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  • Bruno Bozzetto: Meritocrazia

    79 Avatar di Zed | NC99 Zed | NC99 17/05/12 10:14 AM 6 giorni fa 4


    La meritocrazia è una necessità, il voto di scambio una calamità.
    (Pork-barrelling is a pest, meritocracy is the best)

    Su Bruno Bozzetto c’è poco da dire, è una garanzia: dai tempi del Signor Rossi ai recenti impietosi confronti tra italiani ed europei, non manca di mettere il dito nella piaga del malcostume.

    E questo video, postato quasi un mese fa, direi riassume ancora una volta i tragici vizi che rendono il nostro Paese… ben peggio di quello che potrebbe essere.

    Enjoy, si fa per dire.

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  • Sicari dell’economia, il Neocolonialismo finanziario.

    3 Avatar di Bettons Bettons 9/05/12 3:29 AM 2 settimane fa 33

    Il potere non spetta a nessun politico o ai signori del furto, o ai sicari dell’economia. Il potere spetta a noi. Io credo nel nostro potere e in quello che possiamo fare insieme.

    Dopo anni di bozze, correzioni e semplici ripensamenti, dopo una travagliata ristesura e dopo una fatidica decisione, John Perkins riesce a dare in pasto alla stampa nel 2004 un lavoro iniziato nel 1982, riflettendo su tutte le conseguenze che potrebbero scoperchiare un nuovo vaso di pandora…o forse no.

    Il libro

    Il suo lavoro è un’autobiografia profondamente diversa da quella dei divi di Hollywood: lui ha vissuto un sogno americano un po’ diverso, e il titolo parla da sè: “Confessions of an Economic Hit Man”, confessioni di un sicario dell’economia.
    Partendo dagli anni sessanta, descrive i fatti che sono ruotati attorno alla propria esistenza, significativi non solo per la sua persona ma per grandi oscillazioni nella politica e nell’economia mondiale: l’adolescenza, il college, l’ingresso nell’NSA, il passaggio ai Peace Corps e l’approdo finale alla Chas T. Main Inc, una società di consulenza americana.

    Come ad ogni trasferimento, al nuovo arrivato vengono date spiegazioni sul tipo di lavoro che dovrà compiere, e su quello che dovrà diventare: un Sicario dell’economia.

    Il sicario dell’economia: Manuale d’uso

    Il sicario dell’economia (termine già in uso prima dell’arrivo di Perkins) è semplicemente un arma in mano ad un governo: se gioca bene le sue carte, può portare molte soddisfazioni, sotto forma di denaro o potere.

    Pare che le origini di questo ruolo siano da attribuire alla crisi con l’iran del 1951, quando il leader Mohammad Mossadeq impose la nazionalizzazione del petrolio per impedire lo sfruttamento da parte delle compagnie inglesi che di fatto saccheggiavano le risorse del Paese; la soluzione sarà un colpo di stato che farà salire al trono il dittatore filostatunitense Mohammad Reza Pahlavi, macchinato da corruzioni e da scosse fintopopolari che faranno cadere di nuovo il paese in mano all’occidente.

    Con il tempo la tecnica ha iniziato a diventare più sottile e più truffaldina, con un modello ben piantato e collaudato.

    La prima pedina che si muove è il nostro sicario. Percorre la scacchiera per interessi della multinazionale che rappresenta e per il proprio governo: il suo compito è quello di contattare chi detiene il potere nel determinato Paese del terzo mondo, presentandosi come consulente finanziaro mostrando delle previsioni economiche clamorosamente gonfiate, piani di investimenti per infrastrutture o qualsiasi altra diavoleria correlata da dettagliate previsioni, descrizioni, preventivi e qualsiasi cosa possa sembrare convincente.
    Il Paese, ad alto interesse strategico, viene quindi pacificamente indotto a commissionare questo tipo di lavori alle multinazionali del governo a capo dell’operazione. Questi lavori secondo le previsioni economiche curate del sicario ben valgono la spesa, e senza esitazioni lo Stato coinvolto verrà indirizzato a chiedere un finanziamento alla Banca Mondiale o all’USAID.
    Segue quindi tutto un corrotto gioco di appalti per la realizzazione delle grandi opere in ballo, per la gioia dei signorotti locali, e alla relativa realizzazione del progetto.
    Ma il gioco non vale la candela, non si verifica nessun rientro economico e nessun modo per saldare l’ingente debito. Quindi, il colpo di grazia: non riuscite a pagare il debito verso il nostro governo? Esiste un altro modo per risolvere la questione…

