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  • SELECT L’ Antropofagia, i Mangiatori di Uomini

    3 Avatar di Bettons Bettons 11/05/12 3:22 AM 1 settimana fa 180

    E disser: “Padre, assai ci fia men doglia
    se tu mangi di noi:tu ne vestisti
    queste misere carni, e tu le spoglia”.

    Poscia, più che ‘l dolor, potè ‘l digiuno.

    Tutti grazie al meglio cinema siamo a conoscenza del fenomeno dell’antropofagia. Chi non conosce la figura del dottor Hannibal Lecter, il sadico genio criminale che si nutre di carne umana?
    Oggi il termine cannibalismo tende a sostituire quello di antropofagia, venendo accettato come generalizzazione corretta; in più è molto più diffuso, e usato in contesti diversi, non solo fisici, ma per la scienza il termine più corretto rimane il primo.
    Nell’etologia il termine viene anche indicato in quei casi in cui un animale divora un suo simile, per questo ha una diffusione maggiore nell’immaginario comune, oltre ad un suono meno ostico.

    Chi si ciba di Esseri Umani?

    Innanzitutto dobbiamo ricordarci che l’uomo non sempre è in cima alla piramide alimentare: molti predatori ancora oggi cacciano, uccidono e mangiano gli esseri umani come se fossero qualsiasi altra preda.
    Nelle aree non urbane, immersi nella natura selvaggia, l’uomo non ha alcun tipo di privilegio, ed essendo composto da carne come tutte le selvaggine più prelibate, può essere facile preda di altri carnivori. Anche se può sembrare così banale, in realtà non lo è affatto; siamo oggi talmente sicuri di noi stessi di essere la specie dominante che non ci sfiora la mente il pensiero che da soli e a mani nude valiamo meno di una scimmia; niente artigli, nessuna difesa, una grande paura.
    L’uomo in condizioni normali ( o speciali, voi che ne dite?) potrebbe trovarsi in seria difficoltà con chi lotta per sopravvivere, come leoni, tigri, puma, leopardi, orsi, lupi e insetti.
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    I casi umani

    Fin dall’antichità la nostra cultura “occidentale” addita violentemente i casi di popoli dediti al consumo di carne umana: Erodoto ne parla ne le Storie, descrivendo i popoli degli androfagi e dei massageti, popoli asiatici vicino agli sciti; Plinio il vecchio in Storia Naturale e Talete in Introduzione Geografica riportano osservazioni di episodi in Irlanda, dell’altopiano iraniano, nelle regioni dell’alto Nilo e nel cuore dell’Africa nera. In seguito Marco Polo parlerà dell’isola di Sumatra, del Giappone, delle isole Andamane nell’oceano indiano. Cristoforo Colombo in seguito sarà il primo a riportare il termine “cannibale”, derivante dal nome delle popolazioni additate dai nativi americani come uomini dediti all’antropofagia, i Cannibi o Caribi, da cui il termine Caraibi. Le segnalazioni in seguito si sprecano, anche per dimostrare le barbarie di uomini inferiori, senza civiltà, indegni di essere uomini, nell’epoca del grande colonialismo.

    Il grande tabù viene poi riscoperto ed usato come arma nel corso del novecento, per screditare il comunismo in tutte le sue forme, come con gli episodi dovuti alla carestia russa del 1921, o a quella ucraina del 1932; collocando il tabù in un contesto continentale, il disgusto è incredibile, e tralasciando gli aspetti della fame, immediatamente l’associazione comunisti-mangiatori di bambini fu immediato.

    E il novecento scoprirà infine un nuovo cannibalismo, quello criminale, che ogni tanto partorirà nuovi mostri, insospettabili o meno.

    La totale estraneità dalla nostra cultura odierna rende questi episodi macabri e raccapriccianti, e critiche vengono spinte da antropologi che non ritengono logico condannare aspetti di culture che non possiamo apprendere appieno.

