DJI Mavic Air, la giusta via di mezzo tra Spark e Mavic Pro #LegaNerd
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Presentato da DJI nei giorni scorsi prima in un evento dedicato a New York, ecco arrivare sul mercato il nuovo Mavic Air, un nuovo drone che si posiziona esattamente a metà tra il piccolo Spark e il professionale Mavic Pro.

Scorrendo le caratteristiche tecniche del nuovo drone di DJI sembra davvero che un Mavic Pro e uno Spark si siano accoppiati e abbiamo dato alla luce la via di mezzo perfetta:

Il Mavic Pro è piccolo (quasi) quanto uno Spark, ma si “apre” ripiegando i bracci e offre una camera stabilizzata a tre assi e che può riprendere in 4K come il Mavic Pro.

 

 

Una fotocamera da 12 megapixel che come detto arriva a riprendere video in 4K a 30 fps e Full HD a 120 fps.

La camera è particolarmente interessante: parliamo di una fotocamera da 12 megapixel che come detto arriva a riprendere video in 4K a 30 fps e Full HD a 120 fps. Molto interessante poi il bitrate (aspetto che quasi mai si considera, ma davvero fondamentale) che in 4K arriva a 100Mbps, un valore davvero ottimo, pari a molte camere professionali in commercio. Per chi non lo sapesse il bitrate è, semplificando, quanto viene compresso il video prima di essere salvato sulla scheda di memoria. Capirete benissimo che meno viene compresso, più alta sarà la qualità: potete avere la camera migliore del mondo, ma se il bitrate è basso (e quindi la compressione alta) i vostri video risulteranno poi poco definiti e sgranati.

 

 

Altra caratteristica interessante di questo nuovo drone è la memoria interna: il Mavic Air ha 8Gb di memoria interna per le registrazioni. Ovviamente è presente anche il classico slot da microSD, ma questa memoria interna può essere utilizzata come “backup” se ci si scorda la microSD (quante volte!) o se la si riempie tutta. È potenzialmente davvero molto utile insomma. La batteria è dichiarata da 21 minuti, davvero ottima per la categoria.

Il Mavic Air è disponibile in tre diversi colori: bianco, nero e rosso:

 

 

Sono presenti poi tutti i nuovi sistemi di DJI per il supporto al volo, con diversi sensori e camere davanti, sotto e anche dietro al drone che sono in grado di rivelare ostacoli ed evitarli automaticamente, senza interrompere il volo.

 

 

Tornano poi tutte le modalità di ripresa automatica già visti sugli altri droni DJI.

Tornano poi tutte le modalità di ripresa automatica già visti sugli altri droni DJI e ne arrivano anche un paio di nuove molto interessanti, chiamate “Boomerang” (il drone fa un giro a 360 gradi attorno all’operatore, alzandosi e abbassandosi contemporaneamente) e “Asteroid” (il drone combina automaticamente un panorama fotografico della scena ad una specie di dronie, creando un filmato molto di impatto) Tornano anche le gesture viste nello Spark, ora migliorate e più affidabili secondo DJI.

Il nuovo controller ha le levette smontabili: si possono svitare e riporre all’interno dello stesso controller quando è chiuso, rendendolo molto più facile da trasportare.

Unico vero svantaggio che vediamo per ora (sulla carta) è il sistema di comunicazione tra controller e drone che avviene via Wi-Fi come su Spark e non via radio come su Mavic Pro. La stabilità del segnale e la portata del drone sono molto penalizzati da questa scelta purtroppo, l’unico vantaggio è che se ci si scorda a casa il controller si può pilotare il Mavic Air solo con il proprio smartphone, magra consolazione.

Il Mavic Air è già disponibile sul sito ufficiale DJI a 849€ nella versione base (che include il controller) e a 1049€ nella versione combo che include tre batterie, la borsa per il trasporto e altri accessori utili.

 

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