
è uno dei miei paradossi preferiti…

Il raggio verde è quel fenomeno ottico che è possibile vedere generalmente nelle giornate di estate, quando il Sole, sparendo al tramonto, crea un sottile strato debolmente luminoso che nasce e si arresta in pochi secondi. Generalmente, viene avvertito ad occhio nudo nelle giornate chiare. Wikipedia
“..Per conquistare una donna portatela in riva al mare, e fatele vedere il raggio verde, cadrà ai vostri piedi..” (cit.)
Il post di prima di @jhonsilver mi ha spinto a riaprire XKCD dopo un bel pezzo,e tra le ultime vignette ho trovato questa sul raggio verde, che della sua esistenza ho saputo tramite il mio prof di Propagazione, vi lascio una gallery per guardare questo spettacolo =)
http://www.meteores.net/rv.html
Qui invece se volete approfondire l’argomento..
http://it.wikipedia.org/wiki/Raggio_verde
http://en.wikipedia.org/wiki/Green_flash
Neil deGrasse Tyson offers one of the simplest, most straightforward summaries of one of the greatest challenges and questions facing modern Science today.In astronomy and cosmology, dark matter is a hypothetical form of matter that is undetectable by its emitted electromagnetic radiation, but whose presence can be inferred from gravitational effects on visible matter. According to present observations of structures larger than galaxies, as well as Big Bang cosmology, dark matter and dark energy could account for the vast majority of the mass in the observable universe.
In physical cosmology, astronomy and celestial mechanics, dark energy is a hypothetical form of energy that permeates all of space and tends to increase the rate of expansion of the universe. Dark energy is the most popular way to explain recent observations and experiments that the universe appears to be expanding at an accelerating rate. In the standard model of cosmology, dark energy currently accounts for 74% of the total mass-energy of the universe.
Dr. Neil deGrasse Tyson is an American astrophysicist and the Frederick P. Rose Director of the Hayden Planetarium at the American Museum of Natural History in New York City. An accomplished scientist, he is also outspoken for his rationalist and skeptical world-views, and was honored with the 2009 Isaac Asimov award from the American Humanist Association.

Il determinante di Slater, dal fisico e chimico teorico John C. Slater, è un’espressione matematica utilizzata per calcolare la funzione d’onda di sistemi multi-fermioni soddisfacendo il principio di esclusione di Pauli.Il determinante di Slater nasce dalla necessità di descrivere la funzione d’onda per un sistema polielettronico. La funzione d’onda associata ad un singolo elettrone, e che tiene conto del momento angolare di spin, è definita spin-orbitale.
ok, lo ammetto, non c’ho capito un cazoz… ho solo vagamente intuito che si tratta di fisica teorica della meccanica dei quanti…
però Slater Day FTW!
Determinante di Slater [Wiki] | John Clark Slater [Wiki]
Sembra che l’intero universo si espanda e vibri come fosse una grande e meravigliosa sintonia.
Straordinario documentario sulla teoria delle stringhe che vi consiglio vivamente di vedere. Con un emozionante viaggio nella storia dei pionieri della scienza, mostra i percorsi e quali confini è riuscita a varcare la teoria delle stringhe. Una gran varietà di effetti speciali e la particolare montatura del film, lo rendono estremamente piacevole e di facile comprensione e quindi alla portata di chiunque.

A dirlo è il noto astrofisoco Stephen Hawking che all’interno di un recente documentario su Discovery Channel, ha affermato che un giorno le astronavi saranno abbastanza veloci che il tempo rallenterà per chi si trova a bordo. Tali nave spaziale quindi sarebbero capaci di viaggiare nel tempo, anche se solo in avanti, superando la teoria di Einstein.
Fonte:
http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/13755/arriveremo-ai-viaggi-nel-tempo-lo-dice-stephen-h

Negli Usa si è riaperto il dibattito sui principi formulati dal celebre scienziato grazie ai lavori di un fisico olandese: “La sua teoria è un’illusione”. Si tratta di Erik Verlinde che lega le sue critiche all’ipotesi delle stringhe e a quella dell’universo olografico
Per non rubare troppo spazio vi rimando direttamente all’articolo originale che trovate qui: http://www.repubblica.it/scienze/2010/07/15/news/gravit_non_esiste-5595002/
Via Bazinga privato, grazie a Deedlit