
La foto qua sopra sta girando viralmente da un paio di giorni su tutta internet, il motivo mi pare ovvio.
Il tutto nasce da questo post che descrive la gaming room di Pete, un collezionista di retro console che, devo dire, ha organizzato splendidamente la propria camera dei sogni.
Pete ha un canale YouTube e già oltre un anno fa ha postato un bel tour della stanza: il mobile è solo una parte delle figate che contiene: ammiro immensamente per esempio le due poltrone da gioco e il mobile con dentro un MAME subito dietro…

Ma vi lascio al video, sono 14 minuti di goduria:

Pete non è un gran collezionista di giochi in realtà, quanto più di sistemi: è quello che fanno tutti i collezionisti alle prime armi, comprare su eBay sistemi uno dietro l’altro e accontentarsi delle poche cartucce che solitamente sono incluse nell’asta.

C’è chi invece si concentra su un unico sistema e tenta di collezionarne tutti i giochi, altro tipo di malattia, stesso sport.
Date un’occhiata anche al suo canale Youtube con altri video della collezione.
Star Wars Micro Arcade Machine

1:6 scale representation of the 1983 Atari Star Wars Arcade Machine. Built on a GPX Caanoo with custom cabinet, yoke, mechanics, and coin door.
L’arcade gamer Le Chuck ha creato questo cabinato in scala 1:6, per moar info e qualche foto più dettagliata (oltre a quelle che si vedono negli ultimi 3 minuti di video), guardate qua.
Direi che non c’è altro da aggiungere se non: EPIC.
Via youtube.
NERDATA TOTALE Flipper & Zolfo

Ormai un mese fa mi ritrovo al Cantina Carnival Party II organizzato dagli amici di EmpiRa e, oltre che dai soliti fulminati travestiti nelle maniere più assurde, la mia attenzione è subito attirata da tre mini cabinati messi a disposizione, due con il MAME bello operativo e un Dragon’s Lair… mi fermo ovviamente a giocare, altro che ballare in sala.
Dopo una decina di minuti @Jacklupino di EmpiRa mi viene a chiedere se mi sto divertendo e io gli chiedo chi ha portato i cabinati. Alessandro di Flipper e Zolfo mi risponde.
Flipper e che?
Alessandro è presente alla festa e mi viene prontamente presentato. Mi si apre l’universo.
Non solo Alessandro Bezzi, questo il suo nome, è un nerd della vecchia scuola, che dico nerd, capo nerd supremo, ma scopro che è anche uno dei più grandi collezionisti italiani di flipper, cabinati e jukebox d’epoca.
E abita a dieci minuti da casa mia.
Approfondisco, chiedo, rimaniamo a parlare tutta la sera e non posso far altro che chiedere subito ad Alessandro di vedere la sua collezione e magari fotografarla per Lega Nerd… per forza.
Scopro che non ha purtroppo un luogo unico in cui tenere il suo materiale, ma il tutto è sparso in varie case di campagna, capannoni e container che Alessandro affitta da anni per contenere la sua passione. Stiamo parlando di centinaia e centinaia di pezzi: avete presente quanto spazio occupa un cabinato o un flipper? ecco, moltiplicatelo per 800.
Ci diamo appuntamento per la domenica successiva, @Jacklupino deve riportargli i tre cabinati che aveva prestato ad Empira e io ne approfitto per farmi un giro nei suoi depositi.