    Nasce un legame feudale tra i due Paesi, una sorta di ennesimo colonialismo: il forte indebitamento costringe i “malcapitati” ad assecondare le richieste dei colonizzatori, come voti a favore in questioni internazionali, appoggi per qualsiasi evenienza, tributi non monetizzati.

    Quando qualcosa va storto: gli Sciacalli dell’economia

    Ma se le avances del sicario non funzionano, come neppure qualsiasi piano di pace e prosperità grazie ad iperbolici investimenti, si passa alla corruzione: l’ombra del feudalesimo è presente in questi passaggi, in cui le caste al potere godono a pancia piena mentre lo stato intero si indebiterà e verrà sfruttato miseramente.
    Ma se neanche la corruzione funziona, per salvaguardare l’investimento interviene la figura dello Sciacallo dell’economia, ovvero chi dovrà semplicemente sbarazzarsi del governo non collaborazionista tra attentati, pubblicando scandali, false notizie, organizzando e finanziando segretamente rivolte popolari, fino ad arrivare all’eliminazione fisica attraverso attentati e complotti; il passo seguente sarà quello di indire elezioni truccate sostenendo un personaggio facilmente manipolabile.

    Atto finale: L’esercito

    Ma se addirittura nel caso in cui il governo fantoccio un giorno cambiasse idea e i sicari non riuscissero a compiere il proprio lavoro, vi sarebbe un altro metodo capace di far circolare grandi somme economiche: l’aggressione armata. Le industrie belliche nazionali producono a pieno regime, si ricreano i soliti solidi giri d’affari et voilà, con un’adeguata campagna educativa la Nazione a capo dell’operazione riuscirà a convincere (o meno, è davvero rilevante?) il mondo intero della necessità di un intervento, e il piano è riuscito.

    Le testimonianze di Perkins e il meccanismo all’opera

    Per lavoro i viaggi del nostro lo porteranno, in veste di vero e proprio sicario, in Arabia Saudita, Indonesia, Iran e Panama, e proprio quest’ultimo episodio vorrei porre ad esempio dell’intero meccanismo.

    Quella di Panama

    fu descritta come la più grande offensiva aerea contro una città dall’epoca della seconda guerra mondiale. Fu un’aggressione non provocata contro una popolazione civile.

    Mostra Approfondimento ▼

    Quella di Panama è l’ennesima storia di boicottaggi, controllo sulla politica interna ed internazionale, di corruzione, di manipolazione e di tradimento. I governi fantoccio vengono facilmente smascherati, e immancabilmente sostituiti da governi fantoccio più saldi.

    Troviamo tutte le fasi: il sicario convince i Panamensi dei grandi vantaggi che trarrà dall’accordo con gli Usa, quando non esiste più un’intesa concordata gli sciacalli rimuovono il problema, e se ne sorgono altri, via libera all’esercito, dopo una doverosa campagna diffamatoria.

    Dai i suoi scritti, emerge la personalità di un uomo che non lo è stato per tutti questi anni, e confessandosi, urlando al mondo quello che si è tenuto dentro una vita intera, tenta di rimediare.
    Non è facile dare credito alle parole di un individuo, soprattutto se sono così pesanti e sature di quei contenuti che popolano blog sensazionalistici dalla notte dei tempi.
    Insomma, le uniche fonti provengono da John Perkins: è solo una trovata editoriale oppure è un meccanismo che ancora oggi è in uso?
    Se non altro, da da pensare.

