Quando gli uomini allattano #LegaNerd
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”La combinazione di stimolazione manuale del capezzolo e iniezioni ormonali può sviluppare il potenziale latente di produrre latte nel padre in fiduciosa attesa”.
Jared Diamond – “Father’s Milk”, febbraio 1995.

A suo tempo Darwin ipotizzò (notando la completezza delle ghiandole maschili) che nelle nostre specie antenate i cuccioli fossero allattati anche dagli esemplari maschi, ed ai giorni nostri questo fenomeno pare reale e viene attribuito principalmente a tre cause:

– uso di farmaci cardiaci o neurolettici;
– ormoni femminili, utilizzati dai transessuali o dai malati di cancro alla prostata;
– combinazione di stress, lavori faticosi e scarsa alimentazione.

In questo articolo cercherò di esaminare il fenomeno sotto più punti di vista.

Nel regno animale


Gli appassionati di natura ed i biologi conosceranno sicuramente il Dayak, un pipistrello detto “della frutta” che vive Borneo che ha una singolare caratteristica: i cuccioli vengono allattati anche dai maschi della specie, che possiedono ghiandole mammarie ben sviluppate ed affiancano la femmina nella nutrizione dei cuccioli.
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Anche nei Columbidi (colombe, piccioni et similia) gli esemplari maschi secernono un prodotto lattiginoso, chiamato” latte di gozzo” con la quale nutrono i piccoli nei primi giorni di vita alternandosi alle femmine.

Storia e miti


Nella storia possiamo trovare testimonianze di questo singolare fenomeno: ad esempio Aristotele scrisse di alcuni maschi di capra che allattavano i cucicoli, in un editto dell’imperatore cinese K’ang Hi risalente al 1728 troviamo la testimonianza di tre uomini soggetti alla produzione di latte, Thomas Bartholin (medico naturalista, 1616-1680) testimoniò un altro caso analogo e Alexander von Humboldt (esploratore naturalista, 1769-1859) appoggiato da varie testimonianze, scrisse di un uomo di origine indiana che allattava il prorio figlio dopo che la madre si ammalò.
Tolstoj ne scrive nel romanzo “Anna Karenina” dedicando un breve tratto all’argomento, e se ne parla anche nel Talmud (תלמוד), cioè uno dei testi sacri dell’ebraismo.

In Asia Minore all’interno del tempio di Labraunda (Labranda) troviamo una raffigurazione di un dio dotato di sei seni disposti a triangolo.
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Ovviamente non mancano le leggende nostrane che parlano di “uomini-madre”, come in provincia di Belluno, ove si narra di S. Mamante, un uomo che passeggiando su un sentiero trovò un neonato ed iniziò a pregare Dyo per sfamarlo. All’improvviso avvenne il miracolo: gli si gonfiò il petto e potè allattare il pargolo. Notare che questo mito è presente anche presso altre città italiane o addirittura altri paesi, come Irlanda ed Islanda, ed è conosciuto anche con altri nomi, come Mammante, Mammano, Mammas o Mammete che derivano probabilmente da S. Mama di Cesarea, e sarebbe un martire vissuto nel III secolo A.C.
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Tralasciando l’allegoria del rigonfiamento così estremo del seno probabilmente questo fu un caso di allattamento paterno che si tramutò in “mito con contorno di miracolo” per la mancanza di conoscenze che abbiamo oggi grazie alla medicina moderna.

Infine troviamo traccia dell’argomento anche in una versione della fiaba “Pollicino” nella quale il bimbo viene allattato da un gigante per sei anni, divenendo così alto, robusto e forte.

