Star Wars tra scienza e mito [3/4] #LegaNerd

«Il viaggio è fondamentalmente un evento interiore […] L’eroe è il simbolo di quell’immagine divina creativa e redentrice che è nascosta dentro ognuno di noi e che aspetta solo di essere trovata e riportata in vita»

J. Campbell, «L’Eroe dai Mille Volti», Guanda, Parma 1958, p.15

Avviamoci con questo articolo alla conclusione della parte letteraria del mio lavoro sulla saga di Star Wars, affrontando gli aspetti mitologici che si celano dietro le avventure del nostro eroe, Luke Skywalker.
Nella scorsa puntata, che potete leggere qui, vi ho illustrato la saga Lucasiana analizzandola come se fosse una fiaba, riscontrando una corrispondenza notevole tra le avventure di Luke e quelle di un qualsiasi protagonista di una qualsiasi vecchia fiaba, da Pinocchio a Cappuccetto Rosso.

Ma se c’è qualcuno che George Lucas ha seguito alla lettera, con il quale ha collaborato alla stesura della sceneggiatura, quello è Joseph Cambell.

Joseph Campbell e il viaggio dell’eroe

«Non sapevo cosa stavo facendo a quel tempo [si riferisce alla stesura della sceneggiatura del film]. Iniziai a lavorarci su, a fare ricerca, a scriverlo, e un anno passò. Scrissi molte bozze di questo lavoro e a un certo punto incappai ne L’eroe dai mille volti. Era la prima volta che iniziai davvero a mettere a fuoco il progetto. Una volta letto il libro dissi a me stesso: “È questo il genere di mito che stavo cercando di descrivere, è lui”. […] Fu L’eroe dai mille volti che mi fece orientare in quelle 500 pagine di storia per capire quale dovesse essere la trama, quale la conclusione, quale il “focus”, quale il dispiegarsi della storia complessiva. Era tutto là; ed era là da migliaia di anni, come il prof. Campbell aveva spiegato. E mi dissi: “ci siamo”. […] È possibile che se non mi fossi imbattuto in quel libro starei ancora scrivendo Star Wars»
George Lucas, The Hero’s Journey: Joseph Campbell on his life and works, 1990

Oltre ad avere molti tratti in comune con la fiaba, Star Wars è ancor prima di tutto un ottimo ritratto delle avventure dell’eroe mitologico: infatti, mentre la trilogia non era che un abbozzo di idee e situazioni, Lucas scopre il libro “L’eroe dai mille volti” del prof. Joseph Campbell (il quale collaborò poi alla stesura della sceneggiatura), saggista e storico delle religioni che ha dedicato la sua vita alla mitologia comparata, con particolare riguardo alle teorie di Carl Jung.
Ciò che è emerso dagli studi del prof. Campbell è un unico, comune sentiero su cui camminano i protagonisti dei miti e delle religioni di ogni continente: da Achille a Buddha, passando per Beowulf e Mosè, ognuno di essi ha condiviso il medesimo pattern of behaviour, le stesse situazioni e lo stesso percorso di crescita.
Campbell definisce questo insieme ordinato di avventure e situazioni come “Monomyth”, Monomito, o “hero’s journey” cioè viaggio dell’eroe; il termine monomyth deriva dal romanzo di James Joyce Finnegan’s Wake, del quale il professore era un accanito fan.

Le 17 tappe
Dopo un lungo e metodico lavoro, Joseph Campbell riuscì a dare una forma precisa a questa sequenza di avventure dell’eroe, definendone diciassette stadi raggruppati in tre sezioni.

1. PARTENZA
Appello all’avventura: l’eroe vive in una situazione di tranquillità, al sicuro, finché il destino non bussa alla sua porta. L’eroe prende visione di una zona sconosciuta che lo attende (montagne, terre lontane, abissi marini); è il caso di Odisseo, trascinato attraverso il Mediterraneo da Poseidone, o di Teseo, che ode le orribili storie sul Minotauro.
Rifiuto della chiamata: spesso l’eroe non si sente pronto per affrontare il proprio destino e rifiuta l’appello. È un gesto pericoloso, che può costare la perdita di status di futuro eroe (si veda, nella Bibbia, il caso della moglie di Lot: destinata ad essere salvata dalla distruzione di Sodoma, è restia a partire, a seguire la chiamata, ed indugia a guardare la città; Dio la punisce trasformandola in una statua di sale).
Aiuto soprannaturale: una volta accettata la chiamata, l’eroe riceve un aiuto (solitamente sotto forma di talismano) da una persona che incarna il potere protettivo e benigno del destino. L’esempio più classico è quello di MyISAMnna che dona a Teseo la spada e il filo, prima che questi entri nel labirinto.
Attraversamento della prima soglia: l’eroe giunge al confine tra mondo conosciuto e ignoto, alla linea che lo separa dai pericoli, ma anche dall’avventura e dalla gloria promessa. Tale confine è governato da dei guardiani, che possono apparire anche sotto forme benigne (genitori, amici) ma il cui fondamentale compito è impedire che l’eroe si inoltri nel suo percorso di iniziazione.
Il ventre della balena: la separazione finale dell’eroe dal mondo conosciuto. Inizia per lui il viaggio verso l’ignoto, anche quello interiore: non bisogna dimenticare infatti che il viaggio dell’eroe è prima di tutto un viaggio spirituale, dove il protagonista si immerge nel proprio inconscio emergendone con rinnovata consapevolezza di sé. Spesso questa fase è rappresentata da un momento di vera e propria morte dell’eroe, che deve appunto rinascere a nuova vita (Dioniso, ancora mortale infante, viene divorato dai titani per ordine di Era; sarà la pietosa Vesta a salvare il suo cuore e a ridare a Dioniso una nuova vita come divinità).

