Sweeney Todd, il barbiere demonio di Fleet Street #LegaNerd

La bocca grande come un forno, le mani enormi come quelle di una scimmia e soprattutto, ribelle al suo stesso mestiere, la capigliatura talmente folta da farlo sembrare più simile a un cespuglio che a una persona umana.

NdEditor: se non avete visto il film omonimo e volete evitare spoiler, non proseguite nella lettura.

Sweeney Todd (conosciuto anche come il Barbiere Demonio) è un serial killer londinese, vissuto tra la seconda metà del ‘700 e gli inizi dell’ ‘800. Oggi è principalmente conosciuto grazie al film/musical di Tim Burton del 2007, ma le sue gesta sono molto meno recenti di quello che si crede, essendo il Barbiere un assassino seriale antecedente a Jack lo Squartatore e non meno famoso e chiaccherato nella città londinese.

Ma chi era Sweeney Todd?

Sweeney Todd nasce in un misero stabile di Brick Lane (Londra), il 26 ottobre 1756, figlio di un tessitore di seta e di una donna di fatica, entrambi col vizio dell’alcol.
Durante l’inverno del 1768 (particolarmente rigido, il Tamigi ghiacciato, prezzi del carbone proibitivi, contadini in cerca di fortuna affollavano le strade della City, spesso lasciandoci la pelle), un giovane Todd si trova costretto a abbandonare precocemente gli studi per contribuire alle entrate in casa, aiutando nel trasporto della seta, presso la ditta dove lavorava il padre.
Poco dopo, perde i genitori (si crede che siano morti ubriachi assiderati per le strade londinesi) e si ritrova a 12 anni, da solo.
Si rifugia quindi presso la bottega di John Crook, un artigiano specializzato nella fabbricazione di coltelli, rasoi e altri utensili meccanici più o meno complicati, che lo “assume” come garzone. Proprio qua Sweeney inizia il suo approccio con le lame che lo avrebbe reso celebre in futuro.

Nel 1770, a 14 anni, viene accusato di un piccolo furto e si ritrova a dover scontare una pena di cinque anni nel carcere di Newgate.
Là conosce il suo mentore, tale Mr. Plummer, un uomo che in carcere si arrangia offrendo ai detenuti e ai secondini le sue competenze da barbiere (competenze che, dati i tempi, comprendevano pure l’estrazione dei denti, sistemazione di ossa, guarigione di ferite in suppurazione e tutto ciò che oggi si attribuirebbe a un medico-chirurgo), che decide di insegnare a Sweeney.

L’aver imparato il mestiere da Plummer, permetterà a Todd, recuperata la libertà, di intraprendere la vita londinese non come semplice soap boy, ma come barbiere rifinito. Ciò gli permette di mettersi al servizio di chiunque avesse bisogno di farsi la barba o alleviare un mal di denti.
Inizia così ad esercitare il mestiere in strada, non avendo soldi per avviare un negozio, unendosi ai vari e numerosi flying barbers. In quel periodo “bazzicava” dalla parti di Hyde Park.

Che non si limitasse al taglio di barba a e capelli, sarebbe stato scoperto diversi anni dopo, ma già nel 1784 la stampa londinese parla del ritrovamento di un cadavere di un uomo con la gola aperta da un orecchio all’altro, ucciso probabilmente a scopo di rapina, nella zona di Hyde Park. Ovviamente Sweeney sfugge ad ogni capo di imputazione.

L’arrivo a Fleet Street

Nel 1785 Sweeney Todd smette di fare il flying barber a apre una bottega al 186 di Fleet Street, all’ombra del Temple Bar, il quale arco aveva delle picche dove venivano “esposte” le teste dei nemici della patria. Zona inizialmente nota come “Ink Street” per ospitare sedi di diverse testate (tra le quali, il “The Sun”), diventata zona malfamata e frequentata da delinquenti, ubriaconi e prostitute.
Il negozio del nostro barbiere, mostra il classico cilindro a spirale rosso e bianco e sulla vetrina si poteva leggere “easy shaving for a penny – as good as you can find any”.
La bottega del barbiere era un antro abbastanza tetro, dove si trovava una bacinella usata per custodire i denti marci tolti ai clienti, il camino su cui bollire l’acqua usata per la rasatura, la rastrelliera dove pendevano i ferri del mestiere e una massiccia sedia di legno, insolitamente disposta al centro della stanza.
Un meccanismo segreto consentiva a Sweeney Todd di uccidere e nascondere provvisoriamente le sue vittime. Al centro del pavimento del suo negozio c’era un foro quadrato in corrispondenza dello scantinato, chiuso con una piastra, con fissate due poltrone identiche, una nella parte inferiore, l’altra in quella superiore. Il tutto era collegato ad un meccanismo per una completa funzionalità. Nel retrobottega c’era una leva che, azionata, faceva ribaltare la piastra facendo cadere la vittima dentro la cantina causando al malcapitato di turno la rottura dell’osso del collo (se qualcosa nell’esecuzione andava storto, c’avrebbe pensato successivamente il barbiere con l’aiuto di un rasoio), di conseguenza la sedia inferiore occupava il posto di quella precedente, dandogli così tutto il tempo per ripulire qualsiasi traccia di sangue. Questo meccanismo è stato probabilmente frutto delle abilità apprese negli anni da John Crook.

