Uno shuttle per la Russia #LegaNerd

La carriere dello Space Shuttle è ormai agli sgoccioli.
L’8 luglio dovrebbe partire l’ultima missione per l’Atlantis e per l’intero progetto.
Fa quasi pena vedere, nella foto soprastante, questo formidabile mezzo pronto al suo ultimo trasferimento…

Aspetta un momento…
Perché si trova sopra un Antonov An-225?
E perché c’è disegnata sopra la bandiera dell’URSS?

Facciamo un salto nel passato


30 ottobre 1968.
La Nasa è dentro fino al collo nel programma Apollo e l’allunaggio è ormai vicino.
Gli Stati Uniti si preparano a vincere la lunga corsa verso lo spazio intrapresa contro i russi.

L’URSS aveva vinto a mani basse con lo Sputnik e Gagarin, ma la Luna era fuori dalla sua portata.
Erano riusciti a portare sul nostro satellite molte sonde robotiche, erano anche riusciti a riportare dei campioni lunari sulla Terra.
Ma il progetto sovietico di un allunaggio umano era naufragato per problemi ingegneristici ed economici.

Problemi dovuti principalmente al razzo.N1 Hercules, la controparte sovietica del Saturno V.
L’N1 è tuttora il più potente razzo mai creato dall’uomo, ma il progetto fallì a causa della sua tendenza a diventare un fuoco d’artificio.

Nonostante la sconfitta russa la Nasa non rimase certo con le mani in mano. Arrivare sulla Luna è una cosa, mantenere l’egemonia dello spazio è un’altra.

Quel giorno d’ottobre l’ente americano lanciò una consultazione per lo sviluppo di un sistema di lancio riutilizzabile in grado di mettere in orbita bassa un carico utile compreso tra le 2,3 e le 23 tonnellate e di riportare sulla Terra almeno 1 tonnellata di carico e con un vano di almeno 85 m³. E che ti preparasse i pancakes al mattino.

13 anni dopo, dopo continue riprogettazioni, cambi all’ultimo minuto e con il forte rischio di finire in bancarotta, il 12 aprile 1981 parte la prima missione dello Space Shuttle.
L’orbiter Columbia inaugura la nuova era delle missioni Nasa.

Per poi chiuderla con una palla di fuoco e rottami il 1° febbraio 2003.

Энергия


Se la Guerra Fredda ci ha insegnato qualcosa è che i russi sono molto pragmatici.
Fallita la missione per la Luna anche i sovietici capirono l’importanza di una navetta adatta a trasportare e riportare carichi da e per l’orbita terrestre.

A metà degli anni ’70 l’URSS venne a conoscenza del progetto Space Shuttle.
Temendo un utilizzo della navetta americana per scopi bellici, essi diedero il via al progetto Buran/Energia.

L’Energia era un razzo sviluppato in parallelo al progetto N1.
Nonostante le sue dimensioni ridotte -era alto solo 60 metri- era in grado di sviluppare una spinta uguale -o addirittura superiore- a quella del più grande Saturno V.

L’Energia -nella configurazione standard- era in grado di portare nella bassa orbita terrestre un carico da ben 100 tonnellate.
Nella configurazione Vulcan -la più potente e l’unica non testata- sarebbe stato in grado di portare un carico da -addirittura- 175 tonnellate.

Niente da dire. I sovietici avevano creato un razzo sotto steroidi e, come se non bastasse, pure affidabile.
L’Energia è stato l’unico razzo sovietico a non aver mai avuto un incidente. O meglio, durante il primo lancio il satellite militare Polyus che trasportava fallì l’inserimento in orbita, ma solo a causa di un difetto dello stesso satellite.

Ma perché serviva ai sovietici un razzo così potente?
Semplice, a trasportare il protagonista della foto di apertura.

Бура́н


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Il Buran fu la risposta dei russi allo Space Shuttle.
Una risposta della madonna imho.

Il Buran era molto simile allo Shuttle americano, una somiglianza voluta.
Gli ingegneri volevano una navicella più piccola, più leggera e meno costosa. Ma i militari temevano l’utilizzo in guerra dello Shuttle quindi richiesero un aeromobile il più simile possibile alla controparte americana.

Gli ingegneri risposero con un modello esteticamente identico, ma più grande -seppur di pochi metri- e migliore.
Sulla carta , e dopo vedremo anche nei fatti, il Buran surclassava lo Shuttle in ogni aspetto.

Poteva portare nello spazio circa una tonnellata in più rispetto allo Shuttle, e poteva riportare a terra 5 tonnellate in più.
In vista della costruzione di una grande stazione spaziale questo era un punto decisamente a favore.

