
Con questo articolo inizia una serie di articoli che andranno a spiegare quali processi e quali scuole di pensiero hanno creato e trasformato, nel corso del tempo, la psicologia. In questo primo articolo sarò molto generale, andando ad introdurre i precursori di questa scienza.
I progenitori
Come, penso, tutti sanno la psicologia è lo studio scientifico della mente e del comportamento.
Ma da dove nasce questa scienza? I primi accenni a tali studi sono da ricercare nella filosofia, e nella fattispecie in Platone e Aristotele; i due filosofi furono primi a chiedersi come si formassero le capacità cognitive dell’uomo.
Platone sosteneva l’innatismo di tali capacità, mentre Aristotele sosteneva il concetto di “Tabula Rasa”, ovvero la mente vista come una tela bianca sulla quale venivano riportate le esperienze che andavano a formare l’individuo.
E’ dunque nell’antica Grecia che ha inizio un dibattito che è tutt’ora aperto.
Tutta via ancora non possiamo iniziare a parlare di psicologia dato che, queste teorie, erano frutto di considerazioni personali che non potevano essere verificate.
La scienza moderna
Come per ogni altra scienza degna di tale nome un contributo fondamentale viene dato da scienziati come Galileo, Keplero o Bacone grazie all’introduzione del metodo scientifico. La scienza, in generale, subisce così una radicale trasformazione, assimilando tre punti fondamentali diventando:
Empirica: si doveva studiare i fenomeni testimoniabili dall’esperienza; primato dell’osservazione.
Oggettiva: le osservazioni dovevano essere oggettive e pubbliche. Ciò significa che persone diverse, poste davanti alle medesime circostanze, devono compiere le stesse osservazioni.
Funzionalistica: ovvero finalizzata a scoprire le relazioni che legano le variabili.
Il positivismo ottocentesco
Il positivismo è una corrente filosofica, sociologica e culturale sviluppatasi nella seconda metà dell’ottocento. E’ in questo clima positivistico che inizia a svilupparsi la Psicofisica, la Fisiologia e la Frenologia.
La Psicofisica
Nasce ad opera di Gustav Fechner e Ernst Weber e si pone l’obiettivo di studiare tra stimoli fisici e la risposta del soggetto. Fechner e Weber postularono la Legge di Weber-Fechner e i concetti di soglia assoluta, quantità minima di stimolo da essere rilevato dai sistemi sensoriali, di soglia differenziale, il minimo cambiamento nell’intensità dello stimo affinché il cambiamento sia percepibile, e di tempo di reazione, ovvero l’intervallo di tempo che intercorre fra la presentazione di uno stimolo e l’esecuzione di una risposta.
La Fisiologia
Disciplina che studia il funzionamento degli esseri viventi. In questa disciplina il contributo maggiore alla Psicologia viene dato da Franciscus Donders. L’olandese introdusse il concetto di cronometria mentale, ovvero misurare il tempo che un soggetto impiegava a dare una risposta ad un determinato stimolo, concludendo che uno stimolo che richiedesse una sola risposta aveva tempi di elaborazione minori rispetto ad uno stimolo che richiedesse o più risposte o una risposta a scelta tra più possibilità.
La Frenologia
Nasce con Franz Joseph Gall, il quale sosteneva che determinate capacità sono situate in precise aree del cervello. Nonostante l’ovvia esagerazione dei frenologi, l’idea che il cervello si potesse suddividere in aree in base a capacità cognitive non è del tutto sbagliata.
I primi studi sul cervello
Come ho appena detto l’idea di fondo della Frenologia non era necessariamente sbagliata, e infatti a questo punto intervengono due neurologi: Paul Broca e Carl Wernicke; i due individuarono rispettivamente l’area di Broca e l’area di Wenicke, entrambe aree del linguaggio.
La prima è situata nella zona caudale del lobo frontale e, tendenzialmente, si dedica alla produzione della parola. La seconda è situata nel lobo temporale ed è dedicata alla comprensione del linguaggio.
I due neurologi danno anche il nome a due afasie, di cui potete indovinare facilmente il nome, che provocano deficit nei rispettivi compiti delle due aree.
