Google accusata di razzismo: si rifiutava di assumere bianchi e asiatici #LegaNerd
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Google si trova ad essere citata in giudizio da un ex dipendente di YouTube, che sostiene che la compagnia avrebbe fatto pressioni ai propri recruiter per selezionare candidati in base a caratteristiche fisiche e culturali.

Non è un gran periodo per l’azienda, che dopo le notizie relative a donne sottopagate e molestie sessuali sul luogo di lavoro, si trova ora ad affrontare accuse di razzismo.

Arne Wilberg, ex dipendente di YouTube, sostiene che Google abbia adottato politiche di assunzione finalizzate ad escludere uomini bianchi o asiatici con lo scopo di aumentare la diversità di genere ed etnia all’interno dell’azienda.

Nel 2017, infatti, il 69% dei dipendenti Google era di sesso maschile, e il 91% era bianco o asiatico.

L’ex dipendente afferma che addirittura, durante una sessione di assunzioni, il team responsabile sia stato istruito di eliminare dalla lista tutti i candidati alla posizione di software engineer “non diversi” sotto un certo livello di esperienza, e togliere dalla procedura di assunzione tutte le candidature di impiegati “non diversi”.

Il Wall Street Journal, primo a rivelare la notizia, avrebbe fonti anonime che confermerebbero la tesi di Wilberg.

filed lawsuit Documento ufficiale depositato da Wilberg

Un bel paradosso per Google che, se la questione si dimostrasse fondata, avrebbe alla fin dei conti utilizzato il razzismo per non sembrare razzista.

 

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