L’impero di Uroboro - Parte 2 #LegaNerd

Parte 1

“Adesso veniamo a noi, ssscienziatello del cazzo” sibilò Ed voltando rapidamente lo sguardo verso l’inerme vittima.
Io intanto tremavo e sudavo freddo nascosto nell’ombra. Ho sempre considerato Edward Snake un uomo tanto malvagio quanto stupido, ma quel giorno mi resi conto di averlo sottovalutato.
“Non ho intenzione di dirvi nulla, bastardi, se avessi saputo cosa avreste fatto con le mie ricerche mi…mi sarei buttato da un ponte piuttosto che aiutarvi” disse con voce spezzata lo scienziato.
“Shhh, non preoccuparti amico mio, non c’è bisogno che tu dica nulla. Sappiamo già che stai lavorando ad una ‘cura’ per questo” disse Snake indicando con entrambe le mani il suo stesso corpo.
Lo scienziato tacque deglutendo debolmente.
“Quello che non hai capito è che NON HO BISOGNO DI NESSUNA FOTTUTISSIMA CURA! Grazie al tuo bel cervello e al mio spirito di iniziativa ho raggiunto risultati che neanche tu avresti potuto immaginare, o sssbaglio?”.
Mentre Ed parlava, notai che i suoi denti, i canini per l’esattezza, erano diventati esattamente come quelli di un serpente velenoso: curvi, lunghi e affilati. Ripensai alla ferita sul braccio essiccato di BB.
“Capo, ho cercato ovunque nel laboratorio, ma sembra che il dottore non abbia avuto il tempo di preparare un antidoto” disse Jim facendo timidamente un passo avanti.
“Benissssssimo, fai in modo che il nostro amico non riesca mai a produrlo allora” disse Edward girandosi di spalle.
Prima che potessi rendermi conto di quello che stesse accadendo, Jim sollevò il suo Thompson e mitragliò il torace dell’uomo senza battere ciglio.
Soffocai un urlò che rischiò di uscire dalla mia bocca. Avrei potuto salvarlo se fossi intervenuto, ma ero troppo sconvolto da quella situazione insensata.
“Amo l’odore del sangue” disse Snake fiutando rumorosamente l’aria “lo amo dalla prima volta in cui l’ho sentito nella mia vi…”.
All’improvviso la Vipera smise di parlare e iniziò a guardarsi intorno come un predatore ”Io conosco quest’altro odore…è odore di birra, polvere da sparo e….sbirri!” disse rapidamente Ed voltandosi nella mia direzione.
“E’ un piacere averti qui, Detective Jay! Prendetelo, è dietro quegli scatoloni!” Urlò il criminale indicando il mio nascondiglio.
Istintivamente rotolai sulla destra e schivai una doppia raffica di proiettili, presi la pistola e freddai in due colpi Jim, l’unico armato di fucile.
Frank e gli altri due corsero verso di me senza esitazione mentre io mi misi al riparo dietro i barili puzzolenti. Intanto Snake si avvicinava alla mia posizione ondeggiando e ridacchiando.
Con altri due colpi ben mirati uccisi Frank e uno dei due scagnozzi; rimaneva solo l’energumeno.
L’ultimo degli uomini di Snake rovesciò i barili con un calcio e mi afferrò con una pesante manata sullo sterno. Istintivamente raccolsi il denso liquame fuoriuscito dai barili e lo tirai in faccia all’avversario.
Il liquido irritò leggermente la mia pelle, ma ebbe un effetto tremendo sugli occhi dello scagnozzo che cadde rumorosamente in ginocchio e iniziò ad urlare. Lo misi fuori gioco sbattendogli più forte che potei il calcio della pistola sul cranio.
Mi rimisi in fretta in piedi e sparai a Ed mirando esattamente al cuore, ma lui schivò con facilità il proiettile muovendosi a zig zag. I suoi riflessi erano inumani.
La Vipera mi balzò addosso e iniziò a prendermi a pugni.
“Sssai Jay, vorrei tanto ucciderti sssubito, ma in parte sono arrivato fin qui grazie a te, quindi voglio farti un regalo” disse Ed strozzandomi con forza.
“Fottetevi te e il tuo regalo!” dissi debolmente sforzando al massimo le mie corde vocali.
Edward spalancò la bocca e mostrò i suo orribili denti aguzzi ”Avrai l’occasione di vedermi mentre metto a ferro e fuoco questo città e poi entrerò nel tuo schifosissimo corpo. Ti scuoierò vivo dall’interno”.
La vipera si abbatté su di me e mi morse il collo.
Prima che la mia vista si annebbiasse del tutto trovai la forza per sollevare la pistola e sparare l’ultimo, fortunato proiettile che mi rimaneva nel caricatore dritto nella tempia di Edward.
Poi svenni, sentendo il suo veleno scorrermi nelle vene.

