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di David Galligani

Rosso e Nero - di David Galligani

Poiché sotto i lor duci ambo schierati
gli eserciti si fur, mosse il troiano
come stormo d’ augei, forte gridando
e schiamazzando.

(Omero,Iliade)

Una disfatta, una tragedia.
E un massacro.
I morti si contavano a centinaia, sia da un lato che dall’altro.
Per ore i due schieramenti si erano affrontati in un
feroce corpo corpo, senza tregua, senza pietà.
Protagonisti di una lotta dove era stato ribattuto colpo su colpo, dove si era lottato per ogni palmo di terreno, per ogni granello di sabbia.
E adesso sul suolo giacevano soltanto corpi straziati, arti strappati, feriti agonizzanti…

Sulla sommità della piccola collina si trovavano risorse
di fondamentale importanza per la sopravvivenza durante il rigido inverno e nessuno dei due eserciti, nessuna delle due famiglie regnanti, aveva alcuna intenzione di rinunciarci.
Chi avesse avuto la peggio nella battaglia sarebbe stato sconfitto non una ma mille volte, perdendo lo scontro odierno e indebolendosi per tutti quelli a venire.
Il nemico , le maledette “teste rosse”, genia crudele, violenta
e scaltra, si stava arrampicando velocemente sul fianco della collina.
Grazie al loro numero, non certo al loro valore né alla loro abilità nel combattere, le “teste rosse” erano riuscite a sopraffare la nostra avanguardia nella pianura e a conquistare la posizione.
Ma la guerra è guerra, e soltanto il risultato conta.
Comunque, non sarebbe bastato loro prendere la collina, avrebbero dovuto essere capaci anche di tenerla.

Alla fine, i nostri avevano retto il tempo sufficiente perché la loro morte non fosse vana.
All’ improvviso, dalla vegetazione alle spalle della retroguardia nemica apparve il resto del nostro esercito.
Preso alla sprovvista, il nemico tardò a reagire, mentre le corazze nere si gettarono nella mischia e cominciarono a imperversare facendo una vera strage.
E fu soltanto allora, che anche noi, il gruppo di riserva, ci unimmo allo scontro.
Presi tra due fuochi, gli odiati nemici cominciarono a cadere uno a uno… aver conquistato la cima della collina, sarebbe servito loro a ben poco se il grosso dell’esercito fosse stato sconfitto.
La battaglia fu cruenta, forse la più cruenta che abbia mai visto,
infatti per i nostri avversari, presi tra le due fila nemiche e la collina, le possibilità di manovra erano ridotte, e ancor più quelle di fuga, per cui la lotta fu senza quartiere.
Più volte dovetti proteggere una mia sorella minore, giovane e inesperta, che si trovava al mio fianco, da attacchi feroci e disperati.
Ma poco a poco avanzavamo, inesorabili.
Oh! Come sembrava vicina la agognata vittoria!
Ma il destino beffardo così non volle, e proprio quando stavamo
preparandoci a esultare, accadde l’ inaspettato…
La terra tremò.
Una, due, tre, quattro volte.
E poi… immensi magli cominciarono a calare dal cielo e a schiacciare tutto quello che si trovava sotto di loro.
E a risalire nuovamente, e nuovamente a discendere, in una furia implacabile.
Nubi di polvere si alzarono oscurando la luce del sole e impedendo
la visibilità.
La collina fu spazzata via, e con essa le preziose provviste.
Corpi vennero straziati e trascinati in aria dall’ immensa forza
dell’impatto.
Altri esplosero letteralmente, spargendo le proprie interiora tutt’attorno.
E poi venne l’acqua.
Un fiume d’acqua.
Un fiume che trascinò via tutto, amici e nemici.
Tentai di afferrare mia sorella più piccola, ma venne travolta da un’ondata e portata via.
A stento, nuotando con tutte le mie forze, riuscii ad aggrapparmi ad un ramoscello e a trarmi in salvo.
Perché accadeva questo? Forse gli Dei ci punivano?
Per la nostra violenza, per la nostra crudeltà, per il nostro egoismo?
O razza maledetta e scellerata, che uccidi i tuoi simili per un chicco di grano o perché di un altro colore, ecco il castigo che ti meriti e che gli Dei ti hanno riservato!

