
Rami. Possono essere stupefacenti.
Questa immagine è forse della prima generazione di “foto non demotivanti” apparse con la canonica forma di un Demotivational.
Fail, ma non importa: è di una tenerezza infinita.
L’animaletto in questione è un esemplare di Tarsius syrichta.
Un piccolo primate adorabile e coccoloso, famoso fino a poco tempo fa per restarsene spesso impalato con la bocca spalancata per un non ben precisato motivo. Discreto e silenzioso, con un adorabile musetto stupito.
Torce il collo anche di 180°, ha una lunghezza media di 40 cm di cui ⅔ sono purissima coda. Su Wiki il resto della descrizione.
Qualcuno ipotizzava sbadigliasse, semplicemente, ma non è così.
Marissa Ramsier della Humboldt State University, California, ha svelato insieme ai suoi colleghi il mistero che si celava dietro la faccina sciocca e sconvolta della scimmietta.
Il piccoletto, infatti, urla e potrebbe urlare come un forsennato per giorni sulla vostra spalla (o ad un ramo lì a fianco) e voi neanche lo sentireste.
Nessuno dei suoi predatori più comuni, quali volatili, serpenti o lucertoloni, può sentirlo: questo è il suo vantaggio. Un sistema di comunicazione sicuro che permette ai Tarsius di chiacchierare tra loro o mandare messaggi di pericolo in quasi completa tranquillità.
Si nutre prevalentemente di insetti oppure piccoli pipistrelli, ma di questi ultimi solo se capita di acchiapparli al volo. Loro possono infatti sentirlo.
Perché loro sì e voi no?
Semplice, il piccoletto urla ad una frequenza che può variare tra i 70 kHz e i 90 kHz.
Neanche a dirlo, sopra i 20k noi sentiamo niente.
Le balene arrivano a 120kHz, non è che la scimmietta sia quindi così stupefacente per la frequenza in sé, ma è riuscita comunque ad attirare l’attenzione.
Il Tarsius, infatti, è l’unico primate conosciuto al mondo che comunichi esclusivamente attraverso gli ultrasuoni. Ce ne sono altri capaci di sfruttarli per comunicare, ma fino ad ora si erano solo scoperti primati che avevano sempre emesso anche qualche verso udibile all’uomo.
Qui potete sentire una versione del suo verso ad una frequenza udibile anche dalle nostre scarsissime orecchie.
La notizia qui.
Approfondimento sul Tarsius Syrichta qui.


Però qua abbiamo un po’ di problemini coi tag vedo: primati, animali, suono, frequenza, comunicazione, voce… così impari a sniperarmi
@mokkori Giusto, ma perché non li correggi tu stesso, caro il mio Editor che si vantava tanto dei propri super poteri?
ma se si è lanciato sui tag e non ha notato ANIMELETTO…
Perché come io farò più attenzione a quel che scrivo, d’ora in poi farai più attenzione anche te ai tag e cercherai di spenderci qualche minutino in più
Ueh mica te la sarai presa vero? Ci tengo a far migliorare gli autori anche dal punto di vista della forma, sia per avere meno lavoro, sia perché fa piacere quando un articolo è fatto bene in tutto e per tutto.
Tranquillo, non so perché ma pensando ai tag quelli non mi sono passati neanche lontanamente in testa… ma non me la sono presa, anzi li ho aggiunti subito
Mostra Spoiler ▼
Ok.
Il trucco comunque è di usare le parole che ricorrono nell’articolo che hai scritto e, se ancora non bastano, di usare parole che hanno a che fare con le prime.
Tipo parole che fanno rima?
Seriamente, nel prossimo articolo metterò tutti i tag necessari. Thanks.
Potrei sbagliarmi, ma sembra un pensiero largamente condiviso…
…scimmietta, mmmph.
Molto interessante. Anyway, il suono a frequenza udibile e fatidioso da morire.
Forse è una fortuna non poterlo sentire normalmente
Bellissimo articolo
automatico quando si parla di animali!
… quasi perché sono in pericolo?
Sì e anche perché alcuni animali possono sentirli comunque
Interessante!