Ancora non ho la minima idea di cosa mi aspetta veramente. Certo, parlare di 800 cabinati è una cosa, ma girare per un intero pomeriggio per mezza provincia di Ravenna, da un posto all’altro, ogni volta spalancando gli occhi di fronte al contenuto di quella casa di campagna o di quel capannone… è un’altra cosa.
Alessandro è incontenibile, ci racconta la storia di ogni pezzo, di dove l’ha recuperato, di cosa sta aggiustando ora e dei suoi progetti: da un nuovo cabinato flipper composto da due monitor che possono visualizzare tutti i piani che si desidera fino ad una mega festa anni ’70… sono in overflow completo. Troppo.
Passiamo da un luogo all’altro grazie al furgone di Alessandro, prima una casa in campagna ripiena di flipper anni 50 e componenti di ogni tipo sparsi in giro, poi un capannone riempito di cabinati di tutte le epoche, poi un altro capannone e così via… lo stupore non finisce mai.
Al termine della gita Alessandro mi dice che ho visto un decimo di quello che ha, che il resto è in altri posti fuori mano o in container chiusi al porto di Ravenna… OMFG.
Chiaramente la prima cosa che ho chiesto è “come diavolo fai?”. La risposta è semplice: Alessandro contatta i vari distributori, sale giochi, ecc e quando questi “sgombrano”, cioè in pratica buttano tutto, lui si fa portare tutto a casa, a spese sue ovviamente. Poi il tutto va smistato, archiviato, immagazzinato nelle varie location che affitta in giro per la Romagna. Un lavoro incredibile, il tutto unicamente per passione personale.
Questo articolo serve a farvi scoprire questo personaggio incredibile e soprattutto pone una domanda: come è possibile che in anni di richieste, contatti e promesse non mantenute Alessandro non è ancora riuscito a trovare un aiuto serio che faccia diventare la sua passione qualcosa di veramente usufruibile da tutti, come un museo o un locale in cui esporre restaurati i suoi pezzi migliori?
Io per tutto il giorno questo mi sono chiesto. Nonostante ci abbia provato in tutti i modi, nonostante partecipi a fiere di ogni tipo esponendo i suoi cabinati (Lucca Comics e simili per intenderci), nonostante abbia proposto collaborazioni con locali, enti, musei… niente: tutta la sua collezione giace ancora a prendere polvere e non si è riusciti a creare qualcosa di concreto.
Spero che la visibilità di Lega Nerd smuova le acque e che qualcuno di voi che sta leggendo contatti Alessandro. E’ evidente che c’è un potenziale enorme, va trovato il modo di utilizzarlo al meglio.
Vi lascio con una lunga intervista ad Alessandro che vi aprirà ancora di più le porte del mondo di Flipper & Zolfo, il nickname di Alessandro Bezzi, un nickname che riassume benissimo le sue passioni e la sua nerdaggine estrema.
1) Ciao Alessandro, da quando coltivi questa passione sfrenata per flipper, jukebox e cabinati e come è nata?
Amo questo genere di oggetti da sempre, avevo un Vic 20 e a quei tempi nelle mie serate lo accendevo e cominciavo a scrivere km di programmi… e così a seguire il Commodare 64 l’Amiga 600 e avanti.
Poi ho lavorato per molto all’estero costruivo piattaforme con Saipem (gruppo Eni) e viaggiavo molto… Golfo Persico, Egitto, Olanda, Scozia e Italia… turni lunghissimi. In quel periodo devo dire un po’ la vita che facevo un po’ il resto mollai un po’ ma dentro ero sempre attento ad oggetti vecchi che si potevano ricondizionare: Erevamo nei magnifici anni ’80
dopo circa 6 anni smisi e tornai sempre nel mondo off shore ma nella mia Ravenna cosi’ tra storie sentimentali e altro lentamente rispolverai alcuni oggetti che avevo in casa.
Nella domanda parli di passoni: da sempre mi affianca la musica, cornice di tutto ciò che porto a termine nella mia vita.
Ho un mega impianto frutto anch’esso di scambi, raccolte e riparazioni e molto altro, ma credimi ti stupiresti solo nel vederlo.
Verso la fine del 1980 incontrai il primo vecchissimo noleggiatore… Wando, 85 anni, 40 spesi nel noleggio: aveva conservato di tutto, divenni suo amico e poi feci un contratto… Comperare a basso prezzo un pezzo al mese da lui. E cosi inizio’ la grande storia della mia collezione ma era solo l’inizio.
Quando entravo il profumo dei cabinati si bloccava in me e io solo in quei magazzini pienissimi immaginavo le storie di questi oggetti… li sentivo accesi e vederli finiti così mi dava una tristezza pazzesca.
Fu in una di quelle prime volte che feci la scelta di raccogliere il piu’ possibile per poi un domani riparare.
2) La tua collezione è veramente sterminata, quanti flipper, jukebox e cabinati possiedi attualmente?
Attualmente posseggo 800 pezzi circa ma solo perchè purtroppo devo selezionare: ne avrei potuti avere 3/4 volte tanti
circa 300 flipper, 35/40 jukebox e il resto cabinati di tutte le epoche.
3) Quali sono i pezzi che ami di più della tua collezione e quali i più pregiati?
Alcuni pezzi sono particolari considerando la loro rarita’, ma il valore lo attribuisco a come l’ho incontrato e a come sono riuscito nel ripararlo. Questo fa del mio pezzo un pezzo davvero particolare: mi ci affeziono e nel tempo li perfeziono.
Io non inizio mai un solo restauro ma 30, 35 alla volta… poi finiscono nel tempo, con il passare del mio tempo,
a volti ho la fortuna di saper andare dove trovo il pezzo mancante, a volte rimane sospeso per molti anni, ma non importa: non faccio le corse, per appagarmi deve essere come l’ho immagino quando ho iniziato il lavoro.

