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di Lorenzo Giol

La bottega dei suicidi

Provate a immaginare il futuro! Questa affermazione nel decennio passato avrebbe prodotto immagini di città 1000 anni avanti a noi, pulite e piene di verde, auto volanti e viaggi nel tempo.

Negli ultimi anni produce invece immagini collocate pressappoco fra 100 anni, di scenari post-apocalittici in cui pochi sopravvissuti tentano di rimanere vivi (magari braccati da zombie, che ci stanno sempre bene!).

Oggi Patrice Leconte accorcia ancora di più il tiro, mostrandoci un futuro distante da noi appena una manciata d’anni, in cui la crisi ha tolto all’umanità la gioia di vivere e in cui l’unica soluzione pare il suicidio. In una grigia città europea, l’unica attività commerciale che sembra prosperare è una piccola bottega che vende “rimedi alla vita”.

 

Realizzazione

la-bottega-dei-suicidi-locandina-italiana-259624I disegni hanno forme molto caricaturali e più indirizzate all’illustrazione che non all’animazione.

Tanto che la stessa animazione usa una tecnica che per i lungometraggi è parecchio inusuale: in pratica vengono disegnati su “fogli” separati i pezzi dei personaggi che vengono poi mossi deformando questi disegni unici come delle marionette.

A differenza dell’animazione tradizionale che ridisegna ogni istante del movimento. Per quanto sia uno stile d’animazione spesso dozzinale e utilizzato solo per brevi serie per la tv (un esempio su tutti è Peppa Pig), in questo film rende molto e aiuta l’atmosfera cupa e grottesca.

La regia è piacevolmente francese. Geniale per alcune situazioni in cui vengono incastrati i personaggi, come quella in cui Mishima, il capo della bottega, arraffa a fatica i soldi del cliente di turno sotto il suo letto di morte, mentre il poveretto di sopra fa sobbalzare il materasso nella foga di farla finita.

Per quanto molte di queste scene sarebbero risultate più efficaci perdendo un po’ più di tempo nella fase di studio.

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Storia

L’incipit della storia è molto interessante. Per quanto grottesco si lega all’attualità in un modo molto forte e questo aiuta ad entrare nella storia. Gioca grottescamente con la morte e lo fa davvero tanto, forse troppo, gli espedienti sono tutti belli, ma si susseguono per troppo tempo senza portare novità o evoluzioni alla storia, al punto che rischiano con l’andare del film di sostituire le risate con l’inquietudine.

Dato l’argomento trattato (la crisi che porta a spegnere ogni gioia di vivere ed andare avanti) ci si aspetta che la risoluzione porti argomentazioni solide e forti, ma ciò non succede. Non che finisca in maniera brutta o superficiale, ma data la profondità dell’argomento trattato ci si aspetterebbe un po’ più di profondità nella risoluzione.

Purtroppo è film pieno di canzoni spesso troppo lunghe anche per gli amanti del musical. Non che siano brutte, ma occupano davvero una grossa fetta degli 85 minuti del film.

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Personaggi

I disegni caratterizzano davvero molto i personaggi, tutti! Infatti nonostante sia pieno di comparse che entrano in bottega in una scena e in quella dopo “già non ci sono più”, i loro tratti sono sempre piacevoli e molto “macchiettosi”.

I protagonisti, con il loro modo gioioso di vivere le disgrazie, ricordano molto la famiglia Addams. I genitori in particolar modo. Dei tre figli invece sono studiati meglio il piccolo Alan (che è il protagonista) e Marilyn, la figlia femmina.

Il Giovane Vincent invece ha più l’aria di un personaggio aggiunto in seguito per “riempire” la famiglia.

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Conclusioni

In conclusione è un film che tocca un argomento attualissimo e molto coraggioso quale il “mal di vivere” senza tuttavia approfondirlo a dovere preferendo invece approfondire i modi di suicidarsi.

E non ne viene davvero tralasciato nessuno! Veleno, impiccagione, il colpo di pistola, il sacchetto in testa, le lamette, le catane…

Di un grottesco simile al burtoniano, ben supportato dalla fotografia eccellente (curata da vicino dal regista stesso per quanto riguarda le inquadrature) e dai disegni caricaturali.

Avessero tolto un po’ di spazio alle canzoni per lasciarlo allo sviluppo della storia sarebbe stata un’opera più completa.

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Videorecensione VRUFAICSss

 

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La bottega dei suicidi
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13 Commenti

  1. Avatar di jackjackjackjack jackjackjackjack 8/7/2013 15:38

    visto al cinema. non mi è assolutamente piaciuto. le canzoni sono davvero pessime, melense e mal doppiate. la trama (modificata rispetto all’originale infatti è l’adattamento cinematografico del romanzo Le Magasin des suicides dello scrittore francese Jean Teulè) arriva ad una conclusione idiota e fintamente buonista. agghiacciante il padre che prova (seriamente) ad uccidere il figlio e si ravvede dopo che lui lo fa ridere. PLIS.
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    due correzioni è Addams (non Adams) e il figlio mi pare si chiami “Alain” (alla francese).

