Recensione WALL-E #LegaNerd

Recensione WALL•E

Il pluripremiato film di Andrew Stanton (che conta tra i suoi 13 premi come miglior film d’animazione l’Oscar, il Golden Globe e il BAFTA) è il nono lungometraggio Pixar. Pur uscito nelle sale nel 2008 nasce nella mente del regista più di dieci anni prima.

L’idea infatti risale almeno al 1994. La Pixar aveva appena pubblicato il suo primo lungometraggio: Toy story, quando raduna le menti dell’azienda per decidere quale nuovo film mettere in produzione. È qui che Stanton propone per la prima volta il suo WALL•E, ma i tempi erano un po’ troppo acerbi, e la Pixar decide di puntare su qualcosa di più semplice (e più commerciale): A Bug’s Life.

Quando Stanton ottiene la regia di Alla ricerca di Nemo, torna alla carica con la sua idea di Wall-e ottenendo di realizzarlo e portandolo alla luce nel 2008.

 

 

 

Realizzazione

Si può dire che lo stile del film sia un mix tra realismo e cartoon. Scenari, oggetti e materiali sono spinti su uno stile realistico molto alto, ma le forme dei robot e la loro espressività è molto cartoon. Questo ha reso possibile il primo ed ad ora unico esperimento della Pixar di integrare riprese di persone reali all’interno dei loro film d’animazione. Per complicarsi le cose poi il regista ha inserito gli umani anche in forma cartoon ed è lodevole vedere come si integrino perfettamente sia le persone reali che quelle cartoon negli stessi scenari.

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Altro mix del film è quello tra futuro e passato. WALL•E è solo sulla terra dal 2105, eppure tra i cimeli che raccoglie troviamo VHS, vecchi televisori, cubi di Rubik, fruste per fare la panna a manovella… oggetti che già ad oggi sono etichettati come oggetti del decennio passato se non addirittura scomparsi come le VHS! C’è addirittura un cammeo di Pong, uno dei primi videogiochi della storia.

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Menzione va fatta per gli effetti sonori. Poiché buona parte del film è priva di battute Stanton ha voluto dare grande importanza al suono, chiamando tra le fila del progetto l’oscar agli effetti sonori di Star Wars Ben Burtt. Il quale ha iniziato a lavorare già durante la produzione del film impiegando un intero anno per riprodurre e registrare soltanto i suoni dei protagonisti EVE e WALL•E. Il protagonista ha suoni specifici per ogni parte del corpo: messa a fuoco delle lenti, compattatore, cingoli… Elementi come i cingoli hanno addirittura una gestione che prevede l’aggiunzione di effetti a seconda della velocità con cui si muovono. E il lavoro è stato complicato dal fatto che l’80% dei suoni del film nella realtà non esistono ancora. Così ci si ingegna per esempio a fare il suono di un laser percuotendo una molla tesa.

 

 

 

Storia

Per quanto riguarda la storia, se volessimo chiuderla in un macro gruppo oltre a quello fantascientifico la metteremmo in quello dei film ecologisti.

Per quanto il regista dichiari a gran voce di non aver voluto dare nessun tipo di morale al film, il modo in cui vengono sviluppati alcuni passaggi dice il contrario, in cima alla lista la battuta che il comandante fa dopo aver innaffiato una piantina. In questa scena anche la regia e la reazione teatrale del comandante caricano sul messaggio ecologista.

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Personaggi

eveI personaggi hanno subito uno studio maniacale: hanno forme semplicissime e sono spesso privi di tutto ciò che di solito in animazione tradizionale serve a dare espressività: la piega della schiena, la bocca, WALL•E non ha nemmeno la possibilità di deformare gli occhi, ma solo di ruotarli.

E nonostante ciò i personaggi sono ugualmente espressivi al massimo. Un azzardo che solo la Pixar poteva permettersi di affrontare uscendone vincitrice.

wall-e (1)Per quanto riguarda il design dei personaggi troviamo forti richiami alla Apple. EVE è al primo posto: il colore, le forme, gli indicatori luminosi sotto la scocca bianca… Gli manca solo la meletta in rilievo sul retro! I richiami alla Apple sono molteplici nel film, lo stesso WALL•E, nonostante abbia un design totalmente diverso, ha come suono di completamento della ricarica solare il suono del Mac all’accensione.

 

 

 

 

Conclusioni

In conclusione uno dei più grandi capolavori Pixar, anche se meno adatto ai più piccoli di altri loro lavori data la prima parte un po’ lenta (per quanto ben tenuta dall’esperienza di animazione e dalla comicità).

Completo, ben sviluppato nel filo narrativo, virtuoso in molti aspetti della realizzazione e privo di elementi lasciati in secondo piano.

Un film che si merita i premi che ha ottenuto, ma che da un punto di vista più da “pubblico” e meno tecnico risulta un po’ impegnativo per essere un film d’animazione e per molti diventa un film da non scegliere per una serata leggera sul divano.

 

 

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martedì 7 maggio 2013
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