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di Antonio Moro

Sono un vecchio lettore di Engadget, dei tempi in cui Royas, Block e Topolsky ne avevano fatto il blog più letto della rete. Negli ultimi anni Engadget è purtroppo rimasto al palo, ad aspettare qualcuno che sapesse come gestire un sito del genere decentemente.

Questa settimana, dopo anni, Engadget scopre l’importanza di avere una community e di fare registrare e interagire gli utenti. Incredibile.

:iani_facepalm:

Ryan Block  torna “a casa” e porta in dote tutto il lavoro fatto su gdgt.com (acquisito da AOL ad inizio anno e ora completamente fuso con Engadget) sotto forma delle nuove funzionalità appena aggiunte ad Engadget:

  • User Profiles (LOL!)
  • Forums + Q&A
  • Product Database

I post di presentazione del nuovo Engadget sono stati scritti proprio da Block mentre il sito cerca ancora ufficialmente un nuovo Editor-In-Chief, con Marc Perton (ex gdtg anche lui) che fa da “tappo” mentre si aspetta di capire chi verrà scelto per questo importante ruolo.

Tim Stevens potrà anche essere stato nominato “the nicest guy in tech” ma alla fine della fiera non ha combinato molto per Engadget nei suoi anni di “regno”.

Subentrato dopo l’abbandono del sito di Joshua Topolsky nel 2011 insieme ai migliori editor (Nilay Patel in primis) per fondare quello che poi è diventato The Verge, Stevens ha introdotto un sacco di novità compresa addirittura una fiera di settore (Engadget Expand) senza mai però lavorare davvero al sito.

engadget-logo-wireframe

Mentre la concorrenza creava prodotti come The Verge, Engadget rimaneva al palo, rimanendo un “semplice” blog che parla di tecnologia, con una struttura e una filosofia ancorata ancora ai primi anni duemila.

L’assenza delle feature che oggi Ryan Block annuncia arrivare su Engadget è a dir poco imbarazzante nel 2013.

Si vocifera che AOL abbia costretto Stevens a licenziarsi lo scorso luglio, non so se è vero, ma di sicuro in un modo o nell’altro il ritorno di Block e l’acquisizione dei contenuti e feature di gdtg sono una buona notizia per Engadget che, finalmente, si allinea un minimo alla concorrenza e comincia a fare sul serio.

Engadget era un tempo il blog più letto di internet per Technorati. Oggi è addirittura uscito dalla Top 50, piazzandosi al 51° posto.

The Verge è quarto assoluto al mondo.

:iani_kane:

Un epic win totale per Joshua Topolsky e il suo team che ancora non ha sbagliato una virgola su The Verge; un epic fail intollerabile per Tim Stevens che ora Ryan Block deve cercare di rimettere a posto. Ce la farà?

Ho già commentato molto male la nuova veste grafica di Engadget, veramente ad un livello imbarazzante per ora. Speriamo che il nuovo team sappia integrare al meglio le nuove funzionalità ed evolvere al versione online in qualcosa di più decente.

 

Engadget

 

Mi sembra di sentire le risate di Joshua Topolsky ad ogni release di una nuova versione di Engadget: proprio non ce la fanno, è incredibile.

 

 

 

 

Post Scriptum

Dopo anni che predico l’importanza di avere un proprio sistema di commenti e di non lasciarsi “abbindolare” dalle meraviglie di sistemi come Livefyre o Disqus se si vuole creare una community e non solo un bloggetto, ecco che oggi godo quando leggo Ryan Block scrivere nel post di presentazione del nuovo Engadget:

One small thing to note: our commenting tool (Livefyre) doesn’t in any way plug into your Engadget account. Not ideal, we know, but stay tuned.

Caro Ryan, ti sale la bestemmia oggi che hai profili, forum e product DB e tutti i commenti di anni e anni di centinaia di migliaia di utenti sono persi e non associati a dei profili tuoi, ma “regalati” prima a Disqus e poi a Livefyre. Altro Epic Fail colossale di cui puoi ringraziare Tim Stevens.

Il fatto che in quello stesso post inviti la gente a registrarsi al sito… è davvero allucinante.