    Concordo con il giudizio sull’animazione. davvero ottima e ben realizzata con un 2d profondo e adattissimo. forse l’unico punto positivo del film. ah, piccola nota, il film è stato boicottato perché visto come un inno al suicidio e per le scene di NUDO. si, nudo (GRATUITO, a mio modo di vedere e rasentante il fanfiction). in particolare: “In Italia il film è uscito in anteprima nazionale il 21 dicembre 2012 al Cinema Fiamma di Roma per poi essere distribuito in tutto il paese a partire dal 28 dicembre dello stesso anno. La sua uscita è stata accompagnata da non poche polemiche: la Commissione di Revisione Cinematografica aveva bollato la pellicola come vietata ai minori di 18 anni, scelta presa unicamente in Italia, scatenando così la reazione di Sandro Parenzo, proprietario di Videa C.d.e. Spa che si occupa della distribuzione del film, tuonando “ … A questo punto ritiriamo La bottega dei Suicidi. Questo divieto è assurdo. Abbiamo fatto su questo film delizioso, di un autore affermato, un investimento notevole, a questo punto lo ritiro, è bestiale, lo faremo uscire in Svizzera e quando sarà il momento in home video. Mi è passata la voglia. In questo paese ho dovuto assistere ad un pomeriggio domenicale in tv con la D’Urso che intervistava una persona che spiegava come aveva strangolato la nipote, senza scandalo per nessuno pur essendo le 15, questo film invece ha il divieto ai 18…”[2]. Dopo il ricorso presentato il divieto dei minori di 18 anni è stato prontamente ritirato.”

    boh, certo, era una critica inutile, sta di fatto che di sto film ne avremmo fatto a meno…

    • Avatar di PandaPoldo PandaPoldo 10/7/2013 21:57

      Se devo essere sincero io lo valuto più che positivamente. I dato più eclatante in questo senso è il disegno (innegabile come già scritto) che richiama a parer mio un capolavoro come il cortometraggio La Maison en Petits Cubes con atmosfere più sul versante burtoniano, un connubio che esalta l’atmosfera e non solo la bellezza del disegno. Insieme ai colori e alla contrapposizione spazi pieni-spazi vuoti dà un impatto visivo fantastico. Anche emotivamente lo trovo molto suggestivo con il paradosso suicidio-felicità (e vita-tristezza) che però nel corso del film si dimostra sempre più labile lasciando spazio a una caratterizzazione dei personaggi più completa laddove si trova la felicità anche in altro oltre che al suicidio e viceversa si trova tristezza anche nel suicidio. Si gioca molto su questi sentimenti e rimane di che pensare. Detto questo concordo sulle canzoni non splendidamente doppiate e ripetitive aggiungono poco al film e avrebbero dovuto curarle meglio. Poi vabbè direi altro ma ho già scritto troppo.. comunque l’ho apprezzato molto

      • Avatar di PandaPoldo PandaPoldo 10/7/2013 22:02

        Ah volevo solo esemplificare tutto il discorso velocemente: basta guardare il disegno del viso del padre (anche nell’immagine soprastante) se si copre la bocca e si guardano solo gli occhi è scontato interpretare come un’espressione triste (per colori lineamenti e pesantzza del tratto) se si fa il contrario non si avranno dubbi nell’interpretarla come un’espressione felice.. in una espressione si completa l’idea della lotta (e del sottile confine) tra felicità e tristezza.. lo trovo molto interessante

  2. Avatar di jackjackjackjack jackjackjackjack 8/7/2013 15:47

    e invece chiedo scusa. è giusto Alan. inoltre lascio un’altra “chicca” sul film tratta da wikipedia “I nomi dei personaggi si riferiscono a celebri personalità morte per suicidio: Yukio Mishima, Marilyn Monroe, Vincent Van Gogh, Alan Turing.” LOL

  3. avatar 33333 8/7/2013 16:23

    DA EVITARE.
    L’unica nota positiva è lo stile grafico. L’animazione è elementare ma potrebbe essere coerente con lo stile.
    Tutto il resto è una accozzaglia di banalità e idee già straviste incollate insieme con la coccoina. Non mi stupisco che sia stato vietato, non è affatto “delizioso” ma direi “disturbante”. I personaggi non riescono assolutamente a trasmettere empatia (moolto lontani dalla Famiglia Addams) mentre il nostro eroe (Alan) sembra un idiota cerebroleso che non fa che ridere a sproposito. Le canzoni sono proprio orribili e troppe.
    Decisamente si possono spendere ottanta minuti per fare qualcosa di più proficuo che vedere ‘sta roba. (Ahimè, per me troppo tardi).

    • Avatar di jackjackjackjack jackjackjackjack 8/7/2013 16:32

      “mentre il nostro eroe (Alan) sembra un idiota cerebroleso che non fa che ridere a sproposito.” 92 minuti di applausi.

  4. Avatar di Francesco Francesco 8/7/2013 18:24

    Visto l’anno scorso al cinema, una merda sotto quasi tutti gli aspetti, da evitare assolutamente.

  5. Avatar di turo91 turo91 8/7/2013 23:24

    Il libro merita qualcosa? Sopratutto merita gli 11 euro su amazon??

  6. Avatar di pazz99 pazz99 9/7/2013 14:42

    sapete quale sarebbe la soluzione alla crisi?la rivoluzione!!!!!non il suicidio

    • avatar 33333 9/7/2013 16:22

      Ma se, sottilmente e facendo sembrare il contrario, insinui questa pratica come una possibile via d’uscita governerai tante pecore depresse invece di scimmioni incazzati. Meno pericoloso.
      È chiaro che è un compl8.

  7. Avatar di SpiritedAway SpiritedAway 10/7/2013 11:07

    A me non è dispiaciuto…a parte le musiche che sono forse eccessive, io l’ho pure comprato ahah. :D

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