2. INZIAZIONE
Gli ostacoli lungo il cammino: entrato nel mondo sconosciuto, l’eroe deve subito affrontare una serie di prove, che a volte fallirà; è solo che all’inizio del suo cammino.
L’incontro con la dea: l’eroe entra in contatto con una figura femminile che rappresenta la madre terra, colma di bontà, amore e sentimento. Essa rappresenta tutto ciò che di bello attende l’eroe alla fine della sua prova: per questo, se il protagonista è una donna, la “dea” è il bellissimo marito (generalmente un dio) a cui è destinata (si veda in questo senso la favola di Amore e Psiche).
La donna tentatrice: rappresenta la tentazione, generalmente sotto forma di piacere carnale; il cedimento del protagonista alle sue offerte significherebbe il fallimento della sua missione. Non necessariamente questa figura appare sempre sotto forma di donna.
L’incontro con il padre: fulcro di tutta l’avventura dell’eroe, rappresenta il momento in cui questo assume la propria indipendenza. Il padre è la figura che incarna la potenza e quindi anche il potere sul figlio: l’eroe, ribellandosi ed affermandosi, esautora questo potere rivendicandolo per sé; tuttavia, il rapporto con il genitore può esaurirsi anche nella ricerca della sua approvazione, che una volta ottenuta assicura all’eroe uno status più elevato. Numerosissimi sono gli esempi di questa fase: su tutti, nella mitologia greca, la storia di Zeus e Crono, corrispondente a quella romana di Giove e Saturno, mentre tra i miti norreni figura l’eroe Sigfrido, che uccide il malvagio padre adottivo Reginn.
Apoteosi: l’eroe si trasforma dopo aver superato le precedenti prove, raggiunge un elevato grado di consapevolezza, a volte dettato dallo stretto contatto con la morte; spesso vi è anche un cambiamento nel suo aspetto esteriore.
Il premio finale: il Santo Graal, l’oggetto ultimo della ricerca, generalmente guadagnato dopo una battaglia o una prova molto dura.

3. RITORNO
Rifiuto del ritorno: dopo aver vissuto la spettacolarità dell’ignoto, l’eroe potrebbe non voler ritornare al mondo comune e ordinario, e desiderare quindi di ripetere l’avventura appena conclusasi.
Il volo magico: l’eroe si allontana in maniera rocambolesca, spesso inseguito, dal luogo dove ha acquisito il premio finale.
L’aiuto finale: l’eroe ha bisogno di una guida decisa che lo riporti alla vita di tutti i giorni; per certi versi, è come se la società stessa, il mondo ordinario, stesse richiamando a sé l’eroe che è ormai distante da troppo tempo.
L’attraversamento della soglia del ritorno: l’eroe deve ritornare al mondo ordinario con il premio ricevuto, in maniera spesso difficile, che comporta svariate sofferenze. Questo attraversamento infatti è l’opposto di quello tra il mondo ordinario e la prima soglia: mentre quello rappresentava la morte, questo rappresenta la rinascita, il consapevole ritorno alla vita.
L’eroe dei due mondi: il protagonista del viaggio raggiunge lo stadio del trascendente che gli permette di oltrepassare di nuovo la soglia del (non più) ignoto senza dover affrontare ulteriori prove. In campo religioso, l’esempio perfetto è quello di Cristo che, risorgendo dopo tre giorni, diviene capace di dominare sia il mondo terreno che quello ultraterreno; facendo riferimento invece ad una sfera più umana, “l’eroe dei due mondi” è colui che ha raggiunto l’equilibrio tra spirito e corpo.
Libero di vivere: l’eroe ha finalmente la libertà di scegliere il proprio futuro, libero da ogni paura, spiritualmente elevato; generalmente, si dedica a diffondere i suoi insegnamenti come profeta, saggio o maestro, oppure intraprende nuove avventure.

Il viaggio nella saga

Il percorso tracciato da Campbell trova un’applicazione quasi perfetta a tutti i film di Guerre Stellari, considerati sia come singoli che nella loro totalità. Ciò è dovuto al fatto che lo stesso professore collaborò notevolmente con Lucas per la sceneggiatura, come il produttore ha più volte affermato.
Tuttavia, ancora una volta le esigenze cinematografiche piegano leggermente il monomyth di Campbell: alcuni passi come la trasfigurazione, l’incontro con il padre o l’aiuto soprannaturale, appaiono più volte se si considera la trilogia nel suo insieme; nel complesso però lo schema resta sostanzialmente rispettato e si declina nel modo seguente:

PARTENZA
-Appello all’avventura: Messaggio olografico spedito da Leila, mediante R2D2, che giunge inaspettatamente ad un ignaro Luke
-Il rifiuto: Gli zii proibiscono a Luke di allontanarsi dalla fattoria, sia in futuro per iscriversi all’accademia per piloti, sia in breve tempo per cercare il vecchio Ben Kenobi
-L’aiuto soprannaturale: Obi-Wan interviene a salvare Luke dall’attacco dei predoni Tusken; gli dona la spada laser; prima reticente, il giovane si convince poi a partire, dopo aver scoperto che i suoi zii sono stati uccisi dalle truppe imperiali
-Attraversamento della prima soglia: Luke, Obi-Wan e i due droidi si dirigono verso la Morte Nera a bordo del Millenium Falcon, guidato da Han Solo e Chewbacca; i due piloti sono stati reclutati nel malfamato porto spaziale di Mos Eisley, che con i suoi brutti ceffi (alcuni aggrediscono Luke e Han) rappresenta il “guardiano” della prima soglia
-Il ventre della balena: Il Millenium Falcon viene catturato dal raggio traente della Morte Nera, e si ritrova al suo interno: viene ripreso anche il tema del labirinto, poiché i protagonisti non conoscono la fisionomia dell’astronave, fatta di intricati e tortuosi corridoi

INIZIAZIONE
-Gli ostacoli: I protagonisti affrontano gruppi di truppe imperiali svariate volte, riuscendo infine a giungere alla cella di Leila e a liberarla
-L’incontro con la dea: Leila Organa rappresenta la salvezza, la compassione, il premio finale: ma è al tempo stesso decisa e determinata, intraprendente; essa è il simbolo del radioso futuro che attende l’eroe se riuscirà a portare a compimento la sua missione. Si scoprirà poi come essa sia in realtà la sorella di Luke (spesso la dea è infatti la sorella o la madre dell’eroe).
-Donna tentatrice:La tentazione è rappresentata dal Lato Oscuro della Forza: più volte si manifesta in tutta la trilogia, ma Luke riesce sempre a resistervi
-Incontro con il padre: Il duello con Darth Vader: Luke combatte strenuamente, per giungere poi al momento di riconciliazione e di perdono, quando il padre si sacrifica per salvarlo
-Apoteosi: Il cambiamento è interiore (Luke apprende l’uso della Forza, diventa un Jedi) ma anche esteriore: dopo aver perso la spada laser, ne costruisce un’altra, e anche i suoi abiti cambiano, dalla tunica bianco-marrone all’abito nero
-Il premio finale: L’Impero è distrutto; Luke è diventato un Maestro Jedi

RITORNO
-Rifiuto del ritorno: Luke non vuole abbandonare il padre morente, e si ostina a volerlo portare con sé: sarà proprio Anakin che spingerà il figlio ad andarsene prima che sia troppo tardi
-Volo magico: Luke si allontana dalla Morte Nera che sta esplodendo alle sue spalle, scampando alla morte per un pelo; lo stesso pericoloso viaggio è percorso da Lando Clarissan, a bordo del Millenium Falcon, dopo aver colpito il cuore dell’astronave
-Aiuto: L’aiuto decisivo è quello dei comandanti dell’Alleanza Ribelle e di Lando Clarissan che, dopo aver tradito Luke e i suoi compagni, è ora il fautore della buona riuscita della missione
-La soglia del ritorno: Luke ritorna sulla Luna boscosa di Endor, dove lo attendono i suoi amici. Erige una pira funebre per il corpo del padre, a cui assiste con dolorosa e solitaria sofferenza
-Eroe dei due mondi: Luke riesce a vedere, durante i festeggiamenti, i tre fantasmi di Forza dei vecchi Maestri che gli sorridono: Obi-Wan, Yoda e suo padre nelle sembianze del giovane Anakin Skywalker
-Libero di vivere: Mentre osserva i tre fantasmi, Luke viene abbracciato da Leila, che lo riporta ai festeggiamenti: sorridente, il giovane acconsente, conscio di avere davanti a sé un futuro radioso e pieno di speranza.

Si conclude a questo punto il nostro excursus letterario nella Galassia lontana lontana…nel prossimo (e ultimo) episodio cercheremo di analizzare scientificamente proprio la sopracitata Galassia! Quanto è grande? Come è strutturata? Quante razze la popolano, quante lingue si parlano? È realizzabile la tecnologia che ci viene mostrata oppure è solo frutto dell’immaginazione e i viaggi iperspaziali non saranno mai una realtà nel nostro universo?
Domande a cui avrete presto una risposta ;)

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