa oltre ad essere diventata la pattumiera del mondo è ancora piena di gente, come fanno poi ad appropriarsi di tutti i loro beni? Meglio sterminarli. Mi dispiace ma ormai sono sempre più convinta che dietro queste malattie sconosciute che, guarda caso, si diffondono in Africa c’è la mano di qualche oscuro e potente personaggio, o di qualche organizzazione non proprio umanitaria.
Queste persone sono il cancro della società e, senza offesa agli africani, ma preferisco donare 1€ per sparare in testa a coglioni del genere che donarvi 1€ per la pappa.
Ciao @petrus !
Metto in chiaro una cosa, non voto lega nord, non sono del KKK e lungi da me il voler sfottere le persone di colore, per carità di dio.
Il post era mirato solo ed esclusivamente al trolling (certo, pessimo e pesante) e mirava a riportare una notizia e, puro trollaggio. Mancava un flame da qualche giorno…Serviva.
Poi vorrei sottolineare una cosa, il post è stato fatto anche per dimostrare una cosa. Se questo era un post su Vasco Rossi, dove riportavo una notizia dove diceva che era ricoverato in ospedale e non ce l’avrebbe fatta, almeno il 90% di voi si faceva una risata se lo prendevo per il culo solo per il fatto che ha cagato il cazzo con la musica, pippava di coca e ha fatto chiudere nonciclopedia, quindi, per favore crescete e andate a fare in culo. Se ci si permette di trollare la gente, CIAO SIC, almeno, non abbiate la coda di paglia quando lo si fa coi meno fortunati per favore.
Il fondatore di Invisible Children arrestato per atti osceni in luogo pubblico

Jason Russell, 33, was picked up by police in San Diego at around 11.30am on Thursday after they received numerous calls from the public about a man vandalising cars, being apparently under the influence of a substance and making sexual gestures
Uno degli ideatori del sito Invisible Children è stato arrestato Giovedì mattina mentre, in stato alterato e indossando solo le mutande, si masturbava allegramente in pubblico. Sembra che in contemporanea abbia anche provveduto a vandalizzare alcune macchine parcheggiate…
Il sito Invisible Children è prima collassato sotto il peso di chi cercava ulteriori info, poi è comparso un messaggio del CEO Ben Keesey dove si rendeva noto che Russell è stato ospitalizzato in stato di disidratazione e malnutrizione ed è al momento sotto stretto controllo medico.
Molti dei detrattori di Russell ora stanno sfregandosi le mani “vi avevamo avvertito” è il loro motto, i difensori invece stanno lanciando campagne online perché sia fatta luce sui fatti…come andrà a finire?
Ai posteri l’ardua sentenza…

Fonti:
The Guardian
NBC San Diego
KONY 2012

KONY 2012 is a film and campaign by Invisible Children that aims to make Joseph Kony famous, not to celebrate him, but to raise support for his arrest and set a precedent for international justice.
Guardate il video. C’è poco, davvero poco, da spiegare. Dura un po’, ed è solo in inglese, ma cercate di fare uno sforzo. E’ importante.
Fonti: Invisible Children
Nuotare con gli squali: la barriera corallina di Marsa Alam (Parte I)

Oggi vorrei iniziare a parlarvi di un’esperienza che dovrebbe essere nella lista delle cose da fare di chiunque abbia un minimo di spirito d’avventura, passione per la natura e amore per il mare: immergersi nella barriera corallina. L’articolo è diviso in 3 parti perché scrivere semplicemente “ho fatto un’immersione con gli squali! Che figata!!1!” non rende minimamente onore a ciò che si prova nel vedere delle creature così affascinanti, libere di muoversi nel loro habitat naturale, in una regione dell’Egitto quasi dimenticata dalla civiltà. Quindi, iniziamo.
La preparazione al viaggio
Era da poco iniziato l’ottobre del 2006, quando io, i miei ed alcuni amici di famiglia ci stavamo preparando per partire alla volta di Marsa Alam, un piccolo villaggio di pescatori nel profondo sud dell’Egitto. In realtà non c’era un vero e proprio villaggio, giusto qualche povera abitazione ed un’insegna della onnipresente Coca Cola, in un’assurda atmosfera di calma e silenzio. Tuttavia la costruzione nel 2001 di un aeroporto poco distante aveva portato ad un’esplosione nel turismo, con una decina di villaggi turistici in costruzione e due già attivi, tutti schiacciati a mo’ di sandwich tra deserto e Mar Rosso. Insomma speravamo di trovare un ambiente incontaminato dove poter fare immersioni, e i nostri desideri furono pienamente esauditi.
Unico problema, questi villaggi turistici erano la zona abitata dell’Egitto più vicina al confine con il Sudan, da poco uscito da una guerra civile ventennale e non ancora molto stabile. Ma c’erano comunque un centinaio di kilometri di deserto a separare Marsa Alam dal confine, e la prima alternativa era andare in una Sharm El Sheik in pieno rischio attentato terroristico. Dopo l’attacco kamikaze del 23 luglio 2005, che ha causato una novantina di morti, la Farnesina si è divertita a rompere le balle in Egitto mettendo pallini rossi ovunque ci fosse un tizio con la barba un po’ troppo lunga. Fortunatamente quella paranoica di mia madre, non sapendo nulla del Sudan, ha dato il via libera per Marsa Alam, convinta che fosse più sicuro. Fortuna che lei non ha avuto contatti con le “forze dell’ordine” locali, ma questa è un’altra storia.
Uno dei motivi principali per cui avevamo scelto questa meta è per un particolare punto di immersione, chiamato Elphinstone Reef, nel quale in quel preciso periodo dell’anno era possibile (ma poco probabile) avvistare il temuto Squalo Pinna Bianca, none scientifico Carcharhinus longimanus. Così decisi di fare qualche ricerca su questa specie di squalo, e uno degli articoli letti mi colpì particolarmente. Cito i tratti salienti:
Il Carcharhinus longimanus è straordinariamente abbondante, forse il piu’ abbondante tra i grandi animali (sopra i 45 kg) della terra. E’ in virtu’ di questa abbondanza che il pinna bianca si presenta spesso per primo nei disastri di mezzo-oceano, e lo fa in un gran numero di esemplari, cosa spiacevole per le vittime in acqua. Nelle guerre mondiali se ne ebbe piu’ evidenza, quando le navi venivano silurate e affondate in gran numero. Si crede che i pinna bianca furono responsabili della morte di molti uomini durante l’affondamento della nave a vapore Nova Scotia, silurata e affondata da un sommergibile tedesco al largo a nord di Natal, Sud Africa, nella seconda guerra mondiale. Dei 900 uomini che c’erano a bordo (dei quali 750 erano prigionieri di guerra italiani) solo 192 sono sopravissuti, molti probabilmente sono stati vittime degli squali, che i superstiti descrissero come in “frenesia alimentare”. [...]Il pinna bianca e’ molto curioso, persistente e sfrontato quando individua una possibile fonte di cibo, e controllora’ quasi tutto cio’ che incrocia, subacquei inclusi!
Fonte: squali.com
Non vedevo l’ora di partire!
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