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Giusto ieri ho frequentato un seminario sull’esperimento OPERA, in cui sono stati mostrati interessanti aggiornamenti (pubblicati anche su arXiv). Per una spiegazione dell’esperimento e su cosa siano i neutrini andate qui.

Nuova presa dati

Una delle critiche più importanti di carattere pratico era legata al tipo di fascio utilizzato, tipico dell’SPS (l’acceleratore utilizzato per l’esperimento), il quale ha un andamento periodico ma continuativo nel tempo, tradotto c’è un fascio continuo di protoni ad intensità che varia periodicamente nel tempo che va a sbattere sul bersaglio per produrre i pioni ed i kaoni che decadranno producendo neutrini. Sarebbe quindi, a detta dei detrattori dell’esperimento, difficile capire se c’è un errore nei dati riguardanti l’intervallo di tempo rilevati e potrebbe generare degli errori statistici.
Per questo motivo in questi ultimi mesi, invece che usare il tipico fascio dell’SPS, si è usato quello tipico degli esperimenti LHC, cioè un fascio composto da vari pacchetti, detti “bunch”, i quali vanno uno alla volta, ad un intervallo di tempo predeterminato, a colpire il bersaglio. Questo porta a misure più precise, ma al contempo più rarefatte, infatti arriveranno meno neutrini al Gran Sasso rispetto al fascio “SPS”.
I risultati rispetto questa nuova misurazione sono compatibili con quelli della misurazione precedente, confermando quindi i dati ed escludendo la possibilità di errori dovuti al fascio o alla statistica.

Altre critiche

Tra le altre critiche mosse all’esperimento, alcune erano legate al fatto che non si fosse utilizzata la relatività per la misura dei tempi, un apparato piuttosto complesso che utilizza anche un satellite, o nel calcolo delle distanze via gps, cosa che invece si è fatta. Sono comunque in via di sviluppo ulteriori rivelatori nel lato CERN dell’esperimento per determinare con maggiore precisione dove e quando il neutrino si è generato.
Altre critiche derivano dal fatto che i neutrini provenienti dalla supernova SN 1987A registrarono velocità molto inferiori ma l’esperimento MINOS, seppure con una incertezza molto maggiore sui dati, con neutrini ad energia paragonabile a quella di OPERA (così non è per la supernova) ha trovato una velocità simile.

Come abbiamo visto, perciò, non sono state trovate evidenze di errori nella misura, quindi non ci resta che aspettare i risultati del nuovo esperimento targato Fermilab e di una versione aggiornata di MINOS per vedere se confermeranno i dati.

APPROFONDIMENTI:
-Pubblicazione su arXiv
-Neutrino
-Pagina dell’esperimento OPERA (in inglese)
-I neutrini hanno massa
-Esperimento OPERA
-I neutrini violano la conservazione dell’energia?

[Lezioni di Fisica] è la rubrica di divulgazione scientifica curata da @il-cavaliere-di-berzelius

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