    Fonti:
    Wiki
    Qualsiasi libro di John Perkins

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    Banca Mondiale, colonialismo, embargo, , feudalesimo, imperialismo, John Perkins, Noriega, , Panama, sciacalli, Sicari economia, Torrijos,
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  • SELECT La Rivolta di Munster

    6 Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 8/05/12 2:42 PM 2 settimane fa 47

    In questa vita ho imparato una cosa sola: che l’inferno e il paradiso non esistono. Ce li portiamo dentro dovunque andiamo.

    Ciao a tutti nerds!! :facepalm: (cit.)

    Per festeggiare il 6° livello volevo parlare di politica, ma sulla lega non si può parlare di politica, quindi mi sono detto “parliamo di religione”, nada, nemmeno questo si può fare…
    Alchè mi è sovvenuta l’antica saggezza del mio professore di Analisi G: “meno per meno fa più”, quindi se parlo di politica E di religione l’articolo andrà benissimo!

    Avvicinatevi giovani hobbit, oggi si parla della rivolta di Munster!
    Una tragedia in quattro atti.
    Per non annoiare troppo lo stile è volutamente leggero.

    NOTA: questo articolo non intende offendere, diffamare e/o appoggiare qualsivoglia credo, credenza religiosa, divinità o teiera.

    Preludio


    Tutti noi conosciamo la storia di Munster perchè abbiamo letto Q (e se non l’avete letto shame on you! leggetelo al più presto!), rispolveriamo quindi come storicamente si svolsero i fatti.

    Siamo nella prima metà del ’500, l’America è appena stata scoperta e nelle sale da ballo impazza il minuetto, le donne vestono elaborati corsetti e gli uomini si lavano una volta ogni sei mesi.

    Munster è una ridente cittadina tedesca situata nel ricco principato di Munster (you don’t say?).
    I contemporanei la descrivono come una città opulenta, sede vescovile, con ben 6 collegi e diverse altre scuole, polo di cultura classica e con una bellissima cattedrale.
    Ora questo è vero, il contemporaneo però si dimentica di citare che la bellezza della città era goduta da una ristretta cerchia di persone: il clero e i nobili.

    Erano ancora (ancora?) i bei tempi in cui il clero si arricchiva sulle spalle della popolazione, i vescovi avevano concubine che non facevano segreto dei loro altolocati protettori e la bolla delle indulgenze sembrava un pozzo dorato senza fondo.
    La popolazione non sarebbe stata così d’accordo con la bella descrizione di cui sopra, i poveri erano molti (ma come sappiamo non contano mai un cazzo) e la classe borghese iniziava a fare richieste.
    Nulla di troppo esoso: ad esempio chiedevano che i beni, alla morte, potessero passare agli eredi e non dritti al clero o che magari le tasse arbitrarie fossero pagate anche dagli uomini di chiesa visto che alla fine della fiera mantenevano i loro vizi.

    A dar voce alle richieste di questi comunisti uomini devoti si affaccia alla città una nuova spinta riformatrice… La Riforma appunto.
    Nel 1517 un monaco (tale Lutero) aveva affitto le sue famose 95 tesi, molte non sono altro che pipponi teologici di cui non frega un cazzo a nessuno contestazioni religiose ma un paio piacevano parecchio alla popolazione, in particolare: salvezza solo tramite la fede (quindi non con buone azioni o pagamenti vari), libera interpretazione della Bibbia, sacerdozio universale e altre cosucce simili.

