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  • SELECT Langer Einrich

    13 Avatar di Botty | NC69 Botty | NC69 22/04/12 1:26 AM 1 mese fa 23

    Complice la Settimana della Cultura, a Genova è stato possibile visitare in questi giorni la Langer Einrich.

    Con i suoi 1500 metri quadrati di ponte, 2400 tonnellate di stazza, una gru con un braccio girevole che raggiunge un’altezza di 84 metri e 250 tonnellate di capacità di sollevamento, si tratta di una delle più grandi e potenti gru galleggianti ancora in esercizio. Ai tempi (1925, per la precisone) era *la* più grande gru galleggiante in circolazione e veniva addirittura effigiata sulle banconote tedesche. Quelle da 500 miliardi di marchi (e guai al prossimo che sento lamentarsi dell’inflazione).

    Un po’ di storia


    La Langer Einrich venne costruita tra il 1913 e il 1915 nei cantieri navali A.G-Weser di Brema. Gru galleggiante autopropulsa (raggiunge(rebbe) oggi la velocità di 4 nodi), partecipa alla costruzione della flotta navale dell’Impero Germanico in preparazione alla Prima Guerra Mondiale.

    Diventa, a seguito degli esiti del conflitto, bottino di guerra degli inglesi, ma, con vari stratagemmi (tipo “non ce la fa ad attraversare la Manica”) riesce a non essere spostata e rimanere nella sfera di influenza della Germania, che riesce a sfruttarla nuovamente nella preparazione alla Seconda Guerra Mondiale.

    Nel rinnovo del risultato nefasto dello scontro, la Langer Einrich (scampata ai bombardamenti) diviene nuovamente, nel 1945, bene di conquista e gli americani intendono questa volta usufruire della struttura, utilizzandola, per esempio, per il recupero di relitti affondati. Nel 1947, comunque, la Langer Einrich viene impiegata per il ricollocamento di alcune campate di ponti distrutti a Brema.

    Nel 1955, la grande trasformazione. I motori a vapore della Langer Einrich vengono sostituiti da motori diesel . Gli stessi motori che sono a tutt’oggi presenti nella sala macchine (e che, con i loro sessant’anni di onorata carriera meriterebbero un post dedicato).

    Nel 1958 il governo tedesco noleggia da quello americano la Langer Einrich, alla folle cifra di dollari uno all’anno, per effettuare servizio alle proprie navi nel porto di Bremerhaven, lasciandone comunque il controllo e l’uso all’esercito americano; esercito che ne riottiene il pieno dominio nel 1980, quando il governo tedesco si rassegna a non riuscire piu` a coprire i costi di manutenzione ed equipaggio.

    Nel 1985 la Coe Clerici acquisisce il marchingegno e lo fa rimorchiare, su un pontone da 10000 tonnellate, a Sant’Antioco, dove verra` utilizzato per allestire le navi carboniere con i macchinari di carico e scarico.
    Nel 1990 l’ultimo cambio di proprietà. La società SO.GE.I. di Genova è la nuova società armatrice e ne detiene tuttora la proprietà.

    La Langer Einrich oggi


    Nel 2002 la Langer Einrich ottiene dal Ministero dei Beni Culturali il “vincolo” quale “monumento di archeologia industriale” e da lì inizia la sua “doppia vita” di gru galleggiante, operativa secondo il vecchio protocollo, e di piattaforma per attività culturali di svariato tipo, mirate a una valorizzazione del mezzo.

    Nel 2005 iniziano i lavori di restauro della Langer Einrich, che si protrarranno per tre anni, fino a concludersi nel 2008 con il collaudo di fronte al RINA (con il sollevamento di un peso di 270 tonnellate) che le permetterà di riprendere a pieno titolo tutte le attività, eccezion fatta per la navigazione per la quale non vengono neppure effettuate le procedure di certificazione, ritenendo più conveniente un suo utilizzo “a traino”.

    Peculiarità dei lavori di restauro svolti è la sostituzione di circa 10000 chiodi usati per tenere insieme le lamiere. La soprintendenza del MiBAC avrebbe potuto probabilmente accettare un restauro effettuato con saldature e chiodi “finti” applicati a posteriori (l’intera Langer Einrich è inchiodata e ribattuta, come si faceva nel 1915, non ci sono saldature) nell’impossibilità di procedere a qualcosa di più affine all’originale, ma la passione dell’armatore lo porta a scovare una squadra di chiodatori croati che è in grado di effettuare l’opera seguendo la vecchia tecnica (chiodo forgiato sul posto e sul momento e inserito a caldo nel luogo di destinazione, dove viene ribattuto entro brevissimo tempo). 3 anni e (circa, le cifre sono giocoforza approssimative) 3 milioni di euro dopo, la Langer Einrich è pronta a riprendere il mare ed anche ad accogliere al suo interno visitatori e curiosi come noi.