 

Mi risvegliai qualche ora dopo su un barella. Ero all’interno dell’UroLab. Lo capii osservando le teche piene di rettili di qualsiasi tipo che mi circondavano.
“E’ sveglio signore? Per fortuna, temevo di essere arrivato troppo tardi” disse una giovane voce maschile alle mie spalle.
“C-chi sei?” dissi sforzando la mia trachea ancora indolenzita dalla stretta e dal morso di Snake.
“Io sono Martin, l’assistente del dottor Biron” disse timidamente il ragazzo.
Era un giovane con grossi occhialoni a fondo di bottiglia e un corpo esilissimo.
“Come sei sfuggito a quella carneficina? Perché lo scagnozzo di Snake non ha preso anche te?” chiesi sospettando del mio stesso salvatore.
“Quando abbiamo visto arrivare quel camioncino il dottor Biron ha capito che stava per succedere qualcosa di molto brutto, così mi ha detto di nascondermi in quella cella frigorifera” disse l’assistente indicando una piccola porticina a lato della stanza “Aspetti, la aiuto ad alzarsi”.
Il ragazzo cinse in modo maldestro un braccio intorno a me e mi accompagnò fino al bancone del laboratorio dove mi sedetti pesantemente su uno sgabello. Mi diede del tè caldo e, appena mi ripresi un po’, iniziai a tempestarlo di domande.
“Mi dispiace per il tuo capo, è stato molto coraggioso, ed è morto con onore, ma adesso devi spiegarmi come cazzo vi è saltato in mente di dare poteri simili a quel pazzo criminale di Eward Snake?” chiesi reprimendo meglio possibile la rabbia che mi assaliva.
“Abbiamo commesso un errore, qui all’ UroLab il nostro obbiettivo è tutto tranne quello di creare mine vaganti come il signor Snake” disse il ragazzo giocherellando con una fialetta vuota per mantenere la calma “vede, i nostri studi sono sempre stati incentrati sulla medicina. Il nostro obbiettivo era quello di manipolare il DNA umano in modo da replicare i miracolosi effetti rigenerativi dei rettili. La nostra ricerca, soprattutto grazie alla mente brillante del Dottor Biron ha fatto passi da gigante negli ultimi anni”.
Mentre parlava come se stesse raccontando una storia il ragazzo indicava i vari macchinari e fialette di sostanze che lo circondavano.
“Continua” dissi senza immaginare dove andasse a parare quella storia.
“Tuttavia senza cavie umane la nostra ricerca stava giungendo ad un punto morto, così proposi a Biron di cercare dei volontari” proseguì il ragazzo.
“E il Dottore accettò?” chiesi stupito.
“Era molto restio, ma lo convinsi supplicandolo come un bambino. Cercammo a lungo qualcuno, ma non è facile trovare una persona così disperata da accettare di far ricombinare il proprio DNA con quello di un serpente” il ragazzo esitò un attimo prima di continuare “…poi un giorno arrivò quest’uomo, il signor Snake, ridotto in sedia a rotelle e con la faccia piena di orribili cicatrici. Rimase entusiasta durante l’intero processo, dopo solo un’ora dalla somministrazione del siero riuscì addirittura a rialzarsi in piedi. Il dottor Biron non stava più nella pelle”.
“E poi tutto andò a rotoli, immagino” dissi.
“Esattamente. Gli somministrammo un altra dose e gli dicemmo di tornare il giorno dopo, ma Snake si presentò con degli uomini armati e rubò tutti i sieri che avevamo preparato per lui” disse l’assistente sudando freddo.
“Non riesco comunque a capire come possa fare quelle cose orribile alle persone” aggiunsi.
“E’ qui che la storia diventa assurda, più di quanto lo sia già” il ragazzo sembrava emozionato mentre ne parlava “Il signor Snake, al posto di somministrare la dose a se stesso ha provato a darla ad uno dei suoi uomini. Visto che il siero era composto dal sangue di Snake e da quello di una vipera, mischiati ad un agente chimico ricombinante inventato da Biron, il DNA dello scagnozzo venne completamente riscritto e sostituito da quello di Snake!”.
“E’ assurdo” dissi sconvolto “quindi chiunque assuma il siero finirà per diventare Edward Snake?”.
“Si, ma inspiegabilmente può succedere solo ad una persona alla volta. Non ci ritroveremo invasi da un esercito di Edward Snake, ma potenzialmente potremmo tutti diventare lui” disse secco Martin.
“Come tutti? pensavo potesse accadere solo a chi ha assunto il siero”.