    Nel 1525 a Munster scoppiano i primi tumulti contro il clero, la scusa sono gli insegnamenti luterani, la verità è che il popolo ne ha le palle tasche piene del vescovo e dei suoi tirapiedi.
    Forse terrorizzati di poter scoprire anzitempo di essersi sbagliati sull’aldilà il vescovo e il concilio ecclesiastico (e quello municipale) approvano una lunga serie di richieste.
    Quindi, per protesta, i porporati abbandonano la città: lo sdegno di tale gesto convincerà la popolazione del loro errore pensano.
    Pessima scelta, non solo nessuno li rivuole indietro ma anzi i luterani si infilano subito e prendono il potere.
    Alchè il vescovo decide ci rivolgersi a chi sta più in alto di lui (non Dio, bensì l’arcivescovo di Colonia), il quale si mette in contatto con il concilio cittadino e lo blandisce con parole di miele (qualcosa del tipo “mettete la testa a posto o vi sterminiamo tutti e dio riconoscerà i suoi (cit.) ah e cacciate quei cazzari dei protestanti“) e così il vescovo e i suoi pisciotti fanno il loro ritorno in città tra la gente che sorride a denti stretti.

    Appena tornati dentro decidono che in passato hanno sbagliato metodo e quindi vogliono riconquistarsi l’appoggio della popolazione: mettono quindi su un clima di terrore e di delazione reciproca con esilii e persecuzioni varie, una specie di Germania dell’Est ma a Ovest.

    Va da se che la situazione divenne se possibile ancora più critica.

    Atto Primo – Il Braccio e la Mente: Knipperdolling e Rothmann

    “Oggi ho chiesto a un bambino di 5 anni chi fosse Gesù; una statua mi ha risposto” (Rothmann in Q)

    Knipperdolling, chi era costui?
    Too long didn’t write, c’è wiki per queste cose.
    Comunque era un anabattista.
    Cosa è l’anabattismo?
    (vedi sopra, o meglio, link al fondo).

    In ogni caso era un buon oratore e soprattutto non perdeva occasione per difendere gli oppressi dalle prepotenze dei potenti.
    Questo gli diede una buona nomea tra gli strati più umili della popolazione.
    Si diede da fare in vari modi, raccogliendo intorno a lui abbastanza popolino da spaventare il clero e evitarsi quindi azioni contro di lui.

    Rothmann invece era un figlio di papà, aveva studiato nelle università fichette di teologia ed era tornato a fare il predicatore a Munster.
    La sua predicazione era molto pro-popolo (una specie di teologia di liberazione ante-litteram) del quale commiserava la trista condizione, inoltre era apertamente schierato contro l’esistenza del purgatorio.
    Tutto ciò non lo mise in buona luce agli occhi del vescovo e lo spinse verso le linee protestanti (so che sembra una cazzatona, tipo schierarsi contro l’idea di Mordor ma i tempi erano quelli e la cosa era molto dibattuta soprattutto per motivi economici).

    L’unione di queste due menti diede forma a una contestazione organizzata: troppo forti per essere puniti con le armi (Knipperdolling), troppo preparati per essere battuti con la dialettica (Rothmann).

    Il nuovo vescovo della citta Waldeck (Francesco di) uomo autoritario e conservatore cercò in tutti i modi di spezzare questo sodalizio ma, al crescere di nuovi tumulti popolari, fu costretto nuovamente ad abbandonare la città con tutto il clero.

    Dopo un po’ di scaramucce e trattati il vescovo rientra, il potere civile rimane a lui ma il potere religioso passa quasi totalmente ai protestanti.

    Atto Secondo – Facce Nuove: Jan Matthys e Giovanni di Leida

    In questo clima allegro giungono in città due nuove facce Jan Matthys e Giovanni da Leida.
    Questi due sono anabattisti vecchia scuola che predicavano in Olanda.
    L’Olanda ai tempi non era la patria della libertà fattona che conosciamo oggi ma era una fucina di nuove idee spesso folli tra cui anche idee religiose.
    In ogni caso Jan e Giovanni erano due estremisti.

    Arrivati in città si uniscono a Knipperdolling e Rothmann (che diventa anabattista pure lui) e iniziano a pianificare la “liberazione” della città da protestanti e cattolici.
    Mandano lettere in Olanda attirando altri anabattisti, sfidano sempre più apertamente il potere del vescovo, fanno proseliti e si procurano armi che iniziano a distribuire tra la popolazione.
    Il tutto tra un inasprimento della repressione da parte dei cattolici guidati da Waldek.

