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Ultimi Articoli in Geografia

  • Perpetual Ocean

    6 Avatar di Pedro99 Pedro99 23/04/12 2:03 PM 4 settimane fa 3

    This visualization shows ocean surface currents around the world during the period from June 2005 through Decemeber 2007. The visualization does not include a narration or annotations; the goal was to use ocean flow data to create a simple, visceral experience.

    This visualization was produced using NASA/JPL’s computational model called Estimating the Circulation and Climate of the Ocean, Phase II or ECCO2.. ECCO2 is high resolution model of the global ocean and sea-ice. ECCO2 attempts to model the oceans and sea ice to increasingly accurate resolutions that begin to resolve ocean eddies and other narrow-current systems which transport heat and carbon in the oceans.The ECCO2 model simulates ocean flows at all depths, but only surface flows are used in this visualization. The dark patterns under the ocean represent the undersea bathymetry. Topographic land exaggeration is 20x and bathymetric exaggeration is 40x.

    Questo affascinante e ipnotico video mostra i movimenti delle correnti oceaniche in superficie nell’arco di due anni e mezzo, ricostruite grazie ai rilevamenti della Nasa e al modello computazionale ECCO2. C’è poco da aggiungere dato che la bellezza dell’animazione parla da sola…

    Il video è di pubblico dominio ed è scaricabile qui.

    Enjoy!

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    correnti oceaniche, ECCO2, , modello computazionale, ,
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  • Map of the Dead: zombie survival map

    6 Avatar di BigJammy BigJammy 17/04/12 12:16 PM 1 mese fa 30

    Sappiamo tutti che l’apocalisse zombie è vicina, ma vi sentite veramente pronti? Sapete dove trovare cibo, medicinali, armi o qualsiasi altra cosa vi serva, ovunque vi troviate sul globo? Non preoccupatevi, è proprio per queste situazioni che ci viene in soccorso la geniale Map of the Dead, una versione di Google Maps dedicata alla sopravvivenza della razza umana vivente. Sulla mappa si possono trovare negozi di armi, supermercati, ospedali, cimiteri, centri militari, stazioni radio e molti altri punti strategici che possono diventare fonti di salvezza in casi estremi.

    Mappa completa e navigabile al sito Map of the Dead

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  • Salton Sea: il mar morto americano

    92 Avatar di itomi itomi 18/03/12 3:35 PM 2 mesi fa 5

    Il Salton Sea è il più grande lago della California, chiamato “mare” per esigenze più turistiche che geografiche, è nato accidentalmente nel 1905, quando un grande allagamento ha rotto gli argini di un canale di irrigazione (l’Alamo Canal) collegato al fiume Colorado e ha portato le sue acque fino al Salton Sink, una vasta depressione nel mezzo del deserto della California del sud.

    Si è quindi creato da un giorno all’altro un vero è proprio “mare” in mezzo al deserto che è diventato in poco tempo una meta turistica rinomata in tutti gli Stati Uniti: decine di resort e alberghi sono nati in poco tempo sulle sue rive e centinaia di migliaia di villeggianti ne hanno goduto per decenni.

    Nota: questi allagamenti verso la Imperial Valley dal fiume Colorado erano tanto frequenti che hanno portato alla decisione di costruire la grande diga Hoover all’inizio degli anni trenta che ha quindi definitivamente posto fine al fenomeno.

    Il problema del Salton Sea è che ha tre fiumi in ingresso (i fiumi New, Whitewater e Alamo) e centinaia di scarichi agricoli che finiscono nelle sue acque, ma nessun fiume in uscita: il lago sorge infatti a 60 metri sotto il livello del mare.

    Con il tempo il lago si è sempre più salinizzato e soprattutto il drenaggio delle coltivazioni agricole, pieno di sostanze chimiche tossiche, hanno reso le sue acque sempre più inquinate, fino al collasso totale.

    Attualmente la salinità è arrivata al 4% e il suo inquinamento ha fatto proliferare alghe e batteri in modo spropositato, rendendolo sempre più inospitale per pesci e uccelli.

    Il progressivo inquinamento ha quindi cominciato ad uccidere tutti i pesci e gli uccelli della zona fino a quando negli anni ottanta tutti i resort e attività turistiche della zona sono stati chiuse e abbandonati, creando di fatto una ghost town attorno alle rive del lago.

    Il problema più grosso ora è che il lago si sta ritirando, esponendo sabbie tossiche ai venti che potrebbero così portare questi materiali cancerogeni in tutta la California del sud: servono miliardi di dollari per bonificare il tutto, miliardi che la California non intende spendere per ora. Si calcola che nei prossimi venti anni il lago si ridurrà di oltre il 60%.

    Sono stati girati vari documentari sul Salton Sea (compreso il bel corto in cima all’articolo) tra cui Plagues & Pleasures on the Salton Sea di Chris Metzler e Jeff Springer, o il corto The Accidental Sea di Ransom Riggs che embeddo qui sotto:

    Nota: Se avete visto Into the Wild… c’è qualcuno che conoscete in quel corto…

    Brutta storia, ma mi è venuta una gran voglia di andare la a fare foto! e non sono l’unico sicuramente, ecco qua un bel reportage di nonsitornaindietro.com:

    - Più info su Wikipedia: Salton Sea
    - Bel report fotografico su nonsitornaindietro.com

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    , Chris Metzler, Colorado River, Imperial Valley, Jeff Springer, Ransom Riggs, Salton Riviera,
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  • Un motore grafico “planetario”

    2 Avatar di luk4mm luk4mm 15/03/12 9:54 AM 2 mesi fa 10


    3D planetary engine for seamless planet rendering from space down to the surface. Can use arbitrary resolution of elevation data, refining it to centimeter resolution using fractal algorithms.Integrated vehicle and aircraft physics engines.

