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Ultimi Articoli in Retrogaming

  • Microsoft Creative Writer

    17 Avatar di Francesco Francesco 18/05/12 3:08 PM 4 giorni fa 29

    Back to 1993!

    Creative Writer era un Word Processor ad opera di Microsoft Kids sviluppato nel 1993, che ebbe un seguito, Creative Writer 2, del 1996, per Windows 95, entrambi facenti parte di una suite edita da mamma Microsoft sull’apprendimento informatico per i più piccoli.

    Meet McZee

    Mascotte della Microsoft Kids era McZee, un inquietante alieno blu proveniente dalla città di Immaginopolis, città dove ogni edificio corrisponde ad una declinazione del software di riferimento. Il viaggio di McZee nella videoscrittura apriva le porte alla produzione di elaborati e documenti con la possibilità di inserirvi WordArt, animazioni e addirittura, attraverso una slot machine situata in una stanza dell’edificio, creare storie mischiando frasi random e dando al computer la funzione di shakerarle a piacimento.

    Creative Writer era un viaggio all’interno della scrittura, divertente, colorato e con la giusta dose di follia, (dagli edifici alle attività agli abiti stravaganti di McZee) adatto a tutti e progettato per bambini. Creative Writer fu rilasciato assieme a Fine Artist, un software di educazione artistica.

    NdItomi:
    Nontuttisannoche il mitico Comic Sans fu inventato da Vincent Connare proprio per essere utilizzato dentro a Microsoft Creative Writer… scopo più che nobile. Peccato che poi, essendo il font installato di default in tutti i sistemi Windows, si è diffuso come un virus impazzito e oggi è stra odiato da tutti… povero Comic Sans, lui non voleva.

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  • Famicase 2012

    2 Avatar di Wiittorio Wiittorio 5/05/12 3:57 PM 2 settimane fa 12

    My Famicase Exhibition è una mostra tenuta dal 2005 ogni anno a Tokyo, nel negozio-mecca per i retrogamer “Meteor”.
    La particolarità di questa esibizione è che ai partecipanti (designer, artisti ma anche musicisti della scena indie-chiptune giapponese) è chiesto di “inventare” dei finti giochi per il Famicom (il NES giapponese), disegnando un’etichetta per la cartuccia e tracciando a grandi linee il concetto del proprio gioco di fantasia.

    Quest’anno come community di LN c’è da essere piuttosto orgogliosi, dato che ho partecipato anche io, e da quello che mi risulta sono il primo italiano nella storia ad aver partecipato a Famicase! Se mi chiama Napolitano ve lo saluto.

    La mia cartuccia è “Super Mosaic Maker”, ovvero quella che apre l’articolo. Probabilmente lo saprete già, ma mi sono ispirato al bizarro mondo del porno giapponese e le sue censure a mosaico per disegnare la mia entry!

    Questa la gallery completa dei partecipanti di quest’anno. Cliccando su ogni cartuccia vi apparirà nome dell’autore, logo e breve descrizione del gioco fittizio in questione, che in alcuni casi è davvero un peccato non esista davvero.

    E qui ecco come votare le vostre cartucce preferite (potete esprimere fino a 3 preferenze).
    E dato che ci siete, visto che Reshaitasa non dovrebbe aver partecipato, potreste votare anche per il mio gioco, il numero 6!

    Qui, un vecchio ottimo articolo sulla Lega riguardo la scorsa edizione di Famicase, e qui i link alle gallerie delle scorse edizioni.

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  • Enigma: un’avventura testuale

    37 Avatar di 0paque 0paque 25/04/12 10:37 PM 3 settimane fa 28

    Ormai viviamo in un contesto videoludico zuppo di framerate, luci epilettiche, animazioni al limite della realtà e pad ergonomici megavibranti.
    I più nabbi di voi non avranno mai avuto modo di cimentarsi in esperienze prive di immagini, colori, suoni, musiche o animazioni, i più veterani ricorderanno (forse in modo vago) uno dei primi prodotti d’intrattenimento che i primi computer ci donarono: le avventure testuali.

    Per la definizione esatta di avventura testuale vi rimbalzo al Link di Wikipedia, nel mio piccolo mi permetto di descrivervi le personali sensazioni che provavo quando, seduto davanti a un vecchio T/99 mi cimentavo in queste storie graficamente scarne ma pregne di contenuti, enigmi, maledizioni e rettangoli verticali che spesso lampeggiavano per ORE prima di regalarmi un piccolo urlo di soddisfazione.

