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C’è un grande drago verde, che ti toglie le speranze…

Parte prima, l’età dell’innocenza


Era il lontano 1981 quando, a Natale, mio padre ci portò l’Intellivision della Mattel.
Reduce da ore di divertimento con il Pong, in cui dall’alto dei miei 4/5 anni riuscivo anche a vedere i “giocatori” in quelle stanghette verticali, la grafica di questa nuova consolle mi strabiliò in modo incredibile.

Dopo neanche un mese, in un negozio di videogiochi, vedemmo esposta una cartuccia dal nome interessante. Il gioco si chiamava “Advanced Dungeons & Dragons”, che mio fratello di nove anni tradusse come “Avanzare, pericolo e draghi” (beh, sì, il nostro inglese non era granché ai tempi).
Da subito fui colpito dalla grafica e dalle animazioni di questo gioco, nonché dagli effetti sonori che generavano un’atmosfera inquieta, soprattutto il “ruggito” dei draghi.

Avevo appena compiuto il mio primo passo nel mondo dei giochi di ruolo.

Parte seconda, la pre-adolescenza


Circa quattro anni dopo, alcuni miei amici mi mostrarono un nuovo tipo di gioco da tavolo, chiamato “Dungeons & Dragons”, in cui si potevano vivere avventure ogni volta differenti, e si poteva decidere di affrontarle con diverse classi, non solo l’arciere del gioco per Intellivision.
Fui affascinato da questo gioco, ma per quanto implorassi mio padre, non ne voleva sapere di comprarmelo (al tempo era disponibile solo attraverso un paio di negozi specializzati, e costava un tantinello troppo per un padre di tre figli con uno stipendio da impiegato).

Non potendo averlo tutto per me, iniziai a fantasticarci sopra giocando con i mattoncini LEGO, e immaginandomi che alcuni omini fossero maghi, altri guerrieri, ed alcuni orchi. I draghi cercavo di realizzarli con i mattoncini stessi.

Arrivò poi, nel Natale del 1986, il fido Commodore C=64, che mi accompagnò fino ai tempi delle scuole superiori. Su questa nuova, incredibile macchina, la grafica era ormai così realistica che non ebbi più bisogno della fantasia, tutto era lì dinanzi a me.
Parallelamente alla mia carriera ludica sul C=64 iniziò, dapprima saltuariamente e poi con maggiore costanza, la mia carriera di lettore di ZZAP!.

Sulle pagine della rivista mito per gli 8-bittari, iniziai a fantasticare sulle recensioni delle varie incarnazioni elettroniche di AD&D, espandendo con la mia fantasia le storie narrate dai recensori, ancora accompagnato dai LEGO.

Da lì a due anni, la mia vita cambiò in maniera imponente.

Parte terza, Sono un Dungeon Master


L’anno è il 1988, seconda media, 12 anni quasi compiuti. Il mio migliore amico mi mostra un nuovo tipo di gioco che sua madre, insegnante di lettere, apprezza, il Librogame (per chi non li conoscesse, i libri game permettevano di leggere una storia nella modalità “scegli il tuo finale”, in cui il lettore ha, periodicamente, la possibilità di scegliere tra due o più diramazioni, andando di fatto a pilotare la storia, insomma una specie di GdR in solitario).
I temi sono molti, dalla fantascienza al fantasy, a Sherlock Holmes, passando anche per il post-apocalittico.

Il mio amico me ne presta alcuni, soffermandosi in particolar modo su un paio di titoli che non riesce a comprendere, perché strutturati in maniera diversa.
Trattasi, difatti, di avventure per un “normale” GdR, chiamato “Uno sguardo nel buio” (edizione italiana del tedesco Das Schwarze Auge.
Colpito dalla similitudine con l’ormai tristemente quasi dimenticato D&D, chiedo a mio padre se possa cercarmi in qualche libreria questa “Introduzione all’avventura fantastica”. Fortunatamente, attraverso uno scambio titoli (mio padre lavorava per un importante editore italiano) mi procura questo manuale e, su suggerimento della titolare della libreria, anche un set di dadi.
Inizia quindi la mia carriera di Narratore (così era definito il DM in USNB), coinvolgendo anche il mio amico, che di lì a poco decide di fare il salto, e di comprare tutte le cinque scatole di D&D (da me prontamente fotocopiate per uso personale).
Oltre che Narratore, in parallelo inizio a fare anche il Dungeon Master.

Parte quarta, l’età d’oro dei giochi di ruolo


Gli anni ’80, e gli anni ’90, segnano quella che, a mio dire, è l’età d’oro dei GdR.
In questi anni, infatti, sbocciano sistemi di gioco di ogni natura, forma, ambientazione e complessità, creando un mercato sì florido, che persino l’austera Arnoldo Mondadori Editore decide di invischiarvici, seppur per breve tempo, pubblicando Tunnels & Trolls.
Questi anni vedono anche la rivoluzione nei GdR per computer, introducendo grandi classici quali Dungeon Master ed Eye of the Beholder, che aggiungono l’elemento “tempo reale” al gioco, rendendo il GdR elettronico più appetibile anche per i non affezionati al genere.
In questi anni la “droga” del GdR mi porta a spendere decine di migliaia di lire in fotocopie di manuali in prestito da amici, nonché decine di migliaia di lire in manuali assortiti, e segna anche l’inizio del mio forte impegno nello scrivere regole personalizzate per i giochi vari, in particolare per quello che resterà sempre il mio gioco principale, Advanced Dungeons & Dragons 2nd Edition.

In questo periodo, inoltre, introduco diversi miei amici e parenti al GdR, in particolar modo ad AD&D2E, con una escalation nel tempo dedicato a questo hobby, arrivando a giocare a nove gruppi diversi nell’arco della settimana (uno per giorno in settimana, e tutto il weekend dedicato al gioco).

Elemento comune di tutte le campagne giocate nel fantasy, prima o poi il gruppo incontrerà i draghi, con sommo terrore di tutti i giocatori (da qui la didascalia dell’immagine, cantata da mio cugino sulle note di “un mondo d’amore” di Morandi, dopo essere stato vaporizzato).

Parte quinta, il lavoro ed i tempi moderni


Con l’inizio della (scarsa) carriera lavorativa, il tempo dedicato alle mie più grandi passioni (GdR e videogame) si riduce sostanzialmente, al punto da essere in grado di giocare al tavolo in media una volta al mese, e al computer un po’ più frequentemente, più o meno sette ore alla settimana.

In questo periodo perdo di vista il mercato dei GdR, non mi aggiorno, continuo a rivangare il felice passato di un tempo, ma poco importa, dato che i miei amici adorano giocare AD&D2E con me come Master, arrivando al punto da “impormi” di fare il Master, perché adorano le mie storie.

Un giorno, nel luglio del 2006, ormai trentenne, grazie ad un nuovo impiego riesco a ritornare nella mia città natia, e quindi a riavvicinarmi ai miei giocatori (per cinque anni ho vissuto a 1000km da loro, motivo per cui si giocava raramente).
Il primo passo dopo il rientro è di metter su gruppi per giocare D&D, ma ecco che i miei amici mi parlano della terza edizione, di cui non sapevo nulla, e per un po’ ritorno ad essere giocatore.

Questo regolamento, se da una parte mi colpisce per avere diversi elementi in comune con le mie regole fatte in casa, dall’altra mi sembra un po’ una semplificazione della mia amata 2E. Ci gioco per un po’, ma poi tutti decidiamo di tornare alla 2E con le mie regole personalizzate.