“Inizialmente era così, ma poi Snake ha iniziato a riprodurre una versione scadente del siero, una droga in pastiglie chiamata Uroboro, che ha drasticamente favorito la mutazione dell’agente ricombinante del dottor Biron” rispose Martin rileggendo rapidamente i suoi appunti.
“…Ovvero? Non suona come una bella cosa” dissi cercando di ironizzare.
“E’ la cosa più terribile che potesse accadere! Il siero somministrato al signor Snake era in fase totalmente sperimentale, la sua diffusione e moltiplicazione al di fuori di un laboratorio controllato lo ha reso instabile” disse l’assistente mettendosi le mani nei capelli.
“Non ti seguo”.
“Sostanzialmente l’agente ricombinante è diventato un virus che si diffonde anche tramite la saliva, non so in che altro modo spiegarlo” concluse Martin.
“Oh cazzo” imprecai.
“Per questo dico che a questo punto mezza Città potrebbe potenzialmente essere un nuovo bozzolo per Snake. E sempre per questo motivo ci siamo messi a produrre uno stabilizzante che negasse gli effetti del ricombinante, ma…”
“Ma Ed vi ha scoperti e ha freddato Biron” lo interruppi.
“Si, è una cosa terribile, solo lui era in grado di produrre un vaccino efficace al 100%” Martin si afflosciò sullo sgabello davanti al mio, tenendosi una mano sulla fronte.
“Non potevate chiamare la polizia?” chiesi.
“Inizialmente non volevamo farlo, dopotutto solo noi potevamo risolvere la faccenda e la polizia ci avrebbe rallentato. Ma quando Uroboro ha iniziato a diffondersi per le strade abbiamo deciso di chiamarli lo stesso” rispose il ragazzo,sconsolato.
“E non vi hanno aiutati?”.
“Il tenente Stevenson, l’agente con cui ho parlato, mi ha detto che avrebbe arrestato immediatamente Snake. Evidentemente non ha dato abbastanza peso alla faccenda”.
‘Corrotto figlio di puttana pensai’ avrei dovuto sparare a quell’infame di Stevenson già ai tempi dell’addestramento al poligono di tiro.
“Hai idea di dove possa produrre la droga Snake?” chiesi speranzoso.
“Per niente, ma posso dirti una cosa: le pastiglie di Uroboro sono composte al 50% da sangue ricombinato di Snake e al 50% da sangue di rettili comuni. Animaletti domestici in pratica” disse Martin illuminandomi.
Ripensai alla scena del crimine, al dettaglio che fino a quel momento mi era sfuggito.
Perché BB si trovava in quel vicolo? Perché era andato in quel posto con tutta quella fretta?
Tutto aveva senso finalmente.
“Devo andare”. dissi alzandomi di scatto
“Dove?” chiese martin alzandosi insieme a me e seguendomi verso l’uscita del laboratorio.
“Penso di sapere dove trovare il nido di serpi, ma devo verificare”.
“Non puoi andartene!” disse Martin parandosi di fronte a me.
“E perché scusa?” chiesi irritato.
“Per questo” Martin appoggiò un dito sul grosso cerotto che lui stesso mi aveva applicato ore prima sul collo “Snake ti ha morso! Anche tu sei una potenziale vittima, non puoi andartene senza il vaccino”.
“Come hai detto tu Biron è morto prima di completarlo, quini dovrò fare le cose a modo mio” risposi schivandolo e continuando a camminare verso la porta.
“Aspetta” Martin corse verso una teca che conteneva un grosso cobra e vi infilò un braccio con tranquillità.
“Ma che cazzo stai facendo ragazzino?” chiesi ancora più irritato.
Prima che potessi finire la frase l’assistente sposto la roccia attorno alla quale il serpente velenoso era arrotolato e raccolse una siringa per porgermela.
“Cos’è questa?”.
“L’unica dose di vaccino esistente, è sperimentale, ma nel tuo caso potrebbe funzionare”.
“Wow, sei un tipo sveglio Martin e sei più bravo di me con i nascondigli” dissi prima di provare ad iniettarmela.
“No, aspetta!” disse il ragazzo afferrandomi il braccio.
“Cosa c’è ancora?”.
“Sarebbe meglio aspettare che il ricombinante nel tuo corpo raggiunga livelli critici prima di usarla, avrebbe più possibilità di successo”.
“Ricevuto doc” dissi dandogli un pugnetto amichevole sulla spalla “ma adesso devo scappare, ti offrirò una birra quando sarà tutto finito”.
Uscii dal laboratorio ignorando completamente la frase di Martin: “ma io non posso bere, non ho ancora 21 anni!”.

