
Game of Thrones ha rotto il cazzo? Uhm… no.
Josh Sundquist (che abbiamo già visto qua postato da @bob poco poco più di un anno fa) con vari grafici e Sharpie Markers ci mostra i “numeri” di A Song of Ice and Fire di George R. R. Troll Martin.
Via youtube.


BURN!
Questo qui no ha capito un cazzo -.-
loooooooooooooool
Prima che continua a guardarlo e mi rovini tutto: parla di personaggi morti solo nella serie tv o anche nei romanzi?
È spoiler-free per chi ha visto solo la serie?
Spoiler free, tranquillo
Grazie
Visto e lollato
È spoiler-free per chiunque, non fa nomi di personaggi, dice solo che ci sono le donnine nude e la gente che muore.
La sua concezione di “proporzionalità inversa” è affascinante…
Carino
Continuo a considerare comunque il telefilm come una cosa diversa, staccata, dai libri.
davvero carino, ho sempre pensato che fosse una cosa davvero stupida uccidere i personaggi principali di un libro quando questo non è ancora finito. mi spiego meglio: se io leggo di determinati personaggi per, diciamo, 3 libri, e tutte le vicende di quei suddetti libri ruotano intorno a quei determinati personaggi principali (più altri secondari che si aggiungono via via), tu autore NON MI PUOI uccidere quei personaggi se poi vuoi scrivere altri 4 libri dopo. è un suicidio. hai reso assolutamente inutile tutto ciò che hai scritto finora e, in aggiunta, rendi NON interessante tutto ciò che scriverai dopo. il lettore ci mette un po’ ad entrare in empatia o -perché no?- affezionarsi ai personaggi. l’autore non può ucciderli “a manetta” e sperare che tutto a un tratto ce ne freghi qualcosa dei personaggi secondari, ci vuole tempo. faccio un esempio stupido: è come se ne il signore degli anelli fossero morti tutti quanti nel primo libro e l’anello alla fine fosse stato distrutto da pipino, gimli e tom bombadil, unici sopravvissuti storici. non sarebbe stato lo stesso LotR…
ovviamente tutto ciò IMHO
curioso il paragone proprio con Il Signore degli Anelli.
) ti fa morire uno dei protagonisti, ma non prima di aver creato intorno ad esso un’aura di leggera antipatia, se si può utilizzare questo termine. Se ti dico che uno dei nove muore, tu già sai che è Boromir, perchè nutri per lui un gran rispetto, ma in fondo ti sta sul cazzo perchè vuole cambiare i piani della Compagnia. Quindi sei sollevato nel sapere che muore lui e non Aragorn.
Nella trasposizione cinematografica Sean Bean muore alla fine del primo film/libro.
Comunque sono d’accordo con te.
In LOTR Tolkien (che era un fottuto genio
Martin nel suo ambito è un rivoluzionario, prende le regole e le sputtana. Oh, è il risultato funziona!
La morte di alcuni personaggi principali, imho, sono necessari per lo sviluppo della storia e gli avvenimenti che una determinata morte può causare. Senza chissà che spoiler che ormai lo sanno TUTTI, se Ned non fosse stato ucciso, sarebbe scoppiato casino dopo? Se khal Drogo non fosse morto (idem per Viserys) lo sviluppo del personaggio di Daenerys sarebbe stato lo stesso?
Secondo me i personaggi, all’interno di una storia così vasta, hanno un loro ruolo e la loro morte porta delle conseguenze per la storia stessa.
Ci sono personaggi ai quali ovviamente ti affezioni o meno, ma se non morisse nessuno, sarebbe che sono tutti felici e contenti e non scoppierebbero guerre e casini vari sui quali si basano la maggior parte delle vicende della saga, e alle lunghe sarebbe anche abbastanza noioso e poco “realistico”: Valar morghulis = tutti devono morire.
Secondo me le morti inutili nei libri (non parlando di aSoIaF) sono altre
ho capito cosa vuoi dire, anche a me piace che alcuni personaggi principali muoiano ai fini della storia, ma cambiarli praticamente tutti quanti nel corso della storia (o addirittura far passare in secondo piano personaggi principali) per me resta una scelta narrativa tanto insolita quanto controproducente. però, alla fine, qualsiasi cosa accada in westeros che non sia strettamente legata al “ghiaccio” e al “fuoco” è totalmente inutile nella trama più grande, quindi lo sono anche i personaggi non coinvolti…e questo fa sì che per la maggior parte del tempo il libro parli della fuffa quindi? boh, a questo punto non so…
come disse lo stesso frodo “non terminano mai i racconti, sono i personaggi che vengono e se ne vanno, quando è terminata la loro parte”
Credo che proprio in questa citazione che hai fatto stia lo spirito di Martin. La sua è appunto una cronaca, che deve quindi narrare le
gestavicende nel loro sviluppo, che va aldilà del singolo personaggio. Oltretutto questo lo stacca completamente dal solito racconto per bambini, e lo mette sul piano di un racconto per adulti, che mi ricorda un po’ Ken Follett: i suoi protagonisti sono effettivamente eroi, ma sono prima di tutto uomini, e quindi mortali.P.s. se conoscete altri autori che scrivono un fantasy “realistico” sarei ben lieto di scoprirli!
Tolkien e Moorcock.
Poi tutti gli altri.
Mmmh… penso che con realistico intendesse low fantasy (poche se non nessuna razza non-umana, magia quasi assente, ma epicità a palate)…
Io consiglierei Joe Abercombine (The First Law: Book 1 – The Blade itself)
con realisctico intendo semplicemente credibilità, cioè i personaggi sono uomini(o qualsiasi altra razza),quindi hanno dei limiti e non gli può sembre andare tuttto bene, può capitare la disgrazia, la sfiga o semplicemente la maggior bravura del nemico.
Personalmente mi è piaciuto anche molto il Ciclo delle Terramare.
tolkien è già nella lista, ovviamente!
Altri consigli “libristico” che posso dare sono:
I Bastardi Galantuomini di Scott Lynch – fin ora ne sono usciti due (Gli inganni di Locke Lamora e I pirati dell’Oceano Rosso) – un po’ stile “Lupin III” se vuoi, ma con ambientazione fantasy e decisisssimamente validi;
Le cronache dell’assassino del re di Patrick Rothfuss – anche qui due tomi fin ora usciti (Il nome del vento e La paura del saggio) – fantasy piu` classico, con alcuni punti di contatto con Terramare (ma neanche troppi forse)
Si vede che non ha letto i romanzi