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Bevi Rosmunda dal teschio di tuo padre!

Molti di voi leggendo questo precedente articolo si saranno improvvisamente ricordati di due cose: che l’uomo non è affatto alla cima della piramide alimentare del pianeta e che ancora oggi esiste ed è accettata da alcuni la pratica dell’antropofagia, con diversi fini e mentalità.

Oggi andremo a riportare alla mente un’altra questione: la nostra società civile ha veramente abbandonato il cannibalismo?

Cosa intendiamo dicendo cannibalismo?

Per rispondere alla domanda, è doveroso riflettere sul termine e tutto quello che lo circonda. Fin da quando è stato coniato da Colombo, come già citato nello scorso articolo, le origini sono collegate al popolo dei Cannibi che praticava l’abominevole e misteriosa pratica del mangiare essere umani.

Immaginatevi gli amerindi semisvestiti, con le mani piene di carne umana, mentre lo sguardo degli eleganti colonizzatori si volta non riuscendo a reggere più a lungo.

Che bestie possono divorare e squarciare il corpo di un uomo, magari ancora vivo?

Oppure, che bestie ripudiano il divorare personalmente un uomo, e accettano tranquillamente, addirittura con gioia, l’uccidere e lo squartare un’uomo con i metodi più fantasiosi ed indegni?

Il cannibalismo è qualcosa che non riusciamo e non possiamo comprendere finchè non ci siamo dentro. La nostra cultura, il nostro patrimonio storico ci ha sempre visto vicini ad alcune pratiche particolari, eppure ripudiamo a priori e segniamo questo atto come se fosse un tabù peggiore degli altri. Un tabù mostruoso, solo di chi è capace di cose orribili e disumane.

Oggi cannibalismo significa divorare un essere della propria specie, cosa molto comune in zoologia per alcune variabili, e poco comune nella nostra, per altre variabili (quelle umane le abbiamo gia viste nello scorso capitolo, quelle animali le vedremo nel prossimo).

Ma al giorno d’oggi il termine ci collega ad un significato più ampio oltre al nutrirsi attraverso la carne, ovvero a quello di collegare due elementi con una connotazione talvolta positiva e talvolta negativa.

Dire che oggi il termine cannibalismo è abusato è illogico: nel tempo, viene utilizzato per indicare contesti diversi in cui il termine si adatta e calza a pennello, e ciò indica come la parola si spalmi sulla pagina dei nostri costumi etici e si posi su quello in cui si identifica.

Cannibale è un affarista che approfitta di un momento di incertezza del proprio avversario per impossessarsi del proprio patrimonio, cannibale è chi a capo di un esercito compie una strage di civili, cannibale è chi propone una copia migliorata dello stesso prodotto, cannibale è chi ruba un’idea e la copia, e così via.

Quello che siamo riusciti a capire…

Ma sono tutte pratiche che non possiamo minimamente avvicinare a chi divora un uomo, lo taglia a pezzi, lo cucina, e lo digerisce!

Dobbiamo avvicinarci di più a quel cannibalismo rituale di cui abbiamo parlato molto senza approfondire, ed iniziare a fare dei collegamenti importanti ed essenziali.

Fin dall’antichità è un evento comune a più culture, ne abbiamo prove in reperti, incisioni, dipinti e scritti. Abbiamo citato già gli esempi magico-rituali, dandone solo una spennellata rapida e veloce; abbiamo compreso le motivazioni del gesto? no.
Oggi la nostra cultura si è evoluta, la nostra tecnologia è cresciuta e ha generato il credo della scienza. Non abbiamo spazio per la magia, non riusciamo a crederci. Quello che ci limitiamo a fare è descrivere le pratiche con uno studio che non riuscirà a farci comprendere al 100% questa pratica misteriosa.

Allora iniziamo a stabilire se si tratta di Esocannibalismo, dove la vittima non appartiene al gruppo che pratica l’atto ma ne è estraneo, come un nemico, o di Endocannibalismo, quando la vittima è un elemento della propria comunità, come un defunto, un reietto, un deforme.

