
Ed eccoci ritrovati per la seconda parte della storia di Big!
Dopo il periodo di gloria del triumvirato Levi-Pini-Passeri, durato dall’88 al 91, iniziò la fase calante del programma. Giorgia Passeri abbandonò la televisione, un po’ per delusione ed un po’ per dedicarsi alla famiglia, ed alla conduzione si avvicendarono personaggi che avrebbero usato Big come trampolino di lancio per la loro futura carriera in Rai, sia nei programmi dei ragazzi che non. Arrivarono infatti in successione: Carlo Conti, Giovanni Muciaccia e, nel 1993, ultimo anno del programma, Maria Teresa Ruta e Dado Coletti (detto l’Immortale, dato che in 20 anni non è cambiato di una virgola).
Proprio negli ultimi anni di vita di Big arriva tra gli autori un personaggio di alto profilo, un beniamino anche per noi di Lega Nerd, una figura talmente potente che la sua foto può essere messa solo in approfondimento:
Ma ora basta con il sensazionalismo e sotto con i cartoni!
Nausicaä della Valle del Vento
Ebbene sì, su Big è stato trasmesso uno dei capolvori del Maestro, in versione macellata manipolata per trasformarlo in serie televisiva… un sacrilegio, ma almeno abbiamo avuto la possibilità di vederlo, altri suoi lavori in Rai hanno subito sorti ben peggiori.
Nessuna sigla a disposizione, quindi beccatevi un bellissimo brano dalla colonna sonora.
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In principio: Storie dalla Bibbia
Coproduzione italo-vaticano-giapponese che vede alla direzione Osamu Tezuka (sì, proprio quello di Astro Boy e Kimba).
26 episodi che portarono a tensioni tra il Vaticano e Tezuka, soprattutto per le scelte di quest’ultimo di come rendere le storie dell’Antico testamento.
Per questa serie oltre alla sigla siamo riusciti a recuperare la prima puntata nella sua interezza!(e se vi piace, sul tubo trovate anche le altre) Da notare comunque che il brano iniziale è il Movimento 1 di Mask di Vangelis
L’orso Yoghi
Qui non credo ci sia bisogno di presentazioni. Una delle creature più note della produzione della premiata ditta Hanna & Barbera, in Italia è molto famoso anche per la particolare caratterizzazione che gli diede il suo doppiatore, Francesco Mulè. Per Yoghi non c’era una vera e propria sigla, quindi in approfondimento potete vedere una puntata a caso presa da YouTube.
L’ispettore Gadget
Le avventure dell’ispettore più imbranato del mondo (secondo forse solo a Clouseau) e della sua geniale nipotina Penny, anche se secondo me era Bravo, il cane, il vero eroe del cartone. Contro gli scagnozzi del Mad, comandati da Boss Artiglio, il prode ispettore riusciva a salvarsi grazie ai suoi improbabili gadget, dall’elicottero nel cappello alle gambe a molla.
Hop-hop gadget-sigla!
Il fiuto di Sherlock Holmes
E qui, signori, c’è da togliersi il cappello. Forse una delle serie più sottovalutate della storia della televisione italiana, Il fiuto di Sherlock Holmes è, a mio modesto parere, un piccolo capolavoro.
Coproduzione italo-giapponese, è frutto della collaborazione di Miyazaki (e si vede) e di Gi e Marco Pagot. Se i nomi vi suonano familiari sappiate che sono i figli di Nino Pagot, creatore di Calimero.
Il cartone è una reinterpretazione, in chiave più leggera, dei racconti di Sherlock Holmes, in cui tutti i personaggi sono animali antropomorfi. Se non l’avete mai visto, fatelo SUBITO, vi assicuro che non rimarrete delusi.
DuckTales
Se non conoscete DuckTales siete delle persone male. Forse una delle migliori serie prodotte dalla Disney per la televisione (assieme a Darkwing Duck e Gargoyles), narra le avventure in giro per il mondo di Qui, Quo e Qua assieme al loro zio Paperone. Se per caso vi foste mai chiesti che fine aveva fatto Paperino, lo si vede nella prima puntata arruolarsi in Marina(?!) e partire in giro per il mondo.
Ma ciancio alle bande, eccovi la sigla! E non vi vergognate a cantarla, tanto la sapete tutta a memoria.
Finisce qui la storia di Big!, ma presto, molto presto, andremo a seguire quello che fu il suo successore spirituale: Solletico! Alla prossima, sempre qui su DoYouRemember!
Fonti:









L’ispettore gadget e DuckTales… visti in replica, ovviamente, ma li adoravo!
