Recensione Sony HMZ-T2

Sony HMZ-T2

Quando per la prima volta ho sentito parlare di un visore portatile, indossabile come un caschetto e con funzionalità 3d, capace di simulare uno schermo da 750 pollici davanti ai miei occhi ho subito pensato che doveva essere mio.

La mia mente ha cominciato ad immaginare di poter giocare ad Halo combattendo contro un elite gigantesco o di poter guardare The Avengers come se fossi al cinema senza dovermi preoccupare di quel giocatore di basket col cappello che trovo ogni volta seduto nel posto davanti al mio… e per di più senza dover uscire dalla mia stanza isolandomi completamente da ogni contatto esterno. Il top.

Ora, al di là dell’utilizzo che vogliate farne, questo prodotto della Sony (già alla sua seconda versione, il 20% più leggera del suo capostipite) che porta un nome invidiabile per un nuovo modello di Terminator, è piuttosto interessante.

Sony hmz-T2

Il funzionamento è molto semplice: si collega l’unità centrale (uno scatolotto nero grande circa come una psOne) tramite un cavo hdmi ad una qualunque sorgente, ad esempio l’xbox o il decoder di Sky, ed il visore vero e proprio all’unità centrale tramite un cavo proprietario fornito da Sony; una volta effettuata questa semplice operazione si è pronti a godere di uno schermo enorme davanti ai nostri occhi grazie ai 2 pannelli oled con risoluzione 1280 x 720 semplicemente indossando l’HMZ-T2, ma è qui che iniziano i problemi.

Non è affatto facile trovare una posizione confortevole

Già perché, nonostante le diversi possibili regolazioni, non è affatto facile trovare una posizione confortevole; il prodotto tende a portare tutto il suo peso sul naso dell’utente o sulla sua fronte dove per fortuna sono posizionati dei cuscinetti intercambiabili per rendere più sopportabile l’utilizzo.

Tuttavia per rendere più chiara la situazione vi dico solo che dopo aver usato il visore per un’ora la mia fronte sembrava quella di Tenshinhan, avendo io una specie di terzo occhio stampato nel mezzo.

Superato questo scoglio lo si deve accendere e regolare la messa a fuoco delle lenti tramite delle levette manuali poste nella parte bassa; a differenza della prima versione in questo HMZ-T2 ogni lente è regolata singolarmente e si può quindi trovare una visione adatta alla propria vista.

Io indosso gli occhiali, non ho trovato particolari difficoltà ad usarli assieme al visore ma, diciamocelo, non è certo il massimo.

Una volta compiute queste operazioni (20 minuti circa) si accede al menù interno tramite la freccia direzionale e i pulsanti integrati nel corpo del visore dove si possono regolare vari parametri, da quelli di visualizzazione a quelli audio.

Quest’ultimo aspetto è piuttosto interessante poichè il prodotto ha un sistema di diffusione interno che riproduce un audio surround 5.1 ma lascia la possibilità a chi possiede delle cuffie esterne di usarle in contemporanea.

In questo modo l’utente ha davvero la sensazione di essere uno dei Daft Punk  ha maggiore libertà di personalizzazione.

Vengono inoltre forniti dei supporti di gomma rimovibili per limitare le infiltrazioni di luce esterna; tuttavia a meno che non lo usiate in un ambiente completamente buio avrete sempre anche questo tipo di fastidio… ma potete anche vederlo come un sofisticato optional per farvi capire se è giorno o notte nel mondo reale che vi circonda.

Sony HMZ-T2

 

Arriviamo al dunque. Come si vedono i contenuti multimediali su questo Hmz-t2?

E’ davvero come essere al cinema… ma con una maschera da sub indosso.

Diciamo che è davvero come essere al cinema… ma con una maschera da sub indosso. Sembra davvero di vedere uno schermo da 750 pollici da una distanza di 20 metri, con un’ottima definizione delle immagini a centro schermo e tonalità di nero molto profonde ma si ha sempre la sensazione di una visione un po’ “ovattata”.

I dettagli negli angoli possono talvolta apparire sfocati (questo può essere causato ad esempio da uno spostamento del visore rispetto alla testa dal momento che non è sempre ben fissato) e dopo un’ora di utilizzo è necessaria una pausa per l’affaticamento che provoca sugli occhi.

L’effetto 3d a parer mio è buono, ma non eccezionale, grazie soprattutto al fatto che ogni occhio gode di un suo schermo dedicato,rendendo quindi l’effetto più naturale ed immersivo rispetto ad un comune tv 3d. Dimenticatevi comunque l’effetto “bucaschermo” tipico delle sale cinematografiche più attrezzate, per quello c’è ancora da lavorare.

Quindi a tutti coloro che sono attratti dall’acquisto voglio precisare che il prodotto non garantisce un effetto “lo indosso ed entro in Matrix” ma solo una visione da “ultima fila di poltrone al cinema” con lo svantaggio che al cinema ci dovete andare da soli.

Già un’ovvia considerazione è che L’hmz-t2 si presta ad un utilizzo esclusivamente singolo alienandovi completamente da ogni stimolo esterno e, considerato il prezzo di circa 1000 euri,è un regalo piuttosto costoso da farsi.

Con una cifra del genere si possono comprare tv plasma da 50″ (anche se mi rendo conto che sono due prodotti comprati con scopi diversi) o chessò uno Han Solo nella carbonite in scala 1/1

 

 

Sony HMZ-T2

 

Che cosa mi piace

L’originalità e il fascino di un oggetto futuristico (o retrofuturistico?) che mi permette di apprezzare immagini di dimensioni enormi e di qualità piuttosto buona anche in 3d, compatibile con qualunque sorgente video hdmi e che simula un mio piccolo cinema personale senza dovermi alzare dalla sedia e senza bisogno di particolari strumenti o spazi.

 

 

Che cosa mi fa incazzare

L’elevata scomodità riscontrata durante l’utilizzo, tale da precludere un uso prolungato o comunque piacevole del visore, le infiltrazioni di luce esterne che impediscono di godersi appieno l’esperienza video la quale non è sempre immersiva e pulita come promesso. Il prezzo elevato per un prodotto sicuramente di nicchia ma non ancora maturo.

Infine il piccolo dettaglio per il quale se inclino la mia testa di lato inevitabilmente si inclina anche la posizione del mio megaschermo personale, facendomi capire come deve essere stata la sala cinema all’interno del Titanic.

 

 

 

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mercoledì 16 gennaio 2013
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