:iani_unghie:

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19 Commenti

  1. Avatar di Strategeek Strategeek 22/11/2013 12:25

    Ma i commenti a Disqus non sono affatto regalati, si sincronizzano in wordpress :)

    • Avatar di itomi itomi 22/11/2013 12:48

      A livello di frontend non c’è alcun modo di linkare gli utenti di disqus con quelli di WordPress o di altre piattaforme simili, la sincronizzazione è utile per tenere uno storico dei commenti, ma non è quello che conta all’atto pratico.

      Se clicchi sul mio nome in questo commento arrivi sul mio profilo su LN, con le mie statistiche, gli articoli che ho scritto, puoi inviarmi un PM, ecc…

      Disqus e gli altri sistemi creano una community nella community, di cui tu non hai il controllo, se non in moderazione. Nessuno si iscrive ad un sito che ha Disqus come sistema di commenti, ci si iscrive ai siti per interagire e se l’unico sistema per interagire è commentare con Disqus… capisci che abbiamo già finito di parlare.

      Disqus e similari vanno benissimo per piccoli blog a cui non interessa fare community, ma solo avere un sistema di commenti che funziona bene in poco tempo.

      Se vuoi creare qualcosa di più complesso lasciarsi abbindolare da questi sistemi è solo controproducente alla lunga: tanto vale a quel punto usare i commenti di Facebook che offrono enormi vantaggi.

      • Avatar di Strategeek Strategeek 22/11/2013 14:16

        Vedi @itomi, tipi di comment system come disqus e simili, sono nati proprio perché la gente non si iscrive più… allora se hai uno spazio come il tuo qui su leganerd, l’idea di community attrae, già perché è una community vecchia, ma provare ad esempio ad aprire un nuovo forum oggi è da eroi… o sei davvero in gamba, oppure fai 3 iscritti ogni 6 mesi… :)

        • Avatar di itomi itomi 22/11/2013 14:34

          Bah è sempre stato così, anzi, una volta era peggio per certi versi: oggi hai mille sistemi di login che puoi usare per sveltire la registrazione agli utenti (facebook, google, twitter, ecc)… per il resto è chiaro che ci si registra per due motivi: usare strumenti o usufruire di contenuti… se non hai nessuno dei due non vedo perché dovrei registrarmi, a prescindere da “ieri” o “oggi” ;)

          • Avatar di Strategeek Strategeek 22/11/2013 14:44

            Sostanzialmente non sono pochi gli spazi che la pensano in questo modo! ;)

            • Avatar di Cia91 Cia91 22/11/2013 16:37

              Praticamente se non fosse per gli NSFW Leganerd avrebbe 3 iscritti.

      • Avatar di Strategeek Strategeek 22/11/2013 14:26

        Disqus e gli altri sistemi creano una community nella community, di cui tu non hai il controllo, se non in moderazione. Nessuno si iscrive ad un sito che ha Disqus come sistema di commenti, ci si iscrive ai siti per interagire e se l’unico sistema per interagire è commentare con Disqus… capisci che abbiamo già finito di parlare.

        Secondo me è un discorso sbagliato… =)
        Ci sono molti blog nel web che non hanno alcun interesse a fare iscritti nel proprio database, ma magari spingono di più le newsletter perché creano più conversione. Non dico che sia sbagliato il tuo modo di pensare, ma bisogna valutare gli obbiettivi di ogni progetto! :)

        • Avatar di itomi itomi 22/11/2013 14:38

          È chiaro che ci sono blog a cui non interessa creare community, ci mancherebbe. Per loro Disqus va benissimo. Ma se poi dopo un paio di anni ti viene in mente di crescere o fare altro… ;)

          Sulle newsletter via email non parlo perché sono assolutamente estremista, per me sono inutili o quasi, creano zero conversione. Anzi, zero punto qualcosa, scusa. ;)

          • Avatar di Strategeek Strategeek 22/11/2013 14:47

            Il punto è che in un certo senso si è andati indietro anziché avanti… mi spiego. Ora si punta tutto sui numeri fatti sui social, e da lì devono partire eventualmente le iscrizioni al proprio sistema per quelli veramente interessati. Un tempo si pretendeva la registrazione ai propri spazi a prescindere… poi dio pensa! =D

            Chi ha creato i social è stato bravo in questo… ha attratto tutti come una calamita, svuotando diverse community comunque molto popolari.