Studiamo la metodologia, tutte le fasi della pratica: la tribù si riunisce per piangere il defunto, o la folla è galvanizzata dallo sciamano che invoca morte per favorire gli dei, o il clan punisce un clan nemico.

E poi assistiamo alla pratica del banchetto, integrale o selettivo, in base al culto.

Nessuno si rifiuta, nessuno è turbato, nessuno appartenente a quelle piccole sfere culturali si sottrae dalla pratica, perchè non è disgustosa, non è ripugnante e non è un tabù.

Ovvero, non è nè disgustoso nè ripugnante perchè non è un tabù.

Non possiamo stabilire cosa sia meglio o meno, non possiamo dare nessuna graduatoria, perchè ancora cadremmo vittime del nostro punto di vista e della nostra morale attuale. Eppure etichettiamo questo costume come se fosse una pratica legata solo a popoli primitivi, incapaci di raggiungere il nostro stesso livello tecnologico.

..e quello che non riusciamo a metterci in testa

La realtà è un po’ diversa, e semplicemente la rifiutiamo, in quanto il nostro non conoscere ghettizza immediatamente le realtà scomode ad un mondo lontano dalla civiltà che ci nobilita così tanto.

Tutti proviamo quegli impulsi “emotivi” che possono portare al nutrirsi di un uomo. E se ci soffermiamo su noi stessi, possiamo veramente stupirci. Quello che escludiamo come “elemento magico” è in realtà un momento di grande passione, di eccitamento, che può veramente avvenire in una società come la nostra in casi isolati e volendo potrebbe anche essere reso legale!

Tecnicamente, tutti ci nutriamo di nostri simili: iniziamo con il cordone ombelicale, nutrendoci del cibo che genera la nostra stessa madre, e veniamo allattati con il latte del suo seno. E quella della nutrizione, insieme all’atto sessuale, è una delle più grandi fonti di appagamento emotivo dell’uomo.

Nonostante vi sia molta critica attorno agli studi Freud, dobbiamo concordare sul fatto che molte teorie, per quanto non ancora provate a livello biologico al 100&, risultino molto convincenti e ci introducano alla riflessione su alcuni collegamenti di avvenimenti: Freud stesso definisce una fase orale del bambino dove sperimenta il mondo circostante attraverso la bocca. Si succhia un dito, succhia dal seno della madre, si infila in bocca qualsiasi cosa. Poi cresciamo, proviamo affetto e diamo baci, abbracci. Siamo passionalmente coinvolti in atti sessuali, con fantasie e corpi a confronto, tra morsi, giochi di lingue.
Come ci avviciniamo alle pratiche sempre più eccitanti, più possiamo trovare gli elementi alla base della pratica del cannibalismo.
Le perversioni sessuali, che sicuramente non appartengono solo ad assassini ed ai ghettizzati della società, sono solo un velo di fronte a due corpi nudi e sudati che eseguono un rito comune a tutti i popoli.
NSFW MORE:
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Nutrirsi di carne umana è una pulsione legata ad un evento, sia un caso estremo di sopravvivenza, sia una ritualità coinvolgente, sia una pulsione mirata al piacere.

E se l’atto sessuale è limitato e vincolato poichè visto da una tradizione o una religione, non dobbiamo meravigliarci se mangiare carne umana sia peccato.

In sostanza, gli ingredienti del cannibalismo sono gli stessi dell’atto sessuale, o dell’omicidio, e la digestione del risultato dipende semplicemente dalla mentalità e dalla cultura storica della civiltà soggetto.