 

- Paolo! Cosa fai con l’annaffiatoio e cosa stai pestando ?
- Mamma mamma guarda! C’erano le formiche rosse e quelle nere che si stavano azzuffando per un pezzo di pane secco e allora…
- Ma guarda, ti sei inzaccherato tutti i pantaloni!
- Ma stavo facendo Godzilla!
- Smetti, subito! Entra in casa e vai a lavarti le mani, che tra poco andiamo a tavola.
Con la testa bassa e il broncio il bambino si diresse verso casa.
- Uffa… Non si può mai fare nulla…

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28 Commenti

  1. avatar marle481 3/9/2013 10:20

    Il finale è epico :res:

  2. Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 3/9/2013 11:01

    Quando è arrivata l’acqua ho immaginato proprio quello…

    • Avatar di ogeid3 ogeid3 3/9/2013 15:27

      Da piccolo usavo l’alcol, riempivo il flacone del vetril ed arrostivo i formicai. Metodo per niente simpatico, ma efficace.

    • Avatar di dgallig dgallig 3/9/2013 15:52

      Chi non è stato un po’ Godzilla da piccolo ?

  3. Avatar di Ross85 Ross85 3/9/2013 11:01

    +1

  4. Avatar di ogeid3 ogeid3 3/9/2013 11:19

    Mia sorella? Le formiche sono tutte sorelle!!!

  5. Avatar di bluesoul bluesoul 3/9/2013 12:22

    :fav: :D

  6. Avatar di Kappei Kappei 3/9/2013 12:55

    Bella storia :)

    Mi ha ricordato La Sentinella di Frederic Brown (ed altri racconti simili)

    • Avatar di dgallig dgallig 3/9/2013 13:19

      grazie :)

    • Avatar di SysReq SysReq 3/9/2013 13:55

      Vero, anche a me ha rammentato proprio Fredric Brown. :D E più precisamente questo: http://is.gd/TsdAYC
      Comunque ben scritto e sostenuto fino alla fine. :)

      • Avatar di dgallig dgallig 3/9/2013 14:21

        Ah ! Non lo conoscevo !
        Beh … molto meglio del mio :D

      • Avatar di Kappei Kappei 3/9/2013 14:30

        Bravissimo! Quando dicevo di altri racconti simili pensavo proprio a quello, ma non riuscivo a ricordare il titolo :)

        • Avatar di SysReq SysReq 3/9/2013 15:20

          Infatti non lo ricordavo manco io, ma ho gli ebook dei due volumi di tutti i racconti, e quindi viva il digitale e la velocità della ricerca! :D
          @dgallig, ovviamente non era per metterti in

          soggezione

          , eh. :) Il racconto è scritto molto bene, in più fa uso di quel trucco narrativo che ho sempre apprezzato (non a caso Fredric Brown ne era maestro, XD), e che mi piacerebbe tanto infilare anche nei miei (ahimè ancora futuri) racconti. Quindi tu continua a scrivere, già questo è essere un passo avanti. :D

          • Avatar di dgallig dgallig 3/9/2013 15:58

            Grazie :)
            Comunque questo era solo uno dei tanti esperimenti…
            Tra qualche giorno posterò qualcos’ altro .

  7. Avatar di ilaria89 ilaria89 3/9/2013 18:07

    +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 :fav: :)

  8. Avatar di Borgoth Borgoth 3/9/2013 20:12

    quando sono arrivati i magli ho capito che qualcosa non quadrava, ma pensavo più a un gioco (stile age of mythology per intenderci) con i poteri del player :D

  9. Avatar di Truth47 Truth47 4/9/2013 01:49

    :fav:

  10. Avatar di Frodo Frodo 4/9/2013 10:22

    Prima di leggere il finale volevo far notare

    Più volte dovetti proteggere una mia sorella minore, giovane e inesperta, che si trovava al mio fianco, da attacchi feroci e disperati.

    …ma dare un nome a questa sorella?! Alla fine mi son raccapezzato.

  11. Avatar di Avets Avets 4/9/2013 21:18

    La battaglia fu cruenta, forse la più cruenta che abbia mai visto,

    Io avrei messo un “ebbi” al posto di “abbia”. Il racconto è al passato, non ha senso passare al presente in quella proposizione imho.

    Per il rasto, bravo, bel racconto! :)

    • Avatar di dgallig dgallig 5/9/2013 04:37

      Buona osservazione!
      “Ebbi” però suona malissimo… “Avessi” è meglio direi.

      Grazie :)

      • Avatar di Avets Avets 5/9/2013 14:53

        Hai ragione, con quel “forse” ci va il congiuntivo, non l’indicativo. Meglio “avessi” anche da un punto di vista grammaticale.

  12. Avatar di GiuliusT GiuliusT 5/9/2013 01:06

    Chi avesse avuto la peggio nella battaglia sarebbe stato sconfitto non una ma mille volte, perdendo lo scontro odierno e indebolendosi per tutti quelli a venire.

    NA CAMBOGGIA!

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