            Penso che tu abbia ragione in un certo senso, ma è una leggerezza che se ha buone idee puoi ovviare senza rimetterci troppo secondo me. =)

  2. avatar StErMi 22/11/2013 12:54

    Ormai da molto tempo il mio sito principale per tech e’ The Verge, non ci sono proprio storie e’ di una qualita’ troppo superiore rispetto alla concorrenza, sia dal punto di vista di articoli che di servizi offerti.

    Engadget e TC hanno perso quello che avevano prima e ci do uno scorgio giusto per essere sicuro di non aver perso nulla. Se ci fosse pure un The Verge per topic simili a quello di TC lo userei molto volentieri

    • Avatar di itomi itomi 22/11/2013 13:17

      AOL fail.

      • avatar StErMi 22/11/2013 13:44

        Come si chiamava quell’editor di Engadget che era spudoratamente un Apple fan boy e che faceva articoli a dir poco di parte? Ogni tanto tornavo su engadget giusto per leggermi un paio dei suoi articoli e farmi due risate.

        • Avatar di itomi itomi 22/11/2013 14:35

          MG Siegler? o forse scriveva solo per TC? mi confondo credo

  3. Avatar di vernaccia vernaccia 22/11/2013 16:07

    Il sito che seguo di più e che mi piace di più in ambito tecnologia invece ad oggi è Ars Technica, segue The Verge. Come articoli, appprofondimenti e copertura ebenti mi è sempre piaciuto di più.
    Engadget mai piaciuto, come Gizmodo, per dire.

  4. Avatar di aldamar aldamar 22/11/2013 16:29

    Vogliamo parlarne?

    http://i.imgur.com/2UEs4U7.png

    No vero?

  5. Avatar di stefano983 stefano983 22/11/2013 19:57

    A me “theverge.com” sta sulle balle.
    (Volevo rendervene partecipi)

    (è razzista definirlo un sito da “hipsters”?)

  6. Avatar di Marghen Marghen 23/11/2013 14:48

    Il design è imbarazzante a dir poco, ma soprattutto, il logo??????????? Vogliamo parlarne? Ma neanche a farlo apposta, sembra un tentativo venuto male di fare una specie di techcrunch, e soprattutto mi fa sbellicare l’immagine del logo su pseudo carta millimetrata come a voler dare un effetto come questo -> http://www.digitaltrends.com/wp-content/uploads/2013/05/Instagram-logo-details.jpg che però ovviamente è leggermente diverso proprio. Ma poi i banner pubblicitari? E’ una burla? Non gli conviene fare post di recensioni sponsorizzati con un chiaro bollo che lo rende lampante, in cui recensiscono o presentano prodotti PER le aziende facendosi pagare? Mi sembra molto più trasparente ed interessante come discorso no? Tanto a loro basta che ne parli, non devi mica fare una recensione falsa ad hoc..poi è chiaramente un argomento molto ampio e complicato..ma mi domando chi mai cliccherà quei banner!

  7. Avatar di Melampo Melampo 23/11/2013 22:15

    Engadget sono tornato a leggerlo solo di recente: scrivono davvero delle belle recensioni. L’unico appunto è che dovrebbero fare più videoreview, curare maggiormente quelle esistenti dal punto di vista grafico ed inserire voti numerici, in modo da potersi fare un’idea di come vari prodotti competano tra di loro.

    The Verge invece diventa ogni giorno più antipatico: al di là del fatto che probabilmente è di fatto il sito più pesante della rete come tempi di caricamento della pagina, a livello di contenuti lascia un sacco a desiderare. In generale qualsiasi cosa anche solo collegata a Microsoft è presentata in cattiva luce, mentre se Jony Ive sputa per terra parte l’articolo di venti pagine. Le tabelle riassuntive dei voti delle review, quelle con la sezione Ecosistema, Design ecc ecc sono solo numeri completamente causali.

  8. Avatar di Chaibli Chaibli 26/11/2013 16:03

    Engadget secondo me rende ancora dal punto di vista grafico, e concordo sul fatto che le recensioni dovrebbero essere più approfondite. The Verge mi sembra la versione c****na di Ars Technica, e non lo ho mai trovato particolarmente interessante, a parte la pesantezza del sito. Gizmodo lo trovo ridicolo. Comunque per le reviews vado sempre sul fido collega Galeazzi :)

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