Oltre a loro anche Pierre Flourens ha dato un importante contributo, asportando determinate aree del cervello per verificarne le conseguenze.
Conclusioni
Mi rendo conto di essere stato molto vago in questo primo articolo ma, come ho già scritto, vuole essere solo una introduzione.
Nel prossimo articolo verrà raccontata la “reale” nascita della Psicologia e delle prime due fondamentali scuole di pensiero, lo Strutturalismo e il Funzionalismo.


Pongo domanda: la psicologia è scienza?
Mi sembra che Feyman (ma potrei sbagliarmi) dicesse “Come è possibile che la psicologia ha tirato fuori una tale mole di teorie, studi e pratiche in così poco tempo?”.
E io mi chiedo quindi, ha ragione Feyman?
No perchè dal mio modesto pdv le scienze bene o male tendono a un punto di incontro, possono partire da assunti diversi ma pian piano le varie scuole convergono a una teoria verificabile.
Invece, per quel poco che so di psicologia, è un fiorire di teorie di tutti i gusti, chiunque si sente in diritto di dire la sua e di proporla come teoria per spiegare qualcosa.
Quine (uno dei pochi filosofi che sopporto) diceva giustamente che ogni teoria è sottodimensionata dalla realtà e che quindi possono esserci più teorie per una sola realtà ma, al contempo, ogni teoria valida deve spiegarla sta benedetta realtà.
La psicologia lo fa?
No perchè a me sembra un cicalecciare di persone che straparlano di teorie idiote e forzano le osservazioni a dar loro ragione, e ogni due per tre ne spunta un altro.
Detto questo, l’articolo mi è piaciuto.
Dipende. La psicologia poggia le basi nella filosofia, e agli inizi è stato più che altro un tripudio di teorie senza riscontro o teorie che, al momento, non si potevano dimostrare. La psicologia è, fin da subito, una scienza nel campo della Psicofisica e delle ricerche psicometriche e successivamente lo diventa con l’avvento del Cognitivismo, dell’informatica e delle tecniche di neuro-immagine. Fino ad allora lo studio sul cervello era “limitato” al tagliuzzare qua e là nella speranza di capire qualcosa.
Aspetterò i prossimi articoli.
Come detto parto un po’ prevenuto, forse anche perchè gli addetti ai lavori di solito non è che facciano un buon lavoro nel presentare quello che fanno.
In ogni caso, fosse anche solo filosofia sarebbe interessante
La fisica esiste a prescindere dai fisici, la psicologia esiste perchè ci sono gli psicologi..
E’ anche un po’ il mio pensiero ma sospendo il giudizio in attesa di ulteriori post, e preparo lo
La psicologia studia i processi cognitivi che esistono a prescindere dalla psicologia e dalla psicologi.
si ma sempre a livello interpretativo. Se cade una mela dall’albero puoi sapere velocità di caduta e blablabla, se la stessa mela la prendi in testa il processo cognitivo è diverso da persona a persona. Dico minchiate?
Si, il cervello funziona per tutti allo stesso modo. La memoria, le emozioni, l’elaborazione visiva, eccetera, funziona per tutti allo stesso modo. Certo, ci sono teorie che ORA non possono essere dimostrate, ma francamente penso sia piuttosto normale. Considera che non puoi prendere una persona e aprirgli la testa per vedere un po’ come funziona, puoi farlo con gli animali, ma avendo capacità così tanto inferiori alle nostre non ti serve quasi a nulla. La fisica non ha problemi etici “seri” contro cui scontrarsi.
Ciò che tu dici è giusto per la Psicanalisi e discipline simili, ma non è assolutamente un discorso che puoi generalizzare a TUTTA la psicologia.
Per voi injenieri senza quore, dirò che forse (dico F O R S E), la psicologia si può vagamente paragonare alla teoria delle stringhe: nessuno sa ancora se esistono e che modi di vibrazione & valori energetici abbiano qualora esistano, ciononostante si elucubrano comunque formule sempre più complicate (come dice Greene approssimazioni di approssimazioni) nella speranza di arrivare un giorno alla “teoria ultima”.