 

Raggiunsi la mia macchina di corsa e iniziai a sfrecciare verso la zona residenziale della Città.
Avevo capito dove Snake riuscisse a produrre la sua Uroboro inosservato. Dovevo tornare sulla scena del crimine, dove tutto era iniziato.
‘Finalmente le cose hanno un senso’ pensai ‘BB aveva capito tutto ed è andato ad affrontare Edward, ma la Vipera lo ha colto di sprovvista fingendosi ancora paralitico e…’ rabbrividii ‘si è preso il suo corpo lasciando in quel vicolo due cadaveri e cancellando ogni traccia’.
Quel figlio di puttana aveva ammazzato BB dopo averlo attirato nella sua tana: il PetShop adiacente al vicolo.
Poco prima che uscissi dalla tangenziale per entrare nella zona Ovest della Città il mio telefono iniziò a squillare. Lo afferrai rapidamente nell’istante stesso in cui partì la suoneria.
Il veleno della Vipera stava facendo effetto: i miei riflessi erano notevolmente aumentati e sentivo i battiti del mio cuore rallentare progressivamente. Uroboro sarebbe stata una droga fantastica se non fosse stato per il fatto che rendeva le persone delle potenziali ‘nuove pelli’ per quel viscido bastardo.
“Jay, stai bene??” chiese Tracy al telefono, con tono agitato.
“Sono stato meglio Baby, ma mi reggo ancora in piedi” risposi cercando di apparire tranquillo. Dovetti mordermi la lingua per non farmi scappare un sibilio mentre pronunciavo le ‘s’.
“Meno male, è da tutta la notte che non mi rispondi”
“Sono finito KO qualche ora Tracy” risposi “però credo di essere ad un passo dalla risoluzione del caso. Non ci crederai mai baby, il nostro assassino è…”.
“Edward Snake” mi interruppe la mia nuova Boss.
“Ma…Come fai a saperlo? E io che pensavo di essere il miglior detective sulla piazza”.
“Hai appena confermato il mio sospetto, temevo che mi avresti presa per pazza”.
“Non mi hai ancora risposto” dissi.
“Subito mi sembrava incredibile, ma non poteva esserci altra spiegazione. Sintonizzati sulla radio della polizia” rispose Tracy.
Accesi la mia autoradio modificata e iniziai ad ascoltare le frequenze criptate degli sbirri.
Ogni agente della Città stava segnalando al comando rapine, furti ed episodi di violenza, tutti in zone differenti.
Ogni segnalazione descriveva un gruppo di uomini vestiti in abiti gessati armati fino ai denti e capeggiati da un ometto dai lineamenti sgradevoli e lunghi capelli neri: era la descrizione perfetta di Edward Snake.
“Hai idea di cosa cavolo stia succedendo? Come ha fatto Ed a risorgere?” chiese Tracy dopo aver ascoltato insieme a me un paio di trasmissioni della polizia.
“E’ una storia complicata, tanto per cambiare: Eddie ha fatto da cavia per due medici idioti, è guarito dalla paralisi e poi si è messo a sintetizzare una droga dal suo stesso sangue che gli permette di impossessarsi del corpo di chiunque l’abbia assunta o sia venuto in contatto con un drogato” dissi cercando di riassumere meglio possibile.
“Se me lo avesse raccontato qualcun altro non gli avrei mai creduto, ma queste follie accadono di continuo quando tu ti metti ad indagare”.
“Forse dovrei smetterla Baby” risposi.
“Mai, per quanto la situazione sia ogni volta più disperata tu riesci sempre a mettere tutto a posto”. disse Tracy dimostrandosi per la prima volta orgogliosa di me. O forse stava solo motivando il suo unico dipendente.
Sentendo le sue parole mi ricordai che anche io ero marchiato dalla Vipera.
Toccai il grosso cerotto che avevo sul collo ‘spero che tu abbia maledettamente ragione’ pensai.
“Tutto bene Jay?” chiese la boss interrompendo le mie riflessioni.
“Sisi, tranquilla baby. So dove andare per stanare Snake, metterò fine a questa faccenda, te lo prometto”. dissi cercando di congedare Tracy.
“Va bene, resta vivo, io rimarrò barricata in ufficio, in città c’è il caos” disse “e smettila di chiamarmi baby, sono il tuo capo adesso”.
“Ricevuto Big Baby, passo e chiudo” conclusi.
“Ti odio, Jay” rispose Tracy pochi istanti prima che riattaccassi.

