
Sprite_tm designed a circuit around an ATMega168 to boot the Game Boy, receive MIDI messages, then translate and send them through the link port. The main Game Boy code also has a simple interface to display graphics on the screen and a sequencer that allows him to record MIDI messages into 8 different tracks
Come ottenere un suono “Gameboyesco” senza la necessità di utilizzare collegamenti a programmi per computer o sintetizzatori ingombranti, due soluzioni dispendiose in termini di tempo per il setup e di ingombro complessivo finale?
Ma certo, usando un Game Boy Advance come controller MIDI!
Il risultato di tutto il lavoro, che comprende la creazione di un cavo di collegamento e la scrittura di codice per far fungere il tutto, dopo un opportuno lavoro di mixaggio, è un motivo 8-bit decisamente orecchiabile e a mio parere molto bello, ascoltabile qui
Maggiori informazioni si possono reperire sul sito dell’autore, seguendo il link
http://spritesmods.com/?art=gbamidi&page=1
2600: The Hacker Digest – Volume 1

So we’ve taken the next step in our digital publishing project. We’ve gone all the way back to 1984, our first year publishing, and put together “The Hacker Digest – Volume 1″ for Kindles, Nooks, tablets, computers, the works. It’s all DRM-free as well.
2600 non credo abbia bisogno di presentazioni: la storica rivista dedicata alla cultura hacker è già da un po’ che “ravana” nei suoi archivi tirando fuori di volta in volta chicche stratosferiche.
Bella questa ultima idea di raccogliere in un ebook libero da DRM il suo primo anno di vita:
While the actual technology being discussed in 1984 will seem primitive today, the philosophy and speculation about where the world of computers and phones was heading will make for some intriguing reading in the 21st century. You will certainly learn a number of surprising facts.
Epic.
- Scaricabile in PDF a 4 dollari su 2600.com
- Disponibile per Kindle su Amazon.it a 3.05 euro
Reboot: The Movie
Reboot è l’ennesimo un thriller cyberpunk che ha per protagonista una ragazza hacker, scritto e diretto da Joe Kawasaki, che sarà presentato in anteprima a DefCon20 (non ho trovato una data ufficiale di presentazione al pubblico, ma immagino sarà in autunno, visto che DefCon si tiene nella seconda metà di Luglio).
Set within a dystopian world that is a collision between technology and humanity, “Reboot” touches upon many of the current social and political concerns that arise from becoming more and more intertwined with the virtual.In contemporary Los Angeles, a young female hacker (Stat) awakens from unconsciousness to find an iPhone glued to her hand and a mysterious countdown ticking away on the display. Suffering from head trauma, and with little recollection of who she is or what is happening, Stat races against time to figure out what the code means, and what unknown event the pending zero-hour will bring.
Ora, tralasciando la dubbia originalità del progetto, ci sono alcune curiosità che credo valga la pena mettere in luce:
- Il progetto è stato finanziato tramite una ricerca di fondi su KickStarter
- Per pubbicizzare (e rendere più virale possibile) il film, il regista ha deciso di creare un ARG (Alternate Reality Game) da lanciare assieme al Trailer; l’ARG si gioca su Twitter e consiste in una caccia ad indizi ed easter eggs presenti nel trailer stesso, che, segnalati tramite messaggio privato al profilo del film (@reboot_film, permettono di guadagnare punti e gareggiare per i premi finali.
- La stessa anteprima a DefCon denota un certo impegno nel cercare l’attenzione della community hacker (o il tentativo di cavalcarne il nome per ottenere un po’ di luce riflessa, ma queste sono speculazioni..)
Fonti:TheHackerNews, sito progetto
Frodi sull’App Store

Il New York Times ha dedicato un articolo ai problemi di sicurezza sempre più frequenti per utenti e sviluppatori sull’App Store.
Diversi utenti, infatti, si sono visti addebitare acquisti di applicazioni e giochi mai comprati, segno evidente che i loro account ed il loro numero di carta di credito sono stati violati.
Il sistema Apple non sembra aiutare gli utenti da questo punto di vista, che possono accedere a tutti i servizi con un’unico nome utente e password ed il cui numero di carta di credito viene salvato dalla stessa; una volta crackato un account, quindi, l’aggressore ha accesso a tutti i servizi Apple.
Il furto, tuttavia, non si ferma ai semplici utenti, ai quali vengono addebitati acquisti inesistenti, ma anche agli sviluppatori, che si vedono ridurre di migliaia di dollari gli introiti delle loro vendite, deviati verso altri lidi da chi ha rubato loro l’account.
A peggiorare le cose, Apple non ha istituito un’assistenza per questi problemi, facendo infuriare le vittime dei furti di account, che si moltiplicano di giorno in giorno nei vari forum in rete e su Twitter.
Al momento, Apple non ha rilasciato dichiarazioni in merito.
Articolo originale sul New York Times.
Anonymous Sabu spia del FBI

Anonymous Sabu was working for FBI to Trace down other LulzSec hackers
Finito, tutto finito.
Colui che fino a stamani era quello che più si avvicinava alla figura di leader del movimento Anonymous altri non era che una spia del Federal Bureau. Il leader degli oramai famosi Lulzsec, Anonymous Sabu, dopo la chiusura del gruppo era diventato un membro di spicco degli Anonymous e con lui tutti i suoi ex colleghi dei Lulzsec e ora veniamo a sapere che era anche una spia dei federali.
La notizia, dapprima uscita sul sito di Fox News ed in poco tempo verificata e ripresa da tutte le “testate di settore”, è chiara: Sabu fu beccato a giugno ma riuscì a salvarsi facendo arrestare tutti i membri di lulzsec e fornendo dati utili per bloccare il movimento hacktivista degli Anonymous.
C’è altro da dire? non credo.
Anonymous continuerà con le sue azioni? molto probabilmente si.
La guerra informatica è finita? No, ma i governi hanno messo a segno un bel gol, sopratutto contro la morale degli Anonymous più che contro il loro effettivo potenziale.
Fonti:
Fox News
The Hacker News
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