Anche nella teoria delle stringhe ci sono un sacco di “scuole di pensiero” diverse che hanno prodotto 5 principali teorie solo recentemente riunite nella M-teoria. Perchè in definitiva si spendono tutti sti sforzi se nemmeno un acceleratore di particelle grosso come il sistema solare avrà mai l’energia necessaria per individuare una ipotetica stringa? Perchè si spera sempre che a forza di produrre teorie (basandosi sempre e comunque su asserti che abbiano una corrispondenza con la realtà) si giunga un giorno a poter perlomeno osservare le conseguenze su un qualche sistema fisico osservabile dell’esistenza delle superstringhe.
E’ uno sforzo inutile? Forse. Ne possiamo discutere. Sta di fatto che finchè non si comincia a buttare nel calderone un (bel) po’ di opinioni diverse, non si riuscirà mai a tirare fuori “quella giusta”. Che non è necessariamente quella che spiega tutta, ma quella che, potendo essere direttamente riscontrata nella realtà (misurata, se preferite) potrà fungere da punto di partenza per un vero e proprio studio scientifico.
Mi sono appena esposto alla pùbica gogna, attendo il giusto et doveroso supplizio
Secondo me dovresti mettere qualche data per renderlo molto meno vago, così non rimane in testa..
Aspetto gli altri, ma non aver paura di farli troppo lunghi!
Per ora voleva essere solo un’infarinatura senza troppe date/nomi, dal prossimo ci saranno
Fidati di @bettons è un esperto di articoli fiume, e li abbiamo apprezzati tutti
17 articoli di cui 13 select… chapeau.
Mi fido mi fido!
Nel tuo progetto rientra anche la psicoanalisi e Freud?
Nì, per ora preferivo dare spazio alle maggiori scuole di pensiero; Freud per ora figurerà solo come comparsa in un eventuale articolo sulle maggiori teorie dello sviluppo.
Favvo e leggo con calma dopo. Cmq gLande!
lol…ma solo a me ha fatto specie questo pezzo? ^^ comunque avanti! dai che la settimana prossima son a Jakarta e articoli fighi sulla lega mi serviranno per tenermi compagnia nelle notti insonni post jetlag….^^
Btw @ICappellaioMatto mi interesserebbe sapere anche cosa ne pensi in generale sulla “legittimità” per così dire delle teorie psicanalitiche. Se cioè ritieni che siano una massa di stronz@te senza capo nè coda o se invece ritieni possano avere una loro utilità. Io da junghiano fricchettone dilettante ovviamente le sostengo, ma ho i miei bravi dubbi su taaaante cose quindi qualunque cosa tu pensi premetto che non sono qua per trollare ma sinzeramente interessato.
Francamente non ho mai dato troppo peso alla psicoanalisi – non essendo il campo che mi interessa – credo comunque che certe teorie abbiano una loro validità, specialmente in campo terapeutico. Resto comunque molto scettico a riguardo, specialmente sulle teorie più datate.
Che cosa curiosa, proprio oggi stavo guardando su youtube una puntata di caffè filosofico dove si parlava di Freud e Jung. Sono un neofita della materia e siccome sono figlio obbediente del metodo scientifico inculcatomi dai miei studi attendo con ansia che qualcuno mi parli a che punto siamo arrivati nella comprensione della nostra psiche, se i concetti (come suppongo) di Conscio e subconscio siano validi e magari anche l’efficacia che hanno le varie tecniche psicoanalitiche, cognitivo-comportamentali e via discorrendo
Spero che dai tuoi articoli avrò qualche risposta, per intanto ti ringrazio credo che mi saranno utili a colmare queste mie curiosità.
Una domanda così a bruciapelo, vi è una definizione precisa di equilibrio mentale ? Oppure si ritiene che sia qualcosa con ampi margini di esistenza?
