Apollo 18 - impressioni a caldo #LegaNerd

Come un topolino viene attirato dal formaggio, io finisco sempre vittima dei mockumentary.

Eh sì, sono rimasto così affascinato da Blair Witch che finisco col cadere in tentazione ogni volta che mi viene propianto un clone del genere.

Già perchè alla fine credo di essere un grande sostenitore del cinema horror “arraffazzonato”, artigianale o comunque non propriamente fatto per mostrare. Stimo tantissimo la capacità di un regista di suscitare terrore e inquietudine con mezzi semplici, credo sia un ottimo espediente per far immedesimare il pubblico.

Beh quest’anno direi che ho fatto un discreto pieno di mockumentary visto che mi son cuccato L’ultimo Esorcismo, Trollhunter, ESP Fenomeni Paranormali, Paranormal Activity 3 e infine Apollo 18.

Niente male per una stagione!!!

Ho bandito la recensione de L’ultimo Esorcismo perchè si è rivelato qualcosa di assolutamente indegno, un prodotto assurdo che davvero non ha nulla a che vedere con i film del genere.

Sugli altri due film ho espresso giudizi assolutamente negativi perchè sono davvero delle ciofeche galattiche ma non al pari de L’esorcismo.

Tollhunter mi ha stupito, lasciando però molti dubbi dietro di se.

Su Apollo 18 invece mi trovo un po’ diviso.

Già perchè il film si apprezza soprattutto per quel che riguarda l’aspetto tecnico, davvero ineccepibile, ma ha forti carenze sul versante della sceneggiatura.

Veniamo quindi alla trama.

1974, il Dipartimento della Difesa USA lancia il segretissimo programma della missione Apollo 18. Tre astronauti della NASA vengono inviati sul lato oscuro della Luna per raccogliere dei campioni di roccia ma non troveranno solo quelli.

Ah, quanta suspence si respira da queste poche righe di plot, manca giusto uno slogan d’effetto tipo nello spazio nessuno può sentirti urlare!!!

Già, la pecca della pellicola è senza ombra di dubbio la scarsa originalità della trama.

Ci troviamo di fronte al classico film dei mostri che vengono invasi nel loro territorio e reagiscono all’attacco sterminado tutto e tutti.

Purtroppo la scontata trama è ancorpiù penalizzata da una lentezza lancinate.

Credo che complessivamente il film non superi gli 80 minuti, ma si sentono uno dopo l’altro perchè tra le claustrofobiche scenografie e le passeggiate sul suolo lunare la monotonia non viene mai spezzata da veri e propri colpi di teatro.

Peccato perchè, come già detto prima, il regista ha saputo imprimere alla pellicola un tono molto credibile.

Guardando il “real footage” lasciato dagli astronauti sembra proprio di vedere le pellicole degli anni 70 con la grana in evidenza, le bruciature, lo sfarfallio tipico delle riprese di allora.

Anche scenografie e costumi sono sempre molto adeguati con ottime ricostruzioni dei moduli lunari e della superficie stessa del satellite.

Sulla recitazione forse c’è qualche imperfezione, ma il cast i sconosciuti aiuta comunque l’immedesimazione.

Alla fine non credo valga la pena privarsi della visione di Apollo 18 non tanto perchè sia chissà quale film ma piuttosto perchè affronta l’approccio documentaristico sotto un altro punto di vista esattamente come, a modo suo , ha fatto Trolljegeren.

Ecco, qui siamo sicuramente ad uno scalino inferiore, ma un tentativo credo che lo si possa comunque concedere ad Apollo 18 almeno solo per ripagare gli scenografi e i costumisti dell’ottimo lavoro svolto.

Probabilmente il film risente molto del viral marketing che recentemente, a causa di internet e dei vari Cazzenger, Mistero & Co., si è creato attorno alle missioni lunari.

Veri o falsi che siano i dubbi che ruotano attorno alle vere prodezze siderali degli astronauti statunitensi e sovietici creano un hype notevole attorno alla pellicola ed è normale rimanere delusi quando si capisce che oltre a quanto mostrato nel trailer non c’è molto altro.

Pubblicato in contemporanea su schermosplendente

Alessandro Mercatelli a.k.a. squitty

giornalista prestato al mondo della legge ma rapito dall’universo cinematografico

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