Oltre la carne

Nel 1979 viene distribuita la pellicola Cannibal Holocaust, che riesce a farsi definire come un

opera contraria al buon costume e alla morale

dove oltre alle cruenti scene truci(non spoilero nulla, guardatelo e meditate, eretici!) è abbinata una morale finale, una forte critica ad una civiltà cannibale che non è quella degli indios antropofagi ma la nostra, che non si fa scrupolo di nulla per perseguire le proprie ambizioni nei confronti di chi è considerato inferiore, nel film i protagonisti che sacrificano una tribù e i propri amici pur di avere tutto impresso su pellicola. Sono quindi loro i cannibali, come lo sono i giornalisti oggi, che per di assicurarsi lo scoop sensazionalistico per primi sono pronti a nutrirsi delle disgrazie delle persone, disgrazie di cui a loro volta si nutrono i telespettatori, altri cannibali, che non seguono più la vicenda per informarsi, ma per sentirne e sentirne ancora, preferendole ad altre, forse più utili.
In questi ultimi anni la cronaca nera è diventata da supplemento a vera fonte di audience, e noi continuiamo a nutrirci delle storie e dei particolari, al di là della risoluzione del caso, priorità di facciata.
Siamo circondati da cannibali e non ce ne rendiamo conto, relegando il significato alla presenza della carne.

Conclusioni

Tiriamo le somme: la nostra società considera un tabù il nutrirsi di carne umana.
C’è un motivo reale? Uccidere una persona per mangiarla è tipica degli assassini cannibali, nelle civiltà che oggi lo praticano esiste una motivazione che viene accettata.
E se fosse un morto? Rimane un tabù radicato, genericamente disgustoso, legato ad altri fattori, come il rispetto per il defunto o la questione dell’anima, che però viene tranquillamente bruciato e distrutto, oppure smembrato per donare gli organi, aperto per verificare autopsie ( a tale proposito ricordo a tutti una scena di Mondo Cane, dove eseguono una autopsia su un uomo riempito di sacchi di eroina per contrabbandarla).
Dimentichiamo spesso anche quegli elementi della cultura fumettistica: Chi non ha nell’immaginario i Vichinghi di Asterix che bevono la “cranica” dai teschi dei vinti? E chi è rimasto disgustato dalla scena? Nessuno! Saturi come siamo da rappresentazione di vampiri che bevono sangue umano, o degli zombie che mangiano cervelli e carne umana, che non destano neanche paura, abbiamo completamente spostato ed accumulato le idee sul lato “tanto è tutta finzione” che appena spunta l’argomento nella vita reale generiamo le idee di un gesto orribile di cui sono capaci solo i mostri. E l’industria cinematografica ancora una volta insegna l’adattamento, introducendo il concetto di snuff movie, facendoci cioè credere che la pellicola sia una ripresa reale di fatti orribili realmente accaduti, dove qualcuno ci lascia le penne in maniera brutale (per maggiori info, leggete l’articolo apposito di @webdatabank )

Ovviamente è molto più “tollerato” l’omicidio, atto di cui questa società è satura, nonostante sia peggiore nella scala di valori basata su dei valori “oggettivi”, o la guerra, dove miliardi di persone sono sempre coinvolte in situazioni che con il proprio mondo civile non trovano nessun riscontro.

Rimane quindi un tabù, e rimarrà tale fino al momento dell’esigenza alimentare: non si fa altro che parlare della sovrappopolazione, di come stiamo uccidendo il pianeta ecc ecc. Che ci vuole ad immaginare un futuro distopico dove l’unica fonte di cibo rimasta per la sopravvivenza è un allevamento di uomini?

Per fonti e Approfondimenti:

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77 Commenti

  1. Avatar di BenedettoXVI BenedettoXVI 16/5/2012 04:23

    Mia sorella mangia le unghie (a volte anche le mie, mentre dormo), è da considerarsi cannibale? E anche necrofila, dal momento in cui son cellule morte?

  2. Avatar di Sam Crow Sam Crow 16/5/2012 07:56

    “Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi”..il cannibalismo è presente anche da noi, un sacco di persone mangiano il corpo di cristo tutti i giorni

  3. Avatar di laure3 | NC13 laure3 | NC13 16/5/2012 09:59

    Bell’articolo.