Do il mio contributo alle vostre nerdose perplessità:
Allora, esistono 3 filoni della Psicologia (per lo meno i 3 principali)
1)Psicologia scientifica, anche nota come Psicoscienza [neurologia, psichiatria, frenologia, risonanze magnetiche funzionali qua e là, tomografie cerebrali ad emissione di positroni (PET), comportamentismo, fisiologia cerebrale... insomma, tutta roba misurabile e dimostrabile. Niente seghe mentali e difficilmente applicabile nella vita reale.]
2)Psicologia pratica, anche nota come Psicotecnica [Ipnosi, rilassamento guidato, psicodramma, tecniche per ricordarsi date e numeri a dismisura, induzione in stati di trance di varia profondità, placebo, nocebo, suggestioni varie... insomma, tutta roba pragmatica, artistica e fattibile da chiunque, non solo da chi possiede una laurea in psicologia, anzi spesso la usano i ciarlatani che dicono di guarirti con i cristalli di quarzo magico ed invece stanno usando tecniche di suggestione mentale. La usano i monaci Shaolin quando si concentrano per non sentire il dolore e la usa vostra madre quando vi dice "rilassati, fai un respiro profondo" prima del vostro esame universitario. E' la psicologia usata nella vita reale, non si fa seghe mentali e non gliene frega niente di essere misurabile e scientifica, "basta che funzioni".]
3)Psicologia analitica, anche note come Psicoanalisi (plurale) [Sono un misto di filosofia, letteratura e seghe mentali. Sono quelle che ti dicono che se oggi hai lasciato la luce accesa in cucina vuol dire che tua madre da piccolo ti trascurava, oppure che se ti piace il gelato è perchè ti piace il pene... non è assolutamente scientifica, non è molto applicabile alla vita reale perchè è interessata a fornire spiegazioni dei vostri problemi (a volte anche poco plausibili) piuttosto che rimedi. La usano Freud e la maggior parte degli psicologi che fioriscono freschi freschi di corsi post-laurea]
Inoltre c’è da dire che nelle università si studia per il 90% la prima e per il restante 10% la terza. Ed i laureati una volta finita l’università usano nel 95% dei casi la terza. ITALIAN NONSENSE -.-
Io non sono un fresco laureato di psicologia, nè ho interessi “di letto”
… condivido che la psicologia analitica (quella che conosco io: Freud, Jung) faccia uso di immagini suggestive e spiegazioni metafisiche per produrre un pensiero coerente su come individuare e guarire certi disturbi. Ora dato che a me paziente interessa star meglio, poco mi importa se devo andare dall’alchemico di turno che mi fa un’aspirina senza sapere come, piuttosto che da un bravo chimico che si fa le menate sugli atomi o di quanti costituenti è composta una mole di un dato composto ma che si fa domande su come è fatta l’aspirina come misurarne gli effetti ecc… Voglio dire abbiamo utilizzato l’elettromagnetismo pensandolo fatto di ingranaggi, carrucole e pulegge (e tra questi c’era anche il buon Maxwell eh, mica bau bau micio micio). Con questo voglio dire che sì la scienza è l’unica vera risposta per questioni mediche, cliniche e analitiche, ma in mancanza di queste possiamo utilizzare nel frattempo cose che funzionano anche senza saperne il motivo (vedi Psicologia pratica). Sul fatto che la psicologia analatica, derivata da freud jung e compagnia bella, ha una percentuale di successi significativi quanto meno nello short-term lo dicono degli studi sistematici. Non me ne vorrai se questi studi sistematici che cito li ho trovati su Wikipedia che non è esattamente una fonte autorevole, ma se puoi portare un contradditorio valido sono pronto a falsificare la mia tesi.
Nonononò, non fraintendermi, non ho affatto detto che le Psicoanalisi non funzionano o non ottengono risultati, forse mi sono espresso male, ho detto solo che sono più interessati a trovare la causa invece della cura e che queste spiegazioni che forniscono non sono scientifiche, ovvero non sono provabili con i 3 criteri su cui si basa la scienza (Falsificabilità, Ripetibilità e Intersoggettività). Che ottengono dei risultati questo è fuori discussione. Solo che è lecito chiedersi se questi risultati sono dovuti al metodo in se o alla psicotecnica che usano per relazionarsi con il paziente. Tanto per fare una metafora, la cura potrebbe non essere la pillola ma il semplice atto di inghiottire!