Casi documentati


I primi casi studiati furono alcuni prigionieri sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti, alcuni soldati tornati dalle guerre di Corea e Vietnam, e addirittura 500 uomini prigionieri nei “laogai”, i “campi di lavoro” cinesi.
George Gould e Walter Pyle nel saggio ”Anomalies and Curiosities of Medicine” scritto nel 1986 documentarono alcuni casi, ma il primo corredato di materiale fotografico risale al 2002. Un uomo che abita a Walapore (Indonesia), dopo la morte della moglie provocata da un parto difficoltoso, porse il proprio capezzolo alla figliola per calmarla e farla smettere di urlare, rimanendo sorpreso dalla fuoriuscita del bianco liquido che sfamava la piccola.
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Una consulente per la maternità di nome Laura Shanley affermò di aver svolto un esperimento dopo aver letto il saggio “The Tender Gift: Breastfeeding” (1978, di Dana Raphael) mirando a provare che bastasse l’autosuggestione per indurre un uomo a produrre latte. Chiese al marito di ripetere ogni sera davanti allo specchio di poter allattare e, a detta sua, dopo una settimana al pover’uomo si gonfiò un pettorale ed uscirono delle gocce di latte.

”Quant’è naturale la ricetta in scatola della Nestlè o i succhiotti realizzati da sottoprodotti del petrolio? Se la produzione di latte negli uomini fosse davvero innaturale non esisterebbe. Il fatto che esiste mi porta a credere che forse l’allattamento maschile è un sistema di back-up della natura. In ogni caso, è un fenomeno interessante”.
Laura Shanley.

Anche alcuni studi medici del ‘900/2000 sembrano confermare questa possibilità fisiologica (Patty Stuart Macadam, “Male Lactation”, in Compleat Mother n. 43, 1996) e persino il noto attore americano Dustin Hoffman ammise di aver portato la nipotina al proprio capezzolo e di aver visto fuoriuscire qualche goccia di latte.

”Ho sentito quasi la tendenza ad allattare. Non ce ne rendiamo conto, ma mentre ci formiamo nell’utero, abbiamo delle ghiandole per fare il latte, prima che ci differenziamo in maschi e femmine e che Dio sappia se farci maschi o femmine. Se ci pensate, perché gli uomini hanno i capezzoli? Lo produciamo anche noi. Non ci pensavo finché non ho iniziato a produrne qualche goccia”.
Dustin Hoffman – [via]

Inserisco in approfondimento un video che mostra la fuoriuscita di latte da un capezzolo maschile.
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Pensieri e riflessioni personali


Qualche studiosa femminista indica l’esaltazione dell’allattamento materno come una moderna trappola sociale volta ad imprigionare le donne nel ruolo di “badanti” della famiglia e delle mura domestiche, altre lo paragonano ad una superiorità femminile nella procreazione.

Purtroppo sull’argomento non sono state svolte delle ricerche scientifiche davvero approfondite, ma se dovessero venir confermate in maniera inconfutabile queste informazioni forse saremmo costretti a rivedere gli ruoli all’interno della famiglia perchè se anche un uomo potesse allattare un bambino, si instaurerebbe un rapporto profondamente differente, includendo uno svezzamento anche da parte del padre…

Personalmente la sola idea di portare un neonato al mio capezzolo mi da i brividi (probabilmente li darebbe anche all’ipotetico bebè di turno) ma non tutti potrebbero pensarla così e questo ci porta alla domanda formulata dal ricercatore Jared Diamond:

“Non sarei sorpreso se alcuni dei miei colleghi più giovani, e certamente gli uomini della generazione di mio figlio, sfruttassero la possibilità di allattare i propri figli. L’ostacolo che rimarrà non sarà più di carattere fisiologico, ma psicologico: ragazzi, siete tutti in grado di superare la vostra fissazione che l’allattamento al seno è un affare per le donne?”.
Jared Diamond

Secondo voi se un uomo potesse allattare il proprio figlio, cosa comporterebbe a livello sociologico? Cambierebbe qualcosa o rimarrebbe tutto immutato?

Fonti:
menstuff
noirpink
Wikipedia
unassistedchildbirth
ermopoli
paperblog

Bibliografia
– “Latte di padre”, Roberto Lionetti, Grafo edizioni, 1984.

William J.

William J. a.k.a. webdatabank

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