Todd sceglieva le vittime in base al loro aspetto, fondamentalmente i benestanti si riconoscevano dall’abbigliamento e dagli oggetti di valore che si portavano appresso. Se il cliente era probabilmente povero dall’aspetto, il barbiere si accontentava del penny della rasatura, invece che prendersi la vita dell’individuo.

Uno dei primi a “sperimentare” l’invenzione del Barbiere Demone, fu un certo Thomas Shadwell che, mentre stava chiacchierando con il barbiere, mostrandogli un orologio d’oro, si è reso vittima perfetta per Todd che, alla prima buona occasione gli recise di netto la gola, azionando poi la leva per far svanire il corpo nella cantina. La stessa sorte toccò ad un ragazzo di nome William, che stava passando davanti al negozio. Il barbiere gli chiese se voleva tagliarsi la barba, lui rispose che aveva fretta perché doveva consegnare una certa somma in denaro, però in qualche modo riuscì a farsi convincere ad entrare nel locale. Dopo averlo fatto sedere, Todd gli tagliò la gola e lo fece cadere sotto nello scantinato. Stavolta scese di corsa le scale, andò a finirlo a colpi di rasoio e si intascò il suo denaro.

Diversamente dalla credenza “recente” e romanzata, Sweeney Todd non uccideva per sete di vendetta, ma uccideva per motivi prettamente economici. Basti pensare che dalle capigliature delle vittime, ricavava delle parrucche che rivendeva, oltre che impossessarsi di indumenti, denaro e oggetti di valore.

Difficile fare una stima precisa delle vittime del Barbiere Demonio, ma basandosi sui differenti capi d’abbigliamento trovati nella casa di Todd, si contano circa 160 persone. Un numero che, ovviamente, pone il problema dell’occultamento di diversi corpi.

Inizialmente i cunicoli che si diramavano sotto tutto il quartiere (collegati con la cantina di Todd), fino ad arrivare ai sotterranei della chiesa di St. Dunstan, erano perfetti allo scopo, dato che ospitavano anche salme di persone morte naturalmente.
Dopo non molto però, anche i sotterranei iniziavano a diventare stretti per i resti delle vittime di Sweeney Todd, che si è trovato “costretto” a collaborare con la sua complice, e probabilmente amante, Mrs Lovett.

Mrs Lovett e le sue meat pies

La signora Margery Lovett (descritta da alcuni come una vecchia decrepita o da altri come una avvenente cacciatrice di uomini) era la vedova di un fornaio di Bell Yard (zona adiacente a Fleet Street), particolarmente abile nel dosare gli ingredienti delle meat pies (pasticci di carne avvolti in soffice pastafrolla), che la rendevano famosa nel quartiere.
I motivi e le modalità precise che hanno fatto nascere l’accordo tra il barbiere e la fornaia sono sconosciuti nei dettagli. Si pensa anche che Todd, diventato abbastanza ricco, avesse acquistato il forno della signora Lovett. È probabile anche che Todd, dopo aver fatto amicizia con la Lovett (e averne individuato l’avidità) le abbia confessato le sue malefatte e le abbia proposto di fare parte di questo piano diabolico.
Comunque sia, ognuno aveva il proprio compito: Sweeney Todd uccideva e smembrava le persone assasinate, separando le parti “utili” da quelle scartabili. Mrs Lovett smaltiva le carni (mischiando sapientemente carne grassa e carne magra) attraverso le sue famose meat pies. Gli scarti dei corpi restanti, venivano nascosti nelle catacombe della chiesa di St. Dunstan.

Ma nessuno si accorgeva della sparizioni o sospettava della carne dei pasticci?

Inizialmente no, essendo quasi tutte le vittime semplici persone di passaggio ed essendo il quartiere dove era posto il barber shop di Todd notoriamente malfamato.
Per quanto riguarda i pasticci di carne, ci sono soltanto leggende che dicono che alcuni clienti, addentando una pie della signora Lovett, si siano trovati a scoprire un anello o pezzi di cuoio capelluto, ma non è nulla di certo.
Certo è che, a tradire Sweeney Todd, sono stati gli indumenti delle vittime, che lui usava tranquillamente, riconosciuti da amici e parenti degli individui scomparsi, che iniziarono a visitare anonimamente la bottega del barbiere, dopo varie segnalazioni e voci che affermavano di aver visto molte persone entrare in quel negozio senza mai uscirne.
Altro elemento che ha tradito Todd, fu l’odore che aleggiava nelle vicinanze della chiesa di St. Dunstan, proveniente, ovviamente, dai cadaveri in decomposizione che si trovavano nei sotterranei.