    Navigando qua e là in preda alla noia, mi sono piacevolmente imbattuto in questa avventura totalmente made in Italy scritta da Marco Vallarino e vincitrice nel lontano 2001 del premio IF Italia.

    Se avete voglia, tempo e sopratutto pazienza potete giocare online su IF Italia o scaricarlo direttamente dal sito di Mr. Vallarino.

    Personalmente mi ha appassionato e sedotto, avevo ormai dimenticato quanto fosse emozionante, frustrante ed appagante inserire comandi come: “apri la porta” o “prendi la chiave” e sperare, una volta premuto invio di non leggere la temibile frase “sei morto”.

    Non crediate che sia scevro da tensione e pathos solo perché graficamente scarno, cominciare un’avventura testuale vuol dire sfruttare la propria fantasia ed immaginazione, e si sa, né la prima né la seconda subiscono cali di framerate o necessitano di patch.

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  • Descendants of Erdrick

    2 Avatar di Maerkoh Maerkoh 24/04/12 1:29 AM 4 settimane fa 0

    Uno degli ultimi articoli mi ha ricordato che dovevo scrivere qualcosa riguardo questi 5 ragazzi del Texas che, come potete vedere, eseguono ottime cover versione Rock dei vecchi giochi per NES e SNES.

    La band, fondata dalla chitarrista Amanda Lepre nel 2009 (notizia vecchiotta, lo so…) tra i tanti concerti ha avuto l’onore di esibirsi al nientepopodimenochè E3 2011 di Los Angeles.

    Date un’occhiata anche agli altri video sul loro canale perchè meritano davvero.

    descendantsoferdrick.com
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  • SELECT Amstrad CPC 464

    2 Avatar di Maerkoh Maerkoh 21/04/12 9:29 AM 1 mese fa 15

    Mamma che fine ha fatto l’Amstrad?
    L’abbiamo buttato via tanto tempo fa…

    Buttato via… Furono queste le parole che infransero per sempre il sogno di riportare alla luce un caro compagno di giochi della mia infanzia: un vecchio Amstrad CPC 464.

    Non mi sorprenderebbe se molti di voi non sapessero neanche di cosa stia parlando: presentato come il successore migliorato dello Spectrum ZX e del Commodore 64 poiché fornito con un proprio monitor, un lettore di cassette o floppy integrato, la serie CPC dell’Amstrad non raggiunse mai gli stessi volumi di vendita dei suoi rivali a causa della sua entrata ritardata nel mercato europeo degli 8 bit.

    CPC è una serie di personal computer a 8-bit prodotta dalla Amstrad durante gli anni ottanta ed i primi anni novanta. Il primo modello, il CPC 464 appunto, fu immesso sul mercato inglese nel giugno del 1984 (io probabilmente ero appena uscito dalle palle del babbo) al prezzo di 359 sterline e comprensivo di schermo a colori, l’acronimo CPC sta infatti per “Color Personal Computer” ma i miei, naturalmente, pochi anni dopo optarono per la versione con schermo monocromatico a fosfori verdi che faceva molto Matrix… peccato che a quei tempi non si sapesse neanche che cazzo fosse Matrix e di fatto c’era ben poco da gasarsi. Poco contava poiché il motivo originario dell’acquisto non era la videoludica bensì la speranza di mia madre di riuscire a tenere la contabilità del ristorante con metodi che ben presto si rivelarono molto più complicati e frustranti della cara vecchia Olivetti Lettera 32.

    Tanto di guadagnato per noi mocciosi!

    In grado di competere anche con l’Atari 800 e l’Apple II, il sistema era simile al Commodore 64 in termini di qualità grafiche, superando la limitazione dei colori a blocchi dello ZX Spectrum. Contemporaneamente vantava un ottimo Locomotive BASIC (più veloce e potente rispetto al Commodore BASIC usato dal Commodore 64 ed all’MSX BASIC dei computer MSX) derivato direttamente dal Microsoft Basic ma potenziato con nuove funzioni grafiche e sonore. Un grosso vantaggio era il registratore a cassette integrato, che consentiva una massima affidabilità nel caricamento dei programmi. Un difetto invece era forse quello di poter utilizzare unicamente un monitor dedicato, il quale forniva l’alimentazione al computer e non poteva essere sostituito con un semplice TV (anche se in seguito sono stati inventati sistemi per alimentare un CPC da un alimentatore PC-AT e collegare l’uscita video a una normale SCART di un televisore).