Eheh, ragazzina
Ducktales!
Mi ricorderò per sempre la puntata dove zio paperone trovava un tempio d’oro dei maya pieno di scheletri (mi cacai in mano) con la cupidigia d’oro che lo rendeva pazzo e le monetone a fare da specchio convergente e fondere il tempio.
Accetto il consiglio di riguardarmi il fiuto di sherlock, ovunque ci sia sherlock qualcosa di buono esce.
Qua la vita a Paperopoli è un gran sballo
Corri, voli in aereoplano ma che sballo!
storie di paperi, ma che bei paperi
Duck Tales, uh uh!!!
Ho tutte le puntate salvate da qualche parte, le tengo da parte per i posteri!
c’è un canale su youtube, si chiama ziopaperone, con tutte le puntate caricate
lady, you made my day
Cosa buona e giusta
Oddio che bel regalo! Grazie!
Penso che in realtà sia ZionePaperone (l’ho appena cercato e questo è quello che ho trovato
)
Grazieeeeeeeeeeee!!!
Stasera li guarderò tutti con mio figlio, con il groppo in gola e la lacrimuccia per i bei tempi ormai passati
Io in videocassetta, in coda a qualche altro film, dovrei avere la puntata dove Qui Quo Qua trovano un genio della lampada: ricordo nitidamente la scena dove chiedono gelati giganti che piovono nella magione di zio Paperone
Zio paperone alla ricerca della lampada perduta!
perché quando Gaia chiede un’ “elefantino”?
Ho la preziosissima VHS della Lampada Perduta, il lungometraggio di DuckTales
La custodisco gelosamente.
Io ne ho anche un’altra, non ricordo il titolo preciso ma c’è “L’abominevole uomo delle caverne”, che poi è una lei, e si innamora di Paperone!
Lo conosci?
Ce l’ho anche io da qualche parte, ma l’ho anche noleggiato per le cuginette
LOL vero!
Ricordo un’altra puntata che dovrei avere, con degli esseri bislunghi strani, una specie di barbapapa se non ricordo male, e una corsa sul carretto in una grotta gigantesca tipo miniera… maledetti ricordi frammentari
Non la ricordo proprio
Forse me la sono inventata…
EDIT: No! È Paperremoto
…che per la cronaca è tratta da un albo di Carl Barks
@squitty come buona parte delle storie di DuckTales. L’idea era proprio quella della rivisitazione chiave moderna delle storie classiche di Carl Barks.
Divertente che nessuno commenti la presenza inquietante di Giacobbo
È un gombloddo!
Siamo tutti in estasi dopo aver rivisto la sigla di DuckTales…
Io ho rotolollato duro!
ragazzi, me lo ricordo come fosse ieri: 1995 suonavo col mio gruppo all’assemblea d’istituto di fine anno.
Con noi si esibivano altri gruppi stratamarri. Non sapevamo con cosa aprire la nostra esibizione (ciascuna formazione poteva presentarsi con tre brani) e abbiamo scelto la sigla di duck tales.
L’ha cantata un’intero istituto superiore e dopo il secondo brano c’è pure toccato fare il bis!!!
Ma grandissimi!
ho ancora la registrazione su nastro!
Maledetto Gadget, ho dovuto aspettare le action figures per sapere che faccia avesse Boss Artiglio!
(sento di aver dato un’idea a qualcuno…)
L’Ispettore Gadget… bei tempi! Con il vecchio doppiaggio che forzatamente gratificava la sua origine francofona (il cane, invece che Bravo, era chiamato Finot) e la sigla cantata da Chiambretti…
Ma davanti allo Sherlock Holmes con i cani antropomorfi, tanto di cappello! Anche da quello ho iniziato ad amare i Pagot (da riscoprire a ritroso) e il grande Miyazaki… Imposto a forza nel doppiaggio, ma risultante simpatico, il lupo-Moriarty piemontese.
E Duck Tales… una serie che, oltre a rivalutare i classici (negli USA Archimede finalmente comprimario non solo di sfondo), fu capace di introdurre un personaggio come Jet McQuack, punto d’incrocio narrativo con le serie successive Talespin e Darkwing Duck, e la strizzata d’occhio tipicamente anni ’80/primi anni ’90 di Robopap.
Bei ricordi
Il fiuto di Sherlock Holmes, ADORABILE!!! Non mi sono persa una puntata, e sono riuscita a trovare un confanetto con tutta la serie!!! Mi fa morire dal ridere anche adesso (a distanza di 20 e passa anni….).
Il professor Moriarty che parlava in torinese era qualcosa da vedere… Mamma mia che bei tempi!
Bell’articolo!!!