Is anyone up? Analisi di un fenomeno web #LegaNerd
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Abbiamo già introdotto in maniera un po’ maldestra isanyoneup.com in questo post di ieri, ma è chiaro che questo sito non va semplicemente “linkato” con una battuta, ma va spiegato il piccolo fenomeno generato da Hunter Moore, il suo creatore.

Prima un po’ di storia: il sito è nato alla fine del 2010, quando Hunter si ritrova per le mani una serie di foto di una sua “pretendente” senza vestiti: per quanto possa sembrare strano a noi italiani puritani è infatti abbastanza comune l’invio di foto in tenuta adamitica e posa osé nel mondo anglosassone, in particolare negli Stati Uniti, dove le ragazze sono leggermente più propense a prendere l’iniziativa.

Insomma, Hunter si ritrova con queste foto, la tipa continua ad inviargliene e lui le accumula fino a quando non gli viene l’idea di farci un intero sito sopra.

Nasce isanyoneup.com (Danger: NSFW!) in pratica un sito in cui richiede a chi vuole di inviargli le foto ricevute da ragazze via email o mms o simili, sia come vendetta verso una ex, sia come semplice sputtanamento in seguito a questo comportamento particolare in voga negli States.

Il successo è istantaneo: cavalcando il tema scabroso e particolare Hunter si guadagna subito una copertura stampa eccezionale, ne parlano tutti, puntando sull’argomento “ci si vendica della propria ex su isanyoneup.com” e roba simile, quando, come spiegato, non è certo solo questo il punto.

Dopo due anni il sito attualmente genera più o meno 30 milioni di pageview al mese e Hunter passa 12 ore al giorno a smistare la roba che gli arriva, creando di sua mano i nuovi articoli, aggiungendo a fondo articolo di volta in volta un tocco personale nella forma di una gif animata, altra piccola chicca del sito, che fa sorridere e crea unicità.

Non solo: Hunter evidentemente sa come si lavora in questo campo e crea (o comunque spinge dopo che si sono creati spontaneamente) una serie di hashtag e termini specifici del sito, creando di fatto una community che commenta gli articoli e non si limita a scorrerli fappandosi: un valore non certo da poco (mi ricorda qualcosa).

Ecco che allora nascono tutti i termini più assurdi, trasformati in hashtag che spesso salgono le classifiche di Twitter fino alle prime posizioni: Gnargoyle sono quelle ragazze che inviano le loro foto di parti intime ai propri ragazzi o possibili tali senza rendersi conto che non hanno certamente il migliore degli aspetti, insomma sono disgustose ai più. Lo stesso discorso vale anche ovviamente per gli uomini, detti Mangoyle.

Urban Dictionary: Gnargoyle

E poi il più famoso di tutti: NBHNC, o #NBHNC o No ButtHole No Care, cioè in pratica se non mi fai vedere il buco del culo non mi interessi, tanto per essere fini, hashtag spinto da Hunter Moore sul sito e su twitter, tanto da essere usato abbondantemente oltre i confini di isanyoneup.com in ogni tipo di situazione.

Urban Dictionary: NBHNC

Altra idea geniale: ad ogni submitter è richiesto di indicare il link al profilo facebook o simili della persona che sta sputtanando, in modo che Hunter possa postare uno screenshot del profilo, per assicurare che quella ragazza o ragazzo sono reali e non si tratta di semplici foto pornografiche scaricate da internet.

Un tocco essenziale che distingue isanyoneup dalla marea di siti “amateur” presenti sulla rete e che ne ha sicuramente decretato il successo tra gli appassionati del genere.

Nonostante il sito faccia abbastanza cagare, sia graficamente che come funzionalità, Hunter Moore è riuscito a portare avanti il suo progetto egregiamente da un punto di vista della community management e del social marketing, facendo nascere un vero e proprio fenomeno della rete, questo gli va riconosciuto a prescindere da cosa si possa pensare, da un punto di vista morale e legale, di lui.

Concludo proprio sulla questione legale: non sono un esperto di diritto americano, ma quello che è certo è che Hunter ha ricevuto decine (ovvio) di denuncie per diffamazione e similari, addirittura una da Facebook per l’uso improprio degli screenshot tratti da Facebook appunto.

Contro Facebook ha vinto facile: Hunter infatti fa i propri screenshot da sloggato, cattura quindi i profili delle ragazze nella loro forma più pubblica, di questo non può essere accusato di nulla.

Contro chi lo ha denunciato per diffamazione ha invece usato un cavillo legale che non ho perfettamente capito (non sono un esperto e neanche mi interessa sinceramente), ma che più o meno combina il passaggio di diritti di una foto al DMCA americano per togliersi ogni responsabilità diretta.

In pratica e detta in termini semplici e diretti: se sei una figa che mi manda le sue foto a gambe aperte io posso poi farne quello che voglio, perché nel momento in cui me le invii perdi ogni possibilità di reclamarne un uso improprio.

Se poi io decido di pubblicarle su un sito creato in crowdsourcing in via anonima la responsabilità non può cadere sul suo creatore, esattamente come Youtube o Google non si prendono la resposabilità dei video pirata postati sui loro network, ecc.

C’è tutto un Term of Service lunghissimo che se volete potete leggere qua e ovviamente il sito spiega chiaramente che sia i soggetti che chi invia le foto devono essere maggiorenni al momento dello scatto e dell’invio al sito, questo per evitare denunce per pedofilia o simili.

Fino ad ora ha vinto ogni causa pare e il sito è online da due anni, quindi qualcosa di vero c’è un questo stratagemma legale.

Insomma, a parte questa parte legale di cui non dubito continuerete a parlare nei commenti e di cui mi frega come dicevo poco o niente, Isanyoneup.com è una idea semplice realizzata bene e Hunter Moore ha saputo applicare quelle due o tre regole del social marketing molto bene alla sua creatura portandola sotto i riflettori grazie all’argomento scelto: non solo cavalcandolo il più possibile con dichiarazioni provocatorie (“mi piace rovinare la vita alle persone”) e claim più che azzeccati (“Pure Evil”).

Non esprimo un inutile giudizio morale sulla questione, piuttosto ne apprezzo i risvolti tecnici. A voi il resto della discussione nei commenti, l’argomento è sicuramente interessante.

Per approfondire:

Isanyoneup.com (NSFW!)
Is Anyone Up su Wikipedia
How Hunter Moore Could Get Into Legal Trouble For The Revenge Porn On IsAnyoneUp (Forbes.com)
Hunter Moore, Creator of ‘Revenge Porn’ Website Is Anyone Up?, Is the Internet’s Public Enemy No. 1 (The Daily Beast)
The Man Who Makes Money Publishing Your Nude Pics (The Awl)

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lunedì 2 aprile 2012
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