    Oltre al modello CPC 464 da 64K RAM sono da sottolineare anche il CPC 664: identico al predecessore ma con un lettore di Floppy 3” in sostituzione alle cassette, rapidamente sostituito dal CPC 6128: lettore Floppy 3” e 128K di RAM. Tuttavia la maggior parte dei giochi e programmi erano progettati per i modelli 464 e 664, pochi titoli erano riservati al modello da 128KB.

    Nel 1990 Amstrad introdusse la linea “Plus” con hardware modificato e aggiunse una porta per le cartucce. Molti miglioramenti erano dedicati alla sezione video, che aveva una palette da 4096 colori e supporto hardware agli sprite. Questi modelli non ebbero particolare successo sul mercato, anche a causa della loro tardiva uscita.

    Hardware

    Tutti i modelli CPC erano forniti del processore Zilog Z80 a 4 MHz.
    Il sistema poteva avere 64 KB o 128 KB di RAM (espandibile a 512k).

    Il chip video era il Motorola 6845. Questo chip era collegato ad un generatore di pixel che supportava l’output dei colori a 1, 2 e 4 bpp (bpp = bits per pixel).
    La ROM supportava tre risoluzioni, ma altre erano disponibili riprogrammando il 6845.

    Le modalità video standard erano:
    - Mode 0: 160×200 pixel con 16 colori (4 bpp)
    - Mode 1: 320×200 pixel con 4 colori (2 bpp)
    - Mode 2: 640×200 pixel con 2 colori (1 bpp)

    Era disponibile una palette di 27 colori. Il modello Plus estese questa palette a 4096 colori.

    Il CPC utilizzava il chip sonoro General Instruments AY-3-8912 a 3 canali .

    Amstrad CPC contro i suoi rivali

    Come già detto in precedenza L’Amstrad CPC era progettato per competere con lo Spectrum ZX e il Commodore 64. I tre computer dominavano tutto il mercato a 8 bit ed avevano una serie di giochi praticamente identici, anche se diversi in quanto a qualità, caratteristiche tecniche e a limitazioni secondo la piattaforma.

    Generalmente gli utenti del Commodore 64 snobbarono gli altri computer come inferiori, creando una specie di rivalità tra gli utenti ZX e CPC.

    La qualità degli effetti sonori e della grafica del Commodore 64 era ritenuta migliore rispetto a quella dei suoi concorrenti, grazie alla presenza di hardware dedicato. Aveva anche una vasta collezione di giochi. Il suo difetto era il suo BASIC scarno che non permetteva di fare programmi molto complessi e veloci.

    Lo ZX Spectrum aveva l’hardware più semplice di tutti e ciò significava un prezzo minore. Aveva una grafica ed effetti sonori di qualità inferiore rispetto al Commodore 64 e al CPC anche se quest’ultimo poteva vantare una più alta risoluzione grafica.

    L’Amstrad CPC aveva sulla carta una grafica migliore rispetto allo ZX Spectrum, ma essendo quasi tutti i giochi delle semplici conversioni di quest’ultimo, furono immessi sul mercato una serie di giochi di bassa qualità rispetto a quello che poteva offrire l’Amstrad. Lo CPC condivideva lo stesso processore Z80a dello Spectrum ZX, di conseguenza molti sviluppatori sviluppavano giochi per i due sistemi in parallelo, senza sfruttare le modalità a 4 o 16 colori del CPC poiché i giochi per CPC erano più difficili da realizzare perché lo scrolling e gli sprite richiedevano delle tecniche di programmazione particolari. La serie CPC condivideva lo stesso chip sonoro dello ZX Spectrum 128K, il valido AY-3-8912, ma non alla pari con il famoso SID 6581 del Commodore 64.

    Oggi possiamo dire che la Playstation 3 è figa e tutto quanto, ma di sicuro non ci sarà mai più niente tanto affascinante quanto schiaffare nel lettore un’audiocassetta (una cassetta! Ancora oggi faccio fatica a credere che si potessero leggere dei videogiochi da un’audiocassetta…) digitare “run” e sentire con le proprie orecchie il segnale che viene caricato…

    Se volete sbavare un po’ sulla lista dei giochi potete venire qui o sulla pagina di wiki

    Wikipedia
    Scheda tecnica
    Recensione tecnica

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