    Oggi, oltre alle attività operative vere e proprie, la Langers Einrich accoglie come si diceva anche attività culturali di ogni tipo. Per citarne una su tutte, la gigantesca gru è stata tramutata in palcoscenico per lo spettacolo che La Fura dels Baus ha tenuto per la Festa della Marineria nel 2009 a La Spezia.

    Un po’ di numeri (non tutti, eh!!!)


    Dimensioni:
    Ponte: 50 metri x 30 metri
    - Altezza: 84 metri a gru completamente estesa
    - Stazza: 3898 tonnellate

    Propulsione:
    - 4 motori Diesel da 480 HP cadauno

    Generazione energia:
    Ogni motore è accoppiato con due generatori in corrente continua da 230 V e 105 kW e con una macchina in corrente continua con eccitazione composta da 230 V e 50 kW

    Capacità operativa:
    La gru è equipaggiata con tre diversi ganci, adeguati alle operazioni da svolgere. Uno per carichi fino a 20 tonnellate, uno per carichi fino a 50 e uno per carichi fino a 250.

    Via:
    http://www.langerheinrich.it/
    http://www.european-maritime-heritage.org/newsletter/EMH25.pdf
    …e i signori che mi hanno accompagnato oggi nella visita.

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    A.G-Weser, , , gru galleggiante, Langer Einrich
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  • Armi, porno e il progresso tecnologico

    2 Avatar di StigHelmer84 StigHelmer84 20/04/12 10:45 AM 1 mese fa 84

    Al giorno d’oggi non esiste praticamente scoperta o brevetto che non venga sezionata dai militari per sfruttarne l’impiego a fini bellici.

    Qualche esempio: la vernice a base di ferrite, concepita negli anni ’80 per proteggere gli edifici dalle interferenze elettromagnetiche e applicata poi sugli aerei stealth per renderli “invisibili ai radar”, o il teflon usato sulle pentole per non fare attaccare le uova durante la cottura, ma utilizzato anche per i proiettili perforanti in grado di neutralizzare i giubbotti antiproiettile.

    Del resto, andando lontano nel tempo guardate alle macchine di Leonardo. Il suo primitivo elicottero sarebbe stato solo un più rapido mezzo di trasporto o anche un veicolo per entrare nelle fortezze nemiche.

    La polvere da sparo, che modificò radicalmente la guerra come era intesa fino a quel momento da secoli e secoli: la tecnologia iniziò a soppiantare il valore con la meccanica, a sottomettere il coraggio alla macchina.

    Con il mutamento delle caratteristiche della guerra mutò anche lo stile di vita medievale: il bisogno di armi più sofisticate e il metodo per difendersi da esse favorì lo sviluppo della ricerca.

    Internet. L’origine di Internet risale agli anni sessanta, ad opera degli americani, che misero a punto durante la Guerra Fredda un nuovo sistema di difesa e di controspionaggio.

    Inoltre alcune importanti tappe della recente storia tecnologica si devono in primo luogo alla pornografia che, scegliendo di adottare una certa tecnologia, ne ha decretato il successo e gli sviluppi successivi: si va dal proiettore Super 8 alla Polaroid, dalla tecnologia VoIP alla stessa Internet, fino ai cellulari capaci di riprodurre e creare video, per non parlare di Camcorder, canali satellitari e servizi interattivi.

    I film porno sarebbero persino la ragione che ha portato il VHS a trionfare sul Betamax. Unico neo, le affermazioni sull’HD-DVD, che avrebbe dovuto vincere lo scontro con il Blu-ray, perché Sony ha sdoganato i film per adulti solo nel tardo 2007.

    Evidentemente la “regola del porno” ha le sue eccezioni. Se volete sapere in anticipo se un prodotto avrà successo o no, quindi, cercate di scoprire se il mercato della pornografia ha scelto di usarlo, e avrete la risposta.

    C’è di buono che in questa follia che assimila militari e pornoattori a dei Re Mida che trasformano in armi e vaselina tutto ciò che toccano alcune tecnologie si rivelano “dual use”, utili anche a fini civili.