Eccolo, secondo me il vero nocciolo della questione è questo. Anche i miei dubbi sulla psicanalisi nascono dal non sapere come e perché funzioni, e l’ultima frase riassume alla perfezione il concetto.
Motivo in più per fare come faccio io e provare a laurearsi in Neuropsicologia :rotfl:
Anche io punto alla neuropsicologia <3
ma voglio padroneggiare anche l'ipnosi e le tecniche ad essa affini!
Giuro che io in 4 anni di psicologia non ho mai sentito di questa divisione,hai centrato forse la prima categoria.
Non è farina del mio sacco. Sì è vero, non è una divisione che ti insegnano all’università, anzi ti fanno erroneamente credere che la Psicologia sia una cosa sola e che sia un misto di Freud, Biologia, Aristotele, Psicometria e Neurochimica. Queste divisioni le trovi qui http://feliceperussia.it/SchedaMemoriaPsicotecnica.html
PS: è il mio professore universitario, ex preside dell’università di torino e riconosciuto psicologo di alto livello
Sarà anche in cima, però come webmaster sembra mia nonna
e poi quella foto altezzosa… come la dice lunga…
A ognuno il suo campo!
fotografie e nozioni di web penso non siano proprio cose che gli competano hahahaha però conta che ci sono professori universitari che sanno a mala pena accendere un computer, quindi meglio non essere troppo severi hahahah
Forse ha quell’aria altezzosa per il risultato informatico allora
Hahahahahhaha può darsi
In pratica la psicoanalisti sta alla psicologia come l’architettura sta all’ingegneria?
La suddivisione fatta da Linton mi lascia quanto meno perplesso, ma lascio l’eventuale risposta a che ne sa più di me.. C’è comunque da dire che ce la possiamo smenare una vita con assoni, impulsi elettrici, neurotrasmettitori e quant’altro ma con questi elementi si arriva fin li: magari un domani ti riprogrammerano il cervello come in Dollhouse o risolveranno tutto con la chimica, nel frattempo la psicologia e la psicoterapia rimangono gli unici sistemi per affrontare i problemi e le difficoltà di migliaia di persone, e per di più funzionano.
Certo se ti sei sorbito i discorsi della squinzia al primo anno di università per limonare magari hai sentito un sacco di vaccate, se poi come me te la sei tenuta fino alla laurea + specializzazione + 2 master allora ti assicuro che il discorso diventa interessante.
Per limonare ho sopportato anche i deliri delle complottiste
Sprezzante del pericolo, direi
Doesn’t matter, Had sex
Ti incollo la risposta che ho dato a Delfo:
Non è farina del mio sacco. Sì è vero, non è una divisione che ti insegnano all’università, anzi ti fanno erroneamente credere che la Psicologia sia una cosa sola e che sia un misto di Freud, Biologia, Aristotele, Psicometria e Neurochimica. Queste divisioni le trovi qui (che per inciso è il mio professore universitario, ex preside dell’università di torino e riconosciuto psicologo) http://feliceperussia.it/SchedaMemoriaPsicotecnica.html
Thanks, proverò a farmela spiegare
Non so se sono l’unico a pensarla così, ma avendo avuto a che con una psicologa (e non perchè ci sono andato in terapia, ma perchè era la mia ragazza anni fa) mi sono fatto una mia personale idea così riassumibile: “Non si può studiare una chiave inglese con una chiave inglese”.
Penso che non si possa analizzare il cervello CON il cervello come fa la psicanalisi, ma al massimo vedere “cosa c’è di rotto” che è quello che fa la psichiatria.
Opinione da ingegnere, forse…
Io invece a forza di leggere le vostre opinioni sto cominciando a pensare che un ignegnere non potrà mai capire nemmeno cosa sia la psicanalisi esattamente come un pipistrello non potrà mai capire cosa siano i colori (o come un uomo non potrà mai capire come siano gli ultrasuoni o gli ultravioletti se è per questo).