Quando ormai pochi chilometri mi dividevano dalla mia destinazione rimasi bloccato con l’auto nel bel mezzo di un incrocio: pochi minuti prima Ed e i suoi scagnozzi avevano fatto esplodere automobili in mezzo agli incroci di tutta la città paralizzando il traffico.
Aprii la portiera nervosamente, presi la pistola dal cruscotto e scesi dall’auto.
Poco prima che iniziassi a correre verso il luogo del delitto notai un grosso schermo Led situato su un palazzo alla sinistra della mia macchina.
Decisi di rimanere a guardare l’edizione straordinaria del tg in onda in quel momento.
“…Tutti i cittadini sono pregati di ritornare alle loro abitazioni al più presto. Un gruppo di terroristi ha messo sotto assedio l’intera città, ma la polizia sta contrastando le loro azioni” diceva il giornalista visibilmente nervoso mentre fingeva di leggere un discorso per prendere tempo.
“Rimanete in casa e state lontani dalle zone presidiate dalla polizia, le forze dell’ordine riprenderanno il controllo nel giro di poco te…” il giornalista si interruppe di colpo e spalancò gli occhi.
Iniziò a dimenarsi sempre più velocemente spargendo tutti i fogli con le notizie da leggere in giro per lo studio.
Purtroppo sapevo cosa stesse per accadere a quel poveretto: la pelle del presentatore iniziò a rinsecchirsi e a lacerarsi lungo i bordi della bocca. Lentamente la testa di Ed iniziò ad uscire da quell’orripilante ammasso di carne.
Il pubblico, ovvero chiunque stesse guardando il tg in quel momento, rimase a bocca aperta. Tutti erano terrorizzati ed affascinati allo stesso tempo, come se stessero guardando un documentario sulla muta dei bruchi in farfalle.
Snake, ricoperto dal solito liquido viscoso, era seduto sulla stessa sedia dove pochi attimi prima sedeva la sua ultima vittima e sorrideva al suo nuovo pubblico.
“Miei cari sssssssudditi” sibilò Ed spezzando il silenzio in cui era caduta l’intera città.
“Mi presento, il mio nome è Vipera, ma voi potete chiamarmi Uroboro.
Avete visto che cosa è sssuccesso a questo poveretto? Ha osato definirmi un terrorisssta e ha avuto ciò che si meritava.
Sia ben chiaro amici miei, io non sssono un terrorista, io sono il vossstro nuovo re” Snake recitò il suo discorso senza mai smettere di sorridere.
Il bastardo si stava divertendo come un pazzo a seminare morte e distruzione per le strade.
“Dev’essere uno scherzo” disse una donna al mio fianco.
“Ma che cazzo ci fa quello nudo in tv?” aggiunse ridacchiando un tizio che probabilmente si era perso la raccapricciante metamorfosi di poco prima.
“State zitti”, dissi ad entrambi.
“Lasciate che vi ssspieghi come stanno le cose: quesssta città appartiene a me adesso e io scrivo le regole” Snake fece una pausa poi raccolse la pelle del reporter da terra e la sbatté con forza sul bancone “farete tutti la fine di questo povero stronzo se non ssstarete alle mie regole”.
La folla intorno a me cominciò a bisbigliare, iniziavano ad essere tutti seriamente preoccupati.
“Il gioco è semplice: chiunque riuscirà ad arraffare un milione di dollari e a deliziarmi con le sue gesta folli entro un’ora potrà diventare come me. Tutti gli altri moriranno o saranno miei ssschiavi”.
Pensai erroneamente che nessuno avrebbe dato retta a quel pazzo di Ed, ma mi sbagliavo di grosso. Senza la minima esitazione le persone iniziarono a guardarsi intorno in cerca di negozi o case da derubare.
“Andate miei sssudditi, distruggete, uccidete, derubate. Che la fesssta abbia inizio!”.
La trasmissione si interruppe bruscamente e per un attimo regnò il silenzio.
Fino a quando un coglione non spaccò il vetro di una gioielleria per rubare una paio di collane.
Scoppiò il caos: tutti iniziarono a correre, alcuni in preda al panico e altri in preda all’esaltazione. La frenesia si diffuse lungo le vie della città come il veleno di un serpente nelle vene della sua preda.
Ripresi a correre verso il covo di Snake incredulo di quello che stesse accadendo.

 

Durante il tragitto assistetti a scene assurde di ogni tipo. I cittadini sfogavano lo loro paura distruggendo qualsiasi cosa e derubandosi a vicenda. In mezzo a quel casino vidi pure Snake impossessarsi del corpo di una vecchietta strappandosi la pelle della povera donna di dosso prima ancora che fosse del tutto essiccata.

Non appena la sua metamorfosi fu terminata, Ed attaccò due cittadini che stavano derubando una macchina.

Morse il primo dritto a collo e si beccò una coltellata dal secondo. La Vipera cadde a terra senza vita al primo colpo.

Qualche attimo dopo il ladro con il morso al collo inziò a dimenarsi. Si stava trasformando.

 