    E’ il 1534 la città è sempre più scossa dai tumulti, in un ultimo, disperato tentativo di salvarsi il vescovo dichiara libertà di culto per gli anabattisti, ma ormai è troppo tardi: la rivolta esplode a febbraio, i rivoltosi si impossessano della città, il consiglio cittadino si da alla fuga mentre il vescovo, dalla sua residenza in campagna, manda inutili minacce ai comunistiardi.
    Pochi giorni dopo è proclamata la repubblica!

    Atto Terzo – La Teocrazia in una Città Sola

    Per prima cosa gli anabattisti fecero festa, o meglio fecero la festa ai cattolici e protestanti: chi non si convertiva fu spogliato di tutto e buttato fuori dalla città (e con tutto intendo vestiti compresi e fuori era inverno con metri di neve).
    Quindi depredano chiese e monasteri, fondono tutto quello che trovano e ne fanno armi e, per non farsi mancare niente, fanno un bel rogo di tutti i libri esistenti Bibbia esclusa.

    Al calduccio di questo bel falò Matthys, eroe indiscusso, straparla arringa le folle promettendo una sollevazione di tutte le città della Germania e un nuovo regno di dio in terra: questo è solo l’inizio! promette.
    Ovviamente è un uomo di buon cuore, quindi se qualcuno gli fa notare che “magari” non è proprio così, lo fa uccidere sulla piazza.

    Ormai il popolino lo acclama come un profeta e Jan, in nome dell’uguaglianza degli uomini, scioglie il senato e la repubblica, si arroga tutto il potere e diventa capo indiscusso della teocratica nuova Sion.

    Quindi impone il suo delirante manifesto politico-religioso ossia un comunismo teocratico (roba che credevo si potesse fare solo a Civilization IV).
    Terre da ridistribuire non ce ne sono, pazienza, fa accumulare tutti i beni all’interno di chiese e magazzini e poi li raziona tra la popolazione in base alla numerosità delle famiglie.
    Tutto il popolo è invitato a donare, chi non dona viene costretto convinto a “donare” a colpi di bastone dialettica dalle milizie di Matthys.

    Visto che non ci sono molti lavori da fare coopta tutta la popolazione a costruire difese, infatti il vescovo non ha perso tempo e, ingaggiato un esercito di lanzichenecchi ha circondato la città.
    La vista delle milizie avversarie venute a distruggere la nuova Gerusalemme rende furioso il predicatore che, radunati 300 scannagatti, compie un ardita sortita il giorno di Pasqua (un po’ telefonata come sortita).
    Gli anabattisti raggiungono le linee nemiche ma Jan si fa avanti da solo e si mette ad arringare i soldati nemici.

    Ora, io mi immagino una cosa simile.
    Capo dei soldati “Noi abbiamo le armi!”
    Jan “Voi non avete le armi, voi avete la speranza che quando le vostre spade avranno colpito Dio sia ancora con voi.”
    CdS “Balle, tu non hai nulla a parte le tue belle paroline e le mossettine da predicatore”.
    Jan “Sotto queste vesti c’è un idea! E le idee, sono a prova di balestra!”

    Ovviamente aveva torto marcio (non tanto sulle idee quanto sul fatto che lui lo fosse) e nella battaglia successiva si dimostra ampliamente che non era a prova di spadate e infatti muore.
    Brutta notizia, ma non brutta come quella che altri anabattisti non sarebbero arrivati dall’Olanda essendo stata ogni altra sollevazione anabattista brutalmente repressa.
    La rivoluzione non ha coinvolto tutto il mondo, tocca arrangiarsi in un paese solo.

    Atto Quarto – Dio Propone, l’Uomo Dispone

    Lo scettro passa a Giovanni di Leida, a lui il compito di risollevare gli animi.
    Impone subito una dittatura ancora peggiore: chi non ubbidisce al profeta (lui) viene ucciso.
    Organizzò la città militarmente aumentando le difese mentre fuori, l’esercito del vescovo riceve rinforzi dai principati vicini: non sia mai che la rivolta si estenda.
    Giovanni era un discreto stratega, prima guidò una sortita vittoriosa e quindi respinse il contrattacco delle milizie nemiche.
    Vittorie che diedero speranza alla popolazione assediata ma che di fatto non interruppero l’assedio.