Arriva l’anno 2008, e con esso la quarta edizione di Dungeons & Dragons. L’impatto iniziale è forte, il regolamento sembra di gran lunga più avanti rispetto alle precedenti edizioni, ma poi mi rendo conto di esser stato confuso dagli “effetti speciali” della nuova veste grafica.

Il gruppo c’è, le avventure si giocano, ma tutti rimaniamo con un senso di “asciutto” in bocca al termine di ogni sessione. Il motivo? Semplice, le regole non ci offrono quella varietà che c’era un tempo, i giocatori non sentono più la sfida come prima e, soprattutto, il drago non fa più paura.

Spieghiamoci meglio.

Nella 2E, il drago era una creatura spaventosa, capace di devastare un intero gruppo di personaggi in poco tempo, grazie ad una CA molto bassa (per chi non conoscesse la 2E, la CA partiva da 10 e scendeva; più basso il numero, migliore la protezione), un numero elevato di attacchi, danni elevati, tanti punti ferita, un soffio potente, e la possibilità (spesso) di lanciare incantesimi (da mago, ed a volte da chierico).

Nella 3E, il drago continua ad essere una creatura forte e terrificante, con in più la resistenza al danno che spinge i giocatori a pensarci due volte prima di attaccarne uno.

Cosa avviene con la 4E?
Il drago diventa un autobus!

COSA? COME? CHE?

Ebbene si, nella 4E il drago non fa più paura a nessuno.
Intendiamoci, la CA è elevata, ed i PF sono uno sproposito, ma questo drago attacca poche volte, non lancia incantesimi, ed infligge danni limitati a confronto con la taglia.
Nel mio gruppo, la prima volta che hanno affrontato un drago adulto si sono spaventati, ma dopo un paio di round di combattimento hanno capito che per il rettile non c’era speranza. Il commento è stato “ok, è grosso, ma non lo manchiamo mai, quindi è solo una questione di tempo”.

Con il tempo, ci siamo resi conto come, nonostante fossi parco di oggetti magici a disposizione dei personaggi, nessuna creatura entro quattro livelli dal gruppo fosse un vero e proprio problema. Questo perché la 4E è stata sviluppata come un MMORPG da giocare al tavolo, dove i mostri “potenti” sono più che altro mostri “robusti”, progettati per far durare a lungo lo scontro con il boss, ma alla fin fine, seguendo le regole, il gioco non offre più alcuna sfida.

Soprattutto, le classi avanzano, in base al loro ruolo (tank, DpS, healer o buffer, anche se le chiamano con termini diversi) in parallelo, quindi tra due DpS di pari livello, di classi diverse, le differenze sono minime. Ciò che uno perde in termini di dadi di danno, lo guadagna in termini di effetto aggiuntivo, rendendo le classi fondamentalmente uguali tra loro, se non per qualche dettaglio di stile.

Parte sesta, il futuro, il territorio inesplorato


Lo scopo di questo articolo è stato, principalmente, un personale sfogo nei confronti di ciò che D&D è diventato in tempi moderni, seguendo una scia che accomuna i videogiochi e i giochi da tavolo.

La spinta a scrivere questo sfogo è stata l’articolo sulla difficoltà di Dark Souls, e la “guerra” di commenti che ne è scaturita.

Ricordo ancora con gioia le ore trascorse a studiare regole da dozzine di manuali, per poter creare campagne da vivere, e non semplicemente giocare.

Ora, invece, con la 4E (ed una 5E in lavorazione), il gioco si è snaturato e semplificato, al punto da contare circa sette regole (incluse le regole per il calcolo dei bonus).

Tutto questo a causa della pigrizia da parte dei giocatori, della loro mancanza di voglia di impegnarsi, del loro non voler usare la testa nello svago.

Cosa ci riserverà il futuro?

Un GdR dove lanci un dado all’inizio dell’avventura, e quel lancio determina tutta la storia?
Un GdT dove il master assegna gli achievement ai giocatori quando passano di livello e trovano oggetti magici?

Non so voi, ma io personalmente resto con la 2E, e non penso che la cambierò mai.

Mi piace sapere che il mio mago, dopo una vita di sforzi, finalmente inizia ad essere forte al 7mo livello, e diventa il terrore di tutti al 15mo…

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AD&D 2nd Edition
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91 Commenti

  1. Avatar di Itomi Itomi 11/9/2012 09:51

    Molto bella la prima parte dell’articolo, almeno per me, visto che abbiamo praticamente la stessa storia e siamo coetanei. Per caso seguivi it.hobby.giochi.gdr ai tempi?

    Sinceramente non mi aspettavo la svolta verso l’evoluzione di D&D… LOL mi hai colto di sorpresa.

    C’è ancora gente che gioca a quella merda? :D :troll:

    Ho giocato per anni di ruolo, poi ho avuto un periodo di pausa e ora sono altri anni che da over trentenne gioco tutte le settimane, #grandegioia

    Star Wars, GiRSA, L5R, CoC, Cyb2020… ma cazzo AD&D anche no ;)

    Piuttosto mi farei un D&D classico prima edizione con tanto di incontro in locanda, quest giver, entrata nel dungeon, foglio quadrettato, coboldi e mega-drago-lascia-stare finale. #EUMATE

    :res:

    • Avatar di roccobot roccobot 11/9/2012 12:55

      GiRSA.. HELL YEAH +1

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 11/9/2012 13:36

      Onestamente, ho studiato e giocato così tanti sistemi che alcuni li ricordo a malapena.

      D&D (cinque scatole, Rules Cyclopedia)
      AD&D (1ma, 2da, 3za, 3za e mezzo, 4ta, principalmente con Greyhawk, Planescape, Forgotten Realms, Dark Sun, Dragonlance, Mystara, Oriental Adventures)
      Uno sguardo nel buio (primo e secondo manuale)
      Star Wars (1ma, 2da, d20 e Saga)
      GiRSA
      Rolemaster (con i primi tre companion)
      Call of Chtulhu (sin dalla prima edizione in italiano)
      I cavalieri del tempio
      Kata Kumbas
      Storytelling system (Vampire, Werewolf, Mage, gli altri no)
      Warhammer Fantasy Roleplay
      Palladium Fantasy
      Robotech
      Mechwarrior
      Rifts
      Twilight 2000
      Traveller (the new era)
      Dark Conspiracy
      Runequest
      Basic
      Alien – The adventure game
      Cyberpunk (2013, 2020, cybergeneration)
      Shadowrun
      Earthdawn
      Stormbringer
      Tales from the floating vagabond
      Paranoia
      Chivalry and sorcery
      Pendragon
      GURPS
      Simulacri
      American Chaos 1984 (Americhaos, temo siano in pochi a conoscerlo)

      E questi sono solo quelli di cui mi ricordo con certezza.
      Con il tempo, probabilmente me ne ricorderei altri.

      Nonostante tutto continuo, anche per questioni di affetto, a preferire Uno Sguardo nel Buio e Advanced Dungeons and Dragons 2nd Edition a tutti gli altri, ovviamente con home-made rules per entrambi.

      • Avatar di Itomi Itomi 11/9/2012 14:50

        home-made rules

        Capo nerd, ecco perché lo preferisci, questo è l’unico motivo ;)

        • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 11/9/2012 14:57

          Devo ammettere che le home-made rules hanno peso, ma comunque i due titoli sono quelli che, a mio giudizio, più si prestano ai miei adattamenti.