Per relazionarvi col mondo usate schemi di ragionamento che devono necessariamente escludere tutto ciò che non è meccanicamente prevedibile. Ma attenzione! Un fenomeno non meccanicamente prevedivile non è necessariamente non scientificamente dimostrabile!
My 2 cents.
Attento, che se parti così arrivi a dire “Voi scienziati non potete capire dyo perchè esula dai vostri schemi”.
No, cazzata, il metodo scientifico vale sempre e comunque, quando gli psicanalisti mi porteranno un bell’articolo su Nature di causa effetto delle loro puttanante allora va bene, fino a quel momento possono infiocchettarle finchè vogliono ma puttanate restano.
Ho appunto detto “non meccanicamente prevedibile”, che non significa “non scientificamente ripetibile e dimostrabile”. Il metodo scientifico funziona eccome perchè gli effetti sui pazienti vi sono e sono all’incirca sempre gli stessi. Semplicemente non è un metodo accurato al 100% perchè ci sarà sempre una minoranza che non risponde al trattamento. Ma te sei veramente convinto che un sisttema da stregoni come tu pensi che sia sarebbe stato accettato (ormai da decenni) dalla medicina? Dalla M-E-D-I-C-I-N-A, non da una setta di scientology o da un gruppo facebook eh.
(non perchè tu sia cretino, ma perchè non sono abbastanza buono da spiegarlo come si deve eh
).
Cmq fondamentalmente la discussione è a un punto morto, se non avete mai avuto problemi psichici di sorta non potrete capire minimamente l’importanza della psicoterapia. Per voi tutto è un meccanismo a orologeria che deve rispondere alle vostre previsioni o non è degno di essere preso in considerazione. Peccato che la psiche sia tutto meno che questo e il fatto stesso che diversi metodi analitici funzionino dimostra che è la vostra visione positivista ad essere in errore.
Ora farai un commento dove stroncherai buona parte di ciò che ho scritto e va benissimo, dal momento che il tuo sistema non ti consente di concepire minimamente il mio pdv. Io potrei mettermi a parlare del concetto di Ombra e non la finiremo più, ma non ho voglia.
Io direi: aspettiamo l’inevitabile pippone di articolo scritto dallo strizzacervelli di turno e poi “al mio segnale scatenate il flame”
Come detto ad esempio ho capito emglio la distinzione tra psicoanalisi e psicologia, quello che perplime me è che in psicolanalisi (almeno ho imparato a usare i termini giusti
) ognuno può dire la sua cazzata, uno cita una scuola, uno l’altra, uno dice che volevi scoparti tua mamma (ma quando mai qualcuno l’ha voluto!?!?) l’altro che tuo padre ti trascurava etc. etc. etc.
il mio fedele
e si dia via al
Prove? meh.
Tra l’altro a me piacciono le neuroscienze
Cmq aspetto gli altri articoli, preparo i
Due personali considerazioni/riflessioni:
1) le c.d. “scienze sociali” sono cosa ben differente dalle “scienze naturali” e tentare di applicare criteri, metodologie e prassi delle une alle altre mi pare un errore grossolano, così come considerarle prive di valenza ed efficacia;
2) a volte ho l’impressione che vi sia verso codesta fantomatica “Scienza” (intesa come quella con solide basi matematiche, teorie rigorosamente falsificabili etc. etc.) un atteggiamento più fideistico che, per l’appunto, scientifico, tentando di darle una valenza che non ha e di farle coprire e regolamentare ambiti della vita umana che niente hanno a che vedere con essa;
Le cosidette “scienze sociali” allora non sono scienze.
Postulare a posteriori siamo tutti campioni e non serve.
Una cosa per essere utile deve essere replicabile e deve dar supporto a una teoria.
Altrimenti è fuffa.
Io non ho fede nella scienza, la scienza non mi chiede di “credere” mi dimostra che ha ragione.
Il bello della scienza è che è vera anche se non ci credi (cit.)