    Purtroppo però negli Stati Uniti, dove la guerra al terrorismo sta facendo conoscere alla ricerca e sviluppo dell’industria militare una gloria senza precedenti, le analisi hanno dimostrato che molti brevetti, per quanto geniali, non avranno mai un impiego pratico. Soldi buttati via che avrebbero trovato senz’altro un impiego più utile in campo civile.

    Voglio concludere con una osservazione ironica e personale. Girando per la rete mi è capitato di leggere commenti del tipo:

    Basta con la guerra e annesse invenzioni!!

    Idee del tutto condivisibili ma purtroppo se non fosse per loro io starei scrivendo il mio bel articoletto su una lettera. Poi l’avrei spedito e dopo un viaggio a cavallo di qualche giorno sarebbe arrivato a destinazione a casa di Itomi. La maggior parte dei lettori di LN, che in questo ipotetico mondo senza tecnologie belliche si occupa di lampade ad olio, dopo averlo letto e valutato l’avrebbe bruciato sostenendo l’inutilità della luce in quanto il sole basta e avanza.

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  • The Hubos – Come Together

    11 Avatar di BlueCarolina | NC64 BlueCarolina | NC64 6/04/12 7:34 AM 1 mese fa 2

    Four of Drexel’s HUBO robots perform the Beatles’ “Come Together” in a demonstration that combines cutting-edge engineering technology and research with creative expression, produced by the Music & Entertainment Technology Laboratory (MET-lab). The HUBOs are operating autonomously (not human-controlled). Their movements are directed by student-developed software to perform the gestures necessary to produce the appropriate notes and beats as dictated by a musical score. Every sound in the video was performed by the robots.

    Lo studente Matthew Prockup ha creato arrangiamento musicale per la batteria e tre “Hubofoni”, strumenti a percussione originali studiati e realizzati dal MET-lab per questa performance.

    Per altre informazioni su questi “robottini” e la Drexel University, guardate qua e sotto il more:
    Mostra Approfondimento ▼

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    Come Together, , Drexel Univesity, Hubo, Matthew Prockup, , , , , , The Hubos, ,
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  • Daniel Wurtzel e le sculture aeree

    16 Avatar di abbo abbo 9/03/12 8:39 PM 2 mesi fa 18

    A sheet of red fabric continuously flies in and out of a vortex of air.

    Non so se è il tipo di roba che può piacere a gentaccia come voi, ma (a parte i due evidenti riferimenti) a me è piaciuto.

    L’autore, Daniel Wurtzel, s’è flashato parecchio con i ventilatori giganti: date un po’ un occhio al suo Canale Youtube per constatare con i vostri occhi. ;)
    Per chi guarda solo “cose da macho” sul canale c’è anche un tornado di fuoco. :rofl:

    Sito ufficiale: www.danielwurtzel.com
    Canale Vimeo: vimeo.com/danielwurtzel

    ps: un biscotto ( :cookie: ) al primo che mi dice i due riferimenti che DEVONO venire in mente vedendo il video. :D

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    , Daniel Wurtzel, divenire, , lenzuolo, magic carpet, panta rei, , tappeto magico, tornato,
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  • NERDATA TOTALE Robot quadrirotore volanti suonano il tema di James Bond

    6 Avatar di Pedro99 Pedro99 3/03/12 1:35 PM 2 mesi fa 21

    Flying robot quadrotors perform the James Bond Theme by playing various instruments including the keyboard, drums and maracas, a cymbal, and the debut of an adapted guitar built from a couch frame. The quadrotors play this “couch guitar” by flying over guitar strings stretched across a couch frame; plucking the strings with a stiff wire attached to the base of the quadrotor. A special microphone attached to the frame records the notes made by the “couch guitar”.
    These flying quadrotors are completely autonomous, meaning humans are not controlling them; rather they are controlled by a computer programed with instructions to play the instruments.

    Non c’è molto da aggiungere a questo video dove appunto alcuni robot quadrirotore volanti (o quadrotor che dir si voglia), suonano il tema di James Bond con svariati strumenti musicali.

    L’esperimento è stato realizzato da alcuni studenti di ingegneria e scienze applicate della Pennsylvania che hanno creato i robot volanti e hanno deciso anche di commercializzarli.

    Per saperne di più, guardate sul sito qua.

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    , maledetti ingegneri, , Pennsylvania, quadrirotore, , robot volanti,
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