          La questione è legata più all’essere CRESCIUTO, ludicamente parlando, su quei due giochi, e tutto il resto è arrivato dopo, come sistemi alternativi.

      • Avatar di roccobot roccobot 12/9/2012 11:43

        :o madre de dios

  2. Avatar di Zot Zot 11/9/2012 10:08

    Più o meno coetanei, sì.
    Per ora favvo sulla fiducia, poi leggo con calma.

  3. Avatar di Cassiel Cassiel 11/9/2012 10:10

    Ho masterato proprio ieri, i miei pg in gioco sono davvero dei novelli e mi fan ridere come si fan fregare dai mercanti nelle trattative.

    Per l’articolo :fav: :res:

  4. Avatar di ffabio_79 ffabio_79 11/9/2012 10:15

    Virginity is strong in you … :D LULZ

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 11/9/2012 13:13

      Caro mio, assolutamente no.
      Convivo felicemente con la mia ragazza, ed abbiamo anche un figlio di quasi quattro mesi, che già mostra interesse per i dadi, per le immagini fantasy, e per i draghi…

      Ma grazie per il riconoscimento del nerdismo in me…

      :D

  5. Avatar di seretur seretur 11/9/2012 10:21

    Io ho iniziato con il gdr carta e penna nel 2000, sono un po’ più giovane dell’autore quindi, ma comunque anche io ho iniziato con ad&d (che credo sia di gran lunga l’edizione più longeva). Sinceramente non so come fai a stimare così tanto quell’edizione di d&d, secondo me è di gran lunga la peggiore di tutte quelle venute prima o dopo. E lo dico nonostante pure io causa nostalgia dei pomeriggi a giocare a dnd a 15 anni quando ne sfoglio i manuali ho gli occhi a cuoricino. ;)

  6. avatar duplo 11/9/2012 10:29

    Trovo che D&D 3.5 (la 3 è evidentemente rotta sotto tanti punti di vista) sia una edizione tutto sommato piacevole da giocare. Permette un’ampia personalizzazione del personaggio sia per quanto riguarda il combattimento che (la mia parte preferita) fuori dal combattimento.

    Ho giocato (e devo ancora finire di giocare) una fantastica campagna usando le regole di aD&D2. Le regole sono un po’ legnose, alle volte, e talvolta persino insensate. Ma con un pizzico di Home Rules si riesce a renderlo non solo giocabile, ma anche estremamente apprezzabile (merito sicuramente del Master, eh).

    Al momento sto facendo da Game Master per una campagna di Star Wars con le regole della Saga Edition della Wizard. Ci sono anche qua cose insensate, e abbiamo dovuto fare alcune pezze al regolamento per rendere meno “cinematico” e più “realistico” il gioco. Però il risultato è che, nonostante io sia un pessimo master, la campagna è andata avanti ed è stata apprezzata dai giocatori.

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 11/9/2012 13:44

      Riconosco diversi lati positivi nella 3.5, ma continuo a non preferirla alla seconda.

      Per quanto riguarda Star Wars, d20 o Saga, dico solo che la lightsaber diventa inutile, a confronto con la 2da edizione.

      Nella 2da edizione, un jedi aggiungeva il suo punteggio di Controllo al danno inflitto, arrivando a spropositati valori che gli consentivano, come da descrizione delle saghe Jedi, di aprire in due le paratie delle astronavi.

      Nella d20 e Saga, la lightsaber non arriva a questi livelli…

      • avatar duplo 11/9/2012 14:03

        Uno dei problemi che avevo visto, riguardando i regolamenti di Saga Edition, era lo sbilanciamento tra il Jedi e le altre classi (anche se lo avevo notato in favore dei Jedi). Ma l’ho piuttosto ignorato, giocando una campagna nell’epoca della ribellione. Comunque, se non ricordo male, la spada laser dovrebbe superare la riduzione del danno, e quindi alla fine distruggere una paratia è solamente una questione di tempo.

        Della seconda edizione ho molto manuali, ma non ho avuto ancora modo di giocarci una campagna.

  7. Avatar di Kappei Kappei 11/9/2012 10:43

    [...]il Librogame (per chi non li conoscesse[...]

    Sappia che ha passato un’infanzia davvero triste.

    Esperienze molto simili, ma d’altronde se siamo qui a scrivere siamo un “branco di sfigati coglioni“(cit.), di cui molti sulla trentina o giù di lì, assidui frequentatori (o ex-frequentatori) di sotterranei contenenti draghi da sconfiggere…

    Old school :res:

  8. Avatar di vidaloca vidaloca 11/9/2012 11:18

    Probabilmente la ricerca di nuovi stimoli porta a pensare che le cose da allora ad adesso siano cambiate, ed in effetti siamo sempre noi a cambiare, a mutare umore… :res:
    La stessa avventura, giocata con un solo fattore diverso, cambia totalmente e questo deve essere fatto assodato!

    Mi diverto a fare il Custode dei Misteri di Cthulhu, da qualche anno, e recentemente ho provato a Masterare D&D per avere un’azione più frenetica ed “incanalata”.

    Infatti lasciando i personaggi troppo liberi di improvvisare sulla scena (il motivo di odio/amore per CoC) a volte ci si perde in situazioni che sfondano la soglia dell’incongruo con conseguente perdita della suspence…
    In D&D 4 ed. ci si trova a seguire delle “rotaie” dovute alla lungherrima serie di attacchi, magie e spicci vari dei PG che fanno rifiatare e divertire il Master con descrizioni della situazione, ma ineluttabilmente i PG si concentrano sull’ “ho fatto DIECIOTTO, EMMMO’?” dimenticando anche solo di sommare il bonus danno!

    Quindi secondo me la pozza di regole di D&D (che ho letto, capito, studiato ed applicato) serve a ben poco, quel che dice il Custode, il Master o il Fatecomeveparetantoquicomandoio™ di turno è il vero viaggio per i Giocatori e ed il gusto del gruppo deciderà quanto sia gradito l’approccio tattico ai combattimenti piuttosto che un paio di semplici regole da affiancare ad una incentivata ed autoincentivante interpretazione del personaggio in tutte le fasi. :res:

    E non dimenticate di portare il vino. :popcorn:

  9. avatar bicioo 11/9/2012 11:20

    io ho passato da poco i venti e diciamo che sono entrato nel mondo dei gdr direttamente alla 3 di D&d… sarà per le ore passate a spulciare i manuali o per le cavolate fatte con gli amici, ma per me non c è gdr migliore della 3.5 :res: :res: :res:
    diciamo che dal 2005 a questa parte ne ho provati veramente molti(con riempimento di librerie impressionante) ma continuo a dire che non c è paragone…

    forse la 3.75 ha una speranza… vedremo… :nt:

    • Avatar di axel78 axel78 11/9/2012 12:27

      Direi che le dfferenze tra 2 e 3.5 è frutto anche di quando hai giocato e anche di coe sviluppavi i personaggi ( nella 2 il mago era un dio, nelle 3.5 il dio è il chierico), a me non dispiacciono nessuna delle due francamenteci ho giocato e qualche volta ho fatto pure il master( ho inziato anch’io dalla magica scatola rossa, fino all’immortal in inglese). Ora spererei di trovare un gruppo per buttarmi su Pathfinder.
      P.S. per la 4 quoto tutti quelli che la ritengono una merda :troll:

  10. Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 11/9/2012 11:41

    Che bei ricordi, la mia prima scatola di D&D con il drago rosso e il libro marrone con 9 avventure, o tempora!
    Come te anche per me Ad&d ha aperto un mondo: classi e razze possono essere mischiate :o

    Ora come ora giochiamo 3.5 che reputo essere la meglio nel mondo di d&d, ma l’universo dei gdr è davvero bello e vasto, a breve Sine Requie.