Era più facile da preparare al lancio.
Oggigiorno ci vogliono diverse settimane per preparare uno Shuttle al lancio. La maggior parte del tempo viene sprecata perché l’orbiter viene portato in posizione verticale verso la rampa di lancio. Un processo che va svolto molto lentamente per evitare un disastro.
Il Buran poteva essere spostato orizzontalmente, un processo molto più sicuro e veloce.

Il Buran era modulare.
Lo Shuttle è stato creato per un ruolo preciso e solo quel ruolo sa fare.
Il Buran aveva il vantaggio di essere solo “un pacco”. Al contrario della navicella americana i motori principali non erano installati sul Buran, ma sul razzo Energia.
Quindi con una sola piattaforma di sviluppo si aveva una navicella riutilizzabile e un razzo con la capacità di portare un carico sulla Luna.

Come dicono in Grande Madre Russia:

Du gusti is megl che uan!

Il Buran era completamente riutilizzabile.
Nello Shuttle solo l’orbiter e i booster sono riutilizzabili dopo un’attenta revisione.
Il progetto sovietico invece era completamente riutilizzabile, l’unico inconveniente era che nei prototipi del razzo Energia il motore principale tendeva a consumarsi troppo in fretta causandone una sostituzione anticipata.

Il Buran era sicuro.
Il razzo Energia e i quattro booster che l’accompagnavano erano costruiti in un solo pezzo e non erano ricoperti di schiuma, al contrario delle controparti a stelle e strisce di bacon.
Vi ricordo che è stato proprio un pezzo di schiuma isolante a causare la breccia nel Columbia.
Per i razzi vettoriali il Buran usava un combustibile a base di cherosene, invece della tossica e meno performante idrazina usata sugli Shuttle.

Un lato negativo però c’era. Il razzo Energia usava cherosene e ossigeno liquido come combustibile e comburente.
Un’accoppiata più volatile e difficile da gestire rispetto ai propellenti solidi dei booster degli Shuttle.

Il Buran era automatico.
L’unico lancio della storia del Buran, eseguito il 15 novembre 1988, fu effettuato senza alcuna persona a bordo.
Esatto. Il Buran era vuoto.
E dopo 206 minuti di volo orbitale il Buran atterrò senza alcun problema. Senza che nessuno lo controllasse.

Gli ingegneri sovietici sapevano quanto fosse pericoloso mandare un gruppo di persone nello spazio, sapevano che era pericoloso anche rientrare dallo spazio.
Ma sapevano soprattutto che gli esseri umani tendono a sbagliare.
Per questo avevano progettato il Buran in modo che sapesse volare e atterrare da solo senza alcun intervento umano.
Roba che gli americani hanno imparato solo adesso con l’X-37.

Ma se il Buran era così spettacolare perché ha volato solo una volta?

Dasvidania Buran


Il progetto Buran, per quanto ironico possa sembrare, che doveva portare gloria e prestigio alla Russia forse fu la causa del crollo dell’URSS.

Se l’Unione Sovietica era già con l’acqua alla gola il progetto fu quasi come un’inondazione.
Per lo sviluppo del progetto furono impiegate – in modo diretto o indiretto – più di 1 milione di persone in 1286 enti e aziende, con costo totale stimato in circa 16,4 miliardi di rubli.
Una bella mazzata per una società in crisi. Una mazzata che porterà la chiusura del progetto nel 1993, in favore delle più economiche Soyuz e Progress.

Delle varie navicelle previste ne venne costruita solo una.
Purtroppo nel 2002 l’hangar in cui era alloggiata -o meglio abbandonata- a Baikonur crollò, distruggendo completamente l’astronave.

Oggigiorno esiste solo un modello a grandezza naturale esposto (dal 2008) a Spira, vicino a Francoforte.
Il modello si trova nel Museo dello Spazio della città. Due anni fa, durante il mio giro in moto della Germania, ebbi la fortuna di vederlo e vi assicuro che è una cosa veramente emozionante.

Cosa ci ha insegnato questa storia?
Solo durante una guerra -per quanto fredda essa sia- gli esseri umani spingono al limite la loro conoscenza della scienza e dello spazio. Per arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima.
Purtroppo, in tempo di pace questo è l’ultimo problema della lista.

Ma forse una speranza c’è.
Con l’abbandono del progetto Shuttle e la proposta del progetto Orion, che tutto sembra tranne un sostituto della famosa navicella, gira voce che i russi vogliano rispolverare il Buran. Scelta meno costosa rispetto a dover creare da zero una nuova navicella senza la certezza del suo funzionamento.

Chissà se in un futuro non troppo lontano il Buran ricomincerà a solcare i cieli.
Chissà…

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Programma Shuttle
Programma Buran

[Curiosità Spaziali] è la rubrica di Lega Nerd sulle curiosità e notizie riguardanti spazio e astronomia.

Drugo | SB214 a.k.a. rorscach796

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