4) So che sei un vero smanettone: apprezzi di più riparare i tuoi pezzi piuttosto che giocarci, giusto?
Si, amo vedere la gente sorridere, confrontarsi e dibattere sui miei pezzi. Questi giochi sono diritto di tutti, come l’acqua tutti devono provare, tutti devono vederli! da qui le mie prime fiere, poi sono diventate fisse nella mia vita. Io sono un autodidatta che un po’ si e’ sempre arrangiato.
A volte facendomi pezzi in fonderia, a volte col tornio, a volte in altri modi. Nel tempo un’altra persona che ho conosciuto passa alcune serate con me, ripariamo e costruiamo giochi… cosi’ improvvisiamo i mini cabinet e altro e quindi amo di gran lunga riparare e costruire qualcosa piuttosto che giocarci.
5) Sicuramente molti dei nostri lettori saranno interessati a sapere quanto può costare un cabinato mame completo da mettersi in salotto: che diverse dimensioni si possono costruire e quanto costano? che tempi di consegna hai dopo che ti è stato fatto un ordine?
Solitamente un MAME con 1500 giochi tutti selezionati e funzionanti più il Daphne con i Dragon’s Lair / Space Ace e altri laser games, il tutto montato su un cabinato originale 80s, lo vendo sui 1500 euro. I piccoli attorno ai 1000, sempre con gli stessi giochi.
La costruzione mi prende le serate e solitamente se mi impegno in 2 settiname il pezzo e’ pronto.

6) Se volessi un flipper da mettere in casa quali consigli hai da dare? quanta manutenzione hanno per esempio?
Certo, i flipper meccanici sono meravigliosi. Occorre una attenta revisione, molti di questi apparecchi hanno lavorato davvero molto quindi oltre alla sostituzione di elastici e parti in plastica rotte occorre pulire attentamente tutte le lamelle al loro interno.
Il flipper meccanico è sempre riparabile, mentre alcune serie di primi elettronici sono difficili da recuperare… Certo si riparano ma il ricambio/processore o vecchia ram o altro sono sempre più difficili da trovare.
Il flipper elettronico è uno spasso: nel gioco e’ veloce… mentre un meccanico viaggia alla metà, ma non che sia peggiore è semplicemente un altro tipo di gioco.
Io come per la musica alterno le mie partite in entrambi i modelli e dovessi scegliere ancora oggi farei molta fatica…
7) Stesso discorso per i jukebox d’epoca: quanto può costare un jukebox degli anni ’50 o ’60 e di quanta manutenzione necessità?
Il juke box è come un’auto: alcuni modelli hanno davvero un grosso mercato, ne puoi trovare da 10000 euro e ne puoi trovare da 1500/2000 euro.
Poi dipende dalle modifiche che essi hanno subito nel corso della loro vita, da come sono usurati e dal tipo di restauro… poi se sono a vinile o a CD, se sono valvolari o a transistor, se sono a vista, oppure chiusi… Cioe’ se il disco si vede mentre suona oppure no.
Detto questo si può cominciare a tirare le somme: una macchina a vista modello Ami / Wurlitzer / Seeburg / Rockhola del 56/57/58 mediamente dai 6000 euro in su, altri pezzi del ’90 a CD molto belli vanno sui 2500 euro di media.
Occorre stare attenti: molti hanno modifiche davvero drastiche e difficilmente varra’ la pena riportali al loro vecchio stato.
8) Durante la mia visita mi hai mostrato un fantastico prototipo di multi-flipper composto da due schermi, uno orizzontale e uno verticale, in cui è possibile caricare infiniti “piani” diversi: quando sarà pronto ed eventualmente a quanto pensi di venderlo?
Si, ci stiamo lavorando di brutto e siamo alle battute finali: le configurazioni non sono facili, ma oramai abbiamo vinto.
Prestissimo sarà disponibile questo multi flipper che in realtà esiste già… non da molto, ma poche persone si spingono nella costruzione ed io e Matteo lo stiamo facendo per sperare con la vendita privata di finanziarci per altri nuovi obbiettivi.