  4. Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 16/5/2012 10:28

    Pongo un punto: Freud è un pirla.
    Tornando seri, il cannibalismo è un tabù sociale estremamente forte.
    Io non sono un esperto ma quando mi diletto a leggere di società scoparse non posso fare a meno di notare che ad esempio gli abitanti dell’isola di pasqua, messi alle strette, si mangiavano l’un l’atro, mentre i vikinghi groenlnadesi, nella stessa situazione, non hanno mai varcato tale linea.
    Qeusta sembrerebbe una vittoria della società sull’istinto, ovviamente 2 casi non fanno statistica però il retroterra culturale delle popolazioni ha un peso non indifferente.
    Fino a che la politically correctness non ha edulcolorato gli studi antropologici seri era comunenmente accettato che le popolazioni del passato si mangiassero le une con le altre (maggiori dettagli nel post su nachino) e questo creava nella controparte un rafforzamento della sua posizione (se tu negro ti mangi il tuo amico e io bianco no, tu sei inferiore e io ti posso schiavizzare) ma ne rafforzava al contempo il tabù (io sono bianco, non mangerei mai il mio amico, anche se magari mi servirebbe, perchè questo è una cosa da razze inferiori che ci siamo arrogati il diritto di schiavizzare).

    • Avatar di sangi sangi 16/5/2012 16:13

      Pongo un punto: Freud è un pirla.

      +1

      io sono bianco, non mangerei mai il mio amico, anche se magari mi servirebbe, perchè questo è una cosa da razze inferiori che ci siamo arrogati il diritto di schiavizzare

      DON’T BE RACIST. RACIST IS A CRIME AND CRIME IS FOR NIGGERS

      • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 16/5/2012 16:17

        Io odio i razzisti e i negri

        • Avatar di sangi sangi 16/5/2012 16:19

          E come non citare la sempreverde:

          Non sono razzista! Mi stanno solo sul cazzo cinesi e rumeni!

          • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 16/5/2012 16:28

            O l’intramontabile

            Io non sono razzista, sono loro che sono negri

            • Avatar di sangi sangi 16/5/2012 16:34

              Oppure per uscire dal razzismo ma entrare nella stupidità

              Se bestemmi ammetti che per te Dio esista!1!!1oneone!!!1

              • Avatar di WinstonSmith WinstonSmith 16/5/2012 17:22

                Ma che c’entra?

                Comunque, penso sia importante anche l’organizzazione sociale; in una società basata sulla fratellanza come quella delle Sippe dei vichinghi che @nicholas ha citato, mangiare un altro uomo sarebbe endocannibalismo, fenomeno quasi assente nell’umanità (ad eccezione di un popolo, se non erro, dell’Amazzonia, che però mangiava parti dei morti per scopo simbolico), e quindi, presumo, impossibile.

              • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 16/5/2012 17:29

                Endocannibalismo io lo conoscevo per le popolazioni della guinea, per le quali è importante seppellire i propri avi dentro di se (mangiandoseli).
                Cmq gli antropologi concordano sul fatto che l’endocannibalismo, se non strettamente regolamentato (quindi ad esempio di genitori morti) porti rapidamente la società a sfasciarsi in un clima di diffedenza e caccia alle streghe.

                Cmq, cosa più importante, questa è la row dei commenti cazzata, il tuo è serio doevevi farlo più in basso :rofl: :D

              • Avatar di WinstonSmith WinstonSmith 16/5/2012 17:45

                Sì, i Foré mi sembra; ma è mai esistito l’endocannibalismo (escludendo questi casi appunto regolamentati)?

              • Avatar di WinstonSmith WinstonSmith 16/5/2012 17:48

                Perché odiare i negri per il colore della loro pelle? Ci sono mille buoni motivi per odiare i negri!

              • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 16/5/2012 17:48

                Probabilmente si, ma si ipotizza che in tali casi una società scivoli verso la disgregazione, ossia se mangiare quelli dell propria tribù è lecito ognuno è potenzialmente un nemico o un pasto il che porta al sospetto (è morto caio, come mai? non è che qualcuno voleva mangiarselo?) e alla destabilizzazione dell’ordine sociale.
                Di conseguenza non possiamo escludere società endocannibali ma visto che ad oggi non ce ne sono è probabile che, se mai sono esistite, siano scomparse autodisgregandosi.