Edward snake era diventato un immortale sanguinario, un predatore.
Quando finalmente raggiunsi il luogo del delitto mi resi conto di un dettaglio che la notte prima mi era sfuggito: il vero nome del negozio era ‘exotic pet shop’. La notte prima non mi ero accorto della parola ‘exotic’ perché il neon che la circondava era spento.
Entrai dalla porta sul retro cercando di non farmi vedere da nessuno, ma mentre la richiudevo vidi dall’altro lato della strada uno scagnozzo di Uroboro che si avvicinava a me incazzatissimo.
Mi stava puntando il suo mitragliatore dritto sul petto.
Rimasi immobile pregando per un colpo di fortuna.
E la fortuna arrivò: lo scagnozzo venne brutalmente investito a metà strada da un camion guidato da un camionista ubriaco che sparava a destra e a sinistra.
‘E’ il tuo giorno fortunato, Jay’ pensai chiudendomi la porta alle spalle.
L’interno del Pet Shop era buio, umido ed estremamente caldo. Il clima all’interno del negozio era regolato alla perfezione in modo che i rettili esotici esposti potessero trovarsi a proprio agio.
Era deserto, ma oltre il sibilio dei serpenti che mi circondavano sentii un rumore provenire dal sottosuolo.
Mi destreggiai facendo meno rumore possibile tra le teche che mi circondavano. Notai che la maggior parte dei rettili al loro interno non avevano affatto una bella cera: alcuni si muovevano lentamente tremando, altri sembravano addirittura morti. Quel bastardo di Snake aveva estratto tutto il loro sangue per sintetizzare la sua droga schifosa.
Raggiunsi il bancone sul quale era situato il registratore di cassa, in fondo alla stanza, e iniziai a cercare qualche indizio sull’attività segreta di Snake.
Nel primo cassetto trovai dei tesserini identificativi appartenenti ai commessi del negozio. I volti nelle foto erano tutti truci e pieni di cicatrici: i soliti scagnozzi contro cui mi ritrovavo a fare a botte continuamente erano diventati commessi nel negozio di Snake. Sghignazzai un po’ guardando i loro brutti musi, poi riposi i tesserini nel cassetto.
Lessi tutte le scartoffie che trovai negli altri cassetti e mi resi conto che l’intero negozio era sempre stato una copertura. Snake non aveva mai ordinato altro se non animali da vendere, nessuna scatoletta di cibo o cose simili. Fin dal principio quel negozio era nato per estrarre il sangue dai serpenti al suo interno. Immagino che con dei commessi così brutti non sia mai entrato neanche un cliente in quel posto.
Dietro al bancone c’era una porticina rossa con su scritto ‘Staff’.
Provai ad aprirla ma era chiusa a chiave.
Persi una decina di minuti a cercare la chiave come un idiota prima di rendermi conto che fosse appesa a 5 cm dallo stipite della porta.
La Uroboro che mi scorreva nel sangue iniziava a perdere effetto lasciando in me solo un senso di intorpidimento e rendendomi lento.
Bella fregatura: in un colpo mi ero beccato un virus in grado di trasformarmi in un pazzo criminale e una dipendenza da una droga fatta con sangue di serpente.
Strepitoso.
Aprii la porta rossa e inizia a scendere le scale tenendo la pistola in mano.
Al fondo della rampa di scale vi era un’altra porta, socchiusa questa volta.
La aprii con una mano mentre con l’altra puntavo la pistola all’interno della stanza. Nel buio intravidi dei macchinari intenti a mescolare, pompare e trasformare in pastiglie il sangue misto di Ed e dei serpenti. Rimasi schifato nel vedere decine di sacche di sangue appese qua e la per la stanza.
Feci un passo avanti in direzione del macchinario, ma una figura che apparve di colpo alla mia sinistra mi colpì il braccio con violenza facendomi cadere la pistola di mano. Era uno scagnozzo di Snake che, sentendomi scendere le scale, si era nascosto nell’ombra per tendermi un agguato.
Lottai per un attimo con lui, ma poi altre tre guardie apparvero dalla porta da cui ero appena entrato e mi immobilizzarono.
L’uomo con cui stavo lottando poco prima prese il telefono dalla tasca e compose un numero.
“Boss, lo sbirro è qui. Che dobbiamo fare con lui?” chiese.
Rimase in silenzio fissandomi con odio mentre ascoltava la risposta di Snake.
“Capisco boss, sarà un onore per me” disse lo scagnozzo prima di riagganciare. L’uomo fece due passi indietro e ingerì una pastiglia di Uroboro. La trasformazione iniziò immediatamente e finì con altrettanta rapidità.
“Sssalve Detective” disse Edward Snake appena finì di togliersi la pelle morta dello scagnozzo di dosso.
Ogni volta che Edward migrava da un corpo all’altro perdeva un pizzico della sua umanità: i suoi denti erano ancora più lunghi e affilarti dell’ultima volta e la sua pelle era verdastra come quella di un serpente.
“Ciao Eddie, sai non saprei dirti se sei più brutto adesso o se lo fossi prima di diventare un mostro. Il verde ti dona” dissi deridendo La vipera come al solito.
Snake mi colpì con un violento pugno in faccia.
“Ce ne hai messso di tempo per arrivare qui, hai trovato traffico per caso?” chiese Edward mostrando il suo sorriso tagliente.
“Perché hai fatto quel casino in città Eddie? Non ti bastava aver creato un impero della droga?”.