9) Oltre a flipper, jukebox e cabinati so che coltivi un’altra passione molto particolare, da cui lo “zolfo” nel tuo nickname… ce ne vuoi parlare?
Volentieri! Flipper & Zolfo unisce le mie due passioni, cioè riportare in vita ciò che è perso dimenticato e addirittura scordato da moltissimi anni… parallelamente alla passione fortissima per i giochi.
Vivo sulla mia pelle avventure fantastiche… Apro miniere abbandanate dell’800, documento tutto, entro in pozzi profondissimi: il piu’ profondo e’ 262 mt, largo 3,5 mt, costruito attorno al 1880. Se andate nel mio profilo facebook troverete molte foto.
Di tanto in tanto faccio serate no profit per Proloco e altre associazioni che sono legate o interessate al tema minerario, ma anche all’aspetto sociale di quei tempi passati e altre volte presso istituti di agraria per documentare il lavoro e l’economia della mia regione a quei tempi.
Molti anni fa comprai un libro che appunto parlava dei ricordi e della vita dei minatori e io che già da piccolo ero, come dire, un po’ avventato… tirai fuori la mappa contenuta nel libro e mi misi alla ricerca di uno degli ingressi alla miniera. Alcune settimane dopo lo trovai… Entrai e fui folgorato: da quel giorno molte concessioni minerarie antiche sono state aperte, ispezionate, filmate e fotografate da me e da quei pochi che mi seguono.
Lo spirito è quello di una scampagnata che a volte in quelle colline si fissa indelebile nel tuo cuore lasciandoti un ricordo meraviglioso di una fantastica giornata.
Nel tempo mi sono attrezzato ed oggi oltre al bagaglio tecnico con corsi da speleologo e altro sono molto attento alle frane che spesso spaccando il terreno riportano alla luce vecchie discendarie di antiche miniere di zolfo dimenticate.
10) So che state organizzando un super evento in Romagna per fine maggio, sicuramente lo appoggeremo anche noi di Lega Nerd, ma vorrei che intanto lo introducessi ai nostri lettori: di che si tratta esattamente?
L’evento si terrà il 25 maggio, avremo come tema gli anni ’70, ma sarà solo una linea guida generale: in realtà suoneremo anche musica anni ’80. Comunque tutto cio’ che concerne gli anni ’70 è molto gradito, molti di noi saranno vestiti secondo le mode di quel tempo e quindi parrucche, pantaloni a zampa d’elefante, pelo fuori e camicia sbottonata! porteremo auto americane e belle moto nel parcheggio fuori, compresa la DeLorean di Ritorno al Futuro… molti videogiochi dell’epoca completamente gratuiti e ci sarà un servizio di sicurezza interno.
Suoneranno per la serata Mirko DJ e altri amici di Area 70 il nome dell’evento sara’ The Long Night Funky… il prezzo e’ di 10 euro senza consumazione, si parte alle 21.30 e si arriva fino alle 04.00 di mattina.
Il locale contiene in regola 3000 persone, ci sono 3 bellissimi bar al suo interno e saranno tutti aperti. La pista da ballo è immensa, luci, fumo e laser faranno da contorno a tutto e il gruppo di Ludosport sarà tra noi a guerreggiare con le loro spade laser.
- Profilo Facebook Flipper & Zolfo
- Sito Ufficiale
- Canale YouTube Flipper & Zolfo
- Gruppo Facebook Area ’70
SELECT L’Atari e il suo PONG

Pur non essendo il primo videogioco della storia il PONG rappresenta in pieno il concetto di introduzione dei videogames poiché è stato il primo videogioco ad avere un successo planetario (sia a livello arcade, sia a livello casalingo), portando nelle case e nella vita quotidiana il videogioco come lo intendiamo noi e facendo sviluppare a livello mondiale l’industria videoludica.
Il gioco
Nel corso degli ultimi quarant’anni (dall’uscita sino ai giorni nostri) lo schema del gioco è rientrato nell’immaginario collettivo rendendo quest’ultimo famosissimo anche per le persone che non hanno mai giocato con una console e/o con un videogioco in generale.
Lo schema è abbastanza semplice e povero, consideriamo comunque che il gioco è degli anni ’70; all’utente viene presentato uno sfondo nero con due bacchette alle estremità che si lanciano una pallina (nei primi PONG la pallina era un quadratino) proprio come nel gioco del ping-pong.
Le bacchette possono essere controllate ciascuna o da un giocatore e una CPU, come avveniva nei primi PONG, o da due giocatori, come avveniva nelle successive uscite e nei svariati remake.
Lo schermo era diviso da una linea tratteggiata messa appunto per delineare i 2 spazi dei due giocatori, in ciascuno di questi sopra c’era un numero che rappresentava il punteggio del giocatore/CPU o giocatore/giocatore.

