
Il consorzio russo 2045 sta cercando di realizzare, entro il 2045, degli androidi in cui sarà possibile trasferire la propria mente per raggiungere quindi l’immortalità e viaggi spaziali lunghi decine di anni.

Attraverso vari step evolutivi si cercherà di realizzare prima un “Avatar” controllabile in remoto con il proprio pensiero, quindi una seconda generazione che ospiterà il nostro cervello e infine una terza che replicherà esattamente il cervello umano e le sue sensazioni, creando di fatto una copia cybernetica di un essere umano… guardatevi il video sopra, Neo Humanity e tutto il resto…
Si, come no.

Un team di ricercatori russi sta già sviluppando degli androidi in cui sarà possibile trasferire la propria mente per raggiungere quindi l’immortalità e viaggi spaziali lunghi decine di anni dei torsi strabici con dentro il face tracking.
Nel 2045 Avrò 67 anni: trasferitemi in un androide muscoloso e super dotato, grazie.
Ecco il sito ufficiale del consorzio, questi capelloni con la coda di cavallo ci credono di brutto:
Geek Class: Lezioni di Arduino.

Da poco ha aperto un sito interamente dedicato ad Arduino, dall’accattivante nome Geek Class.
Parte da zero ed è adattissimo ai niubbi, ma anche a chi conosce già il mondo di Arduino e vuole confrontarsi con altri appassionati o vuole aiutare chi comincia.
L’idea di fondo è di presentare delle video lezioni facili e accessibili a tutti.
Il sito è giovane, ma con il tempo si espanderà ed ha già raccolto molte adesioni soprattutto su twitter.
NERDATA TOTALE Real Transformer by Kenji Ishida

Dopo Lego Game Boy Transformers era solo questione di tempo prima che spuntasse qualcosa di ancora più nerdoso.
Kenji Ishida della JS Robotics ha impiegato 22 servomotori per la trasformazione da macchina a robot e viceversa, il tutto radiocomandato.
Ma il Transformer Version8 non si limita a questo: balla, cammina, tira di box e si mette in posa vincente!
Quello che ci chiediamo è: a quando la produzione in serie?
Via dvice
MorpHex, il robot a sei zampe che si trasforma in palla

non scappate, veniamo in pace!
Qui su Lega Nerd abbiamo parlato di robot svariate volte ultimamente: è chiaro che stanno arrivando, la Korea già li usa nelle prigioni, il Giappone sperimenta droni spia e, in poche parole, droni, robot, automi e quant’altro saranno entro 10 anni nostri compagni di avventura… o sventura.
Skynet anyone?
Quello che vedete sopra si chiama MorpHex, ha sei gambe (esapodo) che gli permettono di camminare a varie velocità, riducendo o aumentando le proprie dimensioni… oppure può richiudersi su se stesso, diventando una palla e rotolando a velocità più sostenuta.
E’ solo un primo prototipo.
The Hubos – Come Together

Four of Drexel’s HUBO robots perform the Beatles’ “Come Together” in a demonstration that combines cutting-edge engineering technology and research with creative expression, produced by the Music & Entertainment Technology Laboratory (MET-lab). The HUBOs are operating autonomously (not human-controlled). Their movements are directed by student-developed software to perform the gestures necessary to produce the appropriate notes and beats as dictated by a musical score. Every sound in the video was performed by the robots.
Lo studente Matthew Prockup ha creato arrangiamento musicale per la batteria e tre “Hubofoni”, strumenti a percussione originali studiati e realizzati dal MET-lab per questa performance.
Per altre informazioni su questi “robottini” e la Drexel University, guardate qua e sotto il more:
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