Ok, possiamo discutere anche sull’ampiezza semantica del termine “scienza” (che per inciso è utilizzato per coprire una porzione vastissima delle attività umane) oppure (ed è quello che farò ora per semplicità) accettare la restrizione di significato che applichi tu al termine. Rimane comunque la domanda per tutti gli ambiti in cui il metodo “scientifico” è e rimarrà inapplicabile: è legittimo considerare le discipline che trattano tali ambiti vuote e prive di fondamento e di efficacia? Per me ovviamente no, e sono francamente curioso di capire come la vede e come si pone in questi casi chi è sostenitore di quello che per brevità possiamo definire “metodo scientifico rigoroso”.
Il problema è tracciare una linea.
Il metodo scientifico fa acqua? può anche essere ma per ora è la migliore linea di demarcazione tra ciò che produce conoscenza e ciò che non lo fa.
Quando sento che certe discipline non dovrebbero essere soggette al metodo scientifico mi sta anche bene, ma poi non devono menarsela da cose scientifiche, tutto qui.
Ad esempio non pretendo che la letteratura sottenda al metodo scientifico, ma la letteratura dice chiaramente: “io sono soggettiva”.
Quidni se qualcuno mi parla di scienze sociali allora che si comportino da scienza se no parliamo di “soggettiva sociale” e mi sta benissimo.
Poi non fraintendermi, tipo a me la sociologia piace, ma tra dire “in caso di minaccia le popolazioni si comportano in media così” con un adeguato background statistico mi sta bene.
Se mi dicono in caso di minaccia le popolazioni si comportano in media così perchè volevano scoparsi la mamma da piccoli” mi sta un po’ meno bene.
Scusa la verbosità, volevo essere sicuro di spiegarmi decentemente..
Np leggo sempre tutto se ben argomentato
In sostanza, in ambiti dove i criteri non sono rigorosi mi riservo di volta in volta una valutazione, il che è sensato. Personalmente da questo punto di vista non vedo poi così tanta differenza tra la sociologia e la psicologia, se non altro perchè anche l’interpretazione qualitativa di una tonnellata di dati statistici in ambito sociologico riporta allo stesso problema di metodo: a partire dalla regressione lineare in poi rischio di beccare cantonate paurose senza la possibilità di un esperimento ad hoc per confermare o smentire il tutto.
Cmq “menarsela da cose scientifiche” mi ha fatto ridere assai
Esistono risultati scientificamente dimostrati dell’efficacia delle psicoterapie(la psicanalisi,ovvero Freud Es Io Super-Io Edipo blabla,è solo una psicoterapia).
Esiste la psicometria. Esistono programmi informatici che rendono “analizzabili matematicamente” ogni dialogo di ogni seduta.
Il fatto che tu non creda alla psicanalisi è assolutamente plausibile ma la psicanalisi è solo una delle migliaia di scuole terapeutiche(in ordine sparso:cognitiva,familiare,psicodramma,comportamentale,etnopsichiatria,adleriana,placebo ecc).
Oltretutto esiste un principio imprescindibile(scientificamente provato) della psicoterapia,il cosiddetto “verdetto del dodo”, secondo cui ogni psicoterapia è ugualmente efficace. Sta al paziente decidere quale scuola, quale terapeuta,quale setting può essere a lui più congeniale,di conseguenza se tu non credi nella psicanalisi semplicemente non vai da uno psicanalista.
Perdonami : mi faresti un esempio di “fenomeno non meccanicamente prevedivile che è scientificamente dimostrabile” ?
(se non mi sono perso con tutti i “non” della tua ultima affermazione)
Solo Sheldon Cooper e la madre di Leonard possono essere ben spiegati dalla psicologia scientifica. Cioè non starebbero stretti nella riduzione che questa impone.
Il resto delle persone vorrebbe essere compresa.
La distinzione tra capire e comprendere ha un senso preciso, che ora non snocciolo, la distinzione si applica a molti ambiti ed è sull’asse generale del descrivere//spiegare , raccontare//insegnare, metodo ermeneutico//metodo scientifico, scienze della spirito//scienze dello natura, particolare//generale..arte//scienza.
Per il resto della rassegna, rimango in agguato, anche qui non si fa riferimento alle teorie senza sbarre di ferro, vedremo..