              • Avatar di sangi sangi 16/5/2012 18:05

                Perchè quando vedi un albanese in bici per strada lo devi pestare a sangue?
                Perchè la bici è la tua.

  5. Avatar di Sakurambo Sakurambo 16/5/2012 10:29

    C’è inflazione di articoli sul cannibalismo.
    Mi viene il dubbio che, vista la crisi, in molti stiano cominciando a pensare che cibarsi dei propri simili è un ottima soluzione per risparmiare con il cibo :D

  6. Avatar di William J. William J. 16/5/2012 11:08

    Di “Cannibal Holocaust” ne ho parlato anche qui.
    Se ti va, per completezza, linka l’articolo sugli snuff movies nel tuo post.
    ;)

  7. Avatar di Itomi Itomi 16/5/2012 11:58

    Interessante e :select:

  8. Avatar di sabas | Puffo Hater sabas | Puffo Hater 16/5/2012 13:37

    Lo snu snu è cannibalismo?

  9. Oggi la nostra cultura si è evoluta, la nostra tecnologia è cresciuta e ha generato il credo della scienza.

    Dopo questa frase altro che select, io sposterei l’articolo nel cestino… :facepalm:

  10. avatar pingitore 16/5/2012 17:39

    Domandina:
    Come mai hai scritto gli ultimi tre “articoli” sul cannibalismo?

    da vegetariano propongo poi un’altra ottica:
    piuttosto che riconoscere che la carne umana non è poi tanto diversa dalla carne di mucca e quindi concludere che non dovrebbe essere disgustoso mangiare carne umana, mi piace pensare che chi si mangia un hamburger da macdonald, se dovesse squartare un bovino ogni volta che lo fa probabilmente ne sarebbe parimenti disgustato (stessa premessa ma conclusione opposta).

    Altrimenti, metti feci umane trattate e nascoste in un kebab, e la gente continuerà a mangiarli. Non conta quale che sia la sostanza di ciò che si mangia, conta se chi mangia ne è consapevole.

    Si badi che mi piacciono gli hamburger, non è per disgusto che non li mangio.

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 16/5/2012 17:44

      Pointless.
      Non useresti il pc se vedessi lo schifo che c’è sotto la tastiera.
      Poi è vero che la nostra società spersonalizza la morte e che a livello pratico (anche se c’è la storia dei prioni che finalmente ho capito) dovrebbe essere uguale, ma proprio per questo c’è un tabù sociale.

    • Avatar di sangi sangi 16/5/2012 18:09

      I vegani/vegetariani sono inferiori. Stavo per scrivere “persone” inferiori ma non me la sento di considerarvi tali.

  11. Avatar di Bettons - Faccio Pena!! Bettons - Faccio Pena!! 16/5/2012 18:00

    @winstonsmith attento a non far confusione:

    Endocannibalismo -> L’individuo appartiene alla comunità

    Esocannibalismo -> L’individuo non appartiene alla comunità

    Le modalità di cannibalismo sono poi differenti in ogni ambito, per esempio può avvenire che un ladro della propria comunità venga punito e divorato, o un nemico di una tribù rivale venga ucciso e mangiato di conseguenza.

    L’endocannibalismo non puoi dire che sia poco diffuso, non conosco le cifre ma credo che sia allo stesso livello dell’esocannibalismo.

    Senza contare i casi zoologici, come i criceti, in cui possono valere entrambi i casi: se ha una cucciolata troppo grande, uccide e mangia i figli più deboli perchè non riuscirebbe ad allevarli tutti (endoc.); se si compie l’errore di accarezzare un cucciolo, la madre non lo riconoscerà più come figlio, e se lo mangerà (esoc.)