La storia
Ci sono molte controversie riguardanti la storia di questo videogioco. La storia vuole che nel ’66 un giovane ingegnere della Sanders abbia creato il videogioco.
Il progetto, forse per mancanza di fondi, non ebbe successo e fu abbandonato e venduto nel 1971 alla Magnavox che porta poi sul mercato una specie di antenato del PONG per la sua Odyssey, considerata la prima console della storia (come spiegato qui).
Bisogna però spostare l’attenzione su un giovane laureato in ingegneria di nome Nolan Bushnell.
Nolan era un ragazzo molto ambizioso e vedeva le ultime tecnologie nel campo videoludico in grado di cambiare la vita casalinga di tutti i giorni. Così, con molta ambizione e volontà, nel 1972 raccoglie tutti i suoi soldi e crea una sua società: la Sygyzy.
Purtroppo il nome della società era già appartenente a qualcun altro così Nolan si trova costretto a cambiare il suo nome; essendo un appassionato del gioco da tavolo cinese “Go” decide di utilizzare uno dei termini propri di questo gioco: ATARI.
Il termine ATARI significa originariamente “questa particolare pietra può essere presa dall’avversario”. Per capire meglio il significato del termine possiamo in un certo qual modo paragonarlo al termine “Scacco al Re” nel gioco degli scacchi.
Una volta fondata l’Atari Nolan ha da subito molti progetti nel campo videoludico e assume un programmatore di nome Al Alcorn.
Purtroppo molti di questi progetti vengono inizialmente scartati poiché la società è piccola, il programmatore inesperto e non ci sono moltissimi soldi.
Nolan e Al decidono quindi di dedicarsi ad un gioco simile al ping-pong.
Così nasce PONG, chiamato così sia per il riferimento al ping-pong sia perchè quando la pallina sbatteva su di un’ostacolo dava un suono che onomatopeicamente può essere scritto “pong”.
Il primo PONG venne introdotto come macchina coin-op, la prima della storia.
L’Atari per pubblicizzarsi installò il suo primo cabinato in un bar. Il gioco ebbe subito successo e si dice che per intere giornate fuori da questo bar ci fosse la fila per provare il gioco.

Gli anni successivi al 1972
Dopo lo straordinario successo del cabinato PONG che cominciò ad essere prodotto a livello industriale e a diffondersi non solo negli U.S.A. ma anche nel mondo, l’Atari iniziò a dedicarsi ai videogiochi a livello casalingo inspirandosi al suo avversario Magnavox. Così la società decise di sviluppare il PONG in versione casalinga, chiamato Atari/Sears Telegames.
Ed è proprio nel ’75, con l’introduzione del Sears, che le cose iniziarono a cambiare:
Con l’avvento di questa console l’industria iniziò a capire che il mondo videoludico poteva fruttare tantissimi soldi e iniziarono quindi a nascere diverse società che si occupavano dello sviluppo di videogiochi.
Così, come abbiamo capito, il PONG ebbe un successo assurdo: negli anni successivi, anche se la tecnologia con la quale era stato sviluppato era divenuta oramai obsoleta, si è continuato a produrre giochi simili al PONG che differivano solo nella grafica, mantenendo però inalterato il concetto di base del gioco stesso.
Giocare a PONG
I cabinati e le console degli anni ’70 al giorno d’oggi risultano relegate al mercato del collezionismo o dei musei, di conseguenza è difficile poter provare il gioco nella sua “forma” originaria; le stesse console, anche se possedute, richiedono comunque di essere collegate ad appositi televisori per poter funzionare correttamente.
Fortunatamente gli appassionati di retrogaming non si sono mai arresi e in rete girano centinaia di siti che riescono a riprodurre facilmente il videogioco, in modo da poterci giocare anche a distanza di anni.
Ecco riportati alcuni link per giocarci:
http://www.download-free-games.com/online/game/pong
http://www.ponggame.org
Fonti:
Wikipedia IT | Wikpedia EN | Pong story
Retrode 2: Snes e Mega Drive su PC e Mac

Ed ecco per tutti gli amanti del retrogaming un’ottima soluzione hardware per giocare con i vostri giochi preferiti su piattaforma PC e Mac.
Retrode 2 è un adattatore, un “semplice” drive USB con alloggiamento per le vecchie cartucce che contengono delle immagini ROM: basta semplicemente aprire il vano per le cartucce e inserirne una (mi raccomando SOFFIATE prima di inserirla! nd_kile), e poi il software pensa a tutto il resto (collegamento con il PC, caricare il software di emulazione, a lanciare il gioco e a gestire l’interfacciamento tramite il gamepad).

Il tocco di classe è che si potranno usare i pad originali, collegabili a loro volta al dispositivo pensato da Retrode e con la possibilità di rimapparli tramite utility fornita dal produttore.
Retrode 2 sarà in vendita a partire dal 23 gennaio al prezzo di $84.99.
La compatibilità è assicurata sia con PC che con Mac.
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