Little Waiting: un fumetto LGBT tutto italiano #LegaNerd
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Little Waiting è una storia che, in un mondo perfetto di consapevolezza ed accettazione, non avrebbe bisogno di esistere e che, invece, in punta di piedi, con dolcezza, va a colmare un piccolo ma importante vuoto nel campo delle storie che trattano il sesso come andrebbe trattato: in maniera serena, sana e naturale.

_sa_-slowconix_immagine_altoAriel Vittori, tuttavia, non si è resa il lavoro facile perché, oltre al sesso esplicito che di base crea in molti lettori un certo disagio, ha scelto di esplorare due argomenti piuttosto spinosi su cui ruotano tantissimi pregiudizi estremamente radicati nel pensiero comune: il BDSM e la transessualità.

 

 

Il Sesso

La rappresentazione del sesso in Little Waiting è completamente spogliata di quella patina lucida, fasulla, tipica di quel genere di porno di plastica in cui il sesso è volutamente esagerato, finto, ai limiti del circense. Questo non significa assolutamente che i disegni che troverete in queste pagine siano edulcorati: dal punto di vista prettamente sessuale siamo davanti a scene piuttosto esplicite ma realistiche, credibili – umane.

Una delle cose che rende speciali queste tavole, oltre ai magnifici disegni che potrebbero serenamente reggere l’intera narrazione anche in assenza di dialoghi, è la presenza preponderante del concetto di “comunicazione” nel senso più ampio del termine: i protagonisti godono di un’intesa speciale che si rafforza ad ogni sguardo, carezza, gesto quotidiano, piccola discussione – tante piccole cose che consentono loro di ritagliarsi un angolo dove essere sé stessi, esplorare e sperimentare insieme.

Il loro rapporto sembrerà semplice solo ad uno sguardo superficiale, ma trasuda grande impegno, pazienza e un’enorme dose di rispetto reciproco.

 

 

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Il BDSM

Il BDSM è strettamente legato a due morbi: il pregiudizio e la disinformazione. Il successo mondiale di 50 Sfumature di Grigio ha certamente contribuito ad inspessire l’idea che vuole questa pratica associata ad abusi e violenze ai limiti dell’illegalità.

Talitha e Aki, i nostri protagonisti, aprono una finestra su “BDSM done right!” dove di fatto si crea un gioco delle parti consensuale, incentrato sulla reciproca fiducia e sul piacere di entrambi (e con un delizioso occhio di riguardo per l’importantissima pratica dell’aftercare). Riescono a dimostrare come ci possa essere una serena consapevolezza dei propri desideri e delle proprie piccole perversioni e come si possa godere nel cedere o ricevere controllo.

Per orientare chi non è pratico del “lessico tecnico” ad inizio volume ci sono delle pagine informative che consentono di ambientarsi nel contesto BDSM facilmente.

 

 

La Transessualità

La copertina di Little Waiting è una dolcissima trappola: una ragazza nuda dallo sguardo languido e il sedere arrossato ci invita a scoprire la sua storia. Dopo poche pagine ci si accorge che c’è molto di più di una storia erotica BDSM: Talitha è una transessuale MtF non – op ossia una persona nata biologicamente uomo che ha seguito il percorso ormonale di transizione a donna ma senza operarsi.

È una sorpresa che non ci si aspetta ma che risulta graditissima nel momento in cui viene concesso di curiosare nelle dinamiche di una coppia con elementi “fuori dal binario”, cosa che normalmente difficilmente ci si trova a fare. Si tende infatti troppo spesso a pensare a tutto ciò che è “diverso” (tendenzialmente tutto ciò che non è etero CIS) come ad una sorta di mondo parallelo lontanissimo, alieno e governato da regole incomprensibili.

Anche riguardo la transessualità vi è una pagina introduttiva che, nella sua semplicità, risponde ad alcune domande spontanee che potrebbero venire in mente ad un “profano” che di transessualità ha sentito parlare ben poco.

La cosa interessante è come questa “diversità”, che in un primo momento si sospetta essere il punto cardine della storia, passi rapidamente in secondo piano difronte al dipanarsi del rapporto tra i due che riescono a farsi conoscere genuinamente come persone senza necessitare di etichette ulteriori.

Ariel Vittori riesce quindi nella difficile impresa di far superare al lettore la difficoltà del diverso consentendoci di godere di quella che a tutti gli effetti è una “slice of life” di una coppia normale, sana, complice che non può che risultare comprensibile a chiunque.

 

 

Info e considerazioni

Little Waiting è un volumetto a colori di 96 pagine (16×23) per 10€ edito da Slowcomics, un’associazione senza scopo di lucro fondata a Prato alla fine del 2009, che si propone di promuovere e diffondere la conoscenza e la cultura del Fumetto, sia attraverso l’organizzazione di eventi, incontri e laboratori, sia mediante la pubblicazione di libri e albi di particolare interesse, soprattutto se realizzati da autori esordienti o poco conosciuti.

Ariel Vittori è una giovane autrice (classe ’92) che ha all’attivo numerose collaborazioni e tanti progetti in arrivo (tra cui una collaborazione con il noto sito Oh Joy Sex Toy di Erika Moen). Spazia dall’editoria per l’infanzia (Mondadori) alle pubblicazioni su magazine francesi (L’immanquble). Partecipa al progetto sulla stregoneria “Grimorio” come artista e come editor.

Little Waiting rappresenta il suo esordio come autrice completa: nasce come raccolta dei suoi racconti pubblicati per Filthy Fragments, un sito americano di fumetti erotici realizzati da donne. Il materiale è stato tradotto, rivisto e arricchito con aggiunte esclusive per essere raccolto in questo volume unico. Sfortunatamente, e si tratta forse dell’unico vero difetto del volume, durante la lettura si ha quella sensazione di testo “pensato per essere in inglese” che quindi in italiano suona un po’ “artefatto” e inconsistente.

L’introduzione al racconto culmina con un avvertimento:

Tra queste pagine e le mura tra di esse disegnate non esiste transfobia.

La speranza è che, anche grazie a racconti come questo, la transfobia trovi spazi sempre più angusti in cui annidarsi, anche al di fuori della carta stampata.

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lunedì 14 novembre 2016 - 15:31
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