    @pingitore ho scritto due articoli sul cannibalismo, i BDS non fanno testo! in realtà sarebbe la continuazione dell’altro, e spero di pubblicare presto l’ultimo, sul cannibalismo zoologico.

    Viene additato come un male assoluto da molti, ed è la sintesi del tabù. Un opinione estesa a tutti ed elevato a dogma interiore; è un dovere parlarne oggettivamente, per evitare che sull’argomento si sprechino solo parole vuote ed ignoranza. Anche se sicuramente non ho le conoscenze specifiche che l’argomento merita, se non altro vi siete ritrovati a pensarci e a discuterne, e già questo è fonte di soddisfazione, credetemi!

    Ah, tra l’altro io non mi sognerei mai di mangiare carne umana! Pensate che a volte non riesco neppure a mangiare il pollo fritto se mi capita di immaginare il cadavere del pollo!

  12. Avatar di sangi sangi 16/5/2012 18:11

    Ma er cannibalismo è quello degli spini, ve’?

  13. Avatar di czubek czubek 16/5/2012 19:39

    Parlare di tabù è complesso, soprattutto considerando che la definizione di tabù presuppone un’idea di società che non riesce ad avvicinarsi neanche col pensiero ad una determinata situazione, sia essa concreta od emotiva.
    Il tabù, per definizione, appartiene ad insiemi di individui…
    ma se si pensa che persone come Michel Brunet stanno dando esempi che potrebbero ricondurre l’essere umano ad una parentela possibile con altri primati…
    la specie Homo Sapiens Sapiens dovrebbe avere delle matrici comuni indipendentemente dalla società…
    Una delle basi fondamentali ad ogni individuo della nostra specie è l’alimentazione…
    la nostra alimentazione è innatamente carnivora, erbivora od onnivora?
    e dipende solo da fattori genetici ed epigenetici (l’epigenetica ha azione concreta e reale sui geni umani… intendendo come epigenetica l’aggiunta di radicali all’emielica… come il metile, ad esempio…) oppure ha una componente fondamentalmente ambientale o ancora comportamentale (ed anche qui individuale o sociale)?
    Insomma… in base alla risposta che si vorrà (potrà?) a dare ad alcune di queste domande penso che si ottenga un’argomentazione differente comunque corretta…
    Per esempio se ponessimo un’alimentazione onnivora geneticamente decisa, all’interno della quale la digeribilità della carne umana, sia cotta che cruda, non crea alcun problema (ma neanche un estremo vantaggio, data la scarsa diffusione anche in periodi di carestie…) e magari trova un riscontro magico religioso…
    ecco che il cannibalismo è appannaggio anche nostro! almeno possibilmente…
    ricordate, ad esempio, che nei riti cattolici l’ostia rappresenta il corpo di un semidio, mentre il sangue, per transustanziazione, diventa vino…
    se invece non c’è contemplazione di neutralità/vantaggio nell’assimilazione di carne umana, la composizione logica cerebrale raggiunta dal nostro grado evolutivo dovrebbe risolvere la questione in un “non siamo cannibali”.
    Però non so di alcun sperimento in questo senso che possa determinare correlazioni significative in un senso o nell’altro…
    PS: non datemi mai più del bimbo minchia! :rofl:
    PPS: bell’articolo! :fav:

