Oggi, 14 agosto, per il calendario cristiano si celebrano i Beati Martiri di Otranto. La festa dei “Santi Martiri” è il cloue dell’estate idruntina e accompagna da sempre le mie estati in Salento. Ma non è della festa che voglio parlarvi. Oggi mi sento ispirato e dopo un mese e mezzo di pausa dalla Lega, mi fiondo in una ricca lezione di storia.

Le mire espansionistiche di Maometto II


Nel 1479, con una mossa audace, il Sultano Mehmet (Maometto) II provò l’assalto della roccaforte cristiana, l’Italia, da ben due fronti: quello nord e quello sud. Dopo aver conquistato Costantinopoli nel 1453, Mehmet II cominciò a considerarsi l’erede dell’Impero romano e pensò seriamente alla conquista dell’Italia per riunire i territori romani sotto la sua dinastia: da tempo ormai dichiarava di voler usare la Basilica di San Pietro in Roma come abbeveratoio per i suoi cavalli.
Ordinò così al Visir Gedik Ahmet Pasha di guidare la flotta ottomana nel Mediterraneo nella guerra contro Napoli e Milano. Durante questa campagna, Gedik Ahmet Pascià conquistò le isole di Santa Maura (Leucade), Cefalonia e Zante (Zacinto). Come parte di questo piano, Gedik Ahmet Pascià fu inviato con una forza navale verso il tacco della penisola italiana. Dopo un tentativo fallito di strappare Rodi ai Cavalieri di San Giovanni, nel 1480 riuscì a prendere la città portuale di Otranto, dove la popolazione venne massacrata.

La battaglia di Otranto


Il 28 luglio 1480 un’armata turca proveniente da Valona, forte di 90 galee, 40 galeotte e altre navi, per un totale di circa 150 imbarcazioni e 18.000 soldati attraccò nei pressi dei laghi Alimini e si presentò sotto le mura di Otranto.
La città resistette strenuamente agli attacchi, ma la sua popolazione di soli 6.000 abitanti non poté opporsi a lungo ai bombardamenti. Infatti il 29 luglio la guarnigione e tutti gli abitanti abbandonarono il borgo nelle mani dei Turchi, ritirandosi nella cittadella mentre questi ultimi cominciavano le loro razzie anche nei casali vicini.
Quando Gedik Ahmed Pasha chiese la resa ai difensori, questi si rifiutarono ed in risposta le artiglierie turche ripresero il bombardamento.

L’11 agosto, dopo 15 giorni d’assedio, Gedik Ahmed Pasha ordinò l’attacco finale durante il quale riuscì a sfondare le difese e a espugnare anche il castello.

L’eccidio degli Otrantini


Forte della sua posizione, Pasha ordinò agli idruntini di rinnegare la loro fede cristiana onde aver salva la vita ma ricevendone un netto rifiuto, irruppe con i suoi uomini nella Cattedrale. I fedeli furono quindi tutti catturati e Ahmed cominciò un lungo discorso con l’arcivescovo che ivi celebrava il culto, Stefano Agricoli, fatto di minacce e varie promesse. La fermezza dell’arcivescovo però mandò il visir fuori dai gangheri e con la sua stessa scimitarra lo decapitò e ridusse il corpo a brandelli. La testa, infilzata su una picca, fu portata in giro per la città. Il comandante della guarnigione Francesco Largo venne invece segato vivo e il resto dei fedeli presenti nella cattedrale, tutti bambini, anziani e donne, furono massacrati uno ad uno. La cattedrale diventò così la stalla di tutta la guarnigione ottomana. Ma l’eccidio non era ancora finito.

Un piccolo esercito di giovani otrantini, 814 in tutto, si ripararono cercando di organizzarsi al meglio per la battaglia. Furono scoperti e catturati tutti e portati sul Colle della Minerva la sera del 13 agosto. Tutta la notte furono vittime degli scherni e delle minacce dei turchi che promisero salva la vita a chiunque abbracciasse la fede musulmana. Ancora una volta, la loro fermezza, innervosì il comandante Ahmed che ne ordinò l’uccisione: il primo a poggiare il capo sul ceppo dei carnefici fu un certo Antonio Pezzulla, detto il Primaldo, capo “spirituale” della piccola guarnigione. Il suo capo rotolò via, ma il corpo si pose da solo ritto all’impiedi e nonostante gli sforzi di decine di turchi, non cadde finché non rotolò la testa dell’ultimo otrantino rimasto.