    Il cannibalismo Ancestrale

    I predecessori dell’uomo hanno avuto esperienze di cannibalismo, come dimostrano reperti di 800000 anni fa rinvenuti a Gran Dolina, in Spagna: le ossa presentano segni di morsi umani, di macellazione, di scorticamento; Anche durante il periodo dell’Homo Neandertalhensis (200000 anni fa) pare vi fosse la pratica, e gli storici commentano le prove collegandole a motivazioni magico-rituali, collegate anche a casi di semplice soppravvivenza.

    Il cannibalismo Rituale

    Nell’Africa più nera è od era molto in voga la pratica del cannibalismo per scopi magici: mangiare un prigioniero di un clan nemico era un gesto che mirava all’impadronirsi delle energie del nemico, come documentato sia in casi di scontri in epoca coloniale, che in periodo postcoloniale nei conflitti in Congo, Liberia, Uganda e Ruanda. Le radici sciamaniche tramandate da una cultura orale sono ancora diffuse, come ad esempio la credenza dei poteri dei guaritori, che fanno mangiare ai pazienti organi umani dai poteri magici come nei casi di persone particolari come capotribù, grandi guerrieri caduti od uccisi e nel caso ancora più particolare degli albini.
    Oltre ad impadronirsi della forza attraverso il cannibalismo, il significato rituale può essere inteso come atto di appartenenza; la setta degli Uomini Leopardo era nota per chiedere ai propri adepti come atto di iniziazione quello di uccidere un proprio parente stretto, e in seguito di cannibalizzare ogni vittima.
    Un altro significato ancora è quello del rito funebre, dove cioè il clan si riunisce e divora l’uomo venuto a mancare, in un grande e intenso banchetto affinchè il suo spirito viva in eterno dentro al proprio clan.

    Credenze simili le troviamo anche nel sudest asiatico, come i poteri magici derivanti dai feti, o del nutrirsi del fegato dei nemici uccisi in guerra, come testimoniato dalla guerra civile cambogiana in tempi ben più recenti; I Khmer rossi reintrodussero la pratica di asportare la cistifellea a persone ancora vive per guarire ogni tipo di malattia, o di berne la bile, prima di ucciderli.

    In india nei pressi del Gange, molti coltivano ancora la credenza che divorare i corpi spinti dalla corrente depositati sul fiume sia un modo per allontanare la vecchiaia.

    Il continente americano presenta moltissimi esempi sopraccitati, compresi contatti con lo spirito del defunto, offesa per tribù nemiche e dominio sul proprio clan.
    Gli Uroni erano soliti torturare per tutta notte i nemici imprigionati e ucciderli all’alba del giorno seguente, offendendo la tribù nemica e acquisendo forze dal caduto.
    Presso la tribù dei Tupinamba un reietto doveva essere giustiziato pubblicamente, e le vecchie del villaggio erano le prime che potevano leccare il sangue dalla vittima mentre ancora sgorgava, e veniva concesso alle donne del villaggio di bagnare i propri capezzoli per
    trasmettere anche ai figli il potere derivante da questo rito.
    Gli Aztechi avevano un credo religioso basato su un mondo che ciclicamente veniva rinnovato, tra catastrofi e rinascite, e a loro modo sacrificavano e si nutrivano di uomini per placare divinità e assecondare il ciclo vita e morte.

    Il cannibalismo obbligato: carestie e soppravvivenza

    Oltre agli scopi rituali, sicuramente alla base del cannibalismo esiste un fattore comune a tutte le specie: la sopravvivenza. In un esempio trovato in rete, si parla di come ipoteticamente un gruppo di 10 persone si sia ritrovato senza cibo, e la soluzione è una sola: qualcuno dovrà morire. In questo caso due elementi verranno sacrificati, e molto probabilmente saranno stati i più deboli: in questo caso oltre al pericolo d’inedia, possiamo notare come i migliori si siano salvati, in quanto più furbi, più forti e più tenaci.