    Btw se scrivi avventure così belle, rendile dsponibili on line, a me piace pubblicare le mie dopo averle giocate e trarre spunto da eulle degli altri.

    Un appunto al tuo articolo:

    per chi non li conoscesse, i libri game, andate a darvi fuoco

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 11/9/2012 11:50

      E aggiungerei:

      per chi non conoscesse la 2E, andate darvi fuoco vicino a quelli dei libri game

      :D

    • Avatar di Kappei Kappei 11/9/2012 12:51

      per me Ad&d ha aperto un mondo: classi e razze possono essere mischiate

      Ma và, giovinastro… Gli elfi sono elfi, i nani sono nani, gli halfling sono hobbit halfling… Maghi, chierici e guerrieri sono solo umani! Abbasso la 2e! LUNGA VITA ALLA SCATOLA ROSSA!

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 11/9/2012 13:51

      Mi spiace, ma il passato rimane nel passato.

      Le mie avventure e campagne rimarranno ricordi miei e dei miei giocatori, non ho intenzione di spogliarne il valore sentimentale rendendole un “prodotto”, anche se diffuso gratuitamente.

      Pronto a dare consigli, qualora qualcuno volesse chiedermene, ma le campagne resteranno distribuite tra il mio PC, ed un paio di scatole di cartone a casa dei miei genitori…

      P.S.: dai miei ho anche un faldone con TUTTE le schede dei personaggi usate nel corso degli anni nei gruppi da me giocati o condotti.

  11. Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 11/9/2012 11:46

    Cmq la 4 è lammerda(TM)

  12. Avatar di albyok albyok 11/9/2012 11:47

    Bell’articolo. Secondo me il clamoroso errore che si sta allargando a macchia d’olio su più campi è la cattiva interpretazione del concetto di semplificazione.

    Semplificare è buono quando ottieni lo stesso risultato con meno passaggi. Se quindi riesci a togliere qualche regola, lasciando immutato il divertimento e la sfida, hai semplificato. Se invece togli delle regole, per rendere il prodotto più accessibile, ma meno divertente… ecco qua cosa accade. E ad ogni giro di semplificazione i giocatori vecchi vengono additati come terribili nerd hardcore, solo perché non si divertono più con un livello di sfida infido e un’eccessiva semplificazione delle meccaniche di (qualsiasi) gioco.

    Tristezza. La forma di difesa è chiudere il portafogli.

  13. Avatar di spot0543 spot0543 11/9/2012 11:59

    :fav: e :res:
    Praticamente abbiamo vissuto le stesse esperienze videoludiche e gderristiche.
    Lacrimuccia.

  14. Avatar di vidaloca vidaloca 11/9/2012 12:22

    Fuck the KOBOLD! :res:

  15. Avatar di ippatsuman ippatsuman 11/9/2012 12:41

    Ah che nostalgia, non gioco da anni ormai :(
    Se non ricordo male ho cominciato con Cyberpunk 2020, dove qualunque passo falso poteva farti saltare la testa all’istante! Che bei ricordi quando i miei giocatori dovevano rifarsi il personaggio due volte a sera! :D
    La mia giga campagna di AD&D se la ricordano ancora tutti, anche se terminata per eccesso di demenzialità un attimo prima della fine. :D ero ancora inesperto…
    Poi sono passato a D&D 3 edizione, che per me rimane l’edizione migliore, perché accorpa e semplifica un sacco di regole (la sparizione del thac0 è stata un dolore, ma ci voleva). Di contro regala ai giocatori la possibilità di creare dei personaggi sgravatissimi, ma alla fine dipende tutto dalla capacità del master.

    Mai provata la 4E: quando ho visto le meccaniche di gioco da mmorpg ho richiuso tutto e sono andato a piangere sul santino di Gary Gigax.

  16. Avatar di Spriggan Spriggan 11/9/2012 13:10

    ma nella quarta edizione.. il paladino può indossare l’elmo distruttore :rofl: ?

  17. Avatar di Doctor-X Doctor-X 11/9/2012 13:21

    Io ho iniziato con AD&D 2 ed, ancora adesso sono Master con la 3.75 (a.k.a. Pathfinder), ho ancora i brividi al ricordo del mio primo drago, anche se da Master non lo uso più di tanto come mostro. La 4 ed. di D&D è a dir poco imbarazzante con il totale appiattimento dei personaggi e meccaniche da boardgame; la Wizards ha deciso con D&D next (la quinta edizione che sto playtestando) di dare una forte sterzata, ritornando ad uno stile molto più vicino a quello dell’advanced.

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 11/9/2012 14:25

      Come è sto pathfinder?
      A vederlo mi sembrava virato al power playing, ma ho dato una scorcia veloce.

      • Avatar di Doctor-X Doctor-X 11/9/2012 15:30

        Sostanzialmente è l’evoluzione della 3.5, quindi la tendenza al powerplayerismo è analoga al D&D 3.X, le meccaniche sono quelle, sono state migliorate un paio di classi (barbaro, monaco, bardo) e solo nelle espansioni ne sono state aggiunte altre, tutto sommato niente di nuovo

        • Avatar di axel78 axel78 12/9/2012 16:30

          beh direi che non è solo quello, hanno cambiato strategia di classe nella 3.5 ognuno era un po’ ladro un po’ guerriero, ora la multi classe(intendo in pathfinder) è da escludersi o quasi. Hanno migliorato molte classi dall’abisso che c’era prima, fare il guerriero adesso ha un suo perchè etc.

    • Avatar di Kappei Kappei 11/9/2012 15:10

      Com’è la quinta? Ce ne puoi parlare o c’è un NDA? In caso un articoletto lo potresti fare…

      • Avatar di RaPier RaPier 11/9/2012 15:23

        La quinta è in corso di beta-testing direttamente con i giocatori: chi è iscritto al progetto D&D Next riceve saltuariamente pacchetti con mostri e regole nuove, con le quali organizzare sessioni di gioco e poi inviare le proprie considerazioni direttamente alla Wizard.

      • Avatar di Doctor-X Doctor-X 11/9/2012 15:38

        Finora hano mandato 2 pacchetti, il primo con le regole base, alcuni personaggi prefatti ed 1 avventura; il secondo con le regole (incomplete) per creare personaggi fino al 5 livello; dicono che dovrebbe essercene almeno un altro con il playtest dei livelli alti. Alla fine magari un articolo si potrebbe fare, anche perchè molte cose sono già cambiate tra la prima e la seconda fase del playtesting.

  18. Avatar di seretur seretur 11/9/2012 13:41

    A mio parere i commenti sulla 4a edizione sono tutti molto ingenerosi, secondo me è un gioco ben fatto. La sua unica colpa è stata quella di cercare di innovare il marchio in maniera netta, invece di riscaldare sempre la solita minestra. Minestra che piace eh, ma non è giusto crocifiggere chi cerca di creare qualcosa di nuovo. E’ colpa di questa mentalità chiusa se oramai il gdr cartaceo è moribondo, e gli unici che se lo ricordano sono i veterani :)

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 11/9/2012 13:48

      Scusami, ma ho da ridire sul tuo commento.