    Outerra è un nuovo motore grafico appena nato, in grado di generare interi pianeti, invece che la solita mappa, che per quanto vasta possa essere per alcuni titoli, rimane pur sempre limitata.
    Immaginate quindi, di avere un mondo vasto quanto quello di minecraft, ma con una grafica abbastanza realistica e dettagliata.
    E’ evidente che, rispetto a motori grafici quali Frostbite ,il Creation Engine di Skyrim, o CryEngine della Crytek, potrà risultare un engine con una grafica banale, se non scarsa, ma se si riuscisse ad implementare il dettaglio grafico di uno di questi ultimi, o addirittura dell’ancora in lavorazione LuminousEngine che si spera la Square-Enix rilasci presto, il risultato sarebbe a dir poco eccezionale.
    Questo motore grafico potrebbe rivoluzionare il concetto di open-world, e quindi il mondo dei MMORPG e degli RPG.
    Per saperne di più questo è il sito ufficiale.

    via Gamesblog.it

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  • Nuotare con gli squali: la barriera corallina di Marsa Alam (Parte I)

    6 Avatar di BigJammy BigJammy 17/02/12 10:46 AM 3 mesi fa 9

    Oggi vorrei iniziare a parlarvi di un’esperienza che dovrebbe essere nella lista delle cose da fare di chiunque abbia un minimo di spirito d’avventura, passione per la natura e amore per il mare: immergersi nella barriera corallina. L’articolo è diviso in 3 parti perché scrivere semplicemente “ho fatto un’immersione con gli squali! Che figata!!1!” non rende minimamente onore a ciò che si prova nel vedere delle creature così affascinanti, libere di muoversi nel loro habitat naturale, in una regione dell’Egitto quasi dimenticata dalla civiltà. Quindi, iniziamo.

    La preparazione al viaggio

    Era da poco iniziato l’ottobre del 2006, quando io, i miei ed alcuni amici di famiglia ci stavamo preparando per partire alla volta di Marsa Alam, un piccolo villaggio di pescatori nel profondo sud dell’Egitto. In realtà non c’era un vero e proprio villaggio, giusto qualche povera abitazione ed un’insegna della onnipresente Coca Cola, in un’assurda atmosfera di calma e silenzio. Tuttavia la costruzione nel 2001 di un aeroporto poco distante aveva portato ad un’esplosione nel turismo, con una decina di villaggi turistici in costruzione e due già attivi, tutti schiacciati a mo’ di sandwich tra deserto e Mar Rosso. Insomma speravamo di trovare un ambiente incontaminato dove poter fare immersioni, e i nostri desideri furono pienamente esauditi.

    Unico problema, questi villaggi turistici erano la zona abitata dell’Egitto più vicina al confine con il Sudan, da poco uscito da una guerra civile ventennale e non ancora molto stabile. Ma c’erano comunque un centinaio di kilometri di deserto a separare Marsa Alam dal confine, e la prima alternativa era andare in una Sharm El Sheik in pieno rischio attentato terroristico. Dopo l’attacco kamikaze del 23 luglio 2005, che ha causato una novantina di morti, la Farnesina si è divertita a rompere le balle in Egitto mettendo pallini rossi ovunque ci fosse un tizio con la barba un po’ troppo lunga. Fortunatamente quella paranoica di mia madre, non sapendo nulla del Sudan, ha dato il via libera per Marsa Alam, convinta che fosse più sicuro. Fortuna che lei non ha avuto contatti con le “forze dell’ordine” locali, ma questa è un’altra storia.

    Uno dei motivi principali per cui avevamo scelto questa meta è per un particolare punto di immersione, chiamato Elphinstone Reef, nel quale in quel preciso periodo dell’anno era possibile (ma poco probabile) avvistare il temuto Squalo Pinna Bianca, none scientifico Carcharhinus longimanus. Così decisi di fare qualche ricerca su questa specie di squalo, e uno degli articoli letti mi colpì particolarmente. Cito i tratti salienti:

    Il Carcharhinus longimanus è straordinariamente abbondante, forse il piu’ abbondante tra i grandi animali (sopra i 45 kg) della terra. E’ in virtu’ di questa abbondanza che il pinna bianca si presenta spesso per primo nei disastri di mezzo-oceano, e lo fa in un gran numero di esemplari, cosa spiacevole per le vittime in acqua. Nelle guerre mondiali se ne ebbe piu’ evidenza, quando le navi venivano silurate e affondate in gran numero. Si crede che i pinna bianca furono responsabili della morte di molti uomini durante l’affondamento della nave a vapore Nova Scotia, silurata e affondata da un sommergibile tedesco al largo a nord di Natal, Sud Africa, nella seconda guerra mondiale. Dei 900 uomini che c’erano a bordo (dei quali 750 erano prigionieri di guerra italiani) solo 192 sono sopravissuti, molti probabilmente sono stati vittime degli squali, che i superstiti descrissero come in “frenesia alimentare”. [...]

    Il pinna bianca e’ molto curioso, persistente e sfrontato quando individua una possibile fonte di cibo, e controllora’ quasi tutto cio’ che incrocia, subacquei inclusi!
    Fonte: squali.com

    Non vedevo l’ora di partire!

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    Carcharhinus longimanus, , immersione, , marsa alam, pinna bianca, ,
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