    Ogni epoca che conosce una crisi alimentare in seguito presenta dei casi di cannibalismo più o meno diffusi, limitati dal peso della cultura, dall’appartenenza ad un culto, dal ripudio del proprio bagaglio civile.

    Ai sopraccitati casi di carestia in Russia del 1921, frutto della guerra civile, e Ucraina, nata dalle politiche economiche di Stalin, aggiungo la grande carestia derivata dall’assedio di Leningrado del 1941, dove si registrava una media di 1000 arresti al mese per accuse di cannibalismo.

    Probabile carestie colpirono anche i misteriosi Anasazi, tribù scomparsa nel nulla dell’ area del Colorado, dove nuove teorie sostengono che un periodo prolungato di siccità abbia di fatto distrutto ogni raccolto e reso poco reperibile qualsiasi tipo di cibo. Compensando il tutto con il numero degli abitanti, è molto probabile la direzione verso l’antropofagia.

    Altro episodio famoso, soprattutto nel mondo dell’arte è quello del naufragio dei superstiti della fregata Medusa, che spinti alla deriva nell’oceano per poter sopravvivere arrivarono a mangiare i propri compagni: su 147 superstiti iniziali se ne salvarono solo 15.

    Altro caso emblematico fu quello dell’ isola di Nazino, dove 6000 individui furono praticamente lasciati al loro destino dopo esser stati deportati su un isola lontana 900 chilometri dai centri abitati, sulle acque del fiume Ob.

    In tempi più recenti l’incidente che ha coinvolto una squadra di Rugby precipitata sulle Ande rimase isolata per ben 72 giorni dal resto del mondo, e la drammatica decisione per sopravvivere fu quello di nutrirsi dei cadaveri dei propri compagni.

    Il cannibalismo criminale

    Ma i casi che ancora oggi ci colpiscono di più sono quelli legati non alle popolazioni, ma alle singole persone che per disturbi psichici o per particolari perversioni, uccidono per nutrirsi della propria vittima, senza nessun bisogno particolare, se non l’appagamento per aver compiuto il gesto.
    Il più curioso dell’ epoca attuale fu senza dubbio il caso di Issei Sagawa, che uccise e mangiò una ragazza da cui era fortemente attratto a Parigi.
    Invitata per ripassare materie scolastiche, venne uccisa da uno sparo senza sospettare la natura di Sagawa: dell’accaduto ci rimane la traccia incisa su nastro, dove è udibile la voce della ragazza e poi all’improvviso un colpo di fucile.
    Sagawa ne mangiò poi il cadavere, fino a quando fu scoperto dalla polizia: al processo venne considerato inabile, e grazie all’influenza del ricco padre in seguito verrà estradato in Giappone, dove dopo soli cinque mesi riuscirà a tornare libero, e a scrivere la propria autobiagrafia, diventando un bizzarro elemento dello star system nipponico. Durante il processo infatti in patria troverà molti ammiratori per l’atteggiamento sprezzante e strafottente che terrà nei confronti delle autorità, e per la sua calma nel descrivere l’accaduto, come se fosse stata una cosa banalissima.

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    Fonti:
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    Sono un cannibale

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  • Gastronomia molecolare

    1 Avatar di Fedkika Fedkika 10/05/12 10:21 AM 1 settimana fa 51

    Molecular gastronomy or molecular cuisine is the science of cooking but it is commonly used to describe a new style of cuisine in which chefs explore new culinary possibilities in the kitchen by embracing sensory and food science, borrowing tools from the science lab and ingredients from the food industry and concocting surprise after surprise for their diners. Formally, the term molecular gastronomy refers to the scientific discipline that studies the physical and chemical processes that occur while cooking. Molecular gastronomy seeks to investigate and explain the chemical reasons behind the transformation of ingredients, as well as the social, artistic and technical components of culinary and gastronomic phenomena in general.
    Molecular Gastronomy History

    La cucina molecolare è una branca della scienza alimentare che sposa le discipline della fisica e della chimica con l’arte della cucina.

