
“..d’infinite solitudini, di lacrime e di vento, di sangue e di follie è la sabbia del deserto, di eroi senza volerlo, di amori senza fine, di strade nella polvere che incrociano le vite.”
Tutto ha inizio nella Nuova Inghilterra, 138 anni dopo la Grande Tenebra. Nel mondo post-apocalittico (Quale anno migliore per questo articolo XD) e medievaleggiante seguito all’impatto di un meteorite sulla terra , Brendon, tra un whiskey rinforzato e l’altro, gira in lungo e in largo sempre alla ricerca di nuove imprese. Accompagnato dall’inseparabile doppietta e dal fedele destriero Falstaff, attraversa pietrosi deserti abitati da feroci nomadi mutanti e metropoli desolate, cattedrali di pietra abbandonate da ogni forma di vita fino a giungere nelle città della Nuova Era, permeate di violenze e di soprusi. Ma chi è Brendon?
Nato a Stonehaven, nella Scozia del Dopocatastrofe, Brendon è un cavaliere di ventura. La sua vita viene sconvolta a 12 anni quando su di lui cala l’ombra della Luna Nera, una setta esoterica di feroci assassini che distrugge la sua famiglia e cambia per sempre il suo destino.
Brendon è un gran “sciupafemmine” (ricorda molto il bonelliano per eccellenza: Dylan Dog), ha un carattere duro ma un animo nobile, è uno spirito libero e selvaggio, sempre pronto a schierarsi dalla parte dei più deboli; un eroe che combatte i mostri generati dal sonno della ragione, in un mondo che cerca di risorgere sulle ceneri del precedente, ma che non riesce a liberarsi dei suoi fantasmi.
Nella nuova era i cavalieri come lui si dice siano nati il 31 febbraio, perchè appartengono ad un mondo che ormai non esiste più.
Il fumetto Brendon, pubblicato dalla Sergio Bonelli Editore (Pace all’anima sua) , è stato ideato e scritto da Claudio Chiaverotti. Ha esordito nel giugno del 1998 ed è giunto ora al numero 82.
Vi consiglio questo capolavoro, impregnato di tinte fosche, horror e a tratti anche splatter!!!
Per chi volesse approfondire vi rimando qui al sito della casa editrice:
sergiobonellieditore.it

candido2k 11:51 am on gennaio 18, 2012 | 422631
In queste parole è racchiusa tutta la banalità di cui è pregna l’opera (e non solo quella citata) di Chiaverotti, il quale ha avuto il grande merito, se non altro, di uccidere un personaggio come Dylan Dog, facendolo diventare uno di quei mostri di banalità e ipocrisia che in passato l’indagatore dell’incubo soleva combattere.
Brandon è un “capolavoro” del fumetto come la Fiat Duna lo è della tecnica e del design.
Ti perdono perché sei giovane e hai la passione dentro.
Thal 12:15 pm on gennaio 18, 2012 | 422647
è molto bello il setting dell’opera, meno la caratterizzazione dei personaggi che sono sfigatelli stereotipati.
Quando viaggiavo molto in treno lo compravo sempre proprio perchè è una lettura idiota che non fa pensare ma affascinante.
candido2k 1:32 pm on gennaio 19, 2012 | 422988
È una caratteristica di molti Bonelli. Diciamo che alcuni esagerano con l’idiozia, però..
frash_89 9:25 am on gennaio 19, 2012 | 422956
Il mondo è bello perchè c’è anche gente che considera la Duna un capolavoro del design, e non hanno niente per cui farsi perdonare
JamesElio | Nè 1:51 pm on gennaio 18, 2012 | 422689
No, io sono nato oggi. #sapevatelo
pesy 3:42 pm on gennaio 18, 2012 | 422733
ho i primi numeri e devo dire che mi garba un sacco come fumetto, ma purtroppo su da me non l’hanno più portato…ed ero piccolo per andarlo a comperare in giro …damn… ora mi costerebbe un botto ripartire da dove ho smesso….comunque….gran bel fumetto