La risposta cristiana


La caduta e il massacro di Otranto suscitarono viva emozione tra i cristiani; ma anche i timori di una possibile invasione, per cui alla corte pontificia qualcuno arrivò addirittura a proporre il trasferimento della corte papale ad Avignone.
I Turchi, occupata Otranto, la utilizzarono come base per scorrazzare indisturbati in tutto il Salento, seminando terrore e morte fino al Gargano. La reazione aragonese stentava a formalizzarsi, anche perché Venezia persisteva nella sua neutralità, acquistata dopo una lunga guerra (nella quale, restata sola contro i Turchi ottomani, aveva pochi anni prima firmato una tregua perpetua), e gli altri Stati italiani erano interessati più delle guerre in terraferma che sul mare. Da questo indulgere i Turchi ricavarono il tempo per fortificare Otranto secondo concetti difensivi avanzati.

Sisto IV riprese in mano la situazione. Concluse la pace con Firenze, per la quale pertanto l’attacco musulmano significava salvezza, e, fattosi promotore di una tregua tra i vari stati italiani, pubblicò una bolla con il bando di crociata cui invitò tutti i principi cristiani. Sisto IV costituiva così un’alleanza di Genova con Firenze, con il re d’Ungheria ed i duchi di Milano e Ferrara.
Gli aiuti promessi tardavano ad arrivare ed erano evidenti le disparità tra le forze in campo. L’inverno del 1481 passava nelle vane promesse di aiuti, mentre gli Ottomani ricevevano via mare rinforzi; alcune scaramucce nell’entroterra e sulle acque non sembravano decidere le sorti dell’occupazione: i turchi rimanevano saldamente padroni della città, nonostante gli attacchi che si facevano sempre più frequenti provocando crudeli ritorsioni nei confronti degli inermi cittadini che nel frattempo non erano stati massacrati o fatti schiavi.
Al momento di realizzare la crociata sopraggiunse una serie di defezioni.

Con l’arrivo della buona stagione, l’aragonese accelerò le operazioni di assedio grazie agli aiuti ottenuti dagli Stati italiani che finalmente si resero conto del pericolo per la loro sopravvivenza rappresentato dall’occupazione turca.
Finalmente il primo maggio si mise il campo presso Otranto con imponenti apparati difensivi studiati da Ciro Ciri, “maestro ingegnere” inviato dal duca di Urbino.

Riorganizzate tutte le forze e ricevuti finalmente tutti gli aiuti promessi dalle diverse città italiane, Sisto IV sancì il via della Crociata contro gli Ottomani e l’attacco a Otranto fu lanciato dalla terra e dal mare.

La morte di Maometto II e la risoluzione finale


A risolvere la situazione fu però la morte del cinquantaduenne sultano Maometto II, avvenuta tra il 3 e il 4 maggio 1481. L’avvenimento decise le sorti dell’assedio e fu accolto con sollievo da parte dei cristiani, poiché la successione del sultano ottomano aveva aperto le ostilità tra i di lui figli Bayazit e Cem. In conseguenza era sorta una nuova crisi per l’impero turco, per il vuoto politico creatosi, e Ahmet venne richiamato in patria.
A Otranto l’esercito ottomano, privo di rinforzi e pressato dagli eserciti e dalle milizie cristiane, subì il 23 agosto un violentissimo attacco che provocò nelle due parti notevoli perdite umane.
I turchi furono costretti dopo una disperata resistenza a cedere, e Ahmet Pascià accettò una resa dignitosa. Il 10 settembre 1481 riconsegnò la città al duca Alfonso di Calabria, arrendendosi onorevolmente e tornando a Valona: i turchi restituivano una città ridotta a un cumulo di macerie, nella quale erano sopravvissuti solo 300 abitanti.

Il 13 ottobre 1481, più di un anno dopo, i corpi degli otrantini trucidati furono trovati perfettamente conservati ancora lì sul Colle della Minerva e vennero successivamente traslati nella Cattedrale di Otranto.

Oggi, a distanza di 531 anni dall’eccidio idruntino che sancì la fine della battaglia di Otranto, mi è balzato alla mente una domanda: e se i piani di Maometto II fossero andati a buon fine, cosa ne sarebbe ora dell’Italia? Ai commenti le ardue sentenze.

Buon Ferragosto a tutti.

Fonti:
La buonanima di mio nonno Vittorio
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ahmed pasha, , , maometto II, martiri, otranto, , salento
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  1. Avatar di vargwarlord

    vargwarlord 12:02 am on agosto 15, 2011 | 368259

    davvero molto interessante!!