    Sull’origine del termine “gastronomia molecolare” ci sono ancora molti disaccordi, ma sappiamo che è comparso nelle pubblicazioni ufficiali per la prima volta nel 1992, in occasione del primo convegno internazionale di “Molecular and physical gastronomy” tenutosi ad Erice, Sicilia.
    L’idea di utilizzare metodi sviluppati in chimica per studiare il cibo tuttavia non è certamente nuova, infatti l’intento di questo settore è di raccogliere tutte le ricerche affrontate in altri ambiti scientifici riguardanti la trasformazione del cibo e la sua cottura in una singola disciplina, in modo da poter portare avanti uno studio più accurato sull’osservazione dei processi chimici e fisici applicati all’arte culinaria.

    Oggi la gastronomia molecolare viene esercitata sia da scienziati che da cuochi ed è adoperata oltre che nei laboratori anche in molte cucine professionali.

    Quando si parla di cucina molecolare infatti, spesso si sente il nome di un famoso chef catalano, Ferran Adrià, considerato il pioniere di un nuovo connubio tra scienza ed arte. Spesso pero’ i cuochi come Adrià non amano sentir attribuire il termine di cucina molecolare al loro stile, ma preferiscono definire la loro cucina “sperimentale”, “moderna” o “all’avanguardia”. Fatto sta, che di gastronomia molecolare si tratta.

    Il punto di forza di questa cucina è l’utilizzo di metodi alternativi basati sulla modifica delle molecole dei cibi per dare forma a piatti molto scenici e che regalano nuovi piaceri: la cottura avviene spesso senza bisogno della fiamma, ad esempio il pesce viene cotto in una miscela di zuccheri, l’uovo nell’alcool etilico, il gelato si prepara istantaneamente utilizzando l’azoto liquido; ma le differenze non riguardano solo la cottura e l’utilizzo di elementi estranei alla tradizione culinaria, gli alimenti possono anche assumere consistenze insolite, trasformandosi in sfere, gelatine, schiume, o anche in fumo. Curiosi di provare l’aria di limone o arancia?

    Molti appassionati “piccoli chimici” si sono messi in moto per creare ricette dai sapori più strani e dalle forme più sbalorditive. Schiuma di olio di oliva, gel di mojito, sigaretta fumante di gelato, sono solo alcuni esempi di ricette che si possono trovare in rete e replicare comodamente a casa (sempre se si dispone dei dovuti strumenti!)

    MolecularRecipes.com è una delle risorse online migliori per prendere spunto e imparare qualche tecnica per stupire i commensali, l’autore infatti mette a disposizione spiegazioni accurate di tecniche e ricette aggiornate giornalmente, invitando cuochi professionali e amatori a condividerne altre. Il sito dispone anche di un negozio online dove è possibile comprare dei kit personalizzati per iniziare ad sperimentare da soli.

    Curiosità: la gastronomia molecolare se applicata nel campo dei Cocktail prende il nome di Molecular Mixology.

    Via:
    http://www.molecularrecipes.com
    Molecular Gastronomy
    Ferran_Adrià

    Approfondimenti:
    Manuale di cucina molecolare, Anne Cazor, Christine Lienard
    La scienza in cucina. Piccolo trattato di gastronomia molecolare (La scienza è facile), Hervé This

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  • InterNosCon: edizione 2012

    2 Avatar di Ambrojoke Ambrojoke 17/04/12 3:00 AM 1 mese fa 31

    Interrompo un lungo e vergognoso periodo di lurking per parlarvi un po di un’iniziativa caratterizzata da un’enorme figaggine. Una convention a che sono certo diventerà un mio appuntamento annuale fisso. A costo di mangiare pane secco. Ma cos’è in breve sta InterNosCon? Una classica manifestazione ludica con banchetti, stand, casino, gente che spintona, respiro affannoso e odore di noodles? NO. Tutto il contrario. Quella che si terrà a Bertinoro (FC) dal 18 al 20 maggio 2012 non è una convention come le altre.

