
Prefazione
Alfred e John sono due amici di vecchia data, il cui passato e presente sono volutamente inseriti tra le righe dei loro dialoghi: lo scopo degli episodi è proprio quello di lasciare al lettore la possibilità di farsi un’idea del tipo di persone che sono i due protagonisti, a partire da quello che dicono. E’ volutamente omessa ogni descrizione delle ambientazioni, ogni sfumatura emotiva, ogni aspetto che non sia il dialogo tra i protagonisti: le poche righe che aprono ogni pezzo servono solo per dare al lettore una vaga idea della location in cui si svolge il presente dialogo.
La Paura di Dio
Le otto e mezzo, quando il sole inizia a nascondersi dietro i palazzi. Due amici chiacchierano seduti al tavolo di un bar, ormai deserto.
John: Come scusa?
Alfred: Come sarebbe “Come scusa?” Non mi ascoltavi?
John: Non è che non ti ascoltavo… è che il tramonto del sole mi ha distratto, tutto qui. che dicevi?
Alfred: Uhm… Sai John? mi hai fatto tornare in mente una cosa su cui riflettevo tempo fa…
John: Di che si tratta?
Alfred: Pensavo… quando Dio creò l’uomo, perchè l’avrebbe dotato dei cinque sensi?
John: Bè, immagino che l’abbia fatto per permettergli di percepire ciò che lo circonda. Dico male?
Alfred: No John, non dici male. Dici poco. Immagina la tua vita senza la vista… poco fa, per esempio, non ti saresti distratto a guardare il tramonto e avresti avuto modo di ascoltarmi bene e di capire a fondo quello che avevo da dirti. Oppure immagina la tua vita senza l’udito: ora stai ascoltando attentamente quello che io ti sto dicendo e così perdi di vista tutto il mondo che ti circonda… nel caso in cui ora un ladruncolo afferrasse il tuo portafogli appoggiato sul tavolo non saresti pronto per fermarlo in tempo. Quindi, ancora una volta, il tuo udito ti sta distraendo da ciò che ti circonda. Lo stesso vale per il tatto, l’olfatto e il gusto: paradossalmente ogni volta che utilizziamo uno dei cinque sensi ci distraiamo dal mondo che ci circonda per percepire solo una parte di esso, escludendo tutto il resto. Per cui, per completare la tua risposta di prima, io direi che Dio ha fornito all’uomo i cinque sensi per permettergli di percepire ciò che lo circonda, ma solo un poco per volta e mai in modo unitario.
John: Alfred… non ha senso. Perchè Dio dovrebbe limitare le possibilità dell’uomo da lui creato?
Alfred: John la risposta è semplice: quando si parla di “Dio” si parla di qualcosa di assoluto in ogni sua particolarità, giusto? E, se non sbaglio, nella Bibbia è scritto che Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza… Ecco: io penso che sia proprio qui la risposta: tutto sta nella parola “somiglianza”. Dio in un primo momento creò degli esseri basandosi sulla sua immagine, o essenza, ma poi, rendendosi conto delle loro potenzialità, conferì loro cinque sensi differenti. In effetti, così su due piedi, mi viene da pensare che Dio avrebbe anche potuto dotare l’uomo di un solo organo di senso in grado di fargli percepire tutto il mondo assieme, nello stesso momento.
John: Mi dispiace Alfred, ma non ti seguo. Eppure stavolta ero attento…
Alfred: Uhm… cercherò di essere più chiaro: se Dio avesse voluto permettere agli uomini di percepire tutto ciò che li circonda in modo unitario, senza distinguere cioè tra ciò che si vede, ciò che si tocca, ciò che si gusta… avrebbe potuto benissimo, al momento della creazione, dotarli di un solo organo recettore in grado di recepire tutto assieme, no?
John: E fino qui ci sono. Ma perché dicevi prima che Dio avrebbe voluto “distrarre” l’uomo?
Alfred: D’accordo: fin qui ci siamo arrivati. Ora, prima di rispondere alla tua domanda, bisogna ragionare in questa direzione: da che cosa Dio vuole distrarre l’uomo? Possedendo la risposta a questa domanda sarà facile rispondere a quella che hai fatto tu. Allora, dicevamo, da che cosa Dio ha cercato di distrarre l’uomo? Io sono convinto che Dio abbia conferito all’uomo i cinque sensi per distrarlo dal suo potere intrinseco, causato dal fatto che l’uomo stesso è stato creato a immagine e somiglianza dell’essere supremo. L’uomo è in potenza Dio, ma in atto sarà sempre inferiore ad esso proprio perché dotato, a differenza sua, dei cinque sensi.
John: Il potere intrinseco all’uomo di cui parli… di che potere si tratta?
Alfred: Bè, è senz’altro qualcosa che Dio in persona teme. E cos’è che Dio potrebbe temere al tal punto, da doverne distrarre costantemente l’oggetto ultimo della sua creazione, ovvero l’uomo?
John: Che gli uomini lo dimentichino.
Alfred: Esatto John. Hai centrato in pieno il problema. Se gli uomini non avessero cinque sensi differenti ma un solo senso unitario riuscirebbero a percepire il mondo in modo univoco e arriverebbero a comprendere appieno la propria posizione, il proprio potere e le proprie infinite possibilità… e così facendo si eleverebbero giustamente ed inevitabilmente al livello occupato sino ad oggi solo da Dio in persona che, di rimando, finirebbe con l’essere spodestato e dimenticato.
John: Non so se ho capito appieno, ma temo di doverti dare ragione.
Alfred: Mica dai ragione a me: la dai al grande Charles! È grazie a lui se non dobbiamo preoccuparci di chi sia il nostro creatore: nessun creato, nessun creatore.
Fine primo episodio.
Nota: questo dialogo l’ho scritto che avevo 15-16 anni ed è stato il primo di tanti altri dialoghi scritti più di recente. Rileggendolo ora mi pare una cretinata da bamboccio, ma mi sembrava doveroso aprire i dialoghi di Alfred e John con quello che era stato il loro primo vero dialogo. 
Siate buoni con gli insulti. Altrimenti il bimbo che vive in me ne uscirà devastato.


Con piacere ti elargisco la mia FAV!
daje!
Molto molto bello, da parte mia do ragione al grande Konrad
io do ragione al grande Lebowski!
vabè era scontata
Ma perchè non fixi la punteggiatura? Che quatzo sono quei due punti di sospensione? È l’unica cosa che gli dà un’aria bimbominchiesca, ed è un peccato.
Io odio i tre puntini di sospensione, ma vedrò di correggere.
Per quanto possiate odiarli i puntini di sospensione servono a dare sfumature al tono del discorso.
Siete razzisti e classisti. Cosa vi avranno fatto mai sti puntini?
sono con te… lottiamo a favore dei puntini di sospensione… loro lo vogliono!!!
È come il sesso in tv. All’inizio piaceva, ma dopo anni e anni di abusi causa rigurgiti moralisti perfino a me che ho la coda di Jdownloader sempre piena.
No no, io li uso. Ma è che tre mi ha sempre dato l’idea che siano troppi. DUE era il numero giusto, non tre.
“nessun creato, nessun creatore”
Se l’hai scritto a 15/16 anni complimenti. Forse tu lo vedi da bimbo perché già sapevi dove volevi arrivare con questo ragionamento, ma dall’esterno non è male! Da uno che la filosofia l’ha sempre odiata…
Secondo me i prossimi dialoghi sono molto meglio di questo, ma potrebbe essere che mi sono rincoglionito e che quindi l’unico caruccio era questo mentre tutti quelli nuovi sono da buttare… chissà.
Davvero piacevole.
Cala leggermente nel finale. Bella idea, comunque
Molto bella, complimenti.
“nessun creato, nessun creatore”
FAV!
Un po’ corto, ma efficace!
wow complimenti!!!
Dio non ci vuole far sapere che esiste”pensiero profonto”… :42:
ma si chiama arthur o alfred?
bello comunque!
O mio Dio.. correggo.
Esistendo il pesce di babele non esiste Dio
” “Mi rifiuto di dimostrare che esisto” dice Dio “perché la dimostrazione è una negazione della fede, e senza fede io non sono niente”. “Ma” dice l’uomo “il pesce Babele è una chiara dimostrazione involontaria della Tua esistenza, no? Non avrebbe mai potuto evolversi per puro caso. Esso dimostra che Tu esisti, e dunque, grazie a questa dimostrazione, Tu, per via di quanto Tu stesso asserisci a proposito delle dimostrazioni, non esisti. Q.E.D. Quod Erat Demonstrandum”. “Povero me!” dice Dio. “Non ci avevo pensato!” e sparisce immediatamente in una nuvoletta di logica”
+42
ps: sono 42!
Dio teme che gli uomini dimentichino? non è proprio l’obiettivo di dio?
cmq bel testo!!!
L’ho apprezzato
Favvato
Bell’articolo, ottimi i dialoghi e per quell’età scrivevi già molto bene ( John però mi sembra un pò piatto ! )
ti sorprenderà nei dialoghi seguenti. anche @EkV aveva avuto la tua stessa impressione. Tempo al tempo.
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Complimenti!
Complimenti, se lo hai scritto davvero a 16 anni sei stato bravo, il dialogo è ben articolato. Solo sui contenuti avrei da ridire, ma non credo che questo testo abbia alcuna pretesa di veridicità, sebbene la storia possa essere carina, quindi me ne starò zitto =)
Argomento pretenzioso e trattato in maniera banale.
Le 5 battute iniziale sono inutili.
Dovrò analizzare meglio questa forma “dialogo” ma di primo acchito non mi piace.
La prima cosa che hai detto ci sta, ne possiamo parlare.
La seconda cosa che hai detto è DAVVERO inutile.
La terza: questione di gusti.
una curiosità, chiedo venia per l’ignoranza ma quando Alfred cita “Charles” a chi fa riferimento di preciso?
A Charles Darwin, naturalmente… a chi altri, senno’?
sono sempre un po’ diffidente quando qualcuno afferma di averlo scritto (detto, fatto) in giovane età. è sempre un modo per non sentirsi giudicati e non rispondere direttamente delle proprie azioni.
gli altri episodi sono tutti “freschi”. e la differenza è sensibile.
Anche a me è piaciuto tanto!!!!!