      La 4ta edizione funziona come un crossover tra un boardgame alla Hero’s Quest ed un MMORPG, come definito dall’estremo bilanciamento tra le classi (ESTREMO) e dal fatto che i poteri hanno un cooldown (come in tutti i MMORPG).

      La questione alla base si riassume in:

      Vuoi fare un boardgame? Fai un boardgame.
      Vuoi fare un GdR? Fai un GdR.

      Ma non mischiare le due cose, altrimenti non spaventiamoci quando al telegiornale i giornalisti definiscono “Magic – The Gathering” un gioco di ruolo, solo a causa dell’ambientazione fantasy.

      • Avatar di seretur seretur 11/9/2012 13:58

        Ma qual’è esattamente il problema se ruba delle meccaniche da un videogioco? Pure la terza ha rubato gli skill-tree dei talenti da Diablo2 a suo tempo, nessuno se ne è lamentato. Mi spiace ma la tua obiezione non posso accettarla, un conto è entrare nel merito e dire “questa meccanica non mi piace perchè..” , un’altra cosa è fare come fai tu e dire “questo non va bene perchè si discosta dal Sacro Canone” Io me lo ricordo il passaggio da adnd2 a dnd3, si dicevano esattamente le stesse cose che si dicono ora riguardo alla 4a. La differenza è che i barbogi difensori dell’adnd furono sommersi dalle nuove leve in quegli anni, purtroppo ora invece i ragazzini hanno mille modi diversi per ripulire dungeon piuttosto che iniziare a giocare a dnd, e quindi la 4a è stata stroncata sul nascere da critiche dei talebani di turno.

        • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 11/9/2012 14:10

          No, scusami, non mi sono spiegato correttamente.

          Rubare le meccaniche mi sta bene, l’ho fatto migliaia di volte per le mie home-rules, mettendo insieme le mie cose preferite dai vari sistemi.

          La questione del non accettare la 4ta deriva dal fatto che un gioco di ruolo non deve essere un gioco da tavolo, e viceversa.

          Un gioco di ruolo deve dare spazio all’uso creativo di skill e poteri, e non limitarli come fa la 4ta edizione.

          La quarta, peraltro, l’ho giocata per due anni di fila, spendendoci sopra anche un bel gruzzoletto, quindi il mio giudizio viene da due anni di pratica continua, due volte a settimana (con qualche inevitabile sessione saltata ogni tanto, ma abbastanza costanti in generale).

          • Avatar di eric11sillabe eric11sillabe 26/9/2012 12:06

            Confermo e sottoscrivo ogni singola parola, ho giocato la 4a per 1 anno e mezzo e il mio giudizio tecnico dovuto ad una approfondita esperienza è il seguente:

            è una cagata pazzesca!

            tornato alla 3.5 mi sembrava il paradiso terrestre. Penso proprio che morirò con quel gioco, si fotta anche D&D next, nessun miglioramento delle regole che possa io immaginare è migliore di esperienza personale e ricordi piacevoli.

  19. Avatar di pinq pinq 11/9/2012 13:56

    mio padre ci portò l’Intellivision della Mattel.

    :res:

    Pensavo di essere l’unico ad averci giocato a AD&D per quella proto console.
    Persi le istruzioni il giorno di natale (proprio come Ralph), magari finita nella spazzatura insieme alla carta da regalo, passai anni a capire come funzionasse il gioco e solo da grande capii che si trattava di un gioco di ruolo. :°)

    Anche tu continuavi a spegnere e riaccendere la console per far succedere il bug che creava un Dungeon con una sola camera?

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 11/9/2012 14:06

      Questo bug non lo conoscevo, ma ne conoscevo uno, scendendo fino al bordo sud della mappa e poi muovendomi in diagonale in basso a destra, che mi permetteva di muovermi sulle montagne invalicabili, e quindi arrivare alla montagna nebbiosa e finire il gioco affrontando un solo dungeon!

      • Avatar di pinq pinq 11/9/2012 15:19

        dopo una precipitosa ricerca ho scoperto di aver giocato direttamente l’espansione, Advanced Dungeons & Dragons Treasure Of Tarmin….
        Niente! Mi è partita la scimmia! mi installo l’emulatore!

        Grazie del varco temporale! :)

  20. Avatar di neatwolf neatwolf 11/9/2012 15:26

    Passi che l’articolo sia uno sfogo, e amen sulla 4.0 che ha un po’ snaturato il gioco (anche se ne apprezzo la direzione artistica).
    Però prima di parlare di futuro incerto e fare del fatalismo nostalgico dagliela un’occhiatina più in dettaglio a D&D Next, il ritorno di Monte si è fatto sentire. ;)

    A me non sembra poi così male, la stiamo provando e onestamente non stiamo rimpiangendo gli zilioni di regole. Sotto certi aspetti sembra anche più bilanciata della 3.x.
    Certo, dopo la 4 forse anche i croccantini per gatti sarebbero sembrati un lauto pasto :D

    Nella mia esperienza la beta di D&D Next è caratterizzata da un tasso di mortalità altissimo: con 4 pf e mostri/attacchi che infliggono svariati dadi di danno al primo livello è già un miracolo che il mago superi il primo livello, altro che 15°! :o

  21. Avatar di Saril Saril 11/9/2012 16:20

    Stessa (+/-) età, stessa storia.
    Alle medie mi propongono un libro game, “Negli abissi di Kaltenland” di Lupo Solitario.
    In prima superiore un mio amico mi vede e mi dice: “Ti piace il fantasy? Lascia stare quella merda e vieni a giocare a D&D.”
    Scatola rossa, poi blu e poi tutte (mi manca solo l’immortal ma ho da qualche parte le fotocopie della traduzione).

    +1 e :res:

  22. Avatar di semhsp semhsp 11/9/2012 16:50

    Ma è mai possibile che io che voglio iniziare con D&D non trovi nessuno che ci gioca? Mannaggia mannaggia

  23. Avatar di Lucadiesel Lucadiesel 11/9/2012 19:17

    Ho appena passato i 20 e di D&D ho giocato (e tuttora gioco) solo la versione 3.5, ma il massimo divertimento da ragazzino sono stati i Librigame. Mamma mia quanti Lupo Solitario mi sono mangiato, li compravo, me li facevo prestare o li prendevo in biblioteca, fatto sta che li ho fatti tutti. Meraviglioso. :fav:

  24. Avatar di Revan Revan 12/9/2012 12:17

    questo post è il nervdavana…

  25. Avatar di Deus_ex_Machina Deus_ex_Machina 12/9/2012 13:37

    Complimenti un articolo bello e completo!
    Io sono stato iniziato al gioco di ruolo con i librigame di Lupo Solitario e D&D 3° edizione, sono stato un accanito giocatore della 3.5 alla quale mi sono fermato, non volendo mai provare la 4° proprio per i motivi del post.