    All’interno della città però le cose iniziano a mettersi male: Giovanni dichiara lecita la poligamia, lui stesso prende diverse donne in “moglie” (alcune poco più che ragazzine) e ne fa ammazzare una che gli resiste.
    Alcuni cittadini si ribellano e vengono giustiziati dai lealisti.
    La città è attraversata da un’ondata di anarchia e amore libero, alle donne è proibito negarsi agli uomini.
    Crea una corte di fedelissimi ai quali dà titoli ampollosi, ordina nuove requisizioni e tiene per se il meglio prima di redistribuire tutto.
    Sposa un totale di 16 donne e forma il suo personale harem in cui si dà a diverse orge, si fa forgiare gioielli d’oro e un sacco di altre stranezze.
    La città scivola nel caos.

    Knipperdolling cerca di deporlo ma Giovanni manda i suoi soldati a prenderlo e a imprigionarlo.

    Le truppe nemiche tentano un altro assalto, ma anche questo viene respinto con un bagno di sangue.
    A questo punto il vescovo è costretto a chiedere altri aiuti che gli vengono concessi dai principati.
    Il comando passa ai generali dei principi che intensificano l’assedio.

    Sipario – La Fine del Sogno

    La città è ormai scivolata nel caos più totale, corruzione sfrenata, amore libero, fame, fanatismo, terrore, tutto si mescola.
    Banchetti e orge a cui fanno da contorno la mancanza di cibo e le malattie per la popolazione e un assedio sempre più spietato.
    Per risparmiare risorse Giovanni caccia dalla città i vecchi e gli inabili a combattere che vengono massacrati dalle truppe nemiche o muoiono di fame e stenti.

    Alla fine qualcuno decide che ne ha a basta, raggiunge il campo degli assedianti e dichiara loro che è disposto ad aprire le porte della città.
    I lanzichenecchi non aspettano altro, lanciano un ultimo assalto penetrando le difese e trovando le porte spalancate, sciamano nella città massacrando chiunque gli si pari davanti.
    Nonostante la popolazione si arrenda nè il vescovo nè i generali mettono freno al massacro che dura diversi giorni.
    I capi della rivolta tra cui Giovanni e Knipperdolling vengono torturati per ore e infine ammazzati.
    I loro corpi rimarranno appesi dentro delle gabbie per 50 anni prima di essere tumulati.
    Le gabbie invece sono li ancora oggi.
    E’ il luglio del 1535, il “regno di dio” è durato un anno e mezzo.

    Conclusioni

    Dopo i fatti di Munster gli anabattisti persero ogni credibilità in Europa, vennero cacciati dalle cariche politiche e subirono una serie di persecuzioni terribili su tutto il continente.
    Molti emigrarono verso Est o verso le Americhe, diedero il via a una serie di scismi di cui non sono affatto esperto ma che se non sbaglio formarono le comunità dei Quaccheri, dei Battisti e degli Amish.
    I fatti di Munster gettarono una luce sinistra su una religione che tutto sommato si rifà a precetti estremamente pacifici.
    Sarebbe facile puntare il dito su pochi esaltati ma in realtà un’intera popolazione fu prima complice e poi vittima di questa follia, gente che probabilmente capiva poco di Dio ma che cercava solo un po’ di giustizia o, più prosaicamente, di pane.
    Ed è questa forse la vera tragedia.

    Sipario.

    Spero che lo spettacolo vi sia piaciuto, esorto nuovamente a leggere Q per chi non l’abbia già fatto.
    Sotto spoiler il mio imho, sotto ancora un po’ di link da cui ho spudoratamente copiato attinto qualche dato.

