Oltre 100 Premi Nobel si schierano contro Greenpeace #LegaNerd
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Oltre 100 premi Nobel hanno sottoscritto una lettera aperta per fermare la campagna anti-OGM di Greenpeace. Il famoso gruppo ambientalista, infatti, si oppone da anni alla diffusione del Golder Rice, un riso che promette di risolvere alcune carenze alimentari diffuse nei paesi poveri.

Greenpeace è finita di nuovo dell’occhio del ciclone.

Greenpeace, l’organizzazione ambientalista non governativa fondata nel 1971, è finita di nuovo dell’occhio del ciclone. Questa volta non c’entrano industrie petrolifere o grosse multinazionali, le accuse vengono dal mondo scientifico rappresentato da più di 100 premi Nobel.

Negli ultimi anni Greenpeace sta accusando diversi colpi alla propria reputazione di organizzazione per la tutela dell’ambiente. Solo pochi mesi fa, una loro azione dimostrativa, aveva rovinato le millenarie linee di Nazca in Perù sulle quali, ancora oggi, si può distinguere chiaramente la scritta Greenpeace ad imperitura memoria della gaffe commessa.

 

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Contro l’introduzione del Golden Rice.

Tra le battaglie combattute dagli attivisti ambientalisti c’è quella contro l’introduzione del Golden Rice, una varietà di riso geneticamente modificata ricca di beta-carotene. Il Golden Rice è un riso dal colore giallo-arancio che permetterebbe di supplire alle gravi carenze alimentari presenti in molte parti povere del mondo dove il riso è una delle principali fonti di sostentamento. Il beta-carotene è un precursore della vitamina A la cui carenza causa, si stima, la morte di 670 mila bambini sotto i 5 anni ogni anno.

 

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Quindi perché opporsi?

 

Secondo Wilhelmina Pelegrina di Greenpeace Sud-est Asia:

Le multinazionali spingono il Golden Rice come coltivazione di punta per aprire la strada ad altre coltivazioni OGM. La malnutrizione si combatte con diete più complete, un equo accesso al cibo e l’eco-agricoltura.

 

 

Una posizione antiscientifica secondo Richard Roberts, premio Nobel 1993.

Una posizione antiscientifica secondo Richard Roberts, premio Nobel 1993, che parla a nome di oltre 100 scienziati firmatari di una lettera aperta che invita Greenpeace a cessare l’opposizione all’introduzione del Golden Rice.

 

Siamo scienziati, usiamo la logica della scienza. È facile vedere come Greenpeace stia facendo danni e sostenendo posizioni antiscientifiche. Greenpeace sceglie deliberatamente di spaventare le persone per guadagnare più soldi a sostegno delle loro cause.

 

Una mossa commerciale, dunque, sulle spalle dei paesi poveri.

Su questo si basa la lettera aperta firmata dai premi Nobel che chiarisce un maniera diretta ed impietosa la posizione degli scienziati più importanti del nostro secolo su Greenpeace. Tra i nomi più famosi spiccano James Watson (scopritore della molecola del DNA) e Arno Penzias (scopritore della radiazione cosmica di fondo).

 

Ai leader di Greenpeace, alle Nazioni Unite ed ai governi di tutto il mondo.

Il programma Cibo & Agricoltura delle Nazioni Unite ha rilevato che la produzione globale di cibo avrà bisogno approssimativamente di raddoppiare entro il 2050 per soddisfare le richieste di una crescente popolazione globale. Le organizzazioni che si oppongono alle moderne tecniche di coltivazione, con Greenpeace in testa, hanno ripetutamente negato questi fatti e si sono opposte alle innovazioni biotecnologiche nell’agricoltura. Hanno fornito una rappresentazione ingannevole dei loro rischi, benefici ed impatti e supportato la distruzione criminale di progetti di ricerca sul campo già approvati.

Esortiamo Greenpeace ed i suoi sostenitori a riesaminare l’esperienza di agricoltori e consumatori in tutto il mondo con coltivazioni e cibi migliorati tramite la biotecnologia, a riconoscere i risultati di autorevoli istituzioni scientifiche ed enti regolatori e ad abbandonare la loro campagna contro gli OGM in generale ed il Golden Rice in particolare.

Enti scientifici e regolatori di tutto il mondo hanno ripetutamente e costantemente rilevato come le coltivazioni ed i cibi migliorati tramite la biotecnologia siano sicuri quanto quelli derivati da qualsiasi altro metodo di produzione, se non più sicuri. Non c’è mai stato un singolo caso documentato di conseguenze negative per la salute per gli esseri umani o per gli animali derivante dal consumo di OGM. È stato ripetutamente mostrato come i loro impatti ambientali siano meno dannosi, oltre che una manna per la biodiversità globale.

Greenpeace ha capeggiato l’opposizione al Golden Rice, che ha il potenziale di ridurre o eliminare molte delle morti e delle malattie causate dalla carenza di vitamina A (VAD, Vitamin A Deficiency), il cui impatto più grande ricade sulle popolazioni più povere in Africa e nel sud-est asiatico.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che 250 milioni di persone soffrano di VAD, incluso il 40% dei bambini al di sotto dei cinque anni nei paesi in via di sviluppo. Basandosi sulle statistiche dell’UNICEF, ogni anno si verifica un totale tra uno o due milioni di morti evitabili a causa della VAD, che compromette il sistema immunitario, esponendo i bambini ad un grande rischio. La VAD da sola è la principale causa della cecità infantile che affligge tra 250.000 e 500.000 bambini ogni anno. La metà di questi muore entro 12 mesi dopo aver perso la vista.

CHIEDIAMO A GREENPEACE di desistere dalla sua campagna contro il Golden Rice nello specifico e contro coltivazioni e cibi migliorati tramite la biotecnologia in generale;

CHIEDIAMO AI GOVERNI DEL MONDO di respingere la campagna di Greenpeace contro il Golden Rice nello specifico e contro le coltivazioni ed i cibi migliorati tramite la biotecnologia in generale; e di fare qualsiasi cosa in loro potere per opporsi alle azioni di Greenpeace e per accelerare l’accesso degli agricoltori a tutti gli strumenti della moderna biologia, in particolare ai semi migliorati attraverso la biotecnologia. L’opposizione basata su emozioni e dogmi contraddetti dai dati deve essere fermata.

Quante altre povere persone del mondo dovranno morire prima che tutto questo venga considerato un “crimine contro l’umanità”?

 

 

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venerdì 1 luglio 2016 - 12:06
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