    Ma la vera svolta l’ho avuta nel 2004, quando reduce dal videogame Vampire: the Masquerade – Redemption ho scoperto l’omonimo gioco di ruolo, da allora tra Vampire, Werewolf e Mage non ho più potuto reputare D&D un gioco di ruolo, sia come sistema che regolamento mi sembra più di stare seduto a giocare ad un “gioco da tavolo” complesso o guidato. Forse anche per mancanze mie e dei miei compagni di giochi ma non ho mai trovato quella voglia di ruolare e intepretare che viene così istintiva nello Storytelling system, è tutto un prendi la quest, cerca il mostro, affronta il mostro più forte, sconfiggi il Boss, conta le monete d’oro.

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 12/9/2012 14:47

      Beh, in parte capisco il tuo punto di vista, anche se lo Storytelling non è un sistema perfetto.

      Il mio gruppo smise di giocarlo quando ci rendemmo conto che, con un po’ di armatura addosso, certi scontri duravano un’intera sessione.

      Storytelling è un sistema ottimo qualora l’esito dei combattimenti sia deciso dal GM, magari in base a come hanno giocato fino a quel momento i giocatori.

      IMHO, of course!

      • Avatar di LeK LeK 12/9/2012 15:06

        Il combattimento è sicuramente una “pecca” (molto probabilmente l’unica) dello Storytelling system, ma con qualche house rule (alcune cosette prese dal sistema di Exalted [sostanzialmente lo stesso, ma più "powerplayoso"]) e piccoli accorgimenti anche gli scontri in Vampire possono diventare frenetici e molto divertenti.

        Poi comunque lo Storytelling io l’ho sempre visto estremamente dipendente dallo Storyteller: ce ne vuole uno davvero bravo (IMHO) per divertirsi sul serio, visto che l’immedesimazione è alla base di tutto (io, per esempio, non sono MAI riuscito a fare da Storyteller in Vampire).

        • Avatar di Deus_ex_Machina Deus_ex_Machina 12/9/2012 16:17

          Avete tutti ragione! Forse il combattimento è una pecca ma come avete messo nero su bianco anche voi qui raramente tutti seguono le regole alla lettera o non le modificano.

          Per quanto mi riguardo (giocando) Werewolf mi è capitato di fare sessioni di SOLO combattimento, alcune volte noiose altre meno o per niente, dipendeva dall’ambientazione, dalle musiche, dai nemici.

          Narrando Vampire raramente ho creato situazioni di combattimento lunghissime, anche perchè i miei giocatori raramente si lasciano coinvolgere troppo, ESEMPIO: ho una Ventrue arrampicatrice sociale (PG) che gira con 2-3 guardie del corpo (un PG e 2 PNG), al primo accenno di “violenza” si ritira lasciando ai suoi gorilla il compito di sporcarsi le mani. Nella cronaca in corso ho 7 giocatori e SOLO UNO è vagamente improntato al combattimento, la guardia del corpo ghoul di cui sopra, gli altri sono tutti musicisti, sommelier, proprietari di locali, critici d’arte. Quindi mi sembra evidente che le regole del combattimento siano poco sfruttate, al massimo i combattimenti sono “sociali” e “verbali” tiri contrapposti di Carisma/Persuasione/Prontezza+Sotterfugio/Leadership/Intimidire e così via.

          Un regola opzionale suggerita nel manuale base e che uso spesso per alleggerire i combattimenti e l’inserimento dei cosidetti “Extra” ovvero nemici che devono essere più una fastidio che un vero pericolo, caratterizzati da basse statistiche, 4 Livelli salute e una gran voglia di ritirarsi quando si trovano in difficoltà, i PNG a scheda piena gli uso solo per Anziani potenti o fondamentali per la Cronaca. Scusate se mi sono dilungato troppo!

          • Avatar di OrkoMastro OrkoMastro 13/9/2012 02:33

            Concordo in toto che lo Storytelling system sia un pochino ostico nei combattimenti, ma basta avere un buon storyteller per risolvere tutto… abbiamo appena terminato una mini-campagna di Vampiri la Masquerade dove io avevo un PG che era un Brujah antitribu infiltrato nella Camarilla Torinese, ebbene sono riuscito a fare tutti i cacchi che mi interessavano senza tirare mai un solo dado (effettivamente mi ero sbattuto un casino per fare una scheda decente e poi non l’ho mai usata).
            Soddisfazione maxima!

            Per quel che riguarda la mia “gioventù ludica” anche io sono nato con i libri game, Lupo Solitario bello, ma il mio preferito era assolutissimamente I Guerrieri Della Strada (sempre di Joe Dever)… il mio primo approccio con i GdR è stato grazie ad un mio carissimo amico, il mitico Martelli da Guerra, dove abbiamo giocato l’intera Campagna Imperiale (SUBLIME) in 3 (Matias il narratore, io che facevo Gramm Hargisson, nano soldato e Alberto che giocava Sigfried Von Himmler, nobile decaduto)… ho giochicchiato un po’ ad AD&D ed un po’ a D&D 3.0-3.5, ma li ho sempre trovati abbastanza una baggianata di giochi, nella mia vita GdRludica ho giocato ad una miriade di sistemi ed ambientazioni (OG, Barone di Munchausen, Paranoia, Elish, Martelli da Guerra, WFRP, Vampiri TM, Maghi il Risveglio, Chtulhu, Stormbringer, One Shot One Kill, Angeli e Demoni, GURPS, GIRSA, Storytelling20, Sine Requie, Project H.O.P.E., Vampiri Requiem, Mondo di Tenebra,Dark Heresy, epoinonmiricordopiùmadisicurocenesonoaltri), ma il gioco che tutt’ora mi regala le maggiori emozioni rimane Warhammer Fantasy Roleplay (evoluzione di Martelli da Guerra), il quale non sarà regolisticamente perfetto, ma possiede un’ambientazione cupa e gotica al punto giusto :res:

  26. Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 12/9/2012 15:26

    Verissimo per quanto riguarda lo storyteller.

    Nel primo gruppo ne avevamo uno bravissimo, ed i più giocavamo a lume di candela, e con in sottofondo la colonna sonora (non le canzoni, ma le musiche di fondo) di Highlander.

    Il risultato fu fenomenale.

    Poi lui passò ad altri giochi ed altri gruppi, e con il secondo finimmo a sfacelo, anche perché creava le avventure mettendo insieme pezzi di videogiochi survival giapponesi.

  27. Avatar di Jester86 | NC27 Jester86 | NC27 17/9/2012 12:33

    Bellissimo articolo, complimenti.

    Personalmente sono legato con la terza edizione (quindi ora con Pathfinder) ma ogni lunedì mi raduno con gli amici e giochiamo con la prima edizione :)

    Fantastico.

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 17/9/2012 12:41

      Non ho ancora letto Pathfinder (purtroppo il tempo a mia disposizione è estremamente limitato).

      Quello, però, che a me non piacque della terza edizione, fu la gestione dei personaggi multiclasse.

      Ho sempre adorato il sistema della seconda edizione, che consentiva di crescere due classi contemporaneamente (per i semi-umani), a costo maggiore, o di cambiare classe (per gli umani), rinunciando ai benefici della precedente per un certo tempo.

      Personalmente ho implementato quelle formule nei miei gruppi, ma adattandole a tutte le razze.

      Con me, il funzionamento era che se avevi due o più classi all’inizio, avanzano dividendo gli XP, se sceglievi di aggiungere una nuova classe in seguito, dovevi livellarla fino a pareggiare gli XP con la/le precedente/i, e poi ricominciavi ad avanzare in tutte, a costo incrementato.