“Non sssono i soldi che mi interessano Jay, io voglio il potere!” Snake spalancò le braccia e guardò verso il soffitto “Quello che hai visto nelle strade è il mio regno ideale, il mio parco giochi personale. E non c’è niente di più bello”.
“Ho capito, sei il solito schizzato violento” dissi.
“No detective ti sbagli, Sssono molto più violento adesso!” ripose Snake spalancando gli occhi. Vidi le sue pupille gialle assottigliarsi fino a diventare come quelle di un rettile.
“Lo avevo notato, non c’è bisogno di urlarmelo in faccia”
“Sssai perchè non mi sono preso sssubito il tuo corpo come ho fatto con quel ciccione del tuo capo?”.
Ripensando a BB mi incazzai e cercai di liberarmi dalla presa degli scagnozzi per saltare addosso a Snake.
“Perché prima voglio farti soffrire. Perché io ti odio, ti odio, ti odio, ti odio. Lasciatelo andare” disse Snake facendo un cenno ai suoi uomini.
I tre mi mollarono di scatto facendo cadere a terra.
“Alzati in piedi e vediamo cosa sai fare detective” disse Snake assumendo una posa da combattimento.
Senza pensarci due volte scattai con rabbia verso di lui, ma Ed grazie ai suoi riflessi mi schivò e mi spinse contro i macchinari alle sue spalle. Urtai con il fianco contro un recipiente di sangue misto che si rovesciò a terra e si espanse in una pozzanghera nera e scura sul pavimento.
Mi rialzai in piedi e Snake mi colpì con un calcio allo stomaco, provai a rispondere con un gancio ma ancora una volta Snake schivò il colpo con facilità e rispose con un pugno diritto in faccia. Barcollai all’indietro e mi appoggiai su un tavolo al bordo della stanza.
Snake scattò verso di me, pensai di essere spacciato, ma poi mi accorsi di aver appoggiato la mano su un cacciavite che qualche idiota aveva lasciato sul tavolo.
Lo afferrai e lo piantai dritto nel petto di Snake, prima che riuscisse a colpirmi.
Edward cadde in ginocchio e iniziò a fissarmi con aria divertita.
Le tre guardie rimasero impassibili ad osservare la scena.
“Mi dispiace Eddie, ma sono sempre stato più bravo di te a combattere” dissi convinto di aver sconfitto Uroboro.
“E’ vero Jay, ma questa volta sei in inferiorità numerica” Rispose Snake con il sangue che gli colava dalla bocca.
Uno degli uomini alle sue spalle iniziò a tremare e cadde a terra.
Inutile dire cosa accadde.
Un nuovo Uroboro, ancora più forte e mostruoso fuoriuscì dalla carne morta dell’uomo mentre la vipera che avevo appena trafitto crollò a terra.
“Round due” disse Snake avvicinandosi a me e mostrando i denti.
Questa volta aspettai la sua prima mossa, schivai un pugno e lo colpii dritto in faccia grazie ad una finta.
Ero riuscito ad assestare un buon colpo, ma sentii la testa girare per lo sforzo che avevo appena fatto. Ero troppo mal ridotto per affrontare uno scontro con un avversario simile.
Snake si leccò il labbro spaccato e mi colpì con una raffica di colpi furibondi. Caddi a terra stremato.
“Dai non puoi esssere già stanco, avevo appena iniziato a divertirmi” disse la Vipera tirandomi un calcio.
Ero spacciato.
Nella disperazione scelsi di fare l’unica cosa che non avrei mai voluto fare: appoggiai la guancia nella pozza di Uroboro che avevo rovesciato poco prima e la leccai. Fu un vero schifo.
La droga entrò immediatamente in circolo, saziando il senso di astinenza che mi opprimeva da qualche ora, i miei muscoli si tesero di scatto, i miei sensi esplosero.
Mi alzai di scatto e respinsi la gamba di Snake prima che mi colpisse ancora. Snake provò a rispondere come un gancio ma io lo schivai con facilità.
Finalmente combattevamo ad armi pari, non sentivo neanche più il dolore.
Ed, non capendo cosa avevo appena fatto, rimase un attimo stupito. Quell’attimo mi bastò per colpirlo con una ginocchiata e metterlo KO con una serie di colpi ben piazzati.
Prima ancora che il suo corpo cadesse a terra senza sensi, Snake migrò nel corpo di un altro dei suoi due uomini rimasti nella stanza.
“Sssono letteralmente colpito, Jay” disse Snake battendo con enfasi le mani e guardando i suoi stessi due cadaveri sdraiati al suolo.
“Mi hai sempre sottovalutato, è per questo che riesco sempre a fregarti” risposi sbeffeggiandolo.
“Sappiamo entrambi che non uscirai vivo da quesssto posto” non appena finì la frase La vipera scattò verso di me con una velocità addirittura superiore alle due volte precedenti e tentò di afferrarmi per il collo.
Evitai la sua presa per un soffio e lo colpii dietro la testa con le mani unite.
Snake non accusò minimamente il colpo e iniziò a colpirmi muovendo le mani in modo scomposto. Ormai non lottava più come un uomo, ma come una bestia feroce.
Incassai un paio di pugni difendendomi con gli avanbracci, ma la sua forza bruta spezzò la mia guardia in poco tempo.
Ero stremato e dopo tutte quelle botte il dolore iniziava a farsi sentire. Cedetti.
Snake mi colpì con violenza al torace, spezzandomi il respiro, poi mi prese con forza sovrumana e mi scagliò contro un muro.
Il mio sfidante mi guardò con aria trionfale poi sfoderò i suoi denti aguzzi piombandomi sul collo. Voleva letteralmente scannarmi a morsi.