    Mostra Spoiler ▼

    And, of course, the Munster Cages
    Mostra Approfondimento ▼

    Fonti

    Rivolta di Munster

    Anabattisti

    Personaggi

    Knipperdolling

    Rothmann

    Jan Matthys

    Giovanni da Leida

    Francesco di Waldek

    Adattamento

    Q di Luther Blisset, scaricabile liberamente dal sito degli autori.

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    anabattisti, Francesco di Waldek, , Giovanni da Leida, Jan Matthys, Knipperdolling, lutero, , Munster, , , , , Rothmann
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  • Ripresentata la norma “ammazza blog”

    3 Avatar di thedoubleg82 thedoubleg82 17/04/12 7:13 PM 1 mese fa 54

    Premessa


    Circa 5 mesi fa, senza dare troppo nell’occhio, è stato ritirato dal DDL (disegno di legge per i niubbi del foro) intercettazioni l’emendamento definito restrittivamente “ammazza blog”.
    L’emendamento aveva originato una levata di scudi da parte dei naviganti, giungendo a forme di protesta anche da parte di siti molto importanti quali Wikipedia (Italia). Una simile mobilitazione telematica, forse la prima da noi in Italia, ha spinto gli Onorevoli della coalizione allora al potere a ritirare l’emendamento senza commentare troppo. A dirla tutta, il desiderio di arrogarsi il merito dell’eliminazione della norma ha portato a 6 emendamenti soppressivi identici, presentati ciascuno da una fazione diversa e votati tutti a maggioranza assoluta. Tant’è che nel giro di pochi giorni, la stessa rete che si era dimostrata capace di coalizzarsi efficacemente contro un progetto non condiviso, ha lasciato che l’argomento cadesse nel dimenticatoio.

    La ripresentazione


    L’attuale Esecutivo, nella persona del Guardasigilli Paola Severino, sta studiando in questi giorni il “Pacchetto Giustizia” che, in armonia alle sollecitazioni dell’Unione Europea, dovrebbe servire a snellire il nostro mastodontico apparato giudiziario, velocizzandone i procedimenti. In tale ambito è stato ripresentato, senza sostanziali modifiche, l’emendamento tanto famigerato.

    Il contenuto dell’emendamento


    Ripreso in toto dal precedente, l’emendamento mira a concedere al privato l’autorità per chiedere l’immediata rimozione di un contenuto telematico e, ove la persona ritenutasi offesa lo ritenesse opportuno, la pubblicazione di una rettifica (priva di commenti da parte dell’amministratore) secondo i termini da lui indicati, rispecchiando la dichiarazione rimossa in termini di visibilità e accessibilità. Ovviamente l’obbligo di rettifica si estende anche alla carta stampata e alla televisione.
    La diatriba risiede nell’assenza di intervento da parte della Magistratura; l’amministratore di un sito (così come il redattore di una testata), ricevuta la richiesta di rimozione di un contenuto da parte di un privato che se ne sente leso in prima persona, è tenuto ad adempiervi, pena l’intervento dell’Autorità Giudiziaria che potrà amministrare l’oscuramento della testata/sito/trasmissione. Nondimeno va evidenziato che se la parte offesa ne sentisse il bisogno, potrebbe sostanzialmente dettare la rettifica all’editore e obbligarlo a pubblicarla.

    Nota personale


    Sono ben consapevole che noi di Lega Nerd non facciamo politica ed è per questo che mi sono astenuto dal nominare le fazioni politiche che hanno promulgato o contrastato la norma. Riporto per informazione.

    Via
    Ansa

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  • Non aprite quella scuola

    16 Avatar di abbo abbo 12/04/12 6:06 PM 1 mese fa 4

    Il nuovo trailer realizzato da Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi per il programma di Sabina Guzzanti “Un Due Tre Stella”, andato in onda Mercoledì 11 Aprile su La7.

    Questo il loro canale youtube, e qua sotto una loro intervista (purtroppo la qualità fa un po’ schifo, ma tant’è):

    Enjoy! ;)

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