  28. Avatar di GoD GoD 17/9/2012 18:14

    Letto e favvato.. :fav:
    Concordo praticamente su tutto e non ho niente in più da dire. Volevo solo mettere la mia personale lacrimuccia.
    Bell’articolo, grazie. :res:

    Lurk-mode: ON

  29. Avatar di N00b N00b 2/10/2012 02:14

    Mi sono salvato l’articolo e preso il tempo per leggerlo quando potevo.
    Cioè ora.

    Una storia simile, anche a casa mia entrò l’intellivision, con la differenza che il gioco che mi fulminò era sword &serpents della colecovision, in cui si poteva giocare in 2 aiutandosi, un cooperativo!
    Mago e guerriero.

    Anni dopo sulla spiaggia vidi dei ragazzini giocare con un libro, (era un libro game, ma prima dei lupo solitario) era lo stregone della montagna infuocata, la casa editrice che lo promesse in italia fallì 2 mesi dopo , ma feci in tempo a prenderne una copia, e da lì è iniziato tutto.

    Ho giocato e masterizzato per anni, e per me l’edizione della vita rimane la 3a, per la linearità, per la coerenza interna, per i multiclasse sensati,perché fare il guerriero umano adesso aveva un senso.

    La 4a l’ho provata ci abbiam giocata per poco meno di un anno, che dire, anche no.
    Il gruppo si è sciolto, le amicizie allentate, e personalmente ho provato alcuni gdr new wave, un altro mondo, e oggi quando vedo un manuale zeppo di regole, mi chiedo ma chi me lo ha fatto fare?

    Per il resto Fav, grazie di questo post, che mi ha riportato in lidi felici, fonti di grandi divertimenti (e scazzi ferocissimi!).
    :fav:

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 2/10/2012 09:33

      Ho giocato e masterizzato per anni, e per me l’edizione della vita rimane la 3a, per la linearità, per la coerenza interna, per i multiclasse sensati,perché fare il guerriero umano adesso aveva un senso.

      Accetto il discorso coerenza interna, ma non mi è mai piaciuto il sistema multiclasse della 3a edizione.
      Lasciato a sé stesso, il sistema consente di essere un “guerriero mago ladro chierico druido ranger paladino bardo monaco barbaro stregone”, e magari tirarci dentro anche una o due classi di prestigio, se fai bene i conti.
      Lo so che sta al master regolarlo, ed evitare strafalcioni da parte dei giocatori, ma a mio dire su questi elementi le regole dovrebbero avere già una forma di controllo “nativa”.

      Io, personalmente, nella 2a edizione, usavo un sistema di regole per gestire il multiclasse.
      – Il PG può avere fino a tre classi (a prescindere dalla razza, basta che la classe sia disponibile per lui), dimezzando o dividendo per tre gli XP, e crescendo più lentamente.
      – Anche l’umano può fare il multiclasse (e quindi l’umano ha un po’ più senso di esistere, al d i là del “siamo i più numerosi”).
      – Se, d’altro canto, il giocatore decide, al 7mo livello, di aggiungere la seconda (o terza) classe, “congela” la/le precedente/i, e quando l’ammontare di XP raggiunge quello della/e precedente/i, inizia ad avanzare contemporaneamente, con il dimezzamento (o “interzamento”) degli XP, gestendo questa fase con le regole del dual class umano (può usare le abilità delle altre classi, ma per quella sezione nisba XP).
      – Unica regola separata per i due approcci, gli XP specifici di classe (dadi vita per i guerrieri, abiltà per i ladri, incantesimi per maghi e chierici), nel caso di un multiclasse “avviato” si dividono per il numero di classi e si applicano a tutti, mentre nel caso di un multiclasse “in avvio”, il personaggio guadagna per intero gli xp specifici della classe attualmente in crescita, ed una frazione (metà o un terzo in base al numero di classi) degli xp specifi delle altre classi (comunque quelle classi influenzano il suo “apprendimento”) su ognuna delle classi.

  30. Avatar di Pepote Luvazza Pepote Luvazza 12/1/2013 02:07

    Bellissimo articolo e risposte…che nostalgia… :)

    A sto punto rompo il cazzo pure io col mio prequel: non ancora maggiorenne scoprii il boardgame Talisman e mi appassionò a tal punto da giocarci, da vero nerd, persino da solo…poi tentai di leggere IL SIGNORE DEGLI ANELLI ma Tom Bombadil mi traumatizzò a tal punto che alla fine del primo libro non riuscii a proseguire…quindi lessi la prima trilogia della DRAGONLANCE (ok lo so, non è il massimo ma a quel tempo mi prese un sacco…non vogliatemene ma Tolkien era troppo proilisso per me allora…) e leggendo che era tratta da una campagna del Gioco di Ruolo AD&D comprai la fantomatica scatola rossa e da li iniziò veramente tutto…
    In tutti questi anni ho conosciuto e provato almeno una volta numerosi GdR (tra cui chicche come TUNNEL & TROLL, di cui ho tentato di masterizzare persino una avventura… -_- ) ma posso dire di aver giocato con una certa regolarità solo a D&D, AD&D (il periodo iniziale, caratterizzato da un powerplay portato agli estremi), CoC, WFRP, VAMPIRI: I SECOLI BUI (la seconda fase, in cui si incominciò a dare più importanza all’interpretazione che ai combattimenti) con escursioni in GIRSA, RIFTS, ARS MAGICA, TALISLANTA, STREET FIGHTER (si, ho giocato pure a quello… -_-), EXALTED; ora dopo un necessario periodo di pausa, ho ripreso in mano WARHAMMER, l’ambientazione che mi è rimasta più a cuore fra tutte, e dopo aver praticamente stravolto tutte le regole della 2° edizione a 40 anni ho ripreso felicemente a masterizzare, cercando il giusto connubio tra momenti di solo gioco di ruolo ad altri in cui il combattimento la fa da padrone (ognuno ha i suoi gusti…), con 3 giocatori (4 è il massimo che reputo gestibile, almeno per me), chi veterano e chi assolutamente alle prime armi… :)
    Ritengo che la capacità del Master nel coinvolgere i giocatori e creare la giusta atmosfera evitando i tempi morti venga in primis, poi viene la capacità dei giocatori nell’interpretare i propri PG, poi viene il regolamento, che oramai trovo logico cambiare a seconda delle proprie esigenze; infatti non capisco il perchè accanirsi contro questa o quella edizione di un gioco…se una ambientazione piace, allora ci si gioca, punto, e si usano le regole che più ci aggradano; personalmente ho sempre provato un piacere maniacale nel creare le mie regole quasi pari a quello di giocare o masterizzare, ma lo so che non sono del tutto a posto…

    Ok ora basta scusate, mi sono lasciato andare e ho tirato troppa roba in ballo, ma non mi capita spesso di poter parlare di queste cose a chi ha avuto trascorsi ludici simili ai miei…buone giocate a tutti… :D

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 12/1/2013 08:28

      +1

      non capisco il perchè accanirsi contro questa o quella edizione di un gioco…se una ambientazione piace, allora ci si gioca, punto, e si usano le regole che più ci aggradano

      Il problema è la direzione in cui stiamo andando.
      Io e te conserviamo i vecchi sistemi, ma le nuove leve, se non sono svezzate da noi veterani, approcciano quello che è un MMORPG, in versione boardgame, spacciato per GdR.

