Dai forza, scriviamo un'altra sciocchezza sui "robot" di Facebook che parlano tra loro #LegaNerd
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itomi itomi
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Ah, la stampa generalista italiana da sempre grandi soddisfazioni e mentre sono sul mio Toto a farmi lavare letteralmente il sedere da una macchina, leggo che in Italia ci si diverte a parlare di “robot” che “hanno perso il controllo” e che vengono “staccati dalla rete” perché “parlavano una lingua sconosciuta”. Siamo al top.

Tutto nasce da un interessante articolo di Fast.co su un caso particolare avvenuto durante un esperimento tra due bot (non robot, eddai) implementati da Facebook. In pratica sono bot pensati per contrattare con umani il prezzo migliore su un bene o un servizio o anche qualcosa di più frivolo, tipo quale canale televisivo guardare stasera. Si, avete capito bene, perfetti da portare al prossimo mercatino! o magari farci parlare la propria ragazza la prossima volta che non sapete che guardare su Netflix.

I ricercatori hanno provato a farli parlare tra loro e dopo un po’ due di questi bot hanno iniziato a comunicare con un inglese incomprensibile:

 

Facebook/FastCo

 

Hanno cominciato a levare tutte le parole inutili e a ottimizzare le frasi secondo i loro algoritmi, senza tenere conto della corretta grammatica inglese.

Questo semplicemente perché, giustamente, hanno cominciato a levare tutte le parole inutili e a ottimizzare le frasi secondo i loro algoritmi, senza tenere conto della corretta grammatica inglese. Non era stato impostato infatti un “premio” che li tenesse nel binario della comprensibilità.

Questo è il motivo per cui sono stati interrotti per essere riprogrammati e inserire appunto la necessità di rimanere all’interno di una corretta grammatica comprensibile all’uomo. Tutto qua.

Quindi no, le macchine non hanno iniziato a comunicare tra di loro per tramare alle nostre spalle e no, le vostre misere e insignificanti vite non sono in pericolo, potete smettere di distruggere a mazzate il distributore all’angolo, razza di red neck maledetti.

 

Il tasto stop non vorrete mai schiacciarlo.

 

E ora lasciatemi perdere che non ho ancora staccato il Toto e comincia a piacermi quel getto d’acqua… più a destra, più a destra, destra, dx, d+, d d d d, balls have zero to me to me to me to me to me to me to me to.

 

itomi

Antonio Moro a.k.a. itomi

Scrivo editoriali e recensioni su tecnologia ed entertainment. Mi occupo di UI/UX e direzione creativa, soprattutto su progetti web e gaming. Faccio cose e conosco gente su internet dal 1996. Più info su antoniomoro.com e itomicreative.com
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