Ai tempi non esisteva una polizia vera e propria, si occuparono delle indagini i Bow Street Runners, un corpo semi-volontario fondato nel 1749 nel tentativo di contenere la dilagante criminalità che affliggeva Londra, indagando almeno sui delitti più efferati, che comprendeva solo otto commissariati in tutta la City (uno dei quali situato a Craven Road). I Bow Street Runners, comunque, riescono indagando a smascherare il truce “traffico” di Todd e della Lovett.

La fine del Barbiere Demonio

Nell’ottobre del 1801 Sweeney Todd e Margery Lovett finiscono del carcere di Newgate.
Inizialmente entrambi non forniscono altri dettagli sulla vicenda, negando di essere colpevoli delle accuse.
Dopo vari interrogatori la Lovett cede e confessa, aggravando volutamente la situazione di Todd, dandogli la colpa completa sull’accaduto e augurandogli la peggior punizione.
Poco dopo la confessione, la signora Lovett si suicida avvelenandosi in cella.

Sweeney Todd viene, quindi, giudicato da solo. Tra le varie prove contro di lui, ci sarebbe la storia di questo ricco mercante, sparito insieme a una preziosa collana di perle, regalo di nozze per la fidanzata (questo particolare, rielaborato, verrà utilizzato nel 1850, nella prima opera scritta romanzata su Todd, chiamato appunto “Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street” o noto semplicemente come “The String of Pearls”).

Viene condannato all’impiccagione in pubblica piazza il 25 gennaio 1802, davanti a migliaia di persone. Subito dopo l’esecuzione, il corpo fu messo a disposizione di sedicenti chirurghi, che lo portarono via per la dissezione.

Sweeney Todd dopo la morte

Il “mito” di Sweeney Todd comincia a prendere piede quasi 50 anni dopo la sua morte per impiccagine, finendo sui penny dreadful (libretti di scarsa qualità cartotecnica, con contenuti quasi “pulp” o sanguinari e scabrosi) che narravano di pirati, vampiri e serial killer e assassini vari realmente esistiti, da un’idea di un editore, Edward Lloyd.
Il sopracitato “The String of Pearls”, molto probabilmente inizia a prendere forma grazie a Thomas Peckett Prest, che lavorava per Lloyd. Pubblicato a puntate sul “The People’s Periodical and Family Library”, nel 1846 il nucleo del romanzo ispirato a Sweeney Todd contava già diciotto capitoli.
Riscuotendo la storia un grande successo tra i lettori, posta Lloyd ad allargare maggiormente la storia che, un anno dopo, arriva a contare centosettanta capitoli.
Tre anni dopo, viene fatta una scrematura arrivando ai trentanove capitoli “ufficiali” (che sono praticamente quelli che trovate tutt’ora leggendo il romanzo), e cambiando titolo in “The String of Pearls or a Sailor Gift”. Oltre a Prest, dovrebbe esserci anche la penna di Malcom Rymer e di altri scrittori, ma non essendoci la certezza, il romanzo resta tutt’ora con dicitura “anonimo”.

La prima comparsa di Sweeney Todd nel mondo del cinema è stata nel film del 1936 diretto da George King.
È protagonista anche in un musical degli anni settanta di cui nel 2008 è stato tratto un musical/horror “Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street”, diretto da Tim Burton, che è l’adattamento cinematografico dell’omonimo muscial di Stephen Sondheim e Hugh Wheeler del 1979, a sua volta adattamento del dramma teatrale omonimo di George Dibdin Pitt del 1842.
Anni prima era stato fatto anche un film tv “La bottega degli orrori di Sweeney Todd”, diretto da John Schlesinger.

Il romanzo di Sweeney Todd, che riporta i 39 capitoli “originali” dopo la scrematura avvenuta nel 1850, è edito dalla Newton Compton e prta ancora la dicitura “anonimo” per quanto riguarda l’autore.

Il barbiere demonio è una figura che a noi è arrivato romanzato e, volendo, ingentilito dalla figura di un personaggio che vendica la moglie e la figlia cantando in un musical. Mi è sembrato giusto parlarne, essendo tra i serial killer più sottovalutati. In Inghilterra è celebre da sempre, almeno quanto Jack lo Squartatore, e non conta meno leggende, riferimenti e trasposizioni teatrali, televisive e citazioni.

Per chi vuole saperne di più:
occhirossi.it/SweeneyTodd.htm
it.wikipedia.org/Sweeney_Todd
“Sweeney Todd” – Anonimo, ed. Newton Compton

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[BdS] – Bagno di Sangue è la rubrica di Lega Nerd che racconta i delitti più efferati, assurdi, curiosi e famosi della storia

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lunedì 18 luglio 2011 - 0:56
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