  31. Avatar di N00b N00b 13/1/2013 00:58

    un MMORPG, in versione boardgame, spacciato per GdR

    Vero.
    Ma è un male? In un senso più ampio, mi chiedo se non sia giusto che ogni generazione abbia i suoi giochi, i suoi passatempi, i “must have”. Per me il gioco di ruolo ha rappresentato un modo di giocare assolutamente innovativo, coinvolgente, ed emozionante. Però, anche nel suo periodo d’oro, i Gdr, non hanno mai smosso i veri numeri, c’era il manuale comprato da un giocatore e da un master e via di fotocopie, oppure ti compravi l’ambientazione, un paio di supplementi e stavi apposto per 5 anni. Insomma, non proprio uno sviluppo commercialmente lungimirante.
    Io non rinnego un solo sistema o una sola nottata a fare le 5 del mattino a incaxxarsi su una stupida regola o a interpretare 3 righe di testo, per definire cosa un incantesimo, poteva o solo intendeva dire. Però è vero che siam sempre stati una minoranza, con grandi aspettative, tanta fantasia e un gran cuore, ma in confronto al resto eravamo un ghetto, con un linguaggio da iniziati, e di certo non ben visti. Eppure nonostante i Gdr siano, (e secondo me sono tutt’ora) un gran bel modo di passare un pomeriggio intorno a un tavolo, non è che ci sia tutta sta massa di giocatori e nuove leve. Ogni generazione ha i suoi miti, io combatto ogni giorno perchè i ragazzi di oggi si seggano intorno a un tavolo nella stessa stanza per farsi una partita a qualche gioco di società (guarda caso spingo molto talisman, ma anche carcassonne, o galaxy trucker, o se sono un pò svezzati, pure munchkin, o grass…), perché è bello e divertente.

    @Luvazza
    Verso la fine degli anni 90 mi si è allagata la cantina, spazzando via una moltitudine di giochi accumulati negli anni, alcuni anche rari (con un valore per me, emotivo, più che economico). Quelli che si sono salvati, sono quelli che nonostante tutto sono (erano all’epoca) ancora nella mia stanza:
    Talisma 2nd edition con tutte le espansioni (tranne la draghi).
    Blue max.
    Oggi personalmente non disdegnerei di giocare a Descent, se solo l’avessi comprato quando potevo…

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 13/1/2013 13:53

      Ma è un male? [...] Però, anche nel suo periodo d’oro, i Gdr, non hanno mai smosso i veri numeri [...] Insomma, non proprio uno sviluppo commercialmente lungimirante. [...] in confronto al resto eravamo un ghetto, con un linguaggio da iniziati, e di certo non ben visti.

      Ok, con ordine.
      Per me è un male (tra poco ti spiego il perché).
      Se hanno iniziato a mettere elementi da GdR persino in giochi di auto e moto, forse i numeri li hanno smossi.
      Lo sviluppo è stato lungimirante, se le compagnie hanno fatto milioni di dollari ai tempi. Il problema è che poi hanno cercato di fare altro (la TSR iniziò il declino perché gli azionisti principali reinvestirono il capitale in kit per fare i tappetini, che pensavano sarebbero andati per la maggiore).
      Forse eravamo un ghetto, alla metà degli anni ’80, ma negli anni ’90 ci stavamo espandendo anche negli ambienti in cui inizialmente ci guardavano male, ed un mio professore delle superiori, che era attore di teatro, dopo averli scoperti attraverso di me iniziò ad usare i GdR per “insegnare” il teatro ai ragazzini, con grande successo per la sua scuola di teatro, e per la fama dei GdR.

      Perché è un male?
      Ti direi di leggere l’articolo su Dark Souls, ma ti riassumo il mio parere.
      I giochi moderni (video o da tavolo) non offrono più quelle sfide mentali di un tempo. I giochi di quando eravamo adolescenti noi spingevano all’impegno per essere risolti/completati, mentre quelli moderni sono di una semplicità unica.
      Io vedo mio fratello minore, 20 anni più piccolo di me, trovare difficili giochi di quando ero ragazzo io, ed esaltarsi su videogame che, sue stesse parole, ha imparato a dominare dopo solo tre minuti di gioco.
      Ti faccio un esempio su piattaforma mobile (sicuramente iPhone, non so se anche Android): Infinity Blade (1 e 2). Gioco IDIOTISSIMO, dalle meccaniche ridicolmente stupide, ma siccome è bello graficamente, un sacco di gente l’ha comprato, ed ancora lo compra (spieghiamoci, devi cliccare sinistra/destra per schivare gli attacchi, centro per bloccarli, poi contrattacchi dopo il terzo attacco).
      Questo è il mercato moderno. Abbaglia con una bella copertina, poi dentro può anche esserci Twilight, la gente comprerà…

  32. Avatar di N00b N00b 14/1/2013 02:26

    Sui giochi moderni sono d’accordo a metà, sicuramente nel campo videoludico o colossali lacune, del resto non ho console, ne le ho mai avute (escludo una psx che mi fu regalata negli anni 90). Non gioco con il cellulare, e non ho tablet o altri device evoluti ( a parte il kindle, ma sappiamo a che serve). Ho giocato e gioco ancora sporadicamente con il pc, in questo senso e ambito direi che uno dei più grandi lasciti dell’industria del divertimento elettronico (esclusa la EA) è stato di trasformare i giochi ( o almeno una parte di essi) in piattaforme di sviluppo per le comunità di modder, una cosa che prima non c’era. Certo oggi che i terminali mobili sono anche piattaforme di gioco, la maggior parte alla fine sono un pò come dragon’s lair: clicca al momento giusto.
    Sui boardgame, concordo che nn esistano più giochi assurdamente complessi, (così a memoria te ne cito 2, a cui per altro nn ho mai giocato, perché nn ero un patito dei wargame, empire at arms, e third reich,) però ci sono un sacco di giochi in giro, ma oggi l’arena ludica (passami l’espressione) è molto più competitiva per i ragazzi di oggi, hai cellulare, internet, console, i boardgame non possono richiedere 45 minuti solo per capirli o spiegarli, non hanno senso. Tuttavia non è vero che i giochi di oggi siano meno belli, o meno profondi, sono diversi, e più legati allo spirito del tempo.
    Sui Gdr, che poi erano il tema dell’articolo, non nego che abbiano avuto un certo successo, e sopratutto negli anni 90 abbiano goduto di una certa popolarità, ma per lo meno nella mia esperienza di una città italiana (grande città) il gdr tra i ragazzi era noto, e diverse persone ci giocavano, ma anche allora mi ricordo che molti con cui mi ritrovavo a parlare erano adulti, era gente che giocava negli anni 80, non ho mai avuto la sensazione che il gdr abbia mai sfondato, un pò come il subbuteo, per dire complice la passione molto diffusa per il calcio, credo abbia avuto più successo il fantacalcio (ipotesi, non seguo il calcio).
    Poi certo all’estero, in america il GDR ha ridefinto il modo di giocare e il modo di definire il termine “gioco”, già nella prima metà degli anni 80 c’era un gozziliardo di case che producevano i propri gdr o supplementi per i giochi più noti, quindi, forse la ha avuto un impronta più profonda o duratura.
    Sui gdr, oggi vedo una gran quantità di prodotti piccoli, molti gdr free, e finalmente un ritorno a una moltitudine di sistemi, dopo l’epoca della srd d20, ma questo è un altro discorso…

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