In parte grazie alla mia forza di volontà ed in parte grazie alla Uroboro che mi scorreva nella vene, sollevai un braccio all’altezza del collo e lo feci mordere a Snake. Una nuova scarica di veleno mi entrò in circolo, dandomi l’energia per prendere la sua brutta testa di cazzo e spezzargli il collo.
Il terzo e ultimo sgherro, che era ormai certo di non dover subire il destino degli altri due, spalancò gli occhi terrorizzato, poi iniziò a trasformarsi.
Per la quarta volta nel giro di pochi minuti vidi quella scena orripilante: Snake si strappò di dosso la carne viva dell’uomo, impaziente di rinascere un altra volta.
“Sssai sempre come farmi divertire, devo ammetterlo” disse la Vipera “però inizio ad essere un po’ stanco, e ho un intero inferno che mi attende nelle strade della Città”.
Non risposi neanche, non ne avevo le forze.
“Adessso è l’ora di farla finita. Avrei preferito ucciderti a mani nude, ma sei duro a morire. Mi prenderò quello ssschifo di corpo che ti ritrovi e poi darò fuoco a quello che rimarrà della tua pelle” disse Snake accovacciandosi di fianco a me.
Sentii una fitta di dolore immensa lacerarmi dall’interno. Edward stava migrando dentro di me.
Cercai di resistere con tutte le mie forze, opponendomi all’inevitabile trasformazione. Il sangue mi ribolliva nelle vene.
Nell’eterno attimo che separa la vita dalla morte mi ricordai della cura sperimentale che mi aveva dato Martin.
E’ vero, sono un idiota, avrei potuto pensarci prima, ma se lo avessi fatto la Uroboro avrebbe smesso di fare effetto sul mio corpo e avrei perso lo scontro fisico con Snake.
Infilai lentamente la mano nella tasca del mio cappotto sentendo le ossa del braccio scricchiolare orribilmente, tolsi il tappo all’ago e mi puntai la siringa verso un fianco.
Tuttavia, prima di iniettarmi la cura, mi venne un’idea folle.
Ripensai a quello che mi aveva detto Martin: “…ci siamo messi a produrre uno stabilizzante che negasse gli effetti del ricombinante”.
Mentre Snake mi fissava dritto negli occhi cercando di intrufolarsi nella mia mente e nel mio stesso DNA, presi una decisione critica, dettata dalla disperazione: sfilai la siringa dalla tasca e la piantai con forza nel polpaccio di Edward.
“Hahahahah vorresti ammazzarmi con una sssiringa, Detective? Sei pate…” la vipera smise di parlare improvvisamente e scattò in piedi.
La sua pelle iniziò rapidamente a rinsecchirsi.
“Che cazzo hai fatto? COSA CAZZO MI HAI FATTO??” chiese Ed con voce innaturale.
“Non ne ho la minima idea” risposi sentendo il mio corpo che smetteva di mutare.
Snake si dimenò furiosamente da una parte all’altra della stanza colpendo con violenza il macchinario per la produzione della droga.
Poi la sua carne si rinsecchì come quella delle sue vittime e cadde a terra come un abito.
Dopo qualche minuto, che passai rimanendo a terra stupito, il cumulo di pelle iniziò a muoversi debolmente.
Spaventato mi alzai a stento e andai a vedere cosa stesse accadendo.
Spostai timorosamente quella schifezza e vidi qualcosa sgusciare fuori a gran velocità.
Era un piccolo serpentello roseo che mi fissò per un attimo e si mise a girare su se stesso, cercando di mordersi la coda.
Rimasi a fissarlo per ore a bocca aperta, fino all’arrivo dei soccorsi.
Epilogo
Nel corso della settimana seguente le autorità riuscirono a riportare l’ordine in città effettuando ben pochi arresti.
La colpa di quel disastro fu data principalmente alle minacce di Snake e alla diffusone di un virus che avrebbe fatto impazzire le persone.
La realtà è diversa: tutti i cittadini sfogarono in quei terribili giorno la paura e l’odio che avevano accumulato in anni di soprusi e violenze.
Tuttavia l’intera popolazione era così in imbarazzo per l’accaduto che quella menzogna venne fatta passare per vera.
Martin divenne ricercatore capo della UroLab e decise di rendere il progetto totalmente inaccessibile al pubblico. Ottima scelta a parer mio.
Il ragazzino venne a trovarmi durante la mia permanenza in ospedale, dallo scontro con la Vipera m i ritrovai con tre costole spezzate e un grave trauma cranico.
Mi spiegò cosa era realmente accaduto quando avevo iniettato la cura a Snake al posto che somministrarla a me stesso: la sostanza contenuta nel vaccino aveva stabilizzato le cellule di Edward, annullando ogni effetto del ricombinante; tuttavia a forza di saltare da un corpo e l’altro e di far assumere alle persone dosi di Uroboro allungate con sangue di serpente il suo DNA era diventato più simile a quello di un rettile che a quello di un uomo.
Iniettandoli la cura lo avevo trasformato in un essere al 99% serpente e al 1% umano, dando vita ad un rettile dalla pelle umanoide.
Dopo averlo analizzando a fondo Martin decise di non voler uccidere quella povera bestia, così la sigillò in una teca di vetro e me la regalò.
Ora Eddie la vipera è il mio animaletto da compagnia, totalmente inoffensivo e a modo suo amichevole.
Ironico non è vero?

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