    L’idea dietro INC è quella di condividere esperienze nella più gradevole delle situazioni. Di generare entusiasmo e voglia di giocare.

    Pensate al posto ideale per rilassarvi e giocare. Ora leggete dove e come si svolgerà l’INC e confrontate la vostra idea con quello proposto. Non sono contemplati punti vendita, di nessun genere, evitando tutto quello che ben conoscete inerente al commercio e ai nerd quando vengono a contatto. La location è un borgo medievale adagiata alle colline della campagna romagnola. Il posto è pieno di gente interessata e amichevole, tutti alla ricerca di divertimento e nuovi amici. I tavoli per giocare sono lontani dall’imperituro caos del quotidiano vivere. Si possono gustare birre artigianali e piatti tipici, prodotti a regola d’arte. Il Sabato sera c’è una festa a tema, volendo, in maschera. Il calendario è pieno di eventi proposti direttamente dai partecipanti alla Con, a cui ci si iscrive. Sono presenti ospiti nazionali e internazionali che oltre a condurre panel inerenti al gdr, giocano con voi, in anteprima.

    Bello no? Volete per caso qualche dettaglio in più?

    I giochi

    Gli eventi di gioco proposti si rifanno a quel filone ludico, conosciuto in Italia come new wawe, che sta a metà tra improvvisazione teatrale e scrittura creativa. Si cercherà sempre di creare una storia avvincente, emozionante e divertente, spaziando fra decine di ambientazioni diverse. Gustosa la scelta tra giochi già tradotti in italiano, magari da rigiocare con persone diverse dal solito, e giochi ancora in inglese e magari a noi sconosciuti, di cui sentirete parlare in futuro.

    Per approfondire vi rimando ai siti di qualche casa editrice-associazione per spulciare tra alcuni dei suddetti gdr: Narrattiva, Janus Design e Coyote Press

    La location

    Bertinoro, comune che ospita e patrocina l’evento è situato in provincia di Forlì ed è un bellissimo borgo medievale situato su un monte, il Cesubeo. Gli spazi a disposizione per giocare saranno in alcune stanze nel Palazzo Comunale, alcune sale nel centro storico e nella Biblioteca. E’ molto sentito da parte degli organizzatori il legame con il loro territorio di origine e infatti INC è organizzata anche per far conoscere la Romagna, con la sua cucina e le sue tradizioni.

    Mangiare e Bere

    Durante tutta la durata della manifestazione ci sarà la possibilità di assaggiare o trangugiare, a seconda degli stomaci, un lungo carosello di pietanze tipiche della Romagna, mica si mangia sabbia! Inoltre l’intero evento è in partnership con ben due birrifici artigianali! non vi dico che scimmia mi sta montando solo a scrivere l’articolo.

    Interessante evento di benvenuto, il venerdì: ogni partecipante ha la possibilità di condividere con gli altri una pietanza o una bevanda tipica della sua zona di origine, contribuendo al party di benvenuto.

    Il Tema: Verso il futuro

    Quali emozioni ci faranno provare? Che riflessioni ci susciteranno? Cosa inventeremo domani? Perché perfino in un momento come questo, il sentimento che il futuro può ispirare non è solo timore ma anche aspettativa.

    Il tema, diverso ogni anno, determina anche la scelta dei costumi per la festa del Sabato, in cui ci si potrà sbizzarrire tra alieni, mutanti, robot, eterni lavoratori precari e ogni altra cosa vi possa venire in mente.

    Gli Ospiti d’Onore

    Se tutto ciò non fosse bastato a INC saranno presenti due ospiti: Marco Donadoni uno che ha pubblicato più di 160 giochi per case editrici, radio, giornali e televisioni. Nel suo panel parlerà di progettazioni di giochi e del gioco nella formazione aziendale.

    Dall’Ammeriga arriverà Meguey Baker, autrice di Mille e una Notte e Psi run (inedito in Italia) e moglie di Vincent Baker, vincitore del Best of Show all’ultimo Lucca Games. Mica bruscolini. Oltre a giocare presenterà n panel sulla donna e il Gioco.

    Come partecipare?

    La partecipazione è basata sul rituale dell’invito: solo gli invitati possono partecipare. Troppo elitario? Naaaa! Chiunque abbia già partecipato alla precedente edizione è invitato di default, inoltre ogni invitato ha la possibilità di invitare a sua volta 5 e dico 5 persone. Io ho ancora disponibili tutti i miei 5 inviti: non esitate a contattarmi nel caso vogliate partecipareCon la quota d’iscrizione è comprensiva anche di una t shirt ricordo e dell’INCbook, praticamente l’unica pubblicazione in Italia relativa al gdr.

    Concludo segnalandovi ovviamente il sito ufficiale dove potrete avere altre mille informazioni e aggiornamenti, oltre a poter visualizzare il programma della Convention, in piena formazione.

    Affrettatevi! Avete tempo fino a fine Aprile!

    P.S: gira voce che LN sarà media partner ufficiale e che il sottoscritto sarà il vostro inviato speciale!

    http://2012.internoscon.it

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  • EaTheremine

    6 Avatar di lancilnove lancilnove 14/03/12 7:27 AM 2 mesi fa 20


    PAKUPAKU!!

    BuonGiornoNerdacci in collaborazione con WTF presentano EaTheremine (Eat + Theremin) : l’ultima frontiera delle cazzate invenzioni culinarie.

    EaTheremine darà colore ai vostri pasti grazie ad una serie di suoni fastidiosissimi che cambiano a seconda della resistenza del cibo sulla forchetta: per un corretto funzionamento dovete annuire continuamente con la testa mentre masticate pezzi di cose.

    Canale youtube: tsukalab

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  • Lazarus Blair’s 16 million reserve

    52 Avatar di Defkon1 Defkon1 13/03/12 4:45 PM 2 mesi fa 23

    E’ primavera, e come ogni anno mi preparo a coltivare alcuni peperoncini strong “scaldando” il mio semenzaio (o come va di moda chiamarlo, seed starter). Il clima anconetano non è infatti il migliore per i peperoncini (soprattutto per le specie esotiche), per cui per avere qualcosa di decente devo partire con un po’ di anticipo sfruttando una mini-serra per trovarmi ai primi caldi con piante già sviluppate.

    Mentre navigavo per la rete a caccia di nuove cultivar e consigli sparsi, mi sono imbattuto nell’alimento più piccante al mondo: il 16 million reserve di Lazarus Blair.

    Il 16 million, come il nome tradisce, conta 16 milioni di unità SHU nella scala Scoville, ovvero il suo punto massimo, essendo in pratica cristalli di capsaicina pura.

    Per darvi un metro di paragone, considerate che il peperoncino italiano comune è intorno ai 5000 SHU, il peperoncino calabrese viaggia tra i 10.000 e i 15.000 SHU, e l’attuale campione del mondo, il Trinidad Scorpion Butch Taylor, totalizza circa 1.500.000 SHU.

    Inizialmente immesso sul mercato a tiratura limitata a circa 200$, il 16 million è diventato velocemente oggetto di caccia per i collezionisti, e attualmente è scambiato anche per cifre che rasentano il migliaio di dollari.

    * Nota Bene: il 16 million reserve NON è un alimento, è capsaicina PURA, e se ne sconsiglia l’uso alimentare. Citando Wikipedia:

    La capsaicina pura è una sostanza tossica, e se assunta direttamente provoca la morte per arresto respiratorio, tuttavia la quantità necessaria per ingestione a causare la morte di una persona di settanta chilogrammi è di tredici grammi, equivalente ad un paio di cucchiai.

    :res:

    Photo Credits: Poppamies | Guinness World Records – Hottest Chili

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