  14. avatar grandenapo 16/5/2012 23:08

    Non ho letto i precedenti articoli e non sono certo le mie riflessioni non siano già state fatte, nel caso perdonatemi.
    Il perchè il cannibalismo sia considerato un tabù lo dice secondo me molto bene Richard Dawkins nel suo libro “il gene egoista” (a proposito l’ho letto dopo averne sentito parlare su LN).
    Ad un certo punto del libro l’autore spiega perchè non ci siamo evoluti tutti come dei Rambo né perchè siamo diventati tutti dei Woody Allen.
    Semplicemente perchè in un mondo popolato di 99 Rambo e 1 Woody Allen la lotta per la procreazione porterebbe ad un massacro degli uomini Rambo lasciando molte donne per l’uomo Woody, la generazione seguente, vedrebbe scenari simili ma con più uomini Woody (il papà si è riprodotto con le vedove Mrs. Rambo i cui mariti si sono ammazzati tra di loro per copulare ad lib) che aumenterebbero in percentuale.
    Supponiamo che arrivino al 99 su 100.
    A questo punto l’unico Rambo avrebbe vita facile e prevarebbe nella riproduzione di generazione in generazione.
    E ritunghete, siamo al primo caso, quindi ?
    Quindi non si possono avere popolazioni al 100% composte di uomini Rambo o al 100% di Woody ed ecco che Dawkins, come per i giochi di ruolo, parla di strategie evolutive stabili e non stabili.
    I due casi estremi che abbiamo visto non sono stabili.
    La selezione naturale e l’ambiente però sono dei potenti stabilizzatori e, in poche generazioni, farebbero raggiungere un equilibrio stabile tra Rambo e Woody.
    Credo che al cannibalismo si possa applicare un discorso simile e anzi, come nei limiti, per X (numero di cannibali) che tende a zero si raggiunge, come logica impone, una strategia evolutiva stabile.
    In un villaggio basterebbero uno o due cannibali per portare il gruppo all’estinzione.
    Anche in questi anni le notizie di cannibali non sono zero bensì pochissime, tendenti appunto a zero, il cannibalismo non è sparito del tutto e le paure, le proibizioni, i veti hanno creato questo cocktail che chiamiamo “tabù”.
    Lo so che è una spiegazione semplicistica ma questo, per l’appunto e come sosteneva Popper, dovrebbe suffragare una tesi non inficiarla.
    Vado a cena , chi si mangia ? ;-)

  15. avatar urano 21/12/2012 00:07

    bah, ho letto gli ultimi due articoli “cannibalici”, ma mi sembra che manchi il punto “fisiologico”.
    il cannibalismo non è un tabù solo sociale. anzi, mi potrei quasi spingere a dire che è stato introdotto per ragioni sociali (magiche, mortuarie, criminali, ecc…)
    è vero che il cannibalismo è presente nel mondo animale, ma sempre in maniera piuttosto marginale.
    soprattutto tra i mammiferi.
    e la ragione è appunto fisiologica.
    cibarsi di propri simili, soprattutto se indeboliti o malati, è un modo facile di cercarsi guai.
    qualsiasi malanno abbia indebolito il cibo avrà le porte spalancate di un altro individuo in buona salute in cui ricominciare.
    è la stessa ragione per cui c’è un ancestrale tabù sull’incesto.
    il modo in cui gli organismi funzionano rendono il cannibalismo una strada pericolosa.
    che poi questi comportamenti fisiologici siano stati codificati in norme sociali è un passo ulteriore.

    altra cosa, l’uomo onnivoro o carnivoro.
    con una moglie vegetaria non ne posso più di discutere questa cosa.
    l’uomo è fisiologicamente e funzionalmente onnivoro.
    la nostra stessa dentatura ed il nostro apparato digerente non sono quelli di un erbivoro.
    abbiamo i canini, non abbiamo il rumine e non attacchiamo i legami beta delle catene di cellulosa.
    d’altra parte abbiamo i molari ed incisivi piatti, quindi non abbiamo funzionalità di puro strappo come i coccodrilli.
    la verità è che i primati, e l’uomo tra essi, si è evoluto mangiando tutto quel che poteva. principalmente prodotti di raccolta: frutti, semi, bacche, radici, qualche piccolo uovo.
    la maggior parte della componente proteica derivava ancora dalla raccolta, ma di insetti: ce ne sono tanti, scappano lentamente e sono nutrienti.
    poi, con il perfezionamento della caccia di gruppo, una o due volte la settimana magari dopo aver corso dietro una lepre per mezza giornata riuscivi a mangiarti una coscia di carne.
    e questo viene dimenticato spesso da chi crede che l’uomo sia carnivoro e si mangia due bistecche a pranzo ed a cena prima di risedersi sul divano…

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