  2. Avatar di abbo

    abbo 1:29 am on agosto 15, 2011 | 368274

    la storia del corpo che si è alzato in piedi senza la testa te la potevi risparmiare, ma vabbè.. :)

    • Avatar di taldeital | NC01

      taldeital | NC01 9:37 pm on agosto 15, 2011 | 368454

      dici? la leggenda è tramandata così ;)

  3. Avatar di EkV

    EkV 1:39 am on agosto 15, 2011 | 368275

    Ottimo articolo. :fav:
    Cosa sarebbe successo?
    Risposta seria: probabilmente il Papa, trasferitosi per tempo, avrebbe organizzato, grazie alla sua influenza religiosa politica un massiccio contrattacco, invocando l’aiuto di tutta l’europa cristiana per cacciare i musulmani da San Pietro. In ogni caso, con tutta probabilità la Serenissima Repubblica di Venezia avrebbe fatto valere i suoi accordi, o comunque avrebbe trovato il modo per giungere ad un compromesso vantaggioso; tutt’al più avrebbe formalmente abbracciato la fede islamica e poi avrebbe fatto quel cazzo che gli pareva, come del resto ha sempre fatto anche con il Vaticano (almeno finchè non giunse l’inquisizione, ma anche allora non cambiò molto).

    Risposta flammosa: probabilmente saremmo a baciare un tappeto 5 volte al giorno, la cultura culinaria italica andrebbe a puttane visto che il maiale ce lo scorderemmo, l’evoluzione della civiltà si sarebbe congelata a quell’epoca qualora non fosse regressa, secoli di arte non esisterebbero visto che il loro dio non si può rappresentare, :ln: non esisterebbe.

    • Avatar di giusalex1

      giusalex1 11:07 am on agosto 15, 2011 | 368294

      francamente all’epoca i piu avenzati tecnologicamente e culturalmente erano proprio gli ottomani quindi non penso sarebbe stato tanto male.

      • Avatar di vehemens

        vehemens 11:34 am on agosto 15, 2011 | 368297

        non credo proprio… ti ricordo che a fine 400 da noi iniziava l’epoca di Lorenzo il magnifico.
        10 anni dopo Colombo scopriva le americhe.
        Con i culallaria in casa non ci sarebbe stato il rinascimento, le signorie, L’arte, il progresso Militare.
        avremmo fatto la fine di tutto l’ impero Ottomano. saremo una grossa Albania

        • Avatar di giusalex1

          giusalex1 5:53 pm on agosto 15, 2011 | 368403

          be ma erano pur sempre piu tolleranti di noi e fino al secondo assedio di Vienna mantennero la superiorita in tecnologia militare mentre noi continuavamo con le guerre di religione.

          • Avatar di vehemens

            vehemens 6:56 pm on agosto 15, 2011 | 368428

            a dir la verità il Secondo assedio di Vienna fallì proprio grazie all’ inettitudine tecnologica oplologica Maomettana.
            le artiglierie erano pacchiane e i Giannizzeri erano oramai l’ ombra del loro passato.
            dopo Il Primo assedio di Vienna e sopratutto dopo Lepantò L’ impero era oramai definitivamente tramontato

            • Avatar di giusalex1

              giusalex1 8:04 pm on agosto 15, 2011 | 368446

              appunto al epoca del secodo assedio persero la superiorità tecnologica ma prima l’avevano loro.

  4. Avatar di vehemens

    vehemens 11:02 am on agosto 15, 2011 | 368291

    che ne sarebbe successo all’ Italia?
    semplice! Quello che succederà tra una trentina d’anni

    • Avatar di EkV

      EkV 11:40 am on agosto 15, 2011 | 368298

      +1

    • Avatar di Bacco

      Bacco 1:51 am on agosto 16, 2011 | 368488

      +1 per il tentativo di flame… (sono d’accordo comunque)

  5. Avatar di

    Giumini 12:53 pm on agosto 15, 2011 | 368302

    Probabilmente non ci sarebbe stato Silvio Berlusconi…

    • Avatar di Bacco

      Bacco 1:50 am on agosto 16, 2011 | 368487

      ma il colonnello Mohamed Berluscan…

  6. Avatar di picchiopc

    picchiopc 3:52 am on agosto 17, 2011